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Creato da Zero.elevato.a.Zero il 21/07/2008

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Che tu possa trascorrere un felice Natale

Post n°576 pubblicato il 21 Dicembre 2019 da Zero.elevato.a.Zero
 

Have yourself a merry little Christmas
Make the Yuletide gay
From now on your troubles will be miles away

Here we are as in olden days
Happy golden days of yore
Faithful friends who are dear to us
Gather near to us once more

STL

Eccoci, la vita ci regala di nuovo il Solstizio, come ci ricorda la parola il sole si ferma nel concedere sempre più spazio alla notte e da domani i giorni torneranno ad allungarsi. È motivo di gioia e di festa questo rassicurante passaggio della danza tra terra e sole.
Allora, che si voglia celebrare Yule, Mitra o Gesù o dare un qualsiasi altro nome all'evento, è opportuno fermarsi, anche lo faccio per un poco, cercando serenità nella meditazione che mi porta a capire come il mondo gira sempre allo stesso modo, con rallentamenti che nella mia vita saranno impercettibili.
Mi pervade questa emozione di gratitudine e, per come sono fatto io, la voglia di cantare si fa più forte.
La canzone che ho tra le labbra quest'anno mi rispecchia molto: è più vecchia di me, è nata prima,nel 1944 ha avuto il suo esordio mentre nel mondo ancora infuriava la guerra, la stessa che affligge ancora terre non troppo lontane dalla nostra. Ancora una volta nasce da un film hollywoodiano, di quelli che finiscono bene, come le favole più care. Rivedendo "Incontriamoci a Saint-Louis" c'è questa scena dove la piccola sorellina viene confortata dalla maggiore per il timore che il babbo, accettando di lasciare Saint Louis per New York, possa compromettere tutto l'equilibrio della famiglia, così le canta questo brano che la voce di Judy Garland ha reso celebre, tanto da diventare un classico del Natale per tutti i crooner.
È una canzone che ha un testo semplice, ma prezioso per le vecchie parole come Yuletide o Yore, parole che non si userebbero più se non ci fossero canzoni come queste: ecco il senso della tradizione che si perpetua.
Tra pochi giorni si celebrerà il Natale, magari con una tavolata che raccoglie gli affetti più cari, anche se nel mio caso con un paio di posti rimasti vuoti, ma con presenze capaci di far brillare la candela del centro tavola più intensamente.
A tutti quelli che passano e si fermano un attimo ad ascoltare queste note vorrei fare l'augurio più sincero di armonia nel cuore, fatta di una luce che brilla intensa su volti vicini ai quali vogliamo bene; a tutti vorrei dire con l'abbraccio di due sole parole, ma altrettanto luminose:
Buon Natale!

 
 
 
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