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Gloriosa spazzatura

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Horslips, 'Sword of Light'

Post n°66 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da fattodiniente

 

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Beh, questi non erano davvero granché. Un onesto gruppo di rock-folk, dai risultati diciamo pure dozzinali: musica per il proletariato, nessuna rilettura del patrimonio folk che andasse al di là di due chitarre e una ritmica ad elettrificare danze e melodie interpretate con più originalità da chiunque ci sia provato.
Però c'erano, e credo avessero anche un loro fedeli e accaniti sostenitori; non credo proprio di poter esser messo nel novero, e questo probabilmente va a mio merito. Però i dischi li avevo - li ho ancora se è per questo.
La cosa che mi piace di più sono le loro facce da sottoproletari; facce viste in giro per Dublino, e poi in tutti i film di Ken Loach. O se preferiamo, nei film tratti dai romanzi di Roddy Doyle: più corretto, ma è anche vero che volti ed espressioni sono poi gli stessi, di qua e di là del Canale di San Giorgio. 

Roddy Doyle, già. E' probabile che facce così siano ancor quelle che popolano l'isola di smeraldo, anche se a quanto pare la situazione sociale ora è alquanto cambiata: "successe, direi, verso la metà degli anni Novanta. Andai a letto in un Paese e mi risvegliai in un altro posto, completamente diverso". L'immigrazione,  dall'Est prima, dalla Nigeria e da altri posti dell'Africa nera poi. Forme diverse di una stessa miseria, fatta di disoccupazione, disperazione sociale, precarietà esistenziale.
Non saprei dire se gli Horslips cantassero quella dei loro bei dì (la metà degli anni '70); credo di no, ma suppongo di sì. E in ogni caso, quello era l'effetto: canzoni sulla grandezza ed epicità passata (ma di quando?) del loro paese, che interpretate sui toni piatti e scontati della loro musica, diceva molto di più sulla povertà spirituale e culturale attuale che sulla importanza della storia che la precedeva. Almeno loro non dovevano inventarsela una storia passata...

Avendo passato gran parte degli anni '80 ad ascoltare musica irlandese, un certo orecchio ed una certa conoscenza della materia potevo (e posso) comunque vantarla, e devo dire che quando riuscii a visitare quel benedetto paese, oltre vent'anni fa, trovai esattamente ciò che mi aspettavo, ed in fondo cercavo. E ci stavo pure bene.
Ora i Chieftains se ne stanno andando per età, e gli altri protagonisti di quella fortunata stagione o han battuto altre strade, o han detto ciò che avevano da dire. E l'Irlanda non è più la stessa. Ma non per la musica che vi si suona: i tempi cambiano, occorre farci i conti, oppure lasciar perdere. Magari riascoltando ancora e ancora cose che il cambiare delle cose han consegnato alla storia, ammesso che sia una storia che a qualcuno interessa ancora.
E così, capita di riascoltare anche gli Horslips, e le loro banali, ma in fondo non sgradevoli interpretazioni. E che il Signore si ricordi anche di loro, e di chi li ascolta ogni tanto. Gente innocua in fondo, noi e loro.   

 
 
 
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