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TSO a magistrati, preti, studenti: deriva psichiatrica?

Post n°39 pubblicato il 15 Maggio 2021 da daniela.g0
 

 

Fano, provincia di Pesaro-Urbino, 6 maggio 2021. Studente di 18 anni si incatena al banco per protestare contro l'obbligo di indossare la mascherina, dichiarando che si tratta di un obbligo contro la Costituzione italiana. Dopo due ore di trattativa, viene prelevato da scuola dalle forze dell'ordine per essere portato al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fano, dove viene sottoposto a TSO e poi trasferito e ricoverato in Psichiatria nell'Ospedale di Muraglia a Pesaro, nonostante il ragazzo non abbia mai manifestato alcun tipo di violenza, né contro se stesso, né contro gli altri.    

Ravanusa, provincia di Agrigento, 2 maggio 2020. Un uomo di 33 anni prende un megafono percorrendo le vie del paese solo dentro la propria macchina, proclamando che non esiste nessuna pandemia. Il giovane viene bloccato dalle auto delle forze dell'ordine e, malgrado non opponga nessuna resistenza, come documentato da molti testimoni ed anche da un video, viene buttato a terra, immobilizzato, gli vengono somministrati dei farmaci da un operatore sanitario e poi portato via, sotto gli occhi increduli dei presenti. Resterà ricoverato per sette giorni all'Ospedale di Canicattì (Reparto Psichiatria) costretto a non muoversi: legato al letto mani e piedi, con catetere, feci sul posto e cibo somministrato dal personale infermieristico; mentre la famiglia versa nella più totale angoscia non avendo sue notizie per giorni. Sarà soltanto grazie al fratello Lillo Massimiliano Musso, avvocato, dopo ripetuti ed inutili tentativi di contattarlo telefonicamente, che si avranno finalmente sue notizie. L'inquietante storia approda pure in Parlamento tramite l'interrrogazione della deputata del gruppo misto Sara Cunial. Scriverà l'avvocato e fratello del giovane: "Nel caso di specie, non è stata indicata alcuna psicosi o altra forma di apprensione morbosa legittimante il Trattamento".    

Castelletto di Leno, provincia di Brescia, 19 maggio 2020. Il parroco don Gianluca Loda, 54 anni, mentre si trova nella propria abitazione, dentro il bagno, è costretto ad uscire velocemente a causa dei rumori avvertiti. La porta della sua abitazione è stata forzata, viene prelevato quindi dalle forze dell'ordine e costretto a recarsi in ospedale, "scortato dai vigili da un lato e dall'altro, manco fossi un malvivente". La sua colpa: aver allestito una "tavolata" all'aperto, secondo Brescia Today, di cinque persone.   

Scriverà l'ex vaticanista Aldo Maria Valli: «Il parroco [...] aveva una strana abitudine. Anzi, tre. La prima era quella di pensare con la sua testa, la seconda era quella di dire ciò che pensava, la terza era quella di pensare cose piuttosto diverse da quelle imposte dal pensiero dominante. 

Per esempio, nell'aprile del 2017 don Gianluca disse che in Europa è in atto un invasione islamica pianificata, studiata e calcolata a livello mondiale, denunciò la profanazione di un presepio nella sua frazione, invitò a riflettere sulla crisi demografica, disse che i nostri governanti, a Roma come a Bruxelles, si allontanano sempre più dalla vita concreta delle persone e si preoccupano solo della grande finanza, li invitò a riflettere sulla Brexit, [...] e, in polemica con il politicamente corretto che impone di fare l'elogio del dialogo, aggiunse: "Si dice che il confronto con altre culture e civiltà arricchisce, ed è vero. Però, mi permettete, non vorrei far cambio con la cultura e con la civiltà di nessun altro; mi sento contento della mia. Oggi lo posso dire ancora liberamente. Ma fino a quando?"

Già. Fino a quando?  

Le cronache ci dicono che don Gianluca di recente è stato prelevato dalle forze dell'ordine e portato in ospedale per "accertamenti"».     

 

Tutti i casi sopra elencati hanno in comune il dato di essersi succeduti, rapidamente, dopo l'inizio della cosiddetta "emergenza CoVID-19". Hanno anche il dato comune che tutti e tre i soggetti, a detta di parenti e conoscenti perfettamente sani di mente, hanno però dissentito in qualche modo dal pensiero unico dominante, instaurato con ferrea autorità dal potere vigente subito dopo l'inizio della sempre cosiddetta "emergenza CoVID-19".  

Tuttavia, l'Italia non è nuova all'uso di trattamenti sanitari obbligatori in soggetti che poi si dimostrarono essere sempre stati perfettamente sani di mente. Richiamo qui alla memoria un caso che credo resterà emblematico nella triste storia del nostro Paese, anche se all'epoca la vicenda fu totalmente ignorata dai grandi media, come per lo più anche i tre casi sopra citati.   

Si tratta del TSO ingiusto ed illegale subìto da un magistrato: il suo nome, sconosciuto a molti, è Paolo Ferraro.   

Riporto integralmente questo estratto, dal blog CDD (Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia), per l'importanza che esso può rivestire:     

 

La vicenda del magistrato Paolo Ferraro
prova del golpe scientifico targato Tavistock      

«Era il 24 novembre del 2008 quando il magistrato Paolo Ferraro denunciò episodi avvenuti tra l'8 ed il 18 novembre nell'appartamento situato nella città militare della Cecchignola dove conviveva da maggio dello stesso anno con donna, moglie separata di sottoufficale dell'esercito impiegato allo stato maggiore della difesa, a sua volta presentatagli (reiteratamente) da magistrato distaccato presso il Ministero degli Esteri ufficio legislativo (le circostanze di contorno ma anche di contenuto sono state già spiegate più volte.  

https://paoloferrarocdd.blogspot.it/2014/01/tutto-torna-e-quadra-nei-minimi.html

https://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/10/un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama_23.html ).  

Per mezzo di registrazioni audio condotte privatamente dallo stesso Paolo Ferraro (allertato da esplicita richiesta di aiuto da parte del figlio minore della signora) si evince che quando egli non era presente nell'abitazione della Cecchignola entrava in azione un gruppo composto da sottoufficiali militari abitanti nel palazzo e nel quartiere, con lo svolgimento di attività anomale coinvolgenti donne, bambini e la particolare presenza di bambini ROM.    

La procura ottenne la archiviazione della denuncia esattamente tre mesi dopo mentre nel frattempo il dott. Ferraro veniva circondato da alcuni colleghi della Procura di Roma (incluso l'allora procuratore capo Ferrara) i quali con varie pressioni più o meno violente lo invitavano a non approfondire la vicenda scoperta.  

Il 23 maggio del 2009, sette mesi dopo la denuncia depositata e archiviata dalla Procura di Roma, il magistrato Paolo Ferraro che invece stava approfondendo i fatti e si apprestava ad una denuncia del tutto, subisce un sequestro di persona venendo prelevato presso la sua abitazione da una psichiatra, un medico, due agenti di polizia municipale e un'autista di ambulanza con tanto di infermieri, in un vero e proprio agguato concertato e in assenza non solo di qualsiasi presupposto ma altresì di qualsiasi provvedimento formale.  

Media e complottistoidi parlano di un "TSO ingiusto" ma fu un solo un vero e proprio sequestro di persona (in quanto mancavano tutte le formalità necessarie per configurare un TSO oltrechè i presupposti di fatto) organizzato con urgenza a causa dei gravi fatti denunciati dal magistrato Paolo Ferraro che dal 2011 poi verranno resi pubblici dallo stesso con ulteriori particolari sconosciuti al pubblico.  

Dal sequestro di persona si passa ad un tentativo di eliminazione fisica del magistrato. Infatti, ad una persona mentalmente e fisicamente sana come il dott. Paolo Ferraro viene imposta la somministrazione di un antipsicotico dal nome "Risperdal", un neurolettico molto forte che inibisce i collegamenti chimici tra le sinapsi (intelletto). La psichiatria deviata (ovvero la quinta colonna tavistockiana) sa benissimo che il risperdarolo somministrato ad una persona sana può danneggiare la complessa rete di fibre nervose che regolano il controllo motorio, provocando rigidità muscolare, spasmi e un abbassamento dei globuli bianchi. Come pure è consapevolissima del fatto che il risperdarolo somministrato ad una persona sana può creare una perdita di coscienza causata dalla riduzione di flusso sanguigno al cervello oltre che portare infiammazione cardiaca e del pancreas (potenzialmente letale). Ma in quel momento la parola d'ordine che la quinta colonna sotterranea faceva passare ai propri membri presenti nella magistratura e negli ambienti sanitari era: "bisogna eliminare il magistrato Paolo Ferraro", diventato troppo scomodo.  

Immesso nel perverso meccanismo del trattamento psichiatrico attraverso un sequestro di persona privo dei requisiti formali, ma impossibilitato a ribellarsi al ricovero in quanto qualsiasi reazione interpretata come "sintomo di patologia in atto" avrebbe fornito l'alibi per regolarizzare il trattamento, Paolo Ferraro ha dovuto suo malgrado sottoporsi a 9 mesi di tortura farmacologica.  

Finito l'effetto risperdal, la procedura Tavistock si inserisce ancora una volta con attività di pressione, minaccia diretta ed indiretta ed altre realizzate poi (taglio delle gomme del camper) proprio a partire dal momento in cui il dott. Ferraro riprende in mano vecchie e nuove prove che gli serviranno a capire ancora più a fondo ciò che gli era successo negli ultimi vent'anni della sua ben più che onorata carriera.  

Guardando alla sua storia personale e professionale, Ferraro riconosce che la Quinta Colonna all'interno della Procura di Roma lo attenzionava già dal 1991, anche perché era il magistrato più brillante, capace e creativo (ha ideato un programma per la gestione integralmente automatizzata delle attività procedimentali denominato "ATZ" che consentiva di gestire agevolmente circa 12.000 procedimenti penali l'anno senza intervento umano): quello che si mette in luce in un ambiente di lavoro piatto e con l'altissima probabilità di aver rotto dinamiche di clan molto chiuse, tipiche della quinta colonna sotterranea. Vent'anni di metodiche di infiltrazione che hanno letteralmente distrutto e interferito rapporti familiari e sociali intorno al magistrato (allora ignaro di un'attività pianificata a suo danno) che con personalità solida andava avanti addirittura sereno nonostante quello che gli capitava intorno. Il nuovo assalto, dal 2005 in poi, dopo la grande inchiesta OIL FOR DRUG, organizzata gestita e portata a termine dal dott. Ferraro con sistemi informatici avanzati ed approntata in soli sei mesi, con 137 indagati , centinaia di intercettazioni, che scopre il doppio fondo del mondo dello sport amatoriale e del doping. Uno snodo essenziale anche per apparati e massonerie coperte. 

Ciò che è stato fatto al PM Paolo Ferraro è la sintesi di ciò che è il progetto Tavistock e anche delle varie tecniche di analisi dinamica manipolazione e gestione delle vite individuali e degli organismi associativi, istituzionali e sociali: strumenti usati programmaticamente ed operativamente da servizi ed apparati deviati per le attività di infiltrazione e governo ombra delle istituzioni.  

Studiare attentamente la vicenda del PM Paolo Ferraro significa quindi avere la prova che il progetto Tavistock (con derivati progetti di analisi e governo delle dinamiche individuali e sociali) è attivo sul nostro territorio con le sue tecniche utilizzate operativamente da servizi ed apparati per incidere anche sui tessuti istituzionali degli Stati. La infiltrazione mediante il Tavistock come metodologia di attività elettiva fu proclamata dal direttore medico dell'omonimo Istituto della fondazione Rockfeller, il militare John Reese, sin dal 1949/1950: obiettivo arrivare al governo delle classi mediche e della magistratura negli altri stati (il golpe scientifico!).  

Poi ci sono tutte quelle strane morti d'infarto di molti magistrati sicuramente non cardiopatici (ad eccezione della familiarità per il dott. Saviotti). Il 5 gennaio 2012 muore di infarto Pietro Saviotti, procuratore aggiunto a Roma. Era a capo del pool anti-terrorismo. Un infarto stronca Pio Avecone, procuratore aggiunto presso la Procura di Napoli. Il 25 luglio 2012 un camion si scontra frontalmente con una Land Cruiser che si dirige verso Otijwarongo in Namibia. I tre occupanti dell'auto muoiono sul colpo, tra loro c'è il giudice Michele Barillaro. Qualche settimana prima, il 9 luglio, il ministero dell'Interno aveva tolto la scorta a Barillaro, gip presso il tribunale di Firenze. In seguito, il 16 luglio, Barillaro aveva ricevuto delle minacce contenute in una lettera recapitata all'Adnkronos. Il giudice Barillaro si occupò tra l'altro del processo Borsellino ter. Il giorno successivo (26 Luglio 2012) moriva Loris D'Ambrosio di infarto fulminante senza che ne fosse disposta l'autopsia. Spariva così il custode delle suppliche di Mancino, imputato al processo di Palermo per i collegamenti mafia-Stato. Ed infine il 13 ottobre del 2012 il procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna muore a 61 anni per attacco cardiaco. Caperna era il responsabile del pool dei reati contro la pubblica amministrazione ed in questa veste coordinava le indagini relative a fatti su corruzione, peculato ed altri. Era titolare dei casi Fiorito e Maruccio. Caperna si è anche occupato dal caso Lusi, della vicenda della casa dell'ex ministro Scajola, dell'appalto nell'ambito dell'inchieste sul G8 della scuola Marescialli di Firenze, dell'indagine Parentopoli romana, del filone romano dell'inchiesta Parmalat, della presunta compravendita di senatori. Forse era scomodo anche perché conosceva bene l'esistenza dell'indagine Fiori nel Fango 2, poteva riconoscere e conosceva la portata della vicenda Ferraro e sapeva bene del contesto in cui erano state portate a termine le iniziative contro il magistrato.  

E poi c'è l'Italia dei capi cattivi e dei cattivi colleghi che sparsi in tutta la nostra penisola tentano di distruggere gli elementi brillanti ed eccellenti attraverso violenze verbali e morali, attraverso attacchi alla vita privata e vessazioni in genere. Il lavoro per le vittime accerchiate diventa un incubo e le vessazioni da parte di cattivi capi e cattivi colleghi una regola. Cattivi capi e cattivi colleghi che per aver abbracciato il progetto in tutta la sua essenza riescono a fare carriere d'oro (con stipendi d'oro) e veloci ma non per meriti o capacità ma per la destrezza di come utilizzano il modello. Il modello prevede che l'aggressione prenda avvio con una serie di episodi apparentemente casuali e scollegati. Poi però l'attacco si fa sempre più chiaro anche per le vittime designate, poiché dotate di grande intuito, intelletto e di conseguenza di una marcata sensibilità.  

Questo trova conferma dalle ricostruzioni dettagliate e suffragate da prove del dott. Ferraro. Poi ci sono le sue specifiche analisi politiche storiche, frutto del lavoro più generale del dott. Ferraro e del gruppo CDD (Comitato Difendiamo la Democrazia), che aprono gli orizzonti della storia alle nuove consapevolezze dei progetti reali, di élites reali per un dominio reale, che stanno distruggendo dalle fondamenta l'impianto costituzionale del nostro paese».   

*        *         *         *      

Il dott. Paolo Ferraro verrà espulso dalla Magistratura con provvedimenti del CSM in quanto accusato di aver inventato la presenza di massonerie e sette sataniche. Infatti Paolo Ferraro a fine 2008 formalizzò una denuncia in Procura, sostenendo che nella propria abitazione, nel quartiere romano della Cecchignola, avvenivano rituali satanici, pratiche sessuali in condizione di ipnosi e sotto l'effetto di sostanze comunque alteranti lo stato di coscienza, che coinvolgevano adulti, bambini e come vittima - posta in stato di incoscienza - l'allora sua compagna. Lo riporta Armando Manocchia, direttore di ImolaOggi.it, il 9 marzo 2013.  

«Si tratta - precisò il dott. Ferraro - di modalità e tecniche di manipolazione e condizionamento mentale di varia radice ma anche di ascendenza militare meglio note come operativamente ricollegate al progetto CIA Monarch ed MK.ULTRA e il dott. Paolo Ferraro ne ha fatto denuncia pubblica riportata anche in trasmissioni televisive nazionali».  

Scrisse ancora Ferraro: «Per il 14 marzo 2013 sono stato convocato in udienza dinanzi al giudice tutelare di Roma (presidente della sezione Tribunale) per la "nomina di amministratore di sostegno" non alla mia anziana madre o alla signora terminale in ospedale... ma a me...
Chi sà capisce quanto grave sia questa iniziativa e comunque spiego per gli altri che significa togliere a un soggetto autonomia capacità di agire ed in crescendo intrappolarlo rapidamente... nella direzione finale che è stata evidentemente tracciata dall'odio di chi credeva di poter mettere tutto a tacere.
Farlo a Paolo Ferraro significa esattamente quello che intuite e non servono parole . 
Le iniziative relative spettano a voi ma non sono "per me", sono per la strenua difesa della democrazia e della legalità»
.    

Alfonso Luigi Marra, avvocato del dott. Ferraro, il 16 maggio 2013, al termine di un'udienza in cui si attendeva dal giudice tutelare di Roma la decisione sulla nomina di amministratore di sostegno per il magistrato (dichiarato quindi non pienamente in possesso delle sue facoltà mentali), si disse non fiducioso nella giustizia, augurandosi però che non si sarebbe arrivati fino al punto di dichiarare una persona sana di mente, come malata. Intervistato, ai microfoni dichiarò anche:   

«Bisogna che [Paolo Ferraro, n.d.r.] venga dichiarato folle perché la sua versione dei fatti sociali non è gradita. Solo che questo è un processo alle opinioni politiche e alla cultura. Questo è un processo russo, della Russia sovietica di 40 anni fa. E lo stanno facendo in Italia. [...] Sarà veramente da ridere se a Paolo verrà nominato un amministratore di sostegno».    

E queste furono le pesantissime parole pronunciate allora dal dott. Paolo Ferraro

«Se questo Paese arriverà a tentare di distruggere l'attività intellettuale e politica e a negare, manipolando la realtà, l'evidenza di prove e di fatti, [...] io dichiarerò la morte dello Stato di diritto: [...] questo è gravissimo... ma non per me, ma per la collettività degli italiani. Attenzione! monitorate attentamente ciò che accade. Perché se accadrà ciò che noi pensiamo, ognuno dovrà prendersi le sue responsabilità. E ci sarà qualcuno che dovrà dichiarare che è morto lo Stato di diritto».   

 

 

 

 

 

 

 
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