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Darling so there you are..

Post n°162 pubblicato il 04 Marzo 2009 da And_But_Not_The_End

With that look on your face.

Quel tuo sguardo, diretto verso di me, diretto verso chissà cosa di me, magari verso ciò che è dietro di me e io cretino ci son finito in mezzo.

Sono fatto male, inizio a pensarla così.

Sono un alieno, un essere speciale, un drogato, un mostro, uno piscopatico, un qualsiasi cosa che adesso non mi viene in mente.

Vivere.

Il senso della vita.

Domande, risposte, pensieri, problemi, cosa mi metto oggi, no quella borsa costa troppo, sì amore sposiamoci, tesoro sono incinta!, mi è morto il gatto, ah era un cane?, non lo so forse una tartaruga, ma no vedrai che era solo un pesce, ti sei dimenticato di comprare il latte, ti odio, stanotte dormi sul divano.

Che cos'è la vita in tutto questo.

In tutto quello che fai.

Ti alzi la mattina, scendi con il piede destro o con quello sinistro -io con il destro-, fai colazione, buoni i biscotti, le Gocciole le adoro!

Poi ti incazzi perchè mentre sei distratto il biscotto si rompe e cade nella tazza e tu non hai nemmeno il cucchiaino per cercare di recuperarlo.

Ti guardi allo specchio e pensi che sei bellissimo anche se in realtà manco il bacio di una principessa potrebbe renderti meno rospo di quello che sei oggi, ma tu te ne freghi perchè lo sai, perchè sai che in fondo che tu sia bello o brutto, che tu sia moro o rosso, verde o giallo, simpatico o antipatico, capelli lunghi o corti, cavolo lei li preferisce corti ma a me piacciono lunghi.

Che tu sia tutto o niente, è indifferente, perchè a nessuno importa quello che tu sei, nessuno sa quello che tu sei, nemmeno tu lo sai.

Sei pazzo, lo sai, lo capisci guardandoti in fondo ai tuoi occhi con l'espressione perversa e drogata di chi anche ieri ha vissuto un sogno.

La vita è realtà? Razionalità? Un voto a scuola, un 30 a un esame, una ragazza seria da presentare ai tuoi?

Io non ho mai vissuto così.

Muoio ogni giorno della mia vita accorgendomi di non saperlo fare, ma godo, godo, immensamente godo, nel vivere come voglio io.

Chi sei tu Andre?

Non lo so, sono tutto, cosa vuoi che sia stasera?

Stasera devi essere il mio principe.

Certo principessa.

E domani?

Domani il mio padrone.

Taci sguattera.

E dopodomani?

Il mio compagno di letto.

Scopami puttana.

Oltre il dopodomani, non esiste nulla.

Non per me.

Andre pensaci, cosa farai dopo l'università? Devi iniziare a decidere, non puoi aspettare sempre che tutto sia già accaduto.

Decidere.

Di cosa?

Del mio futuro.

Decidere chi voglio essere, chi voglio diventare.

Scegliere una strada.

Per me sono tutte uguali.

Non esiste una strada che puoi vedere con gli occhi, perchè la vera strada ce l'hai dentro di te, riguarda i tuoi sogni, i tuoi desideri, i tuoi piu torbidi, reconditi pensieri molesti, insani, folli, perversi.

Non è un sogno sperare di diventare avvocato, giornalista, chirurgo, o qualsiasi altra cosa.

A queste cose pensi razionalmente, sono maschere carnevalesche che indossi per sembrare meno coglione di quello che sei, quando rifiuti a te stesso la realtà delle cose.

Quando tra 50 anni ti guarderai allo specchio, di nuovo, come oggi, come ieri, come domani -io non mi ci guardo tanto spesso-, scoprirai che hai fatto tantissime cose, ma che nessuna era quella che il tuo animo bastardo avrebbe voluto fare.

Non sei un santo, non sei capace di avere una famiglia, ti sposi perchè sai che vorresti tradire, hai figli perchè sai che è questo che la vita si aspetta da te, esci ogni giorno a lavorare, senza nemmeno pensarci.

"Driiiiin..Driiiiiin..Driiiiiin"

Caro suona la sveglia, è ora di andare a lavorare.

Fermati.

Fermati.

Perchè lo stai facendo.

Perchè vai ogni giorno a lavorare.

Per avere soldi? E per cosa.

Per comprarti tutto quello che vuoi? Certo i soldi aiutano.

Ma tu, sì tu, sto parlando con te, tu cosa vuoi veramente?

Lo sai.

Sei sempre quello che da piccolo sognava di volare, ti lanciavi giu dal tavolo perchè dicevi "mamma io un giorno volerò", salvo poi scoprire di soffrire di vertigini, sei sempre quello che adora il sesso e le sue follie, adora essere servo, padrone, cambiarsi d'abito e di azione -mi piaceva la rima-.

Per gli altri non sarai mai nessuno, ma quando metti giu quel tuo piede destro, inizi una nuova vita di 24 ore.

Ama oggi, ama.

Vivi con tutto te stesso, vivi ogni secondo, ogni minuto, fottitene, pulisciti il culo con la lista di cose che per le persone, per la ragione, per qualsiasi cazzo di non so che cosa, dovresti fare.

Tu sei quello che sei, non negarlo.

Sei quello che se ne frega di marcire all'inferno, se esiste, sei quello che morde la mela e che se viene rimproverato dalla voce divina gli risponde "scusi potrei averne un'altra? Era veramente buona", hai ancora la bava alla bocca e sorridi.

Godi, sorridi.

Gli altri ti guardano e si chiedono che cos'hai.

Di cosa ridi, se in fondo sei sempre qui, che al mattino ti svegli e alla sera vai a dormire.

Che ha fatto per sorridere così.

Andre dimmelo cos'hai fatto, ti prego dimmelo.

Brucia d'invidia bastardo.

Magari poi non mi invidi affatto.

E va bene lo stesso.

24 ore.

Tanti piccoli minuti, tanti piccoli secondi.

Il senso della vita è il senso di un attimo, basta pensare a chi sarai, basta pensare a cosa devi fare, basta tutto.

Magari un giorno ti sveglierai, sarai morto, aprirai gli occhi e capirai di essere stato il sogno di qualcuno, magari di un Dio che non sa destarsi e continua a sognare.

Scoprirai che tu a tua volta sei il Dio che crea la tua storia, i tuoi personaggi, che di notte sogni la biondina della porta accanto, ti immagini di farle una sorpresa, di chiederle di stare con te, di vedere le sue candide cosce accavallarsi e poi aprirsi.

Di guardarla con la bava alla bocca, sì, sempre quella bava, perchè sai che le chiederai "ancora", perchè anche lei era veramente squisita e gustartela è stato un piacere infinito.

Ma tu, tu stai vivendo un'illusione.

E tu?

Pensi che con una targhetta e un biglietto da visita "Andrea S. ingegnere edile" sarai qualcuno?

Io non ho un nome.

Non ho un cognome.

Non ho famiglia, non ho amici, non ho parenti, non ho amori di oggi di domani e di dopodomani insieme.

Io posso amarti stasera, perchè ti amo, perchè mi piaci da impazzire, mi togli il fiato e non saprei dirti altro che ti amo.

Ma domani ti saluterò sempre con un Ciao e per me tornerai ad essere quel nulla che eri prima che il calore del mio corpo ti desse un senso.

Quel senso.

Quello che dura un attimo e che poi svanisce quando domani scoprirai di avere altro per la testa, una ciocca di capelli storta e uno sguardo soddisfatto di ieri ma ansante e livido, macerato e sfatto, con le occhiaie e la bocca aperta di chi anche oggi ne vuole ancora.

L'illusione è vita, chiudi gli occhi amore mio, chiudili.

Prendi la mia mano e vieni con me.

Vieni una, due, tre volte, e non solo con la mia mano.

Non aprirli, perchè la realtà è dentro di te, abbandonati alla follia, vivila.

Tu sei chiunque tu vuoi essere, nel sogno, nell'illusione sei te stesso in tutto, non ti limiti in niente, puoi urlare, piangere, ridere, vomitare e ancora ridere.

La perfezione esiste.

La perfezione è ora, adesso, in questo momento e con lei.

La perfezione è quel sorriso felice che non ti togli dalla faccia, la perfezione è piangere e ridere insieme e dire a te stesso "Andre, cazzo piangi, smettila dai" e non riuscire a farlo.

Cos'hai vissuto?

La realtà?

No, hai vissuto te stesso.

Con chi eri?

Non so, non ricordo.

Andre ma sono io, non mi riconosci?

Tu? Tu.

Sei tu.

Ti ricordi? Oggi devi essere il mio compagno di letto.

Oggi?

Sì, oggi.

Non le dirai mai di no.

Anche se "amore ho mal di testa".

Lei oggi è perfetta, perchè fa di te quello che tu vuoi essere.

Domani magari non lo sarà, domani ti chiederà di aiutarla a studiare, di uscire a bere qualcosa insieme, di fare tutte quelle centomila cose che per te sono futili.

Non sarà perfetta, magari sarà bella lo stesso, la chiamerai ancora amore perchè in fondo è l'unica persona che...è lei.

Ancora.

Ho gli occhi che lacrimano stamattina.

Ho sonno.

Mi alzo dal letto, piede destro, piede sinistro -con un dito rotto-, mi strofino un po gli occhi, i capelli, cavoli sono tutti fuori posto.

Apro la porta del bagno, entro.

Mi guardo allo specchio.

Sto sorridendo.

Che hai fatto ieri Andre?

Sì.

"Sì cosa?"

Sì.

Sto sorridendo.

Anche questa mattina, Andre, sei davvero bellissimo.

 
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