Dream Borderline..
So cosa significa voler morire, e che sorridere fa male. E che ci provi ad inserirti ma non ci riesci. Che fai del male al tuo corpo per cercare di distruggere la cosa che hai dentro. :'(
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Sentimenti scomodi.
Post n°54 pubblicato il 28 Febbraio 2011 da Sadgirl81
CI SONO DELLE EMOZIONI,DEI VISSUTI CHE ANCORA NON SO' DESCRIVERE,ALMENO NON IN MODO ABBASTANZA EFFICACE,MA NELLE STESSO TEMPO SENTO IL BISOGNO DI CONDIVIDERE CON QUALCUNO,QUELLO CON CUI COMBATTO DA ANNI. PER QUESTA RAGIONE HO RIPORTATO QUI,UNA LETTERA CHE SCRISSE UNA PERSONA SPECIALE,IN CUI MI SONO SEMPRE RISPECCHIATA. LEGGETE FINO IN FONDO PERCHè NE VALE LA PENA.
"Una motivazione per vivere,uno scopo da raggiungere,una strada da percorrere,una meta a cui arrivare,un sogno a cui aspirare.. senza tutto questo si è nel nulla. Come sospesi in una nebbia fitta,nella quale non solo ci si perde,ma ci si disperde anche con se stessi. Ci si sgretola,sfumando poco a poco anche noi,diventando nebbia.divenendo Niente.Vuoto.La nostra mente è capace di annientarci e farci scomparire per sempre.
E penso,quando ormai ti trovi al di là del cancello,a quanto poco servano le parole di chi sta dalla parte opposta. Quando da lontano ci arriva quella mano protesa,vicinissima a noi ma inesorabilmente troppo lontana dal nostro cuore,che ha già scelto.E mi passano nella mente tutte le frasi che mi hanno detto,tutte le parole riversate nel tentativo di mostrarmi quanto sbagliato sia scegliere di lasciarsi scorrere via con il sangue. Di lasciare che quel dolore ti trascini giù,quasi a tua insaputa,quando pensavi di avercela fatta...di consentire che quel dolore venga lavato via dal tuo stesso sangue. Uno schizzo,un fiotto,un getto,un torrente,un fiume,un mare di sangue,che ti accoglie come un letto silenzioso e caldo,dove poter chiudere finalmente gli occhi e non soffrire più.
Quante parole,ed io a dover ascoltare quello che voi,che nessuno,se non chi ha provato può capire.Perchè alla fine solo da me può venire la scelta di vivere o morire,le vostre parole mi sfiorano come voci lontane di gente sconosciuta.La vostra voce si perde dentro al mio cervello come un turista che non conosce la strada.Solo i tuoi occhi mi comunicano ancora qualcosa.ed io li ascolto,come ascolto anche il mio silenzio interno.Il silenzio di chi ha già deciso da tanto - troppo tempo - che il dolore non era più sopportabile.E adesso non era più tollerabile nemmeno pensando a te.Ci sono stati giorni,ore,minuti,secondi che nemmeno il tuo esistere riusciva a trattenermi qui.
Perchè?
Quante volte me lo hanno chiesto;Tu,voi e nelle vostre veci il mondo che guarda da fuori e non immagina il baratro che c'è dentro.All'interno di chi prende una lama e incide la propria pelle,cercando disperatamente di morire...o di tornare a vivere.E cammini senza più sapere dove vuoi andare.Mentre il dolore bisogna sentirlo,bisogna guardarlo in faccia.Non si possono nascondere gli incubi sotto il cuscino.
Ho paura.
E tu che non mi prendi nemmeno la mano,che non medichi le mie ferite,che non sei mai entrato in quella stanza,quando l'odore del sangue si respira senza nemmeno vederlo.Come puoi sperare di convincermi che c'è un'altra strada? Che si può e si deve vivere? Non mi porterai mai sulla riva,e dalla tua spiaggia sarai costretta a vedermi annegare.Ma non è questo che importa veramente.Non è il mio annegare,ma il vedermelo fare che disturba.Allora voltati.Non guardarmi.
Ecco è arrivato il nulla.
Tu non eri con me in quella stanza,il mondo era fuori.
Ecco è arrivato il sangue.
E mentre la pelle si apriva,sentivo nella mente le parole di tutti:Non sei sola Laura,la vita cambia,la vita non è mai uguale;le cose cambiano,cambiano,cambiano... un'eco nella testa,una pulsazione,una lacrima amara. Le cose cambiano ma io resto perennemente ferma. C'è un qualcosa che mi trattiene indietro,mentre io tento con tutte le mie forze di andare avanti.E ci provo,ma questo qualcosa mi tiene legata ancora al mio passato.
Non sò come si possa pensare di potercela fare da soli. Non sò cosa significa avere autostima,perchè non l'ho mai avuta.Ma sò cosa vuol dire chiedere,chiedere e chiedere e piangere,piangere e piangere e nessuno,nessuno,nessuno c'è mai. Fino a che non ti muore la voce ed impari che è inutile parlare,gridare,chiamare,cercare comprensione ed aiuto. Quando ci si chiude in quella stanza è perchè non ce la si fà più,perchè si crede di essere peggiori degli altri,perchè il tuo bisogno è uno straniero,che non sai cosa vuole,cosa cerca,cosa chiede. Perchè la nebbia è salita,e tu non hai più un sentiero,una meta,una motivazione così forte da contenere le tue ferite,fermare il sangue ed ascoltare quelle parole...
Mi vergogno di odiare così tanto questa ragazza che cerca di vivere: me stessa.
Dov'è il mio valido motivo per stare al mondo? Ho iniziato a cercare. Ho guardato in casa mia,in ogni angolo,e da nessuna parte veniva fuori un valido motivo per vivere.Ho guardato fuori:La gente,i pochi amici,i conoscenti,e ancora non vedevo nessun motivo valido per esistere,per ridere,per smettere di farsi male.Nemmeno il lavoro,nemmeno quello mi dà la forza."
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