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Intelligenza di gregge

Post n°936 pubblicato il 19 Gennaio 2021 da alialiasmf
 
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L’immunità di gregge è una forma di autodifesa di una specie contro gli attacchi di agenti esterni, che siano microrganismi patogeni o altro. In pratica, contestualizzando la definizione nell’ambito della vaccinazione, questa, se praticata al 99% della popolazione, consente di arginare la capacità di infettare gli individui che, per qualche ragione (di salute o altra) non sono vaccinati, poiché la malattia non si può diffondere facilmente.

L’intelligenza di gregge potrebbe essere definita invece come la capacità di una specie di adottare in massa, in % più alta possibile, comportamenti che rispettino le regole / norme e che siano di aiuto e beneficio per la comunità.

La prima è più una questione “fisica”, la seconda “intellettuale”.

Si potrebbe scriverne a lungo, ma mi limito a effettuare alcune osservazioni nell’ambito della diffusione del Covid19.

Personalmente, pur non essendo No-Vax, ho molti timori sui nuovi vaccini poiché sono stati sperimentati in brevissimo tempo, sono tanti (chi ci dice qual è il più adatto per ogni persona?), non durano in eterno e potrebbero dover essere reinoculati più volte, magari ogni anno come per l’influenza.

Ma mancando, nella nostra società, l’intelligenza di gregge, l’immunità di gregge si potrà solo raggiungere vaccinando tutti.

 

 
 
 

Lo č o lo fa?

Post n°935 pubblicato il 08 Gennaio 2021 da alialiasmf
 
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Tutteddue: Matteo Renzi sa bene che in caso di elezioni non andrebbe neppure in parlmento, a meno di non allearsi con qualcun'altro, sempre che lo trovi.

Perché allora questa sfida a Conte?

Prima ragione: vendicarsi sui 5 Stelle che, di fatto, l'hanno esautorato (più loro che il centrodestra). In questo modo affonda la nave con tutto l'equipaggio, poiché anche i 5 stelle si ridurranno a 1/3 di quelli che oggi sono in parlamento. Vendicarsi anche sui LeU che potrebbero non raggiungere il 4% e dovrebbero allearsi con PD o 5 Stelle (di fatto annullandosi).

Seconda ragione: nell'attuale posizione non conta molto, a meno di farsi notare. Anche dando fastidio ma senza far cadere il governo, come ha fatto fino a un paio di mesi fa, fra 2 anni rischierebbe di non essere rieletto. Meglio abbreviare la sofferenza?

Terza ragione: arriva il "deus ex machina", Draghi o chicchessia e se lo prende sotto l'ala. Il centrodestra si astiene e si riparte. Bella scommessa, però: Draghi è un drago dell'economia e finanza, perché dovrebbe bruciarsi in un'impresa del genere? Già Monti aveva miseramente fallito. Solo Conte, che prima era un signor nessuno, poteva e può prendersi il rischio di fallire. E' questa la chiave del suo "non insuccesso": mal che vada non ci perde alcunché. E' sveglio, parla "normale", con un po' d'accento pugliese (non è il grande Lino Banfi il nonno degli italiani? a me la sua cadenza piace, in fondo Torino è una piccola Bari!), un inglese maccheronico come il mio, s'incazza raramente, non ha grossi spettri nell'armadio (Renzi ne ha ben di più), ha un'età sensata (la mia) per il ruolo che copre in Italia, né vecchio matusa (alla DC di una volta), né giovane inesperto (vedi i Mattei, entrambi mezzi falliti, non certo statisti in pectore), insomma, per ora ha retto, anche troppo per l'ego smisurato del fallito Renzi, che era partito sul piede giusto e si era ritirato con onore dopo la sconfitta al referendum (suicida), ma che poi è decaduto e vuole ora risalire una china impossibile.

 
 
 

Confusione

Post n°934 pubblicato il 31 Dicembre 2020 da alialiasmf
 
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C'è un po' di confusione sui vaccini anticovid19.
Da mesi si sa che una discreta fetta di operatori sanitari, infermieri, medici non vedono di buon occhio il dover vaccinarsi.
Ma si sono introdotti in pompa magna i nuovi vaccini e quindi ora chi esprime perplessità è diventato un "novax" come quelli che da sempre con varie ragioni spesso discutibili si oppongono ai vaccini classici sperimentati da decenni.
Si dirà che i vaccini anticovid sono stati autorizzati dalle  autorità competenti, tipo EMEA ecc..., ma ci si può fidare?
Se il vaccini Astra Zeneca non ha ancora chiesto l'autorizzazione all'EMEA, si parla si slittamento di uno o 2 mesi: questo significa che l'EMEA ... non sperimenta un bel  nulla, non ne avrebbe il tempo, si limita a valutare i dati forniti dal produttore. Magari l'EMEA non è soggetto a influenze esterne (perlopiù economico/politiche) come l'OMS (vedi caso Ranieri Guerra e quel che è stato  svelato da Report), ma chiedere qualche studio "neutrale" di terze parti, per verificare l'efficacia non è una bestemmia, normalmente si fa così...
Non c'è tempo, si dirà ... vabbene, ma renderlo obbligatorio forse è un'eccessiva forzatura: piuttosto incentiviamo chi lo fa, nel senso  che magari potrà girare liberamente, esercitare professioni oggi vietate in lock down ecc...
Altrimenti facciamolo tutti e incrociamo le dita.

 
 
 

Bexit, ma con calma

Post n°933 pubblicato il 25 Dicembre 2020 da alialiasmf
 
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La variante inglese del virus Covid19 ha scompaginato il governo inglese e, come se già non fosse tale, ridicolizzato la posizione del suo premier Boris Johnson. Dopo la misera uscta di scena del suo alter ego americano, Donald, anche Boris, per la sua gestione "idiota" dell'emergenza rischierà di fare la medesima fine. Quella poveretta della May ci ha a lungo provato a trovare una quadra per uscire dall'UE senza farsi troppo male (e senza far male a noi altri, anche se temo le importasse ben poco) ma lo stesso Boris, avido di potere, l'ha "trombata" (in senso figurato) fino a farla dimettere tra le lacrimucce.

Ma, complice il visrus, si è trovato davanti la fotografia di quel che sarebbe successo col "no deal": code di tir, blocchi navali e aeroportuali, gente che vuole scappare (perlopiù utile alla Gran Bretgna sia perché teste fini con importanti ruoli nella produzione e nella ricerca, sia perché manovalanza a basso costo).

Ha subito fatto marcia indietro, a quanto pare, il caro Boris, cedendo a più miti consigli.

Certo, non vendiamo la pelle dell'orso prima di averlo catturato, ma se son rose, fioriranno!

 
 
 

Il vino e il vaccino

Post n°932 pubblicato il 23 Novembre 2020 da alialiasmf
 
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Chiedereste all'oste se il suo vino è buono?

Qui si è andati di corsa bruciando ogni tappa Professor Andrea Crisanti? «Io ho solo detto che per farlo vorrei vedere prima i dati. Vorrei cioè esserne convinto e per esserlo devo leggere una pubblicazione che sia certificata dalla comunità scientifica, la sola garanzia di validità, che in questo momento però non c’è. La validità non la può decidere un’azienda o la politica. E poi si lamentano che la gente è diffidente».

Ha perfettamente ragione, lo scrive chi non mai stato NOVAX, né Negazionista né tanto meno Terrapiattista ecc....
Si chieda un parere al personale sanitario che lavora in corsia, ma a telecamera spenta.
Non essendo obbligatorio, in pratica si farà la sperimentazione su chi non potrà dire no, i vecchietti delle RSA.

Vero è che i miliardi spesi potranno avere un po' accelerato la sperimentazione, ma attendiamo un'omologazione da parte di almeno 3 enti indipendenti, slegati dal business, dai donatori che hanno azioni nelle grandi aziende farmaceutiche.

Sono dell'idea che il vaccino sarà indispensabile per chiudere questo triste capitolo del Covid19, poiché la gente, appena si dice che le cose vanno un pochino meno peggio, già si lascia andare a comportamenti rischiosi. Tutti giudicano male gli altri, ma chiudono un occhio quando l'eccezione li riguarda direttamente.
Mi attendo quindi una terza ondata, una quarta, una pausa estiva perché le finestre si terranno aperte e la concentrazione del virus calerà, ma poi? Temo che solo l'immunizzazione duratura, tramite un vaccino, potrà debellarlo ma dovrà essere un vaccino sicuro, almeno come un farmaco che prima di essere messo in commercio si fa almeno 3 anni di sperimentazione. Senza corse/competizioni tra stati, aziende farmaceutiche ecc...
Crisanti ha gettato la pietra nello stagno, non l'ha prosciugato: per confutarlo ci vogliono opinioni di terzi liberi da interessi.

 
 
 

Indicatori

Post n°931 pubblicato il 18 Novembre 2020 da alialiasmf
 
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Da decenni il mio mestiere è quello di dare i numeri, non solo in senso figurato, ma nel dover fornire indicatori, misure e quant'altro al top management per agevolare la gestione opertiva e le decisioni da prendere

Chi dà i numeri sa bene che se per ricavarli ci vogliono ore, giorni, mesi di lavoro, di selezione, elaborazione, rielaborazione, interpretazione ecc... è quasi impossibile tirare fuori un unico numero magico che riassuma, senza possibilità d'errore, una situazione.

Questo perché chi tratta i dati, dopo un po' che ci lavora, li conosce bene ma rischia spessissimo di dar per scontato che chi li leggerà li capirà al volo. Questo non è possibile, perché i destinatari non hanno dietro il background che si è creato chi invece vi ha lavorato su per mesi.

"Less is more", negli ambienti anglosassoni sta a dire con semplicità che meno numeri fornisci, più ne sarà facile la comprensione. Verissimo, ma non sempre tutto è così semplificabile. Non tutto è bianco o nero.

Tutto questo pippone per agganciarmi alle richieste di riduzione degli indicatori, per determinare il colore (rosso, arancione ecc...) delle zone italiane, che arrivano dalle Regioni e dall'opposizione (che generalmente governa le stesse Regioni da cui arrivano le richieste).

In pratica si vorrebbe ridurli a 1/3 o 1/4 rispetto a quelli utilizzati ad oggi, semplificandoli in modo che siano spiegabili alla massa. L'intento è lodevole, ma non è sempre applicabile.

Per esperienza so che quando si fanno operazioni di questo tipo, se poi le cose non vanno come previsto, risulta che altri indicatori sono stati erroneamente omessi per semplificare il tutto. Lo si scopre, però, a posteriori.

Come se ne esce, cercando di venire incontro alle giuste domande di semplificazione che arrivano della massa ignorante (non in senso offensivo, intendo dire quelli che non sanno perché non è il loro mestiere) senza rischiare di perdersi pezzi importanti della modellazione dei dati?

Si potrebbero pubblicare i dati utilizzati, nei limiti della privacy (ma essendo aggregati non dovrebbero esserci grossi problemi) e, soprattutto, metadatarli, cioè allegare tutte le informazioni relative alle loro caratteristiche, i metodi per la loro misurazione, generazione, elaborazione ecc...

Trasparenza. A quel punto si potrebbero zittire le richieste pretestuose, cioè quelle mirate a colpire qualcuno, più che a voler il bene collettivo: chi capisce e propone alternative, potrà parlare, chi non capisce e vuole solo lamentarsi, dovrà star zitto.

Quanti, di quelli che si lamentano, sanno infatti che cosa sta dietro agli indicatori oggi utilizzati? Penso quasi nessuno, anche perché non c'è gran trasparenza. Mettiamo a disposizione dati e metadati, la maggior parte aprirà il libro e lo chiuderà subito dopo, intuendo che ci vuole tempo, molto tempo, per analizzare bene la situazione. Altri più competenti faranno le loro osservazioni.

Altrimenti non se ne esce...

 

 

 
 
 

Saponi

Post n°930 pubblicato il 09 Novembre 2020 da alialiasmf
 
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Chi si ricorda quando non esistevano i saponi liquidi, i bagnoschiuma erano in grani, solo gli shampoo non erano solidi?

Uno dei pensieri che mi sono venuti in mente con la pandemia è il forte aumento di consumo di saponi liquidi, disinfettanti vari, creme contro le screpolature delle mani ecc...

Dicevano però che non valesse la pena di investirvi, ora con la seconda ondata chissà!

Lasciando da parte, per una volta, il virus, penso a quanto sia aumentato l'inquinamento dei fiumi e mari dall'avvento dei saponi liquidi: un sapone solido, parallelepidedo di 10*4*2 cm, dura tantissimo, molto più, anche 10 volte, del corrispondente volume di sapone liquido.

Non per nulla le case dei cosmetici hanno fatto sparire dall pubblicità i saponi solidi.

Peccato che così, oltre a spendere molto di più, se ne usi in quantità esagerata inquinando le acque.

Le multinazionali tendono poi a far credere che sia indispensabile fare 2 o più docce al giorno, che bisogna lavarsi bene bene i polpacci e gli avambracci, anche se sempre coperti ... insomma un eccesso di igiene per far più utili.

Con tanti saluti all'ecosistema e alle allergie sempre più frequenti.

 
 
 

Paura

Post n°929 pubblicato il 02 Novembre 2020 da alialiasmf
 
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La paura è un "sentimento" (o come lo si vuol chiamare) di cui non si deve aver vergogna.

Io ho paura, più ora che nel primo giro primaverile del Covid.

Mi fa paura la reazione delle masse, che hanno peraltro motivazioni valide per lamentarsi. Non tutti non hanno perso il lavoro e hanno un'entrata fissa mensile.

I sociologhi dicono che è sbagliato usare un linguaggio da guerra per descrivere la situazione.

Hanno ragione. Ma a me vien da dire che man mano che passa il tempo, le bombe cadono sempre più vicine.

Chi ha sbagliato? Tutti, me compreso che quando giravo con la mascherina anche se nessuno più la portava, mi sentivo quasi colpevole, quasi iettatore.

Si parla sempre del lodevole impegno profuso dagli italiani durante il lock-down: certo, erano costretti e, soprattutto per carpirne i voti, nessuno mai descrive la vera realtà, fatta di persone che, appena possono, fanno quel che gli torna comodo e chiudono un occhio quando a farlo sono gli altri: oggi io tollero te in modo che domani tu tollererai me.

Ma sta andando male.

L'Italia non è la Cina, né l'Egitto o la Turchia, paesi dove gira l'esercito per strada e se sgarri, rischi la pelle. E questo per fortuna, non vorrei mai vivere in un posto dove un drone i riconosce e mi dice che cosa fare, cazziandomi o peggio! Ma è il prezzo della libertà democratica: se non sei rigido nei controlli, tutti fanno quel che gli pare.

Quest'estate a Venezia, prendendo un battello per Cavallino Tre Porti, siamo dovuti stare 40 minuti appressati in una coda affollata, più o meno mascherata, prima di essere imbarcati. Alle mie proteste per l'assembramento non regolato, la mancanza di liquido per disinfettare le mani, il pesonale ha reagito con fastidio. Nessun altro si è lamentato, mi sono sentito come un pesce fuor d'acqua, tutti, passeggeri inclusi, avranno pensato "ma che vuole 'sto rompic..."

Italiani "brava gente": non credo che la mascherina serva a molto fuori dai locali chiusi, a meno di assembramenti, comunque portata, come vedo da parte di 4 persone su 10, sotto il naso o il mento, non serve ad alcunché. Tanto vale un "liberi tutti", loro possono infettarmi e io devo tenere la museruola?

Una mia parente, positiva asintomatica, dice che è tutta una montatura nosotante che chi l'ha contagiata sia all'ospedale con la polmonite: è proprio così, finche non si battono le corna, non si capisce quanto sia bassa la volta.

Le stanze dell'ospedale dove lavora mia moglie, da singole sono diventate prima doppie, ora triple, peccato che manchino gli infermieri e gli o.s., se non i medici. La malattia è meno grave perché si sa come curarla, ma fa molte più vittime perché la % degli infetti è elevata.

C'è voluto uno studio spagnolo pubblicato da Repubblica per scoprire l'acqua calda, cioè che ciò che aumenta il contagio è il mancato ricambio d'aria, la tipica causa del raffreddore che viene quando fa freddo proprio perché si tengono porte e finestre chiuse.

A Marzo andavamo verso la stagione calda. Ora no ... tempi bui, letteralmente e figurativamente, ci attendono.

 
 
 

Che fare?

Post n°928 pubblicato il 21 Agosto 2020 da alialiasmf
 
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Ad oggi, a spanne, mi pare che vi siano tre tipi di opinione rispetto all'epidemia di Covid19.

Una parte della popolazione, coloro che hanno subito ricoveri ospedalieri o hanno avuto morti in famiglia o tra amici e conoscenti, oppure hanno parenti che hanno lavorato nei reparti ospedalieri, ritiene che si debba essere molto prudenti; credo che questa parte della popolazione non superi il 15% degli adulti.

Un'altra fetta, composta da persone che negano l'esistenza del virus o ritengono sia ormai quasi estinto o comunque poco offensivo, magari acnhe perché sono stati duramente colpiti dal punto di vista economico, o composta da persone che pensano che la pandemia sia frutto di un complotto dei poteri forti o simili, ritiene che si possa girare senza più restrizioni; credo che questa parte della popolazione non superi il 10% degli adulti.

Il restante 75% vaga tra una posizione e l'altra e si regola soprattutto secondo quel che vede intorno a sé: se parenti e amici non sono prudenti, neppure loro lo sono e viceversa.

Il comportamente ondivago di questo 75% è quello che conta di più per capire come andrà a finire.

Consideriamo infatti che nei prossimi mesi la vita si sposterà dall'aperto al chiuso e respireremo aria più viziata, con meno ricambio.

Può essere che la stragrande maggioranza dei possibili contagiati gravi sia già passata (guarita o morta) e chi si prenda oggi il virus debba curarsi come una normale influenza (solo che, pensandoci bene, le influenze di solito non girano a luglio/agosto).

Vedremo...

 

 
 
 

Punt e Mes

Post n°927 pubblicato il 31 Luglio 2020 da alialiasmf
 
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Fare il punto della situazione sul MES non è semplice.

Da un lato c'è chi ritiene che tecnicamente, pur essendo un prestito, sia ben diverso da quello concesso a suo tempo alla Grecia, cioè che questo sia senza condizioni, se non che i soldi vengano spesi per la Sanità (e sarebbero ottime condizioni, sempre che non vadano agli ospedali privati lombardi ma vadano ai lombardi provati dalla pandemia...).

Sarebbe meglio di un autofinanziamento con titoli di stato (BTP ecc...) che avrebbero un interesse più alto da restituire ai creditori.

E allora, perché no?

Lega e Neofascisti dicono di no a prescindere, senza tangibile motivazione.

Pentastellati pure non lo vogliono, anche da loro non ho sentito motivazioni concrete, visto che tanto quei soldi dovremo prenderli e con i BOT ci costeranno di più.

Travaglio, che è persona magari dai modi un po' antipatici e alteri, ma di indubbia grande intelligenza, dà invece una spiegazione già più ragionevole: il prendere il MES, solo noi italiani (Spagnoli e Portoghesi pare non lo vogliano pure loro), diminuirebbe la credibilità economico-finanziaria del paese Italia rispetto ai giudizi dei grandi investitori, dei poteri forti ecc..., dunque meglio non prenderli per non sembrare "morti di fame".

 

Sensato il parere di Travaglio, ma mi pare che "morti di fame" ci giudichino già, MES o non MES, soprattutto poco affidabili, vedi i giudizi delle Agenzie di Rating.

 

 
 
 

Mascherine, 50 e cinture

Post n°926 pubblicato il 30 Giugno 2020 da alialiasmf
 
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Molte strade italiane hanno limiti di velocità molto bassi, 50, 40, 30 km orari, ma soprattutto esistono strade a lunga percorrenza con limiti improponibili, magari 70 kmh dove le auto sfrecciano ai 110.

Questo perché la gestione dei tratti stradali è frammentaria e poco contestualizzata: ci sono vie cittadine dove assolutamente sarebbe da imporre il limite dei 30 in modo da favorire ciclisti o altre modalità di spostamento "green"; d'altro canto, per non prendersi responsabilità in caso di incedente, si abbassano i limiti dove si potrebbe correre un po' di più: tutto ciò genera scarsa fiducia nei controlli e un generale senso di libertà all'italiana del tipo "faccio quel che mi pare, tu chiudi un occhio con me e io lo faccio con te".

Parliamo invece delle cinture di sicurezza: qui al nord quelle anteriori sono utilizzate almeno dal 75% dei viaggiatori. Quelle posteriori credo di essere l'unico, o quasi, a usarle. Stesso dicasi per il trasporto dei bambini: è tristissimo sentire di quei casi in cui un bimbo muore soffocato dimenticato sul seggiolino dell'auto, ma ne muoiono molti di più perché i genitori non li posizionano correttamente e li lasciano liberi come dei cani mentre viaggiano, o addirittura li tengono in braccio seduti anteriormente.

Che cosa c'entrano le mascherine con tutto ciò?

In questo momento c'è gran confusione, anche nel mondo medico, sull'utilità del loro utilizzo.

All'aperto si contano 2 persone su 10 che la portano correttamente (coprendo naso e bocca), il resto non ce l'ha o l'abbassa. In effetti, se non si è in luogo affollato, sinceramente il suo utilizzo sembra eccessivo: è come il caso dei limiti di velocità assurdi imposti dalle autorità per pararsi da eventuali responsabilità in caso d'incidente, invece di usare limiti sensati e verificare che vengano rispettati multando chi non lo fa.

Al chiuso, dove c'è minor ricambio d'aria, invece è sensato indossarla (a meno di essere soli o isolati). Le mie statistiche dicono che nei locali all'inizio le indossavano il 90 % delle persone, ma siamo in continuo e costante calo. L'altra sera mia moglie è stata giutamente ripresa perché è entrata in una pizzeria con la mascherina nello zaino, ma si è subito accorta che il pizzaiolo, che respira sugli ingredienti, ce l'aveva abbassata.

Questo, secondo me, è il caso analogo a quello delle cinture di sicurezza: l'incidente con danni fisici è raro, ma se capita e non si è attrezzati, può essere fatale.

 

 
 
 

+ o -

Post n°925 pubblicato il 12 Giugno 2020 da alialiasmf
 
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Che cosa può essere connotato come positivo di tutto ciò che ci è capitato negli ultimi mesi? Per rispondere bisogna bendarsi gli occhi, per evitare di essere offuscati da quel che è evidentemente molto negativo.

Proviamo però a non pensarci.

Quel che ho visto di positivo, io che ho avuto il privilegio di non ammalarmi, di non veder morire nessuno dei miei cari e che ho mantenuto il lavoro, è un insieme di "piccole cose" a cui non ero più abituato, a partire dal soffermarsi sul balcone a guardare quel poco che succedeva fuori, oppure dall'ascoltare la propria figlia parlare a raffica per ore, essendo così poco abituato alla sua presenza in casa, oppure a trovare una dimensione domestica collaborativa senza stress che prima non esisteva, o a danzare davanti a un videogame di 15 anni fa seguendo le figure sulla tv, o ancora guardare la piana torinese libera dalla nuvolona grigio-nera solitamente statica sotto la collina, o ancora vedere, nelle poche uscite, le code all'inglese, lunghe e sottili, non rotonde come quelle tipiche del nostro paese, girare per le strade, le poche volte che l'ho fatto, senza trovare maleducati alla guida, giocare tutte le sere a bowling o golf virtuale e poi a carte con la tua famiglia, mangiare un po' troppo, dormire di più al mattino, dividersi le stanze e crearsi i propri spazi, e ce ne sarebbe molto altro da dire.

Altro aspetto non marginale è il crollo delle spese: da un lato ha messo quasi sul lastrico negozianti, gestori di ristoranti, bar, pizzerie, benzinai, officine ecc... dall'altro ha fatto risparmiare molto denaro a chi lavora da casa: questo gruzzoletto non verrà speso immediatamente, ma nel tempo probabilmente sì.

Ma quel che, paradossalmente, mi ha istintivamente attratto di più, è stata l'incertezza del futuro: pur nella paura di ammalarsi, perdere il lavoro, vedere sempre più poveri vicino, il non sapere che cosa succederà in una vita regolata dalla banale normalità del tran tran quotidiano, mi ha affascinato. Un po' come l'ignoto per i bambini, che sanno che possono averne un po' paura, ma che alle spalle hanno chi li protegge. Io non so chi mi possa proteggere, se non me stesso, ma questa "vacanza" dalla vita normale mi ha fatto anche bene.

Ora però sciolgo la benda...

 

 
 
 

Cina o USA, chi č il colpevole?

Post n°924 pubblicato il 01 Aprile 2020 da alialiasmf
 
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Non sono un "complottista", non credo molto ai "poteri occulti", sono evoluzionista, forse influenzato dai miei originari studi scientifici.

Circolano video che vogliono insinuare che il Covid19 sia stato "liberato" nell'ambiente dagli USA, altri video invece dicono che siano stati i cinesi.

Temo invece che sia frutto di una pessima gestione dell'ambiente, dell'eccessiva urbanizzazione e concentrazione nelle megalopoli (anche la Lombardia di fatto lo è) e della cattiva salute dei nostri polmoni per la pessima aria che respiriamo. Molti anni fa un radiologo, dopo aver visto le mie lastre, mi chiese se fossi un fumatore. Mai fumato, risposi. Lui mi disse che avevo i polmoni come quelli di un tabagista...

Detto questo analizziamo le 2 ipotesi.

Sono gli USA che hanno sintetizzato il virus e portato in Cina in autunno in occasione delle olimpiadi militari.

Perché? Per tagliare le gambe alla potenza che, fra breve, gli passerà davanti dal punto di vista del commercio, della tecnologia e, perché no, da quello militare.

Ma un virus mica si ferma là, sarebbe stato chiaro a tutti, persino a Trump, che prima o poi sarebbe arrivato anche negli USA. Anzi, il comportamento del loro presidente, che prima ha sminuito il problema dicendo che si trattava di una banale influenzina (anche da noi però è successo) e ora non sa che pesci pigliare, dimostra che i governanti non ne possano essere i responsabili.

Si parla di Fondi di investimento che avrebbero scommesso su un crollo delle borse. I loro gestori sarebbero dei folli, pazzi, tipo quelli del film "L'esercito delle scimmie". Ma questi fondi contano circa 160 miliardi di dollari, che sono uno sproposito per uno di noi, ma a livello mondiale sono poco più che briciole.

Quindi non mi convince l'ipotesi USA, anzi ...

Passiamo ai Cinesi che pare avorassero ai virus da anni nei loro laboratori (ma anche gli americani lo fanno). Potrebbe essere sfuggito? Oppure ...

potrebbe essere stato apposta diffuso proprio a casa loro????

Pensiamoci bene: lo diffondono in una provincia con forti scambi commerciali con il mondo. Stanno zitti per 2 mesi, zittendo anche i medici che invece vorrebbero dare l'allarme (là si può, non è una democrazia). Il virus viene contenuto in una zona che si sacrifica, ma il resto della Cina, pur perdendoci un po', lavora ancora, produce: la Cina è grande. In relativamente poco tempo le cose tornano come prima e la Cina riprende a fare la locomotiva. Nel frattempo altrove il virus blocca tutto, USA compresi. La Cina sosituisce le produzioni ferme dell'Occidente, che già è in crisi senza il virus.

In sostanza, paradossalmente, i paesi che s'infettano prima, sono avvantaggiati dopo, perché mentre gli altri lottano ancora, loro si riprendono economicamente e occupano le nicchie lasciate vuote da chi è in difficoltà.

Ripeto, credo che provenga davvero dai pipistrelli ... ma qualche dubbio mi rimane.

 
 
 

Parasite

Post n°923 pubblicato il 16 Marzo 2020 da alialiasmf
 
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Il film "Parasite", coreano, che ha vinto 4 Oscar rappresenta molto bene la strategia evolutiva tipica della simbiosi parassitaria. Esistono anche la simbiosi mutualistica, dove entrambi gli organismi trovano giovamento, es. il paguro e l'attinia, e altri tipi meno impattanti per l'ospite (che è l'organismo più grande, quello che ospita, mentre nel linguaggio umano vale il viceversa ... chissà perché!).

Senza "spoilerare" troppo la trama di questo film molto duro (bello, anche, ma ognuno ha i suoi gusti), in pratica si vedono 2 strategie differenti, una che consiste nel parassitare (una ricca famiglia, in questo caso) senza eccedere, ottenendo il minimo che serve per sopravvivere decentemente; l'altra invece invade massivamente l'ospite, eccedendo, e portando alla fine a un disastro per tutti, ma soprattutto per i parassiti stessi.

Oggi ci troviamo di fronte a un virus che non è una gran novità, appartiene a una famiglia di RNA virus (Acido Ribonucleico, quello che deriva dal DNA e che codifica la generazione di proteine nella cellula tramite i ribosomi) scoperti 70 anni fa! Hanno un involucro di proteine che riescono a bypassare le membrane cellulari, entrare nelle cellule stesse e utilizzare le loro strutture per duplicarsi, sono ... parassiti! Non danno alcun vantaggio all'ospite, anzi, lo debilitano se non lo accoppano.

I parassiti che si accontentano, cioè non sono troppo letali, non uccidendo l'ospite fanno sì che quest'ultimo contagi il più alto numero possibile di altri soggetti, riescono a allargarsi e quindi a rispondere al loro istinto di sopravvivenza e di espansione. I parassiti che non si accontentano ma finiscono per uccidere troppi ospiti, si fanno terra bruciata da soli, perché un ospite morto non contagia più nessuno.

Se vivessimo 2 secoli (o più) fa, un virus che seleziona le vittime sulla base della loro salute (e quindi anzianità) sarebbe visto come una normale forma di selezione naturale. Oggi che la popolazione nei nostri paesi è sempre più vecchia, giustamente si vuole dare a tutti, centenari inclusi, il diritto di vivere fino alla fine delle proprie possibilità. Poi ci sono tutti gli impatti economico/comportamentali che si porta dietro, molto meno prevedibili di 2-3 cento anni fa, dove erano quasi tutti poveracci, mentre oggi la fascia di chi ha più potere economico è proprio quella maturo/anziana.

Nel film pluripremiato il parassita più aggressivo e tracotante finisce per danneggiare troppo l'ospite ma ancora più se stesso.

Oggi invece il virus sta invadendo in maniera lenta e strisciante tutto il mondo, senza essere troppo letale, ma in maniera inesorabile, come vuole la migliore (per un parassita) strategia.

 

 
 
 

Corresponsabile

Post n°922 pubblicato il 21 Gennaio 2020 da alialiasmf
 
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La domanda che mi pongo, sull'incidente aereo a Teheran, è se Trump ne sia corresponsabile.

Con il rapido ed efficacissimo blitz gli USA hanno ottenuto contemporaneamente 2 risultati:

  • eliminare un pezzo grosso iraniano molto pericoloso per loro facendo capire alla teocrazia iraniana che non possono permettersi di stuzzicarli perché risponderebbero rapidissimamente;
  • dare un forte segnale a Russia e Cina, che da tempo conducono grandiose sperimentazioni miliari in comune, che tra il dire (esercitazioni) e il fare di una battaglia se non guerra, c'e una bella differenza e che loro sul campo reale sono ancora i più tecnologicamente avanzati di tutti.

Detto questo, proprio perché l'Iran è una teocrazia antiquata e illiberale, pericolosamente indietro dal punto di vista tecnologico (lo si è visto dal madornale errore in questa nuova Ustica), teocrazia che è meglio che non abbia mai in mano armi nucleari, non sarebbe meglio trovare subito un accordo (non punitivo però) invece che giocare al braccio di ferro col rischio che altri (vedi le povere vittime del volo aereo) ci rimettano?

 
 
 

Venezia 2020

Post n°921 pubblicato il 21 Novembre 2019 da alialiasmf
 
Foto di alialiasmf

Non vorrei essere frainteso.

Venezia è una città meravigliosa, assolutamente da difendere e preservare, magari con i suoi abitanti, senza ridurla a una Las Vegas o a un'imitazione cinese.

Non si potrà dire che è una città povera, visti i milioni di turisti che la visitano.

E' da sempre soggetta a inondazioni, più o meno potenti e pericolose, ma note e prevedibili ormai con una certa accuratezza, un po' come gli alluvioni nelle pianure fluviali.

Non si può smantellare e ricostruire altrove. Le opere d'arte immobili sono da proteggere in loco. Gli edifici pure.

Non voglio entrare nell'argomento del MOSE (che non è ancora pronto) o di alternative alla olandese. Però ... intanto qualcosa si potrebbe fare. Sapendo che da sempre la propria città è soggetta a maree, che senso ha lasciare a livello terra o comunque sotto il metro di altezza oggetti di valore, farmaci, libri, souvenir, vasellame ecc...? Se non c'è spazio per tenerli in alto, possibile che l'industria tecnologica moderna non abbia inventato, che so, contenitori ermetici di diverse dimensioni? Si potrebbero usare in prossimità dell'arrivo di una marea, magari fissandoli a strutture metalliche murate.

Carrucole dal soffitto con ganci a cui attaccare sedie e tavoli sollevandoli da terra.

Eccetera, ci potrebbe uscire un business ad hoc.

Nelle ore prima dell'evento si piazza tutto dentro i contenitori, si chiude e si scappa nei piani di sopra. Se poi la marea non arriva, beh, si sarà perso del tempo, ma meglio quello dei soldi persi nel caso in cui invece la marea arrivi davvero.

Si dirà che anche esistendo sarebbero attrezzature molto costose, ma rispetto ai danni di un alluvione? Eppoi i veneziani non mi pare siano mediamente indigenti.

Sbaglio?

 

 

 
 
 

Dialogo con un italiano nero

Post n°920 pubblicato il 09 Settembre 2019 da alialiasmf
 
Foto di alialiasmf

In questi giorni sono ricoverato per esami in un centro ospedaliero molto avanzato dal punto di vista della ricerca e della diagnostica.

Nulla di grave, non è questo il tema che voglio affrontare.

Nella mia stanza c'è una persona di colore, più o meno mia coetanea, con cui ho avuto l'occasione di scambiare qualche parola. Non molte, in verità, poiché sono solo io a chiedere, lui non mi domanda nulla.

Vive in Italia, è cittadino italiano da alcune decine di anni. Non parla molto bene la nostra lingua, un po' come alcune signore emigrate dal sud Italia che, dopo tanti anni, parlano ancora un mix tra italiano e il loro dialetto originale. La scarsa integrazione linguistica (che non è la norma: mia nonna, laziale, parlava persino un po' di piemontese) generalmente è dovuta alla quasi esclusiva frequentazione di persone della medesima origine residente nel luogo ove si è migrati.

Il mio vicino conosce però anche il francese, l'inglese e una lingua africana che sento usare ogni tanto nelle sue lunghissime e continue telefonate, videochiamate, a viva voce: confermo che gli africani sono veramente chiassosi e incuranti del fatto di esserlo! Ma a me in fondo non dispiace, mi tiene compagnia, anche se ascoltare per ore e ore video altrui ad alto volume potrebbe infastidire chiunque.

Ha fatto molti lavori duri e umili, ora esporta auto usate verso il suo paese, dove a bassissimi costi le rimettono a posto.

Vorrebbe tornare in Africa, lui si sente africano prima che italiano. Ma là c'è mafia, corruzione, odio e invidia verso chi è andato all'estero ed è tornato "ricco" per i loro canoni. Ogni iniziativa imprenditoriale gli viene boicottata, anche con la Magia Nera. Su questo punto ho cercato di capirne di più, ma mi sembra che ci creda davvero.

Non va confuso con i poveracci che vengono qui con i gommoni, lui era figlio di benestanti ed è fuggito con un visto per l'Italia per motivi politici, con un comodissimo volo aereo.

E infatti non vede proprio di buon occhio i migranti economici: è apertamente leghista, poiché dice che quelli che, come lui, lavorano, qui sono rispettati, mentre quelli che spacciano, rubano ecc... vengono in Italia perché al loro paese non glielo lascerebbero fare. Là la Giustizia ha una mano molto pesante.

In effetti non ha tutti i torti: qui fuori si vedono un po' di parcheggiatori e pulisci vetri, sempre che non spaccino pure. Ma la stragrande maggioranza viene qui perché laggiù non riesce a vivere decentemente e di solito non ha la fortuna di poter prendere un aereo...

Mi dice poi che l'Africa è ricchissima, piena di risorse e di capacità, ma è ancora soggetta al taglieggiamento degli ex colonialisti, vedi i paesi che devono usare il Franco francese. Di fatto metà dei guadagni gli vengono sottratti. Gli interessi americani e francesi sono predominanti.

Si lamenta poi che laggiù tutti si aiutano (forse dimenticandosi di aver parlato poco prima della Magia Nera e del boicottaggio subito) mentre qui ognuno si fa gli affari propri.

Invero da noi c'è moltissima solidarietà, spesso gestita dalle Parrocchie ma non solo, però ... non è chiassosa, lavora nell’ombra.

Infine ha l'atteggiamento che molto spesso viene rimproverato ai migranti, vorrebbe che gli venisse fatto tutto senza chiedere, senza alzarsi dalla sedia, non ringrazia quasi mai, non è interessato a ciò che gli sta intorno se non ai filmatini che si guarda sul cellulare.

Difficile integrarsi totalmente, così. Non per nulla vorrebbe tornare in Africa in modalità stabile. Ma sa che laggiù non lo curerebbero gratis.

 
 
 

Ingenuo pure lui?

Post n°919 pubblicato il 07 Settembre 2019 da alialiasmf
 
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Mi riferisco a Salvini.

Posto che non credo che il nuovo governo duri più di un anno e mezzo, poiché sembra (anche questa volta) incredibile che 2 formazioni così odiate tra loro si mettano d'accordo, e poiché comunque, anche non volendo considerare i sondaggi, la Lega governa in tutte le Regioni più danarose, può Salvini essere stato così ingenuo, addirittura più dei sui ex compagni, da farsi sfilare il ruolo che gli dava più consenso, quello del ministro blocca porti? Eh sì, perché per ogni nave ong straniera in arrivo e stoppata in alto mare, lui si prendeva 2 punti percentuale in più.

Forse avrebbe dovuto ascoltare il suoi originale mentori, quelli della vecchia Lega Nord, che dal Berluska (che ormai passa per "saggio") non si sarebbero mai staccati.

Vedremo...

 

 
 
 

Infinitamente ingenui?

Post n°918 pubblicato il 29 Luglio 2019 da alialiasmf
 
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Mi riferisco ai 5 Stelle nella vicenda TAV.

Indipendentemente dalle opinioni personali che ciascuno di noi può avere sull'opera, la "strategia" dei quasi ormai ex grillini era quella di bocciare il progetto sulla base della sua economicità. L'analisi costi benefici del prof. Ponti, criticabile per aver incluso tra i mancati guadagni le accise dei TIR in barba a tutte le politiche ambientali predicate da Grillo in 30 anni, aveva effettivamente decretato la mancata convenienza.

Allora l'U.E. che ha fatto? Ha promesso più soldi per l'opera passando dal 40 al 55% del finanziamento.

Possibile che nessuna mente fine dei 5 Stelle non avesse preveduto quest'epilogo? 

Insomma, l'ennesima figura da sprovveduti.

Se invece la tattica grillina era proprio quella di ottenere maggiori contributi, bisogna sperare che quest'incremento non avvenga a discapito di altri finanziamenti, più o meno utili, per l'Italia.

Perché oltre al danno, ci sarebbe la beffa!

 

 
 
 

Mussolini

Post n°916 pubblicato il 26 Aprile 2019 da alialiasmf
 
Foto di alialiasmf

Il duce non era un deficiente, né un pazzo, sapeva, da leader, leggere nella parte istintiva, inconscia, della mente della gente, che è poi il requisito base per il successo in politica.

Ricordiamo che vinse sempre le elezioni con maggioranza assoluta, probabilmente con brogli, ma non si può negare che la maggior parte della gente fosse con lui, sia gli imprenditori, che la borghesia ma manche molti della massa.

Insomma, non era un pazzo come il suo corrispondente in Germania, che con la sua follia si è auto distrutto, nonostante fosse a capo di uno stato potentissimo.

Mussolini ha sbagliato a entrare in guerra, ha sbagliato a seguire Hitler nelle leggi razziali e, soprattutto, ha messo su un regime totalitario, liberticida, antidemocratico.

Che qualcuno oggi lo rimpianga, non è una novità, ognuno è libero di pensarla come crede. Che manifesti la sua opinione pure è lecito. 

La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. (Wikipedia)

Ma, pur essendo del tutto antifascista, ritengo che l'eccessiva attenzione e condanna verso certi fenomeni non faccia altro che stimolarne l'emulazione, soprattutto in giovani ignoranti (in senso stretto), figli di altri ignoranti che non hanno assorbito l'insegnamento dei loro genitori (i nonni) che il ventennio l'hanno subito.

Questi ragazzi non sanno nemmeno che cosa sia il fascismo, hanno solo bisogno di emergere in una società dove l'importante è apparire, non fare. Non leggono, non s'informano, hanno solo bisogno di leader forti e simbolici, come tutti gli immaturi.

Agiamo secondo legge: se commettono reato, vanno puniti, ma dandone troppa visibilità gli facciamo un favore.

 

 
 
 
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Un blog di: alialiasmf
Data di creazione: 03/05/2007
 

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REGOLA DELLE 10 P

Parole

Poco

Pensate

Portano

Pena

Perciò

Prima

Pensate

Poi

Parlate

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 3

Dio è donna e si chiama Petrunya -

(modernità tecnologica e società ancestrale)

The farewell - 

(la Cina si avvicina ... lentamente)

L'ospite -

(situazioni di coppia anomale divenute la normalità)

Il segreto di una famiglia La Quietud - No

(contorto, perverso, tocca temi troppo importanti per essere solo sfiorati)

Green Book - No

(caricature alla "Il Padrino", ma sono passati 30 ani da allora...)

Le nostre battaglie -

(mai dare nulla per scontato in un mondo sempre più difficile)

Roma - 

(una gran solidarietà femminile e dei bambini per una storia senza fine)

Un affare di famiglia -

(l'ansia per l'inevitabile in bilico con la serenità che solo gli orientali sanno raggiunegere così bene, anche in un mondo difficile)

Lucky - Sì

(la vecchiaia vista come si dovrebbe vedere, per quel che è nel bene e nel male)

Manuel - 

(in certi casi la vita è molto dura e, anche se aiutati, c'è il rischio di non reggere)

Dogman - 

(pur di sopravvivere meglio si accetta tutto, fino ad un certo punto...)

Siryated - 

(per chi pensa che i Siriani in fuga siano alla ricerca del lusso in Europa)

L'insulto - No

(un buon film rovinato da un processo show all'americana)

Le ultime cose -

(povertà, disonestà, poca umanità in un mondo che cambia)

Un padre, una figlia -

(un rapporto sempre difficile in un paese che progredisce molto lentamente, ricco di solidarietà ma anche di opachi favoritismi)

Il condominio dei cuori infranti - 

(l'umanità più schietta, nel bene e nel male, anche in una banlieau)

Le ricette della signora Toku - 

(un connubio di serenità e immensa tristezza in un paese tecnologicamente progredito ma lontano da noi anni luce)

Mustang -

(il paese di Erdogan, affamato di modernità per necessità ecnomiche, ma rimasto arretrato nella mentalità e nei costumi)

Sarà il mio tipo? - No

(tema serio e situazione non infrequente, ma trattato badando più alla storia, ai sensi che ai sentimenti ed alla psicologia)

Vergine giurata - Sì

(una società ancestrale, ma molto vicina a noi, narrata senza cliché e con semplicità in una vicenda complessa)

The repairman - No

(un conto è slow altro è essere disadattati; personaggi caricaturali, storia inverosimile, troppi cliché, si salva solo il paesaggio delle Langhe)

 

Timbuctu -

(le 2 facce dell'islam e i perché molti africani migrino in europa)

 

Mommy - Sì

(le difficoltà del disagio mentale anche in una sociatà evoluta)

Smetto quando voglio - No

(verosimile, purtroppo, farsa/tragedia, molto divertente ma realizzata per multisala)

The Lunchbox - Sì 

(una zia che non si vede mai, un giovane dalle belle speranze e la tristezza dei protagonisti in un'India regno del caos ma certificata IMQ)

Nebraska - Sì

(l'altra america, dei veri americani, in tutta la sua bellezza e bruttezza)

 

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 2

 

Moliere in bicicletta - Sì

(per gli amanti della recitazione; francese, mai sopra le righe, delicato, intelligente, ironico, non troppo scontato)

 

Still life - Sì

(credere in qualcosa contro il cinismo dilagante, una triste fiaba)

 

Philomena - No

(simpatico, storia serissima, ma trattato come film natalizio)

 

La grande bellezza - No

(perfetto quadretto di una certa società decadente, ma una società marginale fuori tempo rispetto ai nostri problemi, quadretto perfetto, ma pieno di morboso istrionismo protagonistico)

 

La mafia uccide solo d'estate - Sì  

(grandissima la narrazione dell'infanzia, poi scade un po' nel troisiano)

 

Now you see me - No

(tanto casino, si capisce (qualcosa) solo alla fine, ma proprio inverosimile)

 

La gabbia dorata -

(la selezione naturale nel nostro tempo)

 

Zoran, mio nipote è scemo - Sì

(cinismo & depressione, ma che ridere)

 

La prima neve - Sì

(tristezza tra paesaggi di pace)

 

Gloria - No

(una storia possibile ed umana, ma alle volte sembra sponsorizzata da chi fa il Viagra)

 

Vado a scuola - Sì

(non saranno tutti così, ma questi sono meravigliosi)

 

Per altri occhi -

(vedere per capire chi non vede)

 

Via Castellara Bandiera - No

(verismo Verghiano, ma la storia è inverosimile)

 

Sacro GRA - Sì

(non è un film, ma è realisticamente triste e simpatico)

 

La religiosa - No

(suore cattive e preti bravi, luoghi comuni?)

 

La migliore offerta - Sì

(vicenda letteralmente incredibile, ma fortemente simbolica)

 

Holy motors - No

(originalissimo, surreale, ironico, visionario ma ... che voleva dire?)

 

Una lady a Parigi - No

(idea discreta, qualche spunto originale, ma film lento, un po' scontato, inconcludente: solo uno spottone a Parigi)

 

Miele -

(tema di forte impatto emotivo, trattato con cura e umanità, senza banalizzazioni cinematografiche)

 

Viaggio a Lisbona - No

(bell'ambiente, bella storia però un po' troppo idealista, romanzesca, più o meno verosimile)

 

Come un tuono - Sì

(apparentemente un'americanata, invero nasconde una storia cruda, dura, tragica ma realistica; prima metà impeccabile, la seconda scade un po' nello scontato)

 

Come pietra paziente -

(crudo, realistico, ben recitato, originale. L'unico dubbio è: può un uomo raccontare una storia di donne?)

 

I Croods - No

(inizio scoppiettante, originale, spassoso, poi gradualmente cade nello scontato e patetico)

 

Il distacco - Sì

(intenso, sentito, ben interpretato, forse solo un po' troppo enfatico all'americana, ma solo in alcuni passaggi)

 

Anna Karenina - No

(originale sceneggiatura, scenografia, idee geniali che però dopo un po' si perdono nella storia che soffre un po' per essere raccontata molto all'americana e poco alla russa)

 

Viva la libertà - No

(né carne, né pesce, un mix di fantasia, episodi improbabili, cliché: se vuole essere serio, è assurdo, se vuole fare ridere, fa a mala pena sorridere)

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 1

La parte degli angeli - No
(divertente ma un po' buonista in maniera scontata)
Amour -
(profondo, realistico senza freddezza
La sposa promessa - Sì
(minimalista, umile, decoroso, interiore)
Un'estate da giganti - Sì
(molto originale, divertente, un po' pazzo e triste)
E' stato il figlio -
(attori eccezionali, in una Sicilia dura ed ironica)
Monsieur Lazhar -
(una storia verosimile, trattata con estrema delicatezza, senza sconti e senza esagerazioni)
Il dittatore - No
(fa sicuramente ridere, anche tanto, demenziale ma non certo un capolavoro)

Marygold Hotel - No
(patetico, per vecchi nostalgici, in certi punti ridicolo)

E ora parliamo di Kevin -
(molto verosimile, ben inquadrati i personaggi, una storia terribile)

Cena tra amici - Sì
(eccezion fatta per alcuni colpi di scena eccessivi, un film ben godibile)

E ora dove andiamo? -
(comico grottesco molto divertente)
 
Midnight in Paris - no
(noiosissimo, non perché è Woody può sperare che tutto quel che tocchi si trasformi in oro)
 
Shame - no
(freddo, descrive una realtà, ma calca troppo la mano)
 
Miracolo a Le Havre - sì
(miracolo! ma ben narrato)
 
Melon Route - sì
(molto crudo)
 
Ruggine - sì
(tristezza e speranza)
 
Carnage - sì
(purtroppo anche l'intelligenza genera mostri)
 
The tree of life - no
(boh)

La donna che canta - Sì
(crudissimo, forse al limite del verosimile)

Hai paura del buio - Sì
(un parallelo efficace)







 

MUSICA DIVINA

F. Mendelsshon: Ottetto per archi op. 20

P. I. Chaikovsky: Sestetto per archi op. 70 (Souvenir de Florence)

F. Liszt: Sonata per piano s 178

R. Schumann: Quintetto per archi con piano op. 44

F. Chopin: Ballata per piano Op. 23 n. 1

J. Brahms: Rapsodie n.1 e 2 per piano

J. S. Bach: Concerto brandegudghese n° 3 BWV 1048

B. Smetana: La Moldava, poema sinfonico

A. Dvorak: Serenata per archi Op.22

P.I. Chaikovsky: Serenata per archi Op. 48

A.I. Khachaturian: Masquerade Suite