
Dopo il ritiro, Michael Schumacher è stato in vena di confidenze. Questa l'ha concessa allo Suddeutsche Zeitung nel novembre 2006.
L’ex pilota Ferrari racconta che nel 1995, prima di passare alla scuderia di Maranello, è stato vicino alla Mercedes ma non è passato alla McLaren perché non era in accordo con… Ron Dennis!
Teatro dell’evento Montecarlo:”Era il 1995 - racconta Schumacher - quando ebbi un incontro con la Mercedes per trattare il mio passaggio alla McLaren. I miei rapporti con la Mercedes sono sempre stati ottimi e non c’erano motivi per pensare che l’accordo non sarebbe stato a buon fine. Ma Ron Dennis, invece aveva idee diverse su come andasse gestito un team di F1“
E volete sapere quale erano queste divergenze su come gestire un team?
Schumacher confida che Ron Dennis gli ammise la volontà di non dare ordini di scuderia neanche a campionato inoltrato e con gerarchie già stabilite tra i due piloti. Secondo il pilota tedesco questo fu un comportamento inaccettabile:“Non ho mai chiesto, ne’ contrattualmente o verbalmente, lo status di numero uno nella mia intera carriera. Ma il mio punto di vista e’ questo: all’inizio della stagione entrambi i piloti dispongono dello stesso materiale e sono sullo stesso piano in ogni aspetto. Ma appena diventa chiaro che uno dei due piloti e’ piu’ veloce dell’altro, il team deve supportarlo“.
Per questo motivo l’accordo saltò e Michael Schumacher poté trovare più soddisfazione, successi, fama e fortuna andando alla Ferrari.
Da notare che, al di là degli aiuti che ha ricevuto nel corso della carriera con la Rossa, Schumacher nel 1999 fu chiamato ad aiutare Eddie Irvine e così fece, lasciandogli la vittoria nel GP di Malesia.
Ma allora che personaggio è Ron Dennis?
Difficile rispondere a questa domanda, forse sarebbe un'impresa anche per i suoi stessi genitori; in fondo Dennis è stato capace di gestire due personalità enormi come quelle di Senna e Prost e prima di loro un'altra coppia potenzialmente esplosiva fu quella Lauda-Prost. Sulla carta anche Montoya poteva essere un brutto cliente, di fronte al giovane e veloce Raikkonen, ma la storia andò diversamente.
Sta di fatto che Dennis è abituato ad agire a modo suo e forse i lunghi anni di lavoro con il (mai troppo pacioso) Norbert Haug e con gli altri uomini della stella a tre punte possono averlo indotto a riconsiderare le sue priorità. Dopotutto la Mercedes è stata quella che ha comprato la Ilmor per farne la propria divisione motori di Formula 1, finendo con l'esautorare proprio il suo fondatore e tecnico di punta (che oggi lavora nella Moto GP) Mario Illien.
E lo zio Ron, che fa? Si ritira a godersi il suo castello sulla Loira, i milioni e le proprietà? Può essere. Può anche darsi che voglia ritagliarsi un posto da assemblatore in F.1, come agli inizi.
L'ipotesi la suggerisce oggi la "Gazzetta dello Sport" che prevede Ron Dennis e David Richards (titolare della Prodrive, scuderia di Formula 1 dal 2008) soci in affari o addirittura che il primo ne rilevi la licenza per comprare telaio e motore da terzi (forse proprio la Mercedes) e fare l'indipendente, visto che dal 2008 il regolamento lo permetterà. E' un'ipotesi. Attualmente non è da ritenersi fondatissima, visto l'esagerato numero di "se" e "forse", ma è un'ipotesi.
Ad essere reale è l'impreparazione del team di David Richards, che non ha neppure uno staff tecnico al completo ed in molti pensano che questo non stia succedendo per caso: la sua è l'ultima licenza per prendere parte al campionato F.1 2008 e molti potrebbero volerla pagare profumatamente.
Che sia questa la ragione che ha spinto il caro zio Ron a rastrellare milioni su vasta scala?