E' il momento delle lacrime. E' il momento della conta delle vittime. E' il momento della quantificazione dei danni. E', purtroppo, anche il momento delle polemiche.
Non è ancora terminata la pietosa sepoltura delle vittime, che è già iniziato il gioco dello "scaricabarile" e dei "rimpalli di responsabilità".
Quello che è successo è tristemente sotto gli occhi di tutti. Perchè sia successo è un altro paio di maniche. Le cause della tragedia sono essenzialmente due: la prima, di ordine meteorologico, la seconda per effetto della stupidità umana.
In merito alla prima motivazione, quella meteorologica, bisogna purtroppo rilevare che lunedì 18 novembre, nell'arco di circa 24 ore è caduta una quantità di pioggia pari a quella che cade, normalmente, in un arco temporale di sei mesi.
La particolarità del fenomeno, però, non esime dalla grave responsabilità dell'uomo. Non è corretto parlare di "disastro naturale" o, peggio ancora, di "natura assassina", perchè deviare il corso dei torrenti, costruire case e infrastrutture negli alvei fluviali, consentire la realizzazione di insediamenti abitativi ed industriali sotto le pendici franose di un monte, risponde a logiche e interessi speculativi dovuti solo e soltanto all'ingordigia umana, che nulla ha a che fare con l'eccezionalità di eventi naturali.
Se a questo aggiungiamo il fatto che l'allarme meteo è stato effettuato mediante l'invio di fax a tutti gli uffici comunali nella giornata di domenica 17 novembre, ossia quando gli stessi erano chiusi, lo sconforto si aggiunge allo sdegno per la tragedia.
Carenza o totale assenza di Pianificazione territoriale, errata gestione dell'ambiente, omissione di interventi di prevenzione sono i principali, veri, ed unici motivi di quanto è accaduto. Ogni anno gli italiani versano nelle casse dello Stato circa 44 miliardi di euro, le cosiddette "tasse ambientali", di cui solo 448 milioni di euro (pari all'1%) vengono effettivamente reinvestiti nella gestione dell'ambiente e del territorio. E la rimanente parte? Viene impiegata per coperture finanziarie che nulla hanno a che fare con esso.
Cosa accadrà ora è facilmente prevedibile; ci saranno accuse, inchieste, processi di primo grado, condanne, ricorsi in appello, assoluzioni, controricorsi in cassazione; l'elefantiaca giustizia italiana, col suo procedere lento e macchinoso, produrrà montagne di carte e forse, tra 20-25 anni, il nome di qualche colpevole verrà fuori.
Nel frattempo, purtroppo, resteranno le lacrime e la disperazione dei familiari che piangono 16 vittime.

(BnD)
Inviato da: meionoi
il 05/10/2014 alle 19:11
Inviato da: Bastardo_nel_dna3
il 21/06/2014 alle 18:24
Inviato da: Bastardo_nel_dna3
il 21/06/2014 alle 18:24
Inviato da: arw3n63
il 19/06/2014 alle 14:52
Inviato da: misteropagano
il 19/06/2014 alle 12:05