Bodybag Blog

my personal Blog

 
Iscriviti al Vaffanculo Day
 
 Basta! Parlamento pulito
 

SAVE OUR EARTH

  immagine
 

FACEBOOK

 
 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 13
 

ULTIME VISITE AL BLOG

anparriniAdottaUnMicioloDIAMANTE.ARCOBALENOamatamariunamamma1psicologiaforenseviolamago25spagnolosanmar05rosaria.tempresidopaulfronteverdexavier1962Eg0n.SchIeLedr.mariosiccardivoltidicass
 

ULTIMI COMMENTI

neanche io! Carletto vive! (e 7!!!)
Inviato da: stefanovers
il 18/04/2008 alle 13:08
 
e 6!
Inviato da: tigre.grintosa
il 04/09/2007 alle 08:22
 
5. Ma sono già incluso nell'uno...
Inviato da: lubely
il 28/07/2007 alle 00:47
 
e allora siamo in 4!Bene! :)
Inviato da: icarus_753
il 27/07/2007 alle 14:57
 
neanche io...
Inviato da: cicce9
il 21/07/2007 alle 01:58
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

 

« Un altro passo verso la ...Ancora una strage.... »

ALF: il blitz che sconvolse gli USA

Post n°11 pubblicato il 27 Maggio 2006 da Bodybag
Foto di Bodybag

Animal Liberation Front, il blitz che sconvolse gli States nel racconto dei protagonisti
Quei sei guerriglieri animalisti in viaggio nell'inferno dei cani
Accadde una notte, nei boschi dell'Alabama a ridosso di un piccolo villaggio di nome Franklin Township. Era il primo aprile di quattro anni fa.
''Fu quando la nostra vita cambio''', ricordano ancora, non senza retorica, i protagonisti di allora. Le identita', in questa storia, sono segrete; a lungo ma inutilmente nomi e volti dei sei protagonisti - attivisti del gruppo underground Animal Liberation Front (Alf) - sono stati l'oggetto della caccia di polizia della Contea e federali. ''Eravamo un gruppo di amici carissimi, uniti da un'idea incrollabile, eravamo in missione. Il nostro obiettivo era realizzare cio' che non era mai stato fatto prima di allora: irrompere all'inferno e fare ritorno''.
L'inferno di cui racconta l'autore della storia, comparsa per la prima volta sulle pagine della rivista animalista americana Bite Back (una traduzione complicata potrebbe assomigliare a ''Mordere reagendo''), sono i laboratori della multinazionale della ricerca Huntingdon Life Sciences (Hls), un colosso con filiali in Usa ed Europa dedito alla sperimentazione scientifica su cavie animali. Le vittime sono beagles, cani di piccola-media taglia, dal carattere dolcissimo e dal fisico particolarmente resistente agli abusi e alle sopraffazioni.
''In quel week end riuscimmo finalmente a realizzare il nostro sogno. Entrammo di notte nei laboratori della Huntingdon Ls. Per qualche ora discendemmo negli inferi di un lager. Ma quando uscimmo avevamo con noi quattordici preziosi amici''. Erano cani beagles, ''tutto quanto riuscimmo a trovare in vita all'interno dei magazzini con le gabbie''.
L'eco del blitz dei "sei di Franklin", condotto con una tecnica da commando militare, fece il giro del mondo. L'effetto a catena fu sorprendente, le azioni illegali del movimento animalista si moltiplicarono, negli Stati Uniti e successivamente in Europa. Ma, off course, l'effetto piu' importante fu nella vita dei quattordici beagle liberati dalla schiavitu'. ''E' ancora difficile, quando li guardo adesso mentre saltano sui prati e si riposano sdraiati al tramonto, ricordare le gabbiette di ferro dove erano rinchiusi quando li trovammo'' ricorda il leader dei "sei", che chiameremo First bite, il Primo morso. ''L'unica cosa che mi solleva e' la certezza, assoluta come io sono vivo, che nessuno potra' mai farli tornare in quelle tombe viventi''.
Prima del blitz dei "sei", per vent'anni, in centinaia avevano cercato in qualunque modo di entrare nel ''most notorious lab'', nel piu' famigerato tra i laboratori. Eppure niente, il poderoso complesso della Huntingdon Life Sciences (Hls) assomigliava a un mondo inaccessibile. Nascosti nel mezzo di una foresta, i laboratori dell'Alabama sembravano pensati con il preciso intento di non essere visibili. O meglio, studiati apposta per essere completamente nascosti al mondo. All'esterno dei locali una fitta rete di guardie di sicurezza per impedire a chiunque di avvicinarsi, all'interno l'omerta' degli impiegati; per anni i gruppi animalisti non erano riusciti a documentare le accuse contro la multinazionale della ricerca scientifica britannica, dall'inizio degli anni '80 al centro di furiose polemiche per il trattamento riservato alle cavie viventi.
Fino a quando, nel 1989, una giovanotta inglese di nome Sarah Kite si trasforma in un cavallo di Troia e apre la prima breccia. Grazie al suo curriculum da biologa Sarah si fa assumere nei laboratori animali della Huntingdon Ls britannica, millecinquecento beagles stipati in tre padoglioni. Pian piano guadagna la fiducia dei capi e l'accesso alle zone degli esperimenti, ma in silenzio prepara il suo voluminoso atto di accusa. Fotocopia documenti, scatta fotografie, raccoglie prove e le porta fuori dai laboratori. Per otto lunghi mesi non apre bocca anche di fronte ad episodi di tale crudelta' sugli animali che, raccontera' piu' tardi, ''comprimevano lo stomaco e provocavano valanghe di rabbia e commozione''.
Sarah diventa la testimone di un mondo ai confini della realta'. Gli scienziati della Huntingdon Ls conducono sui cani test di tossicita'. Spruzzano sostanze velenose negli occhi dei cani, sui quali viene sperimentato di tutto: dagli insetticidi a fertilizzanti altamente nocivi. I beagles, cresciuti in cattivita', chiusi in gabbia giorno e notte e privati di qualunque possibilita' di assaporare un lampo di vita, vengono sottoposti a test per intolleranze di ogni genere, dai detersivi ai medicinali, che vengono introdotti nelle pance dei cani in capsule di gelatina o tramite dei tubi di plastica che spingono i veleni direttamente nello stomaco. Insomma, un girone dantesco. ''Un inferno maledettamente vero'', ricorda Sarah che e' ancora una star tra attivisti della Buav (British Union for the Abolition of Vivisection, Unione Britannica per l'Abolizione della Vivisezione).
Quando il materiale raccolto da Sarah Kite viene pubblicato, la Huntingdon Life Sciences scatena la sua maestosa controffensiva mediatica. Decine di professori e scienziati, alcuni direttamente al soldo della multinazionale, spiegano con eleganza accademica come le malefatte contro i cani siano giustificate della supremazia dell'homo sapiens sapiens, ''la vita umana prima di tutto''; pazienza se migliaia di esseri viventi e intelligenti,  siano rinchiusi in un lager. Una vita tra l'acciaio e i conati, sepolti tra le loro feci e nel vomito provocato dai veleni che gli vengono iniettati, sacrificati in nome di quell'etica razzista che immola il diritto di vivere e respirare di un animale alla supremazia darwiniana della bestia umana.
La campagna della Huntingdon, pian piano, riesce comunque a spegnere l'indignazione generale e salvo qualche gruppo di irriducibili animalisti che porta avanti campagne solitarie, gli esperimenti continuano, gli affari vanno a gonfie vele. La Huntingdon trova l'escamotage di appaltare alcuni esperimenti ad altre firme della scienza farmaceutica e tossicologica, col risultato di disperdere le informazione e confondere gli antagonisti pro-animali. Per undici lunghi anni pochi si occuperanno dei crimini contro gli animali commessi dalla Huntingdon. Fino a quando, una notte della primavera 2001.
Ricorda First Bite: ''la sera del 31 marzo compimmo il primo giro di ricognizione nel bosco intorno ai laboratori. La prima buona notizia fu che non sembravano esserci guardie private, la seconda che il complesso era proprio al confine tra due Contee, cosi' che se fosse arrivata la polizia della Contea di Franklin avremmo potuto filarcela dal settore nord, dove, ad appena cento metri, la loro giurisdizione finisce''.
''Lanciammo una corda da un albero e la passammo tramite un barchino dall'altra parte del canale. Mentre in silenzio ascoltavamo il rumore delle onde create dal nostro passaggio pensavo che le onde sarebbero dovute diventare enormi: per dire al mondo che l'uso di animali come veicolo per la cupidigia umana non sarebbe piu' stato tollerato''. Arrivato in prossimita' dei padiglioni, il gruppo capisce che e' l'ora dell'irruzione. ''Si sentiva solo il rumore del sistema di ventilazione, insieme al tenue sferragliare delle nostre cesoie sulla rete della Huntingdon. Aprimmo parecchi varchi per la via di uscita, avevamo pochi minuti prima dell'arrivo della ronda, di cui sapevamo anche a perfezione gli orari''.
Quando i sei riescono a entrare nei primi padiglioni, degli animali solo poche, orrende tracce. ''Non riuscivamo a trovare animali vivi, ma ovunque potevamo vederne la presenza fisica, i luoghi erano la testimonianza della tremenda sofferenza patita in quelle sale. Quello che non immaginavo era lo stato di abbandono e di pattumiera dell'intero edificio. C'erano delle tavole piene di strumenti operatori, bisturi ancora sporchi di sangue, sacchetti di plastica contenenti organi o chissa' che altro''. I "sei" non apriranno neanche quelle buste, a questo punto l'unica cosa che conta sono gli animali ancora vivi. E alla fine, compaiono. ''Solo seguendo il fetore osceno di animali costretti a vivere in cattivita', stipati l'uno sull'altro e mai lavati, riuscimmo infine ad arrivare agli unici animali che trovammo vivi nel laboratori della Hls''. I padiglioni sono protetti da allarme, ma sopra le porte il sistema di aerazione e' penetrabile. I sei, incappucciati con passamontagna nero e la "divisa" da guerriglieri animalisti, passano dal condotto dell'aria.
''L'interno era immondo, sporcizia e resti biologici ovunque, ma quello che ricordo meglio era il silenzio degli animali. Un silenzio carico di tensione. I cani ci guardavano senza muovere un nervo. Attraverso il buio vidi il luccichio nero degli occhi dei beagle. Ci fissavano con un misto di curiosita' e profondo timore dell'uomo. Avevamo atteso cosi' tanto quel momento, a qualcuno di noi scesero i lacrimoni''. ''Aprimmo le porte delle gabbie, dopo una prima esitazione i primi cani iniziarono a uscire. A quel punto anche gli altri realizzarono che potevano lasciare la loro piccola prigione di acciaio. I cani uscirono dalle gabbie, esercitando la loro nuova liberta' di saltare, correre, interagire l'uno con l'altro. Sembravano impazziti, come se non avessero mai lasciato prima d'ora, neanche per un secondo, la loro condizione di schiavi''.
La fuga verso la liberta' e' veloce, ma i cani che non sono abituati a muoversi non riescono a stare dietro ai sei giovani. ''Io presi il piu' piccolo e il piu' grande con me - ancora First bite - e dopo pochi metri di sprint il cucciolo gia' piangeva stremato. Lo raccolsi, guardando verso il beagle vecchio, che nonostante le gambe anziane teneva il suo ritmo dietro di me, lento ma costante. Come se sapesse che tener duro voleva dire non tornare mai piu' in quel maledetto cubo metallico''.
Il gruppo arriva dall'altra parte del bosco, il cielo albeggia.
''Dopo qualche ora arrivammo in un luogo sicuro, i cani sembravano stanchi e si stringevano tra di loro: il sonno che pian piano li avvolse tutti era l'inizio del loro meritato viaggio in questo mondo''. Era il primo aprile 2001, Alabama. ''Il freddo dell'inverno stava lasciando il posto al verde intenso della primavera, la vita che sostituisce il lungo buio. Era una splendida mattina, una mattina perfetta per celebrare una nuova vita''. 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: Bodybag
Data di creazione: 05/04/2006
 
 
immagine
 

IN NOME DEL PADRE

Si avvicina la Pasqua....perchè festeggiarla con un massacro??
come si puo' celebrare il figlio di Dio con così tanto orrore??
Non è un controsenso celebrare Gesu', che ha predicato amore per tutta la sua
vita ,con sangue di innocenti??

 

SALVIAMO LE PECORE

Ecco come vengono trattate le pecore dopo esere state sfruttate una vita per la lana.

Boicotatte ogni prodotto di origine animale,si puo' vivere benissimo senza gravare sulle spalle degli altri esseri viventi!!!

 

SHAC-STOP HUNDINGDON ANIMAL CRUELTY

 
 

FABBRICHE INFERNALI

 

LA FOLLIA UMANA

 

FREDDO BESTIALE

 

LOS FASTIDIOS-ANIMAL LIBERATION

 

ALF

 

OLÈ

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963