Creato da Bridigala il 08/05/2008

E' un Bridimondo

Di tutto un po', ma soprattutto... mio

 

 

Depression

Post n°825 pubblicato il 29 Novembre 2019 da Bridigala

Ok, il titolo è allegro quanto basta. Sto passando un periodo un po' duro, hanno deciso di concedermi la patente, ma speciale, per cui devo modificare i comandi dell'auto, con tutto quel che ne consegue, e la certezza che ho superato un limite che speravo fosse invalicabile.
Sono vent'anni che sono malata, per cui tante storie non le dovrei fare, però comunque mi brucia un poco.Oggi, poi, ho scoperto che ho almeno l'80%di probabilità di dover rifare l'es della patente, per cui la frase successiva, ahimè non è più vera. Sto affondando, invece, anche se vorrei poter dire quello che è scritto di seguito. Sto uscendone, lentamente, ma non è un bel momento, devo solo stringere i denti e aspettare il sole, tanto arriva sempre. Ho cominciato a trascurare questo posticino, anche perchè è ormai deserto, tutti i miei amici sono emigrati o hanno smesso di scrivere, penso di essere l'ultima del mio blogroll ad essere ancora attiva, ogni tanto, ma non ho voglia di imparare una nuova piattaforma, e non ho voglia di perdere undici anni di blog, per cui cerco di tenerlo in vita lo stesso. Ho recitato anche quest'anno la commedia, stavolta addirittura quasi da protagonista, ero in scena quasi tutto il tempo, ed è stato esaltante. Quest'anno i nipoti si fermano da noi dopo la scuola, in attesa che i loro genitori li vengano a prendere, e quindi li vediamo di più di quando abitavamo nello stesso edificio, però c'è sempre chi deve mettere in discussione il modo in cui i loro genitori fanno del loro meglio per far viaggiare la baracca. E' dura, qualche volta, non mettersi ad urlare che come i miei genitori hanno tirato su noi senza aiuti ma anche senza interferenze, è giusto che i miei nipoti siano allevati dai loro genitori, che sono in grado di farlo senza bisogno di scuole. Ok, questo è uno sfogo un tantino ingiusto, ma se sono già in difficoltà di mio non ha senso che mi tocchi mediare, e mediare, e mediare tra le idee dell'uno e il diritto a vivere la propria vita degli altri. Sono stanca, depressa, arrabbiata, e devo cercare di non cedere all'onda nera che avrebbe voglia di sommergermi. Sono più forte di così e lo so, addirittura so di poter relativizzare i grandi drammi che invadono casa a settimane alterne, impegnandomi a fare in modo che non scoppino bombe che non hanno motivo di scoppiare. Quindi, cara la mia ragazza, gambe in spalla e pedalare, che c'è bisogno di pensiero positivo. Anche perchè c'è un concerto e una festa di quarantesimo compleanno del coro, che ti aspetta,  e poi il Natale, per cui, cosa cavolo vuoi di più dalla vita? Un lucano? (sì, ma solo se è bello e tenebroso, e poco scassapalle).

A presto

 

 
 
 

Lubecca e casa!

Post n°824 pubblicato il 16 Novembre 2019 da Bridigala

Ebbene sì, in tempi biblici concludo finalmente il resoconto. Per raggiungere Amburgo c'è voluto un giorno di navigazione, utile per fare valigie e ricaricarsi in vista del tour de force (le solite ventiquattro ore sveglia), consegnare i libri della biblioteca (quest'anno ne ho letti in tutto sette in dodici giorni) e... prepararmi al debutto con la band. Non guardatemi strano, semplicemente hanno fatto il talent di bordo, e siccome adoro cantare, ci ho provato, con un risultato penso decente. Ho scelto Imagine, di JOHN Lennon, cantata e ascoltata fino alla nausea, quindi semplice, per me, la band era quella che faceva ballare in quel bar tutte le sere, e si sono prestati ad accompagnarmi, era la prima volta che cantavo musica leggera con un pubblico del genere, e con una band che mi accompagnava, per di più, quindi ero abbastanza nervosa, ma mi sono anche divertita. Il giorno dopo dovevo lasciare la nave molto presto, e quindi ho deciso di prenotare un'esclusione per non passare tutta la giornata in aeroporto, una palla notevole, e ho scelto di visitare la perla della lega anseatica Lubecca. Un piccolo centro storico molto grazioso, con le classiche case dei mercanti, con la facciata "a scalini",una pausa al negozio di marzapane... e pranzo in un tipico keller.Citta' assai affascinante, sono stata contenta di averla vista, la prossima volta però cercherò una soluzione più riposante. Infine via, verso l'aeroporto, verso casa. Lungo, lunghissimo, il viaggio, con la prospettiva di arrivare poco dopo le 23 a Milano e dover aspettare le 2 per il trasporto a casa. Nell'attesa sono stata controllata dalla polizia (che ignorava strategicamente i pori cristi tossici e disperati e si fermava sui turisti, ma tant'è...). Alla fine preso il trasporto, e stavolta un'oretta sono riuscita a dormirmela, e alle cinque riabbracciavo la mia famiglia, e il mio cane, che questa volta non è riuscito a farmi festa seriamente, troppo rintronato di sonno.

 
 
 

Kirkwall

Post n°823 pubblicato il 27 Ottobre 2019 da Bridigala

Dopo un intero giorno (e due notti) di navigazione, siamo approdati alle isole Orcadi, di nuovo in terra di Scozia. La gita che avevo prenotato prevedeva una tappa in distilleria, ma il costo era davvero esorbitante, e contando che già avevo speso molto per l'escursione ad Isafjordur, che avevo tappato miseramente, ho deciso di sceglierne una che portava a Stromness, piccolo porto all'estremità dell'isola. È stata una escursione in lingua, ero l'unica, temo, ad essersi goduta le spiegazioni della guida tra gli italiani presenti. Le Orkneys, per noi Orcadi, sono state al centro delle operazioni della II guerra mondiale per il nord Atlantico, e siamo passati dalla baia di Skara Brae dove si trovano ancora sette navi britanniche affondate. Quindi tutto l'anno si fanno immersioni, tanto l'acqua non è mai calda, quindi la muta invernale ci vuole comunque. C'è anche il cerchio di menhir di Stennes, con delle enormi pietre erette dalle popolazioni che nel Neolitico occupavano queste isole. Siamo infine arrivati alla piccola cittadina portuale di Stromness, piena di splendide e caratteristiche casette in pietra in stile molto scozzese, con un famoso hotel di epoca vittoriana, costruito proprio su insistenza della regina Vittoria, che voleva che i suoi sudditi utilizzassero la Scozia per la villeggiatura. Oggi i negozi sono per la maggior parte piccole gallerie d'arte e di otteggettistica varia, e il paese sembra votato al turismo, tuttavia è stata davvero bellissima da visitare, soprattutto perché nel tempo libero sono riuscita a fare turismo bibliotecario, ossia ad entrare nella biblioteca della cittadina, e studiarne accorgimenti è disposizione. 
a presto! 

 
 
 

Reikjavik, secondo giorno

Post n°822 pubblicato il 12 Ottobre 2019 da Bridigala

In questo caso specifico, abbiamo passato la notte alla fonda nel porto della capitale, e la scelta di visitare il circolo d'oro il primo giorno è stata dettata dalla lunghezza del l'escursione, in modo che dovendo levare l'ancora alle 18 io fossi già in nave da un po' di tempo. Nessun pericolo di essere lasciata a terra. In questo secondo giorno ho voluto provare a scoprire la città, che però è una grande zona pedonale, per cui la cosa è stata un po' complessa. L'escursione a cui ho aderito prevedeva di visitare un campo di lava con delle enormi "sbollature ", semidistrutto dagli inglesi perché andavano a recuperare li la terra di riporto per l'aeroporto vecchio, costruito durante la II guerra mondiale, chiamata dagli islandesi la guerra benedetta perché per la prima volta in questa terra desolata è arrivato il benessere e la loro posizione geopolitica ha permesso loro di trovare gli appoggi per liberarsi dal giogo danese. La tappa successiva è stato il Perlan, un museo con una cupola, intorno a cui c'è un belvedere da cui vedere la città, cosa che abbiamo fatto. Città nel cui profilo compare essenzialmente la Hallsgrimskirkja, chiesa progettata da Gunnar Samuelson, che cercava un linguaggio architettonico islandese. È una chiesa immensa e molto austera, nel tipico stile protestante.

L'ultima tappa è stato il porto antico, a due passi dal centro, molto suggestivo e... si, puzzava di pesce. Qualcuno ha chiesto di scendere nei pressi del centro, e così ha visitato la zona pedonale. Io purtroppo ero davvero stanca, alla quarta escursione di fila cominciavo ad essere profondamente stanca, per cui me ne sono rimasta in corriera e sono tornata al porto, sulla nave, a partecipare alle attività ludiche e rilassarmi. 
a presto 

 
 
 

Reikjavik

Post n°821 pubblicato il 01 Ottobre 2019 da Bridigala

E alla fine siamo arrivati alla capitale, dove ci siamo fermati due giorni. Il nome della capitale significa “baia del fumo”, e la città, comunque di soli 200.000 abitanti, è sovrastata dal monte Hesja, il cui nome significa “quello coperto di nuvole”. In realtà il primo giorno ho scelto di fare l’escursione clou della crociera, ovvero la visita al Cerchio d’oro, un circuito nei pressi di Reikjavik che sembra contenere tutte le particolarità panoramiche e naturalistiche dell’Islanda. La prima tappa l’abbiamo fatta nello splendido parco naturale di Tingvellir, dove gli antichi vichinghi si riunivano per il primo parlamento nazionale, il quale deteneva il potere legislativo e quello giudiziario. Non chiedetemi dove fosse il potere esecutivo, è un tassello del puzzle che ho perso prendendo appunti. In ogni caso il luogo è incredibilmente suggestivo, abbiamo camminato nella faglia che divide la placca americana da quella eurasiatica, che si separano alla velocità di 2 cm l’anno. Il panorama verde e ricco d’acqua è davvero eccezionale, anche perché gli amanti del Trono di spade sappiano che proprio in questo sito sono state girate parecchie scene. 

L’escursione è ripresa recandoci alla seconda tappa, a visitare cioè la monumentale cascata di Gullfoss, che io ho visto solo da lontano a causa di una personale piccola emergenza idraulica. Gullfoss, o cascata d’oro, mentre il fiume in cui si butta si chiama fiume d’argento. Peccato per il tempo grigio, credo che con il sole sarebbe stata davvero magica.

La terza ed ultima tappa ci ha visti fare un pranzo (tipico turistico?) nei pressi del parco naturale di Geysir, il nome già suggerisce che siamo andati a conoscere il vecchio gigante Geysir, che ha dato il nome al fenomeno, e che oggi sembra andato in pensione, visto che per ora la lava che lo alimentava si è spostata sotto la nuova star del fenomeno, Strokkur, che oggi spara getti d’acqua bollente ad altezze di svariate decine di metri ogni tre/cinque minuti. Mentre giravo per il parco incantata da tanta bellezza, il nostro Strokkur ha pensato bene di esibirsi in una salva di esplosioni molto più ravvicinate del solito, poi si è scaricato un po’ ed è rimasto quieto per qualche minuto in più. Diversamente dalle Azzorre, dove i giri tra i soffioni erano un po’ delle gite sulle orme di Dante tra i gironi infernali a causa delle esalazioni di zolfo , qui lo zolfo si è sentito solo verso la fine della passeggiata, non so se sia stato perché è girato il vento o perché solo qualche geyser emette quell’odore.

stanchissimi, ma davvero felici dopo una giornata davvero splendida.

a presto

 
 
 

Isafjordur

Post n°820 pubblicato il 26 Settembre 2019 da Bridigala

La tappa successiva del mio viaggio è stata Isafjordur, porto naturale più antico dell’isola, nei Westfjorden. Si tratta di una cittadina di 2500 abitanti, luogo piuttosto cupo, a dire il vero. Lungo la recinzione del porto, raggiunto tramite lancia, si trovano le foto dell’aerea in Pieno inverno, quindi le stesse case che si vedono passandoci davanti in pullman le noti completamente coperte di neve. Il centro abitato è protetto da una sorta di muro costruito sul fianco della montagna, utile a spingere le slavine in direzione del fiordo, invece che sulle case sottostanti. La “gita” in autobus ci ha portati nel territorio di Flateiri,dove abbiamo prima visitato il laboratorio tradizionale di un fabbro, che ci ha spiegato con grande simpatia e competenza come si lavora il ferro battuto, siamo al punto che il simpatico vecchietto era assai più empatico della nostra guida, fredda e dura, tanto che tutto sommato nonostante abbiamo visto paesaggi e aggiunto tasselli alla nostra minuscola conoscenza della storia e cultura dell’Islanda, questa escursione non è rimasta memorabile, proprio per la sensazione di non aver ricevuto granché dalla guida, ma pazienza, ognuno ha il suo carattere e a lui non darei il premio simpatia 2019. Passando per Trafjordur abbiamo notato le reti da pesca, e le montagne che stanno tra i 700 e i 998 m di altezza, tanto che alla montagna di 998 m hanno aggiunto una punta di pietra per portarla a 1000..

In questa zona da fine novembre a fine gennaio non c’è nemmeno un’Ora di luce al giorno, e di conseguenza tutto il mese di febbraio è consacrato a festeggiare il ritorno della luce. Alla fine siamo giunti a Tingeiri, ovvero il parlamento sulla duna di sabbia, dove è stato ricostruito un parlamento con una serie di edifici o comunque di suddivisioni tra zona per il mercato, per le discussioni e per mangiare insieme, e qui ho potuto fotografare le violette (a luglio...). La visita successiva ci ha portati ad un maneggio dove abbiamo potuto ascoltare canti e racconti tradizionali vichinghi e vedere i cavalli islandesi, più bassi dei cavalli del resto d’Europa, ma non chiamateli pony, perché sono più grandi e sono assolutamente diversi, oltretutto hanno una andatura in più rispetto agli altri cavalli, tanto che vengono venduti in tutta Europa, ma una volta usciti dal paese non possono più rientrare per non modificare il patrimonio genetico dei cavalli del paese, quindi il commercio e ‘ a senso unico.

qui ho fatto una cosa che avevo giurato di non fare, ossia, quando mi sono trovata davanti alla possibilità di assaggiare il piatto tradizionale costituito dallo squalo marcio non sono stata capace di rifiutare. Rifiutate, gente, rifiutate. La zona è più povera, qui non c’è energia geotermica da sfruttare. Ovunque vedevamo fiori blu, i lupini dell’Alaska, infestanti e non originali. In serata, poi, ho potuto godere del sole di mezzanotte, e vi assicuro che è uno spettacolo abbastanza straniante (gli piace vincere facile perché non hanno l’ora legale) ma indubbiamente bello.

A presto

 
 
 

Akureiri

Post n°819 pubblicato il 03 Settembre 2019 da Bridigala

Dopo una lunga giornata di navigazione nella nebbia fitta, in cui ho finalmente partecipato attivamente ai giochi sulla nave, siamo finalmente approdati in Islanda, a nord est, nella seconda citta' dell'isola, Akureiri, che vanta la bellezza di 20.000 abitanti. 350.000 sono il totale degli abitanti d'Islanda, 200.000 vivono nella capitale, Rejikiavik. Qui la fonte di energia e' l'acqua termale ad altissima temperatura, quindi Le centrali sfruttano il calore dell'a qua per trasgormarlo in energia elettrica, e per mandare l'acqua calda alle case, per il riscaldamento o per l'uso umano (ovviamente per queste ragioni la devono raffreddare). La prima visita in questo ameno fiordo e' stata al giardino botanico piu a nord del mondo, con 7000 piante da tutto il mondo (niente di tropicale, credo lo immaginiate anche voi) e 400 autoctone. L'Islanda possiede un anello autostradale, ovvero una sola autostrada che segue le coste e che fa tutto il giro dell'isola, che a causa degli inverni non esattamente miti e dell'asperita' del territorio interno e' per lo piu' disabitata. Akureiri sorge in fondo al fiordo piu' lungo  d'Islanda. Dalla nave si poteva notare una cascata gettarsi in mare, e durante la visita abbiamo scoperto che e' una sorgente d'acqua bollente appena scoperta nel corso degli scavi per il nuovo tunnel. La nostra guida era un simpatico umorista, e ci ha subito chiesto cosa faremmo se ci perdessimo in una foresta islandese. "Alzatevi in piedi" si e' poi risposto da solo, visto che la pianta per eccellenza da quelle parti e' la betulla nana, insieme ad altre specie arboree molto basse. Poi, pero', mentre ci recavamo a visitare la splendida cascata di Godafoss, (cascata degli dei), ci ha mostrato una foresta di conifere fatte piantare da una certa Astrid. La cascata di Godafoss, o cascata degli dei,  e' chiamata cosi' perche' in questa zona viveva Thorgeir,un capo che quando l'Islamda divenne cristiana butto' le sue statue delle divinita' norvegesi nella cascata, un salto molto largo, che rende l'acqua spumeggiante e turchese. Tutte le mie foto hanno l'arcobaleno, perche' mentre ci recavamo alla cascata e' spuntati uno splendido sole, ho sudato come una matta perche' ero ben tappatA! Ci sono diverse cose che mi hanno molto stupita, in questo primo approccio con l'Islanda, e la prima cosa e' sicuramente l'odore dell'aria. Dovrei essere piu' specifica, e parlare di aria profumata, in fondo dovremmo renderci conto che la scarsita' di popolazione e il grandissimo amore che gli abitanti portano alla loro isola sono un toccasana per la salute dell'ambiente. La seconda cosa che mi ha scioccato e' il profilo delle montagne, sono lunghe, alte ma piatte sulla cima, a causa dell'erosione provocata dai ghiacciai.

Per ora vi saluto,

a presto!

 
 
 

Shetland

Post n°818 pubblicato il 19 Agosto 2019 da Bridigala

Non so se abbiate visto qualche puntata della serie messa in onda dal canale Giallo, in cui un investigatore dall'aria molto british, biondiccio, pallido e dalla faccia di uno che sta per vomitare, risolve delitti terrificanti in un ambiente nebbioso, bucolico e terribilmente triste. Ecco. Le Shetland nella mia visita non si sono minimamente discostate dall'immagine che dà la serie tv, visto che la giornata trascorsa a terra è stata caratterizzata da una pioggerellina gelida che formava una nebbia tanto suggestiva quanto fastidiosa. Ora so cosa intendono gli scrittori inglesi quando parlano di nebbia che penetra fin nelle ossa. La nostra visita ci ha permesso di vedere parecchia campagna, formata da minuscoli villaggi, che non sopravviverebbero senza i negozietti : il tempo è spesso così schifoso che muoversi in macchina non è consigliato, quindi gli approvvigionamenti vanno fatti in loco. Pecore, mucche, i famosi pony. Le isole sono state colonizzate per prime dai vichinghi norvegesi, e ancora oggi la struttura di molte case è mutuata dallo stile norvegese, gli abitanti di queste isole sperdute si sentono ancora più norvegesi che scozzesi, del resto la Scozia le ha ottenute nel 1400. Dopo aver visto Tingwall, parlamento vichingo all'aria aperta (e questa, scoprirò è proprio la caratteristica del parlamento vichingo), praticamente un prato con disponibilità di acqua potabile, ci siamo fermati a Scalloway, per ammirare le rovine di un castelletto fatto costruire dal nipote di Maria Stuarda, odiato dalla popolazione per la sua crudeltà e perchè nessuno ama governatori imposti dall'esterno, dal pugno di ferro e senza nessuna conoscenza del territorio. Al ritorno del nostro tour in autobus mi sono fermata solo qualche minuto a Lerwick, che probabilmente avrebbe meritato una visita più approfondita, ma era freddo, e io mi stanco facilmente, per cui sono stata contenta di incrociare una coppia di conoscenti e prendere il tender di ritorno con loro. Nell'attesa del tender, mentre eravamo in fila al controllo, abbiamo visto spuntare una foca dietro l'ultima barca, tirare su il testone, guardarci perplessa e poi rituffarsi sott'acqua. Se mai mi capiterà di tornare alle Shetland saprò di non aver bisogno di prendere l'escursione, visto che Lerwick è costruita intorno al molo, è molto caratteristica, ed avrei serenamente potuto fare un giro del paesotto (che, udite udite, possiede gli unici semafori di tutte le isole) e immergermi nell'atmosfera del luogo senza bisogno di spendere soldi. Quindi, a chiunque si fermasse qui solo qualche ora consiglio di girarsi Lerwick in autonomia, eventualmente prendere un bus locale, ma non è così indispensabile spendere una fortuna per farsi un'idea del luogo. Il plus dell'escursione venduta dalla nave sono i dati storici o sociali che snocciolano le guide, che in autonomia mancano totalmente.

Comunque tempo british per un luogo estremamente british.

A presto

 
 
 

Stavanger

Post n°817 pubblicato il 10 Agosto 2019 da Bridigala

Cominciamo con la narrazione vera e propria della mia avventura.Non soffro il mal di mare, ma il mare era effettivamente mosso e i miei centri dell'equilibrio non sono perfettamente in asse... In ogni caso tra la sera precedente e il giorno di navigazione ho cominciato a cercare di orientarmi sulla nave, che comunque era sufficientemente tortuosa per creare qualche difficoltà al prossimo e prenotare le escursioni. Se mentre guardavo le ville lungo l'Elbe sfilare via ho fatto conoscenza con una coppia di tedeschi, la sera ho affrontato la prima cena al tavolo fisso. A dire la verita' le uniche due persone che sono rimaste al mio tavolo a partire dal primo giorno sono due altri viaggiatori solitari, una ragazza col musetto da chihuahua che fa la guida in lingua fiamminga e un signore italiano che battezzero' Leopardi, a causa del suo essere stortignaccolo e logorroico. Dalla sera del giorno di navigazione in avanti si sono uniti a noi una coppia di Milano assolutamente deliziosa ed un signore di Napoli uguale a Lubrano, ed ho poi scoperto che era il mio vicino di cabina. In ogni caso quella prima giornata in mare non e' stata speciale, ancora non ero riuscita ne a prendere la temperatura ne a trovare le attivita' di bordo. In compenso ho potuto assistere al primo spettacolo, un numero d'insieme, come saranno poi quasi tutti. L'unico artista che ha avuto un one man show e' stato il ventriloquo e prestigiatore, che per due sere ha tenuto banco senza spalle. 

Dopo una notte "agitata", con il mare mosso, siamo entrati nel fiordo norvegese di Stavanger. 

Stavanger e' la capitale del petrolio del mare del Nord, ma la proma economia era legata ai conservifici di pesce (72) e alla cantieristica navale. Siamo passati davanti al museo del petrolio e al teatro che ha visto il debutto di Liv Ullmann nota attrice nordica, ormai molto anziana se non defunta. Ci troviamo a 550Km da Oslo, ma la conformazione del territorio e' tale che ci vogliono 8 ore per percorrerli. Nel recarci verso nord ci siamo trovati circondati dalle colline moreniche più alte del mondo. Al Lysefjord abbiamo visto un lago che era diviso dal fiordo da una semplice lingua di terra, e il granito di queste montagne e' piu' pesante del normale, tanto da venire impiegato per ancorare le piattaforme petrolifere al fondale.

Golosa per la splendida Laknes (pancake con panna acida e marmellata) ed interessante e' stata la visita alla fattoria tradizionale Valle delle betulle, ammetto che non ho annotato il nome norvegese... Abbiamo poi visitato un campo di rocce nato dallo sgretolamento di una montagna 10000 anni fa. Come ci diceva la guida, la Norvegia e' composta per il 40% da foreste, per il 3% da terreni agricoli, e per il resto da sassi e acqua. Abbiamo concluso la nostra visita facendo quattro passi per il centro antico di Stavanger, con casette di legno belle e caratteristiche.

A presto con la prossima puntata!

 
 
 

Portami via

Post n°816 pubblicato il 29 Luglio 2019 da Bridigala

E invece sono tornata da una settimana abbondante. Ferie stupende, fresche, se non fredde, 12 giorni nel Nord Europa, il fulcro? 4 splendidi giorni in Islanda. Troppo poco, per vederla bene, ma sicuramente adatto a me, che non ho il fisico per tutte le camminate che andavano fatte per vivere l'Islanda come si deve.

Comincerei a raccontare il viaggio dall' inizio, se la cosa non vi turba, in modo da farvi capire come la mia splendida crociera mi sia sì piaciuta da matti, ma abbia comportato qualche sbattimento, ovviamente. Intanto, poichè bisognava salire in nave tra le 13 e le 16, era anche necessario arrivare per tempo all'areoporto di Amburgo, quind la partenza era fissata per le 9 all'aeroporto di Milano Malpensa. Sapete che vuol dire? Ho viaggiato dalle 2 alle 6 in un van che entrava e usciva dall'autostrada per andare a prendere gente da portare ai vari aeroporti lungo l'A4. Dormire? Che è? comunque, alle 6, ero in aeroporto, e da subito è stato possibile andare a fare il check in per i voli (2) che mi avrebbero portato ad Amburgo. Con occhi e carnagione degni di un fantasmagorico panda ho atteso la carrozzina che mi portasse all'imbarco, facendomi anche passare tutti i controlli di sicurezza senza code, sono salita in aereo e mi sono seduta al mio posto lato finestrino. Io amo volare. Io quiero finestrino, mi piace guardare giù, mi piace guardare le nuvole e il sole sulle nuvole. Peccato che il volo era Lufthansa. E hostess e steward erano tedeschi, inteso nel senso di crucchi. La fila davanti a me era composta di persone che non parlavano nè tedesco nè inglese, lì c'era l'uscita di sicurezza, quindi chi parlava tedesco e/0o inglese è stato spostato lì in modo da poter attivare l'uscita all'ordine del personale di bordo. E, ovviamente, il posto finestrino me l'ha fregato il giovane baldo e fiero che era seduto accantoa me e che con me ha acconsentito a prestarsi alle operazioni di eventuale evacuazione. Trenta secondi di nervoso epocale, seguiti da un blando disinteresse (ero comunque in pre coma causa notte insonne, non dimentichiamocelo), e atterriamo a Francoforte, nel bel mezzo di un temporale. Quindi partita alle 2 con un caldo che ammazzava, arrivata alle 11 con un freddo becco e pronta a ripartire per lidi più freschi. La giacca era ovviamente nella stiva. Scendo dall'aereo senza aspettare la sedia a rotelle (scema), e mi avvio al nuovo imbarco, dove faccio amicizia con una parte del gruppo con cui stavo andando in crociera. Qui veniamo finalmente imbarcati, stavolta taccio e mi tengo il posto finestrino, tanto sono comunque nel solito pre coma, arriviamo ad Amburgo, mi recupero il valigione e qui comincia l'odissea. Un vento che ti pela e quasi un km tirando valigia, bagaglio a mano, borsa e anima. Credevo di morire. E poi fila, che bisognava riempire i pullmann per il porto. Quindi di Amburgo ho visto solo gli splendidi viali tra aereoporto e porto, ma già mi sono fatta l'idea di una bellissima città signorile. Quando sono scesa dal pullmann, per fortuna, all'imbarco, si sono presi subito sia la valigia che il bagaglio a mano, e così sono potuta salire sulla nave, ormai alle 15.30, stanca morta, sull'orlo di una crisi isterica, ma viva. Per ora vi lascio, a presto!

 
 
 
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VENTUNO LUGLIO


per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternit
per te che il sole brucia a luglio
per te tutta questa citt
per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
per te il 13 dicembre
per te la campanella a scuola
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te che a volte piove a giugno
per te il sorriso degli umani
per te un'aranciata fresca
per te lo scodinzolo dei cani
per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
per te il succo delle mele
per te il rosso delle fragole
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il profumo delle stelle
per te il miele e la farina
per te il sabato nel centro
le otto di mattina
per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
per te una maglietta a righe
per te la chiave dei segreti
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
per te che il mare sa di sale
per te la notte di natale
per te ogni cosa che c'
ninna na ninna e...
(Jovanotti)

 

IL MIO NICK ANCESTRALE



 

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3 Minority Report
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