Creato da Bridigala il 08/05/2008

E' un Bridimondo

Di tutto un po', ma soprattutto... mio

 

 

i bimbi crescono

Post n°866 pubblicato il 29 Settembre 2022 da Bridigala

Per la prima volta non ho neppure pensato di scrivere delle mie vacanze. Neanche se con me c'era il mio ex piccolo nipote. Ex perchè ha quattordici anni e mi ha scavalcato. E' bello, biondo, facile ad abbronzarsi, ottimo nuotatore (eravamo in Sicilia, si è tuffato da tutte le barche che lo permettevano), buon affabulatore, era un viaggio di gruppo e si è fatto amare da tutti quanti per cortesia e simpatia, a tavola teneva banco e mangiava tonnellate di patate... insieme a quantità abnormi di cioccolata per la colazione (colazione tipo: due tazze di cioccolata calda e 4 cornetti con ripieno al cioccolato, l' alternativa erano  due fette di plum cake con le gocce di cioccolata). Ho cominciato una nuova terapia, ricominciato il lavoro, mi sono messa a fare acquisti di abbigliamento su internet, con risultati spesso discreti, a volte beh, ecco, lasciamo andare. Per ora mi fermo, non sono particolarmente ispirata, ma non volevo rinunciare a scrivere due righe...

A presto, spero!

 
 
 

Gabi hat Sehnsucht...

Post n°865 pubblicato il 17 Maggio 2022 da Bridigala

no, beh, lo so che è un po' che non mi faccio viva, e cominciare direttamente con una canzonetta tedesca è quanto meno opinabile, tuttavia venerdì mattina, ad un'ora indecorosa, parto per la Cermania, quindi questo vecchio brano pop, mi tornava a fagiuolo come titolo. Sto così, un po' appesa, perchè la settimana scorsa ho fatto un'incursione al pronto soccorso, una reazione allergica potente, bocca gonfia da crepare le labbra, e paura che si propagasse alla gola, sono stata diverse ore notturne in ps con la flebo al braccio, e ancora non so cosa l'abbia causata (ho un'idea, ma dovrei averne anche le prove, aspetto la visita allergologica), per cui sono tutto fuorchè tranquilla. La "gita" è in realtà un'uscita nella città di Eichstatt, in Baviera, gemellata con il nostro paese per via dei legami con lo scrittore Antonio Fogazzaro. Nel corso degli anni si è formato un legame tra il coro della cattedrale bavarese e il nostro, quindi ci hanno invitati, per il 2020, alla notte delle chiese aperte, che è saltata... fino a quest'anno. Stavolta, rotti gli indugi, partiamo e facciamo. Cantiamo insieme, e ne approfittiamo per vedere un po' di cosette... ne avevo anche bisogno. Ma parto senza sapere  a cosa sono allergica, rinunciando a tutte le cose che rendono valido un viaggio lassù, ovvero Wurst e birra, ad esempio. In compenso sono tra amici, e in posti che amo, cosa posso volere di più dalla vita? Sarà un ottimo banco di prova per le ferie che sto programmando con mio nipote in Sicilia !

In tutti i casi per ora vi lascio, promettendovi di farmi viva presto!

 
 
 

Agg...iornamenti

Post n°864 pubblicato il 12 Aprile 2022 da Bridigala

Lo so, lo so, è molto tempo che non scrivo praticamente più nulla, aggiorniamo un poco, che è meglio. Mi hanno riaperto la porta solita, anche se devono ancora finire i lavori (che vuol dire che random, prima o poi, la richiuderanno di nuovo), in questi giorni sto soffrendo per una sciatalgia fetentissima, e spero passi, che ho un progetto splendido per quest'estate (c'è tempo, ma quando si incagna...), i miei nipoti crescono, con i grandi immagino si creerà uno splendido rapporto, ci stiamo lavorando, soprattutto ora che i loro genitori, stressati dalla pentagestione (e dalle rogne di ogni ordine e grado che ogni famiglia e ogni lavoro portano con sè) ogni tanto mi consentono di far fare loro qualche lezione di recupero, così capita che io e S., il grandone che sta facendo la terza media, ci guardiamo negli occhi e scoppiamo a ridere solo così, perchè ci siamo capito, e lo stesso avviene con N., sua sorella, dodici anni di gambe lunghe, grazia, e battute fulminanti. S. è sempre stato un ragazzino dolce. Il suo superpotere è l'empatia, la gentilezza, e nella classe di bruti che lo accompagna dalle elementari è sempre stato come un fiore tra i sassi. Scomodo, semi asfissiato. Quest'anno, visto che presto non sarà più a disposizione, i bulli hanno alzato il tiro. Prima è diventato amico di una ragazzina, si scrivevano da settembre, poi, a febbraio, lui le ha portato i cioccolatini, e solo allora ha scoperto, grazie ad una compagna che fino a quel momento era ignara, e, una volta capito, si è indignata, che la ragazzina in questione gli era amica solo per sparlare di lui con i bulli. LA settimana scorsa, i suoi compagni più bulli l'hanno isolato ed hanno tentato di spogliarlo, in cortile durante la ricreazione. Solo l'intervento di una bidella ha impedito il misfatto. Che gli insegnanti non abbiano gli occhi ovunque è un dato di fatto, che non vedano mai niente (in questo caso) è abbastanza desolante. In tutto questo lui non vede l'ora di cambiare scuola, di farsi conoscere altrove dove l'ombra della madre (è complicato) non gli ha creato inimicizie preconcette, di ripartire. E io in tutto questo non vedo l'ora che venga l'estate, per portarmelo in ferie con me, come regalo di uscita da questa prima fase della vita, pronto poi per le nuove sfide che arriveranno. (E sì, finchè ho fiato farò lo stesso con tutti i suoi fratelli, perchè li amo tutti quanti e perchè voglio dare loro qualcosa che i loro genitori non possono permettersi e che faccia loro bene. Come una piccola vacanza senza tribù). A presto...

 
 
 

si spento il sole, chi l'ha spento

Post n°863 pubblicato il 28 Febbraio 2022 da Bridigala

Per fortuna no, ma avevo bisogno di uno start apocalittico, visto e considerato che mi trovo in una situazione abbastanza complessa sul lavoro: hanno pensato bene di mettersi a restaurare lo spazio davanti all'ingresso della biblioteca. Sorvoliamo sul fatto che detto-fatto, non esiste dare alle persone il tempo di organizzarsi, han mandato gli alpini a sgomberare quello che volevano sgomberato, senza dar tempo agli operai comunali di fare le cose secondo disposizioni dell'architetto, e via pedalare. Così mi trovo la biblioteca incasinata, non posso accedere dall'ingresso comodo che però è utile agli operai per venire in bagno nei servizi della biblioteca, e inzozzare anche l'anima de sta povera crista che scrive. Le chiavi del nuovo ingresso, che deve restare sempre aperto perchè non c'è maniglia e non c'è bussola, non ci sono, me le devono fare in settimana nella speranza che abbiano il tempo di farle. E devo garantire l'accesso a tutti, compresi i disabili che devono fare l'apertura, e ai trasportatori che fanno il giro macchina del sistema bibliotecario e prendono e consegnano i libri che si spostano. Nel frattempo ho la zona bimbi inagibile perchè inzeppata di schifezze che non sono state rimesse da dove venivano, sono state solo abbandonate nello spazio in cui i più piccoli scelgono i libri. Ovvio, non si può, devo dire ai più piccini di non avvicinarsi, che ci sono delle statue di metallo tutto schittato dagli uccelli, proprio sulle pedane coperte di peluche nuove di pacca. tanto per. Arrabbiata? Chi, io? Figuriamoci, solo furibonda, ma tutto sommato ho già risolto praticamente tutto, tranne il freddo. Mi hanno messo il riscaldamento nuovo e performante, e io devo tenere la porta aperta e gelarmi. Fantastico. Per tutto il resto va quasi bene, non fosse che non ho ancora cominciato il farmaco nuovo perchè il mio sistema immunitario non lo reggerebbe, per cui aspetto e sono in un limbo, forse quest'anno potrò portare mio nipote in ferie, ammesso che gli facciano la carta d'identità, però. Insomma, a quando pare riprendo a scrivere quando mi devo lamentare, spero di essere un po' meno latitante, ma attualmente ho altri interessi, ormai il blog è rintanato in un angolino lontano del mio cuore e fa capolino di rado, come ora che non ho nulla da fare e mi posso permettere di rilassarmi un attimo.

A presto (spero)

 
 
 

Quel lieve tuo candor..

Post n°862 pubblicato il 16 Dicembre 2021 da Bridigala

Buongiorno a tutti!

E' con notevole dispiacere che mi accorgo di aver negletto lungamente la mia piccola pagina, in favore dei gruppi Facebook su cui ormai impazzo liberamente. Peccato, amo questo posto, e, a meno di quindici giorni dal Natale, trovo assai gradevole nonchè utile scegliere di fare un augurio a coloro che per avventura si trovassero a passare da qui. Tolgo le ragnatele, arieggio, e decido di farvi tantissimi auguri di Buon Natale, da me lo spirito natalizio è sotto i tacchi, a causa della situazione tesa, nel mio paese ci sono parecchi contagiati (e una percentuale di vaccinati scandalosamente bassa) e l'ennesima persona che conosco è intubata in terapia intensiva. Quindi non mi sento allegra. Ho, ormai, catalogato quasi tutti i libri arrivati con il bonus, Con una bella selezione di classici, tanti libri per bambini e ragazzi, un poche di novità che non ero riuscita a raggiungere. Sto così, con la terza dose fatta, tranquilla, lavoro, a volte a testa bassa, vorrei cantare, ma c'è stato un cluster nel coro alpini, quindi ricomparirò solamente per Natale, sperando che la situazione sia meno critica, e nel frattempo insegno da casa, dando il meglio che posso alle mie amate colleghe del coro.

Nel frattempo... faccio tanti auguri anche a voi, che passate di rado, ma passate ancora.

A presto (spero)

 
 
 

Ahi ahi... siamo nei guai?

Post n°861 pubblicato il 16 Settembre 2021 da Bridigala

Salve a tutti, intanto. Lo so che scrivo poco, ma sono fagocitata da faccialibro e finisco per stare lontana dalle cose che amavo.

Questa volta mi fa piacere raccontarvi delle mie ultime novità: una caviglia che, ormai dai lontani tempi delle ferie aveva preso a gonfiarsi, a causa di una serie di allegre storte, è tuttora ingabbiata in un simpatico tutore, così a me tocca portare i sandali con il retro chiuso di mia madre perchè nessuna scarpa della mia taglia racchiude il tutore, le gonne sono un miraggio, insomma, pantaloni e scarpe da "vecchia" per proteggere la mia caviglia malconcia, ma passerà anche questa (e continuerò a portare i pantaloni perchè odio mettere i collant, ma questa, come si suol dire, è un'altra storia). Un' altra abbastanza valida ragione per rimanere lontana da questi lidi, oltre al fatto che se parlo si sente l'eco tanto sono deserti, è che come lo scorso anno mi trovo a dover lavorare per non perdere il bonus Mibact, i cui fondi devo ripartire tra tre diversi fornitori. Mi rispondessero, sti benedetti... a dire il vero una mi ha onorevolmente risposto, il secondo so che sarà come lo scorso anno un vero e proprio parto podalico, ma poi avrò tutto quello che chiedo e aggiungerà eventualmente di suo qualcosa di molto bello, come la bambola di Kafka, racconto illustrato che lo scorso anno servì per completare la spesa. Insomma, dopo aver inserito due libri su tre delle terne Andersen e tre dei sestetti Strega ragazzi... aspetto notizie e spero!

A presto!

 
 
 

Caserta

Post n°860 pubblicato il 10 Luglio 2021 da Bridigala

Ed arriviamo, ahi noi, all’ultimo giorno di scoperte e visite. La tigna della nostra guida ha permesso di far sì che siamo partiti da Ischia già con il pullman che ci avrebbe accompagnato per tutto il giorno, in modo da caricare i bagagli a Ischia e scaricarli solamente in hotel e non dover affrontare pontili infidi con la valigia che, pur essendo meno di 20kg, per una mollacciona come me è un peso intrasportabile. Così abbiamo caricato tutto e siamo partiti per il porto, dove ci siamo trovati un posticino comodo sul battello in attesa della partenza. Abbiamo salutato per sempre la bellissima Ischia (sarei rimasta tranquillamente un’altra settimana) e attraversato il braccio di mare che ci separava da Pozzuoli, dove abbiamo aspettato l’autista in sostituzione di quello che doveva tornare ad Ischia e l’abbiamo raccattato... sulla salita in uscita da Pozzuoli, dove abbiamo bloccato il traffico per il tempo necessario a far scendere e risalire i due autisti da due diversi mezzi che si erano incrociati, si sono scambiati, e noi abbiamo proseguitò con l’autista di terra (anche se abbiamo scoperto che pure lui veniva da Ischia, e lì sarebbe tornato a sera) mentre l’autista isolano aveva raccattato il bus da portare sull’isola. Nel giro di poco più di mezz’ora siamo arrivati a Caserta, sotto gli immensi portici della Reggia, un edificio di dimensioni spaventose. Così grande che i miei stessi compagni hanno preteso per me la sedia a rotelle, e l’ascensore, così non ho visto lo scalone d’onore, se non alla fine del giro, di sfuggita, e va bene così. Ottimamente tenuta, la Reggia è stata una visita davvero bella, immaginare la vita in quegli ambienti così vasti e apparentemente inospitali non è semplicissimo, però ti da un’idea di come i Re del regno delle due Sicilie avessero una vita assai lontana da quella dei loro sudditi, pur essendo simili a loro quanto a carattere e tendenze giocose. Purtroppo il mio “autista” mi ha impedito di fare delle foto decenti, per cui con un po’di nervosismo devo ammettere di essermi rovinata quasi metà delle immagini della reggia, che aveva soffitti da sogno. Me ne farò una ragione. Altro discorso per quanto riguarda il bellissimo parco. Qui il tour operator è stato previdente ed aveva già previsto i biglietti per il bus navetta che porta i turisti nel punto più alto del parco e poi li va a riprendere, e così abbiamo potuto arrivare al punto focale della prospettiva, fare qualche foto (vedrete, la reggia appare sfocata per la nebbia da caldo, tanto è lontana, una sorta di fata morgana che appare laggiù sullo sfondo) ed infine riprendere la navetta e tornarcene sul pullman per andare a pranzo e oltre. Sì, perché sempre per intercessione della nostra guida, invece di rimanere qualche ora a Caserta ad annoiarci, siamo stati portati a Casertavecchia, un borgo medievale a 400m s.l.m, assolutamente delizioso. Qui abbiamo occupato pacificamente un piccolo ristorante, il cui proprietario è venuto a prenderci con due furgoni per farci arrivare senza sudare (c’erano 300m di salita sotto il sole delle 13.30...) e ci ha fatti accomodare nei tavoli a noi già riservati. Dopo un ottimo pranzo, eccoci pronti a visitare il minuscolo borgo, di origini longobarde, tanto che il duomo è intitolato a S.Michele Arcangelo, noto come il santo longobardo di confine, ci sono le rovine di un castello, ci sono pure i fantasmi e le case nelle quali si dice che vivessero. Insomma, una visita che consiglio a chiunque fosse da quelle parti. Una volta risaliti sul pullman, poi, è arrivato il momento di andare in hotel. Un palazzo antico, raffinato, con soluzioni di demotica decisamente comode ed un’elegante sala da pranzo tutta specchi nella quale abbiamo raffinatamente cenato. Bello. Dopo un’ultima dormita in letti stranieri, abbiamo affrontato The long way home, 11 ore di corriera che, lo ammetto, mi hanno lasciato stremata, soprattutto per quel che riguarda le gambe, che ne hanno sofferto in maniera particolare. Pur volendo trovare altre soluzioni per la parte lunga del viaggio, possibilmente, sono comunque felice di aver fatto questa esperienza, e di essere riuscita a visitare un pezzo d’Italia che merita di essere visto. 

A presto!
 
 
 

Ischia, di nuovo!

Post n°859 pubblicato il 09 Luglio 2021 da Bridigala

Il nuovo giorno ha visto la mattinata libera (e con la botta che avevo preso ho scelto di non interessarmi minimamente a un secondo massaggio. Magari mi avrebbe fatto bene, ma avevo già sofferto anche troppo...) e quindi la sottoscritta appallottolarsi sotto un ombrellone e decidere di finire un romanzo splendido, che avevo lasciato a metà ingiustamente, ovvero Ninfee nere, di Michel Bussi, più “furbo” che giallo, ma molto intenso dal punto di vista emotivo e con un finale a sorpresa che mi ha commossa e intrigata anziché no. Il giochino effettuato dall’autore con le tre donne protagoniste non lo svelerò, ma ammetto che mi ha fatto un poco arrabbiare, anche se ne ho capito sia l’utilità che la bellezza. Si tratta di un omicidio a Giverny, nel paese in cui Monet dipinse tutte le sue Ninfee, e secondo me è molto realistico quando narra del fatto che basta una persona malvagia per inquinare tutto un mondo. E ne basta una genuinamente buona per ridare speranza a quello stesso mondo. 

In ogni caso, ormai arrivata a tre quarti della lettura (l’avrei finito la sera dopo, in un nuovo hotel, a Caserta) , ho dovuto interrompere. Con la mia socia, la fiera G., abbiamo scelto un panino per pranzo e c’è lo siamo fatte portare sotto l’ombrellone, per poi rivestirci e prepararci per il pomeriggio, nel corso del quale abbiamo fatto un tour dell’isola in battello, vedendo dal mare ciò che avevamo già visto da terra. Azzardo a dire che Ischia, dal mare, è ancora più bella che da terra, e che l’approdo a S.Angelo mi ha permesso di vederlo anche dal basso, dopo che tre giorni prima mi ero dovuta accontentare di vederlo solo dal mare. Come al solito, sono rimasta ancorata alla dolcissima signora E., che al ritorno d aCapri era stata malissimo, e per la quale ero un poco in ansia, ma è in realtà riuscita ad affrontare tutto senza problemi, perché il mare sotto costa non era per nulla mosso, e quindi abbiamo davvero navigato benone. Tornati in hotel, ci siamo organizzati per andare a mangiare la pizza. Avevo scoperto che c’era una pizzeria a circa 100m dall’albergo, ed espresso il desiderio di andare ad assaggiare una pizza verace, e a questa mia idea le tre grazie, K. E il marito,  ed R. Sì erano uniti, trovando però la pizzeria vicino all’hotel “piccola è brutta” e decidendo di prenotare altrove. Già immaginavo che sarei rimasta in albergo insieme a coloro che si erano prenotati per restare, ma non avevo tenuto conto del fatto che avevano pensato a me è deciso di prenotare un taxi per andata e ritorno, così mi sono trovata costretta (e, per una volta, dico Per fortuna,) ad andare in centro , in una pizzeria sul corso principale di Ischia porto, che, finalmente, sono riuscita a vedere e gustarmi. Io, che sono furba come la volpe, ho scelto di assaggiare la pizza Cosacca, una pizza con pomodorini e pochissimo pecorino grattugiato, insomma, avrei mangiato un bue (il panino del mezzogiorno era stato piccinissimo) e mi sono trovato a mangiare letteralmente ‘na grosta de pan, ma io me la sono voluta, era comunque una crosta buona, quindi me la tengo taccio per sempre. Invece di restarcene fermi a guardare la partita, ci siamo lasciati cacciare, e quindi siamo andati a passeggio, guardando qualche vetrina e cercando un locale dove passare un po’ di tempo. Niente tv, naturalmente, quindi ho potuto scoprire come andavano i risultati soltanto ahimè sul 2 a 1, e poi taxi e... arrivati in hotel mi sono guardata, dalla tv nell’atrio, i goal, la volontà di Lukaku non è bastata al Belgio per sopraffarci, ma questo ormai è passato, no? Ho finito di sistemare la valigia (aperta, che il mattino dopo ancora dovevo prendere cose) e me ne sono andata a nanna. Il mattino dopo ormai era tutto “finito”, eravamo in disarmo, si partiva, ahimè. Un vero peccato lasciare la splendida Ischia, ma ci attendeva La Reggia di Caserta e non solo... a presto!

 
 
 

Capri

Post n°858 pubblicato il 08 Luglio 2021 da Bridigala

E veniamo, nonostante abbia già ampiamente disquisito sull’argomento nei commenti, alla giornata “libera”, il giorno di relax, con tanto di massaggio e giornata pigrissima. Tutto bene? Quasi, se uscendo dalla vasca da bagno non mi fossi schiantata sul bordo e non avessi quindi preso una botta potente all’osso sacro. Pranzo al bistrot dell’hotel, con vista sul castello aragonese, e pomeriggio in piscina a leggere un rosa “Gli imprevedibili effetti dell’amore” di Grazia  Cioce, in cui Emma, la protagonista, vive una vita a metà dopo un trauma fin quando l’obbligo a partecipare ad un corso di sopravvivenza non cambierà le carte in tavola. Dimenticabilissimo, ma assai simpatico. Verso sera, poi, avevo l’appuntamento nella piscina calda, con idromassaggio e sauna e bagno turco, sempre per cercare di rilassare le maledette gambe. Per accorgermi della botta terrificante, ovviamente, ho dovuto aspettare il giorno dopo, quando ci siamo alzati davvero molto (troppo) presto, per prendere il traghetto per Capri, l’isola più elegante del golfo, quella dei Vip. Ovviamente tutti chiedevano della grotta azzurra, che praticamente non si può più visitare perché le condizioni per farlo sembrano non presentarsi praticamente più (considerando che devi fare un trasbordo tra barche in mare aperto, con il mio equilibrio, ti pare che io mi preoccupo di non poterla visitare? Sopravviverò, a maggior ragione se non devo visitarla 🤣) e quindi appena terminata la traversata ci siamo lanciati verso il motoscafo che ci avrebbe portati a vedere i faraglioni, nella direzione opposta rispetto alla grotta azzurra. Motoscafo che ha delle strette panchine di legno, ovviamente. E la sottoscritta ha scoperto saltando sull’acqua che il suo fondoschiena era ampiamente e dolorosamente ammaccato. Comunque è stata un’escursione bellissima, il senso di libertà e la meraviglia per le bellezze della natura ti fanno compagnia, anche se sei su un motoscafo affollato. Appena scesi, andando verso il bus, ovviamente sono volata per terra, perché l’uso delle gambe per mantenere l’equilibrio sulla barca mi aveva sfinita, ma, essendo a braccetto della nostra mitica guida, sono riuscita comunque a non farmi male nell’atterraggio (nessuna guida è stata maltrattata per ottenere questo risultato). Siamo scesi a Capri, dove gli altri hanno cominciato la visita, e mi hanno parcheggiata al ristorante dove avremmo mangiato.Mi sono persa la piazzetta, ma sono stata coccolata, sinceramente, e non lo dimentico, davanti ad un panorama spettacolare. Dopo un ottimo pranzo siamo saliti ad Anacapri, dove era prevista la visita alla villa di Axel Munthe medico e filantropo svedese che scelse il luogo con la vista più bella di Capri per la propria Villa ,(e poi diventò cieco...)  che lasciò al governo svedese, quindi siamo in buona sostanza entrati in terra straniera per fare le foto più incredibili di giornata. Ripreso il traghetto ci siamo resi conto che non sarebbe stato un ritorno agevole, il mare era grosso, e il capitano ha dovuto allungare il tragitto per “ballare” meno, quindi da un’ora siamo arrivati ad un’ora e mezza. La signora E., una dolcissima nonna che si è autoproclamata come la mia mamma “plus”, ha passato un tempo infernale, perché soffre il mal di mare, mentre io davo le spalle al senso di marcia e non mi preoccupavo di nulla al mondo (almeno una rogna che non ho!), solo che lei ed il cavaliere che mi volevano mollare erano effettivamente in difficoltà. Per me l’unico problema era il fatto che essendo su una panchina di legno i salti continuavano a ripercuotersi sul mio osso dolorante, e sulla schiena. Tutti ne siamo usciti con la schiena a pezzi, ma molti assai esaltati dall’esperienza. Qualcuno con lo stomaco ai limiti. In ogni caso anche questa è stata una grandissima esperienza. A presto! 

 
 
 

Ischia

Post n°857 pubblicato il 07 Luglio 2021 da Bridigala

 

Il giorno successivo, un altro risveglio ad orario “lavorativo”, in compenso sapevamo che al mattino avremmo fatto un tour in pullman dell’isola d’Ischia, la più grande tra le tre visitate, quindi almeno io non mi sono sentita particolarmente preoccupata nell’affrontare la giornata, anche se le gambe non giravano. Abbiamo preso il bus ed incontrato la nostra guida, Antonio, piccoletto e  pieno di energia. Bruno, con gli occhiali, per qualche ragione l’ho paragonato allo iettatore di Totò, fors eper l’abitudine di sgranare gli occhi per sottolineare i concetti e ripeterli fino allo sfinimento. Ci ha parlato dell’isola, detta isola verde sia per la vegetazione che per il fatto che è l’unico luogo al mondo in cui si è formato il tufo verde, pietra di origine vulcanica, molto porosa, solitamente beige o nera. Ischia ha diversi comuni (vediamo se me li ricordo tutti): Ischia, Lacco Ameno, S.Angelo, Casamicciola Terme, Forio, 36 crateri vulcanici, molte fumarole e molti stabilimenti termali. Anche il nostro albergo, infatti, utilizza l’acqua termale per le piscine e per la spa, e il giorno dopo ne avrei approfittato (e presto conoscerete i risultati...). Gli stop sono stati essenzialmente di carattere fotografico, e nel frattempo ho scoperto che non sarebbe stato sufficientemente agevole visitare i giardini della Mortella, per cui con dispiacere ho rinunciato, visto che comunque le gambe non mi assistevano. In ogni caso, ad un certo punto abbiamo fatto una pausa un poco più lunga a S.Angelo piccolo borgo molto “coccolo”, che un tempo era abitato da pescatori, e che oggi vede come ospite d’onore (almeno prima della pandemia) Angela Merkel, la cancelliera tedesca. Ammetto di aver rinunciato alla visita, all’ingresso paese ho trovato una panchina e lì sono rimasta, per scelta, alzandomi solo per fare 50m fino al belvedere e fare qualche foto, per avere un’idea di cosa ci fosse lungo la discesa, e poi ho ripreso il mio posto sulla panca, aspettando che il gruppo facesse la sua visita. Siamo poi arrivati a Lacco ameno, la zona vip, dove si trova la villa di Angelo Rizzoli, che volle l’ospedale sull’isola con tanto di eliporto, dove abbiamo fotografato il fungo, una formazione in tufò verde che usciva dalle acque e che ha proprio la forma di un grosso porcino. Siamo poi passati da Casamicciola, dove esisteva uno stabilimento termale per i poveri, che erano proprio quelli che avevano maggior bisogno delle cure  prestate alle terme, a dimostrazione del fatto che gli isolani erano avanti. 

Tornati all’hotel è stato necessario pensare al pranzo, sicuramente qualcuno è uscito, sia per spendere meno che per curiosità,io invece mi sono abbigliata da piscina e sono andata a mangiare al bar della stessa , sedendomi proprio con il vecchietto tatuato, quel R. Che le tre grazie volevano (in apparenza) appiopparmi, e dico in apparenza perché alla fine se lo litigavano tra loro, e lui, a cui probabilmente la merce non interessava né punto né poco, se la rideva e faceva solo quello che gli andava e nulla più. In ogni caso, nel pomeriggio, mi sono tirata fuori l’ultimo romanzo di Kathy Reichs, e me lo sono letta da cima a fondo. Questa volta Tempe Brennan è tranquilla, il nuovo capo dell’ufficio di medicina legale di Charlotte è una persona tranquilla, la stima e le da consulenze senza problemi, con Ryan va tutto bene, Kathy, sua figlia, sta finalmente per tornare dall’Afghanistan, dove sta facendo il soldato. Tutto bene? Magari... a Charleston, nell’altra Carolina, viene trovato un bidone con dentro due cadaveri, e quindi materia per lei, che viene inviata “in prestito”, e come sempre si lancia nel lavoro e nel tentativo di dare un nome e quindi un luogo di riposo ai poveri resti. Che, in questo caso, assomigliano in maniera inquietante, per modus operandi, a quelli che una decina di anni prima aveva analizzato in Canada, restituiti dal San Lorenzo. Una nuova discesa all’inferno per la nostra eroina e il suo caballero, un romanzo che finalmente ci restituisce la “nostra” Tempe, un po’ più serena del solito. 

Se di fronte a me c’erano le grazie, accanto a me si è piazzata, con soddisfazione di entrambe, G. Farmacista viterbese, una sorta di “Betta dalla lingua s-cetta”, che non si tiene un cece in bocca, ma in compenso sai sempre cosa pensa, e da quel momento in avanti avremmo scoperto che stiamo proprio bene in società, e ne avremmo approfittato ogni volta che era possibile. Lei ha detto di essersi organizzata anche con dei massaggi, e io ho preso coraggio, e sono andata alla spa ad informarmi. Mi hanno fatto una consulenza e consigliato di fare prima ozono terapia e poi un massaggio light. L’indomani avrei scoperto quanto in realtà fossi stata consigliata dal diavolo in persona... ma ne riparleremo, oh, se ne riparleremo... a presto!

 
 
 
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VENTUNO LUGLIO


per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternit
per te che il sole brucia a luglio
per te tutta questa citt
per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
per te il 13 dicembre
per te la campanella a scuola
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te che a volte piove a giugno
per te il sorriso degli umani
per te un'aranciata fresca
per te lo scodinzolo dei cani
per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
per te il succo delle mele
per te il rosso delle fragole
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il profumo delle stelle
per te il miele e la farina
per te il sabato nel centro
le otto di mattina
per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
per te una maglietta a righe
per te la chiave dei segreti
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
per te che il mare sa di sale
per te la notte di natale
per te ogni cosa che c'
ninna na ninna e...
(Jovanotti)

 

IL MIO NICK ANCESTRALE



 

I MIEI FILM PREFERITI

1 Pane e tulipani
2 Blade Runner
3 Minority Report
4 Matrix
5 Il signore degli anelli (trilogia)
6 Chocolat

7 Stardust
8 Harry ti presento Sally
9 Io ballo da sola
10 La tigre e il dragone
11 Hero
12 Shrek
13 Kung fu panda
14 X-men (trilogia)

 

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