Creato da Bridigala il 08/05/2008

E' un Bridimondo

Di tutto un po', ma soprattutto... mio

 

 

settembre, andiamo...

Post n°792 pubblicato il 11 Settembre 2018 da Bridigala

Si, lo so, è un pezzo che non scrivo, ma dopo avervi raccontato tutto sul mio meraviglioso viaggio trovo quasi noioso tornare alla vita quotidiana. In realtà di noioso non c'è poi molto: il cane cresce vivace e allegro come sempre, e domani lo portiamo a sterilizzare. Lo so che per lui non sarà gradevole, ma nel momento in cui dovesse seguire gli odori di qualche cagnetta diventerebbe incontenibile sul serio, per cui risulta meno problematico anche per lui risolvere la questione così. (se per seguire le sue follie riesce a rompere la recinzione e viene investito poi non è che lui sia felice...).

Passando alle cose serie, mio padre non è più l'uomo invincibile. Al conrario gli sono spuntati una quantità discreta di disturbi di ogni genere, per cui alimentazione controllata, esami, tenerlo d'occhio, che anche ieri è andato a prendere la tagliaerba da mio fratello e lì è svenuto (senza nessuno nei paraggi), si è ripreso da solo ed è tornato a casa, però non è proprio il massimo, quindi per quello che posso comincio a tenere d'occhio pure lui, che già mia madre si è rallentata tanto negli ultimi anni, ed è diventata magra e fragile sia fisicamente che emotivamente. E' dura, ma già sapevo che un po' per volta si va verso l'inversione dei ruoli, da figlia a genitore, per accompagnarli verso il tramonto con serenità. Niente di anormale, anzi, però io mi sono sempre crogiolata nel mio ruolo, e cambiare posizione non è così agevole. Riesco, per cui non c'è niente di cui lamentarsi.Ho ricominciato a lavorare, ed è sempre piacevole, e complicato, ho addirittura provato l'ebbrezza di fare una sostituzione, e sono arrivata a sera stremata, ma è stato interessante. Per ora mi fermo, e vi saluto,

a presto!

 
 
 

San Miguel

Post n°791 pubblicato il 28 Agosto 2018 da Bridigala

e qui arriviamo all'ultima isola, la più grande dell'arcipelago. 

In questo caso siamo partiti tardi, e abbiamo pranzato n aeroporto, con un panino del bar. Il primo passaggio è stato andare a vedere,  prima dall'alto poi davvero, la lagoa  de sete cidades, un altro lago situato al fondo di una caldera vulcanica, d  Proprietà di una nobile famiglia, con tanto di villaggio accanto al lago. L'isola di sede cidades si è formata lontana dall'isola di San Miguele, e si è poi riunita dopo che una nuova eruzione aveva formato una terza isola, e i suoi abitanti narra ancora che si tratta dell'ultima isola di Atlantide (non sono riuscita a fotografare la toponomastica, era piuttosto carina. Al Belvedere era stato costruito un hotel immenso, ed oggi è abbandonato ed incredibilmente spettrale. Sempre in questo bellissimo belvedere ho assistito ad una scena davvero triste: una delle mie compagne di viaggio ha ricevuto una notizia orrenda, ed essere così lontana da casa in un momento in cui vorresti solo partecipare alla situazione non è sempre facile. La sera poi, mentre eravamo rilassati a cena, abbiamo visto attraccare la Amerigo Vespucci. Wow...

Si diceva che l'isola è la più grande, e credo la prima ad avere un aeroporto, definito aerovaches perché dovevano far spostare le mucche per partire o atterrare". Il giorno dopo abbiamo visitato la laguna di Furnas, e il paese omonimo, al centro del quale si trova un parco con molte fumarole, un fenomeno naturale che non avevo mai visto. Subito prima ci siamo fermati a visitare una piantagione di te, l'unica su suolo europeo (in realtà c'è una seconda  più piccola coltivazione), e subito dopo siamo stati al lago, dove abbiamo visto altre fumarole e abbiamo assistito alla estrazione del pentolone con il nostro pranzo dalla buca in cui era stato cotto grazie alla geotermia.

Non ho apprezzato molto il cozido, ma non diciamolo a nessuno, va!

Nel pomeriggio, poi, siamo stati in visita ad un giardino botanico splendido, all'interno del quale si trovava anche una piscina di acqua termale, calda e ferruginosa (giallo cacca e puzzolente di zolfo, per essere veramente onesti) in cui nessuno ha avuto coraggio di immergersi. Il giardino era davvero troppo bello, ho fatto una quantità di foto impressionante, e ancora guardandole mi beo, tanto che la signora fiorentina che mi dava il braccio (o mi faceva dare il braccio dal marito) mi ha confermato che abbiamo percorso circa 5 Km per visitarne solo una parte. Arrivati all'hotel abbiamo avuto il tempo di sistemarci un poco, e siamo ripartiti per andare a cena in città, a Ponta Delgada, dietro la piazza delle tre porte. Ci siamo infilati in una trattoria piccolina e piena di locali, dove abbiamo gustato del tonno alla griglia assolutamente spettacolare (anche se a prova di vampiro, avrò raschiato via dalla bistecca almeno due spicchi di aglio tritato fine fine, e ne avrò mangiato almeno uno). Il giorno dopo era piuttosto grigio, e siamo comunque partiti per vedere la lagoa do fogo, fermandoci però lungo la via per visitare una fabbrica di ceramica, nella speranza che si alzasse il mal tempo e ci permettesse di vedere dal punto panoramico, visto che la lagoa si trova sempre sul fondo di una caldeira privata, a cui si può accedere solo a piedi lungo sentieri, per cui noi turisti mordi e fuggi non prevedevamo la scarpinata. La sosta è servita, per fortuna, per cui siamo riusciti ad ammirare la lussureggiante natura, che poi la giornata fosse freschina e io sia uscita con un sorriso buono per l'uomo del Similaun è un altro discorso. Anche perchè salendo ci eravamo fermati ad un altro piccolo parco con piscine termali, e lì, stanca o non stanca, ho fatto il bagno. Allegria!

Dopo un'ulteriore sosta alla spiaggia di Santa Barbara, nel nord dell'isola, paradiso dei surfisti, con onde davvero impressionanti, siamo tornati a Ponta Delgada per prepararci all'escursione pomeridiana: giro in catamarano a vedere cetacei.

Dopo una fulminea sosta in hotel (ho deposto gli asciugamani e il costume bagnati e mi sono messa abbigliamento caldo) siamo andati a pranzo alla marina (e pregato il signore di fare in tempo, perchè non hanno fretta di servirti, no no...) e nel frattempo qualcuno si è fatto dare i soldi e mi ha comprato il biglietto per l'escursione (sante subito!), mentre io divoravo in velocità l'ottima insalatona con pesce (tonno o gamberi? non ricordo più...). Ovviamente, vedere il porto che si allontanava e vedere la Vespucci dal mare è stato magico. Purtroppo quel giorno nessuna balena ci ha fatto ciao ciao con la coda, però abbiamo visto tursiopi e delfini comuni, due specie di di delfini, per l'appunto, ed un borgo a picco sul mare.

Per ora vi lascio, in fondo manca ormai solo il ritorno,

a presto!

P.s.: con tutti i nomi dei luoghi potete andare su google immagini e guardare da voi la meraviglia che ho visitato, trovate anche il parque terra nostra ;)

 

 
 
 

Pico per davvero

Post n°790 pubblicato il 21 Agosto 2018 da Bridigala

Scusate, credevo davvero che vi avrei raccontato due giorni in un post, ma ho esagerato, quindi ora vi parlo della visita all'isola di Pico, che si può raggiungere in traghetto dall'isola di Faial, e ospita la montagna più alta del Portogallo, l'unica su cui può nevicare, il monte Pico, per l'appunto. Quest'isola, oggi, è votata essenzialmente alla produzione del vino Pico, Blanco o tinto, molto fruttato e piuttosto forte. Per proteggere le viti dal vento e dalla salsedine, oltre che per liberare il terreno dai sassi, vengono costruiti innumerevoli muretti a secco, così guardando in lontananza sembra di vedere un'immensa griglia nera. Strano e suggestivo. Abbiamo fatto una breve fermata in una fabbrica di formaggio, dove abbiamo assaggiato la produzione, e chi pensava di proporre una cena azzorreana una volta tornato a casa ha potuto fare rifornimento. Giunti a Lajes di Pico abbiamo pranzato in una trattoria non elegante ma in cui decisamente sapevano il fatto loro, poi abbiamo visitato il piccolo e suggestivo museo dei balenieri. Le Azzorre infatti si sostenevano grazie alla caccia alla balena, e nelle mie foto si notano le postazioni di avvistamento delle balene, usate ancora oggi per avvistare i cetacei a scopo turistico. Durante i mesi nei quali non si poteva uscire in mare bisognava che. I balenieri passassero il tempo, e lo facevano decorando finemente le ossa di balena, e producendo quindi scrimshaw, o lavorandole con cura per ottenere accessori di vario tipo. Le loro barche, su scala diversa, ricordano un po' le gondole, lunghe e strette, col fondo quasi piatto, e i loro strumenti in mostra fanno pensare ad una vita estremamente dura. Ancora oggi vengono utilizzate per regate di vario tipo. Nel pomeriggio, poi, ci siamo fermati in un belvedere nel quale abbiamo seguito dei percorsi con scorci estremamente suggestivi,  in un luogo in cui erano ricavati anche degli scivoli per far rotolare i barili di olio di balena verso le navi. La sera ho aderito al suggerimento della guida, che ci ha spediti a mangiare il pesce in un ottimo ristorante, e ritornando siamo rimaste basite nel sentire un bambino che strillava, nonostante l'ora tarda. Alla fine ci siamo rese conto che si trattava di un uccello, che il fido Thomas ha identificato con la berta minore, che ha un verso piuttosto elaborato. Per ora vi saluto, che è meglio!

 
 
 

Faial e Pico, due isole in un colpo solo.

Post n°789 pubblicato il 06 Agosto 2018 da Bridigala

Il mattino successivo la sveglia sarebbe dovuta essere alle 5 e spiccioli, perché c'era un aereo da prendere... Peccato che ho sbagliato a metterla, così alle 6.20 'i suona il telefono in camera e la guida mi chiede che succede. Ovviamente volo giù dal letto e ringrazio i decenni di campi parrocchiali per avermi suggerito di lasciare solo il pigiama da riporre, e per le 6.32 sono in corriera con i miei compagni di viaggio, a cospargermi il capo di cenere. La colazione l'ho fatta al bar dell'aeroporto, dopo il check-in. Ovviamente la  mezz'ora di volo tra un'isola e l'altra è stata bella come sempre, addirittura sono riuscita a fotografare la cima del monte Pico dal finestrino dell'aereo, come fare il ritratto ad un amico, la foto è riuscita miracolosamente bene. All'arrivo a Faial noi ci siamo diretti a visitare l'isola, i nostri bagagli sono andati all'hotel. Faial è stata scoperta nel 1480, e subito regalata ad un nobile fiammingo, cui era stata dipinta come ricca di oro e pietre preziose. Nella realtà si trovò su una terra vulcanica, piena di fumarole e quant'altro, ma anche estremamente fertile. La nostra prima tappa è stata la visita ad un vulcano che ha aggiunto una consistente porzione di isola nel 1957, il Capelinhos, un paesaggio lunare come non l'avevo mai immaginato. Nel '58 il presidente USA diede la Green card a 1500 isolani, per permettere loro di emigrare e ricominciare a vivere. Splendido museo, vi consiglio di cercare le immagini su Google, capirete il fascino spettacolare del luogo. Nel pomeriggio abbiamo invece visitato la città principale dell'isola, Horta, sono arrivata "solo" fino alla chiesa Matrice, è tornata indietro chiacchierando con C.e A., una simpatica coppia di coetanei, per poi fermarmi a bere una coca nel mitico locale Peter. Il figlio del primo proprietario andava in mare aperto a recuperare i velisti che faticassero a raggiungere il porto, ed un inglese assiduo frequentatore lo aveva chiamato Peter, come il proprio figlio. Il nomignolo è rimasto, così come il fatto che per i velisti che arrivano a Horta bisogna dipingere nuvole me e simbolo Dell 'imbarcazione sulla Marina e andare a bere un gin da Peter per propiziare la buona sorte in mare.  

A presto!

 
 
 

Terceira, la isla do heroismo

Post n°788 pubblicato il 27 Luglio 2018 da Bridigala

Al risveglio ovviamente la prima cosa che mi è venuto in mente di fare è stato spalancare le tende per guardare fuori, e scoprire cosa ci fosse dietro. Beh. Splendida vista, corredata delle palme d'ordinanza, su un bel giardino, con tanto di piscina e balconata vista oceano. Rocce nere, oceano blu, cielo tutto sommato ancora grigio. Salgo a far colazione (perché l'enorme hotel aveva una conformazione piuttosto stramba, la reception è al quarto piano, per capirsi, mentre la mia camera era al primo, in fondo ad una lunga serie di corridoi. Fatta questa benedetta colazione, in effetti girovago per il giardino, fino all'ora di prendere il pullman per cominciare a girare l'isola di Terceira.  Questi tour hanno l'indubbio vantaggio di passare da un belvedere ad un altro a mezzo autobus gran turismo, cosa che per una con le mie gambe di burro è di notevole aiuto. Il primo belvedere si trova sul monte Brasil, sopra la fortezza che dominava la città di Angra, costruita dai conquistatori spagnoli tra fine cinquecento e inizio seicento, ed ancora oggi zona militare. Buffo sentire i galli cantare tra i cannoni rimasti a monito. Il passo successivo è stata la visita al paesino di San Sebastiano, la cui chiesa è affrescata da pittori fiamminghi, e la scoperta degli imperios, piccoli tempietti intitolati allo spirito santo, di cui in queste isole sono molto devoti, spesso decorati con colori sgargianti, che un tempo erano i rimasugli dei colori utilizzati per dipingere le barche dei pescatori.

Gli imperios sono chiamati così perché ricordano la festa nella quale la regina del Portogallo sfamava i poveri, e ne incoronava uno per un giorno, per ricordare che davanti a Dio siamo tutti uguali.

Il successivo belvedere ci ha portato a scoprire la città di Praia da Victoria dall'alto, così come una enorme caldera vulcanica del diametro di 15 Km, all'interno della quale si trovano tanti e tanti allevamenti di bovini, una delle ricchezze di queste isole. È stato interessante scoprire la torada, che non abbiamo visto, ma che è la. Versione portoghese della corrida, nella quale i tori non vengono mai uccisi né feriti. Il passo successivo? La.  Visita all'Algar do carvalho, in cui siamo entrati nel cono di un vulcano spento, che si era completamente svuotato a causa di un "buco"su un lato. 333scalini, di cui in realtà ho fatto solo una piccola parte, per evitare di trovarmi in difficoltà. L'ambiente è davvero incredibile! Così come è stato incredibile scoprire che queste isole sono ricoperte di Erica algarvica, ricordate che l'anno scorso guardavo la brughiera scozzese ricoperta di Erica? Ecco.Dopo una suggestiva visita alla spiaggia di Biscoitos, con le sue piscine naturali (sfido chiunque a tuffarsi nell'oceano direttamente dagli scogli... Neri finché vuoi, ma sempre scogli!) abbiamo fatto tappa ad un ristorantino nascosto, che propone un piatto tipico dell'isola, l'alcatra, un piatto di carne mista cotta in pentole di coccio, molto saporito e digeribile, e poi in pratica, abbiamo fatto tutto il giro dell'isola e visto in lontananza due altre isole, Graciosa e San Jorge. È qui è uscito il perché del loro nome: sono rimaste a lungo isole nascoste perché all'orizzonte risultano azzurre, difficilissime da individuare. La giornata si è conclusa con la visita di Angra di heroismo, la città vicino cui avevamo l'hotel, e mi sono unità a due coppie per prendere il taxi e tornare in albergo. Terceira doveva essere l'isola viola, a motivo del glicine, che però in questa stagione è già sfiorito, per cui abbiamo girato in mezzo ad un mare di ortensie blu.  

Per ora è tutto, a presto!

 
 
 

Sono tornata.

Post n°787 pubblicato il 24 Luglio 2018 da Bridigala

ebbene sì, ci starebbe pure la risata satanica, ma non è esattamente necessaria. 

La settimana scorsa mi sono fatta la mia famosa vacanza alle Azzorre, ed è stata splendida. Paesaggi fantastici, buona compagnia, conosciuta all'arrivo,ottimo cibo. E nonostante l'ultimo punto sono pure dimagrita, niente male come risultato! Prometto che vi racconterò tutto a puntate come sempre, e direi di iniziare dalla partenza. Ora, dovete sapere che ho richiesto il servizio per farmi venire a prendere e riportare a casa, il primo era un tizio molto professionale che è arrivato con mezz'ora di anticipo e mi ha scaricata all'aeroporto con mezz'ora di anticipo sulle tre ore di anticipo prima del volo. Tre ore con tutti bagagli, nel corso delle quali non ti viene in mente di mangiare, ovviamente. Il passo successivo è stato passare il check-in, dopo il quale è uscita la mia richiesta di assistenza in aereo porto, per cui sono stata caricata su sedia a rotelle e messa a fianco dell'imbarco. Non ho avuto cuore di alzarmi (sbagliando), per cui pur essendo nei dintorni del mezzogiorno mi sono tenuta la fame, sperando che in aereò servissero qualcosa da mangiare.  Così è stato, un panino di plastica mi è stato prontamente servito e l'ho prontamente divorato, poi a Lisbona ho avuto la bellezza di sei ore di attesa. Sei ore. Per fortuna mi avevano messo nella zona ristoranti, così ho potuto provare il primo assaggio della cucina portoghese, con un pasticcio di carne da asporto (fagotti o di pasta sfoglia ripieno di Ciappi, non lo consiglio neanche al mio cane), e due pasteis de bacalhau, polpette di baccalà davvero buone. Accompagnate da un orrendo succo... Di barbabietola. Alla fine delle sei ore avevo mal di testa a furia di leggere (mi sono fumata due terzi di un romanzo in inglese che avevo da anni e non avevo mai toccato), ed ero ormai innervosita dal fatto che il personale che doveva venirmi a prendere era in ritardo, così mi sono alzata e me ne sono andata al fate di imbarco. Lì sono stata raggiunta dalla ragazza che doveva portarmici, mi sono scusata, e via andare. A Terceira, al nostro arrivo, era quasi mezzanotte, che poi sta ad indicare le due del mattino in Italia, e da qui in poi... Aspettate la prossima puntata! A presto

 
 
 

Vivere, e sorridere dei guai, proprio come non hai fatto mai...un

Post n°786 pubblicato il 04 Luglio 2018 da Bridigala

Questa canzone di Vasco è un po' il mio mantra, tocca corde importanti dentro di me, e adesso che sto uscendo da un piccolo guai di salute mi rappresenta più del solito. Durante la malattia sono stata sostituita da una collega, la quale qualche pasticcetto lo ha lasciato, per cui, come ultimamente mi capita, mi chiedo con gioia come faccio a non tener conto della mia professionalità, che mi sono costruita con una certa fatica e molto impegno, professionalità che ho sempre considerato poco, per il fatto che sono solo  un'autodidatta. Col cavolo. Devo cominciare a considerarmi per quello che valgo. Gli effetti dei farmaci stanno ormai svanendo, e ne sono felice, per cui devo solo rimettermi in forma per la partenza, aspetto i documenti di viaggio, e faccio il conto alla rovescia per le vacanze, che cominciano a non spaventarmi più. A presto 

Aggiunta dell'ultima ora: mi spiegate che testa a pinolo può pensare di consegnare i miei documenti di viaggio presso un'agenzia funebre? Che faccio, lo considero un avvertimento? Se stasera non avessi trovato la titolare in gelateria che mi ha detto che aveva un pacco per me non so quando l'avrei ricevuto! 

 
 
 

Di grandissime rotture

Post n°785 pubblicato il 27 Giugno 2018 da Bridigala

tanto per non farsi mancare niente, questa settimana, invece di lavorare e preparare la biblioteca per la collega che mi sostituirà, mi trovo costretta ad andare su e giù dall'ospedale per una piccola ricaduta. Cortisone come se piovesse, e poi mi stupisco che sono sveglia come un campanello dalle 2.30, con la sciatica che batte ed un mal di testa da ciclo incipiente, e non so se posso prendere anche il brufen d'ordine sa o mi drogo troppo. Insomma alle 5.32 del mattino a occhi sbarrati, incapace di sopportare il dolore della sciatalgia sull'altro gamba rispetto a quella per cui sto facendo cortisone (servirà anche lì, indubbiamente, però intanto che tormento!). Non ho ancora imparato a gestire il fatto che in caso di malattia non è una colpa lasciare il lavoro piantato la, che prima vengo io e la mia salute, poi semmai mi devo preoccupare anche del lavoro, però visto che la biblioteca è monoposto, è anche impossibile che qualcuno faccia come si deve quello che so essere indietro. Che guaio! Pazienza, ovviamente, ma devofare i conti con la mia natura possessiva da un lato e con i miei limiti dall'altro. Mi sono messa a scrivere a quest'ora infame per fare di distrarmi dai dolori che provo, visto che dormire sembra impossibile in qualsiasi posizione. Ci manca poi la vena polemica diMio padre , nei confronti dei medici che mi curano, o nei confronti di mio fratello e sua moglie, mai abbastanza bravi in quello che fanno (diciamo che non lo ascoltano quanto vorrebbe), e da un pezzo non abbiamo rapporti diretti con loro, viene giusto il nipote più grande perché attraversa la strada da solo, ma non vediamo altri, tantomeno gli adulti di famiglia, e mia madre si fa un  sacco  di paranoie, indovinate chi cerca di arginarle? Si fanno la loro vita, stop. E i loro calcoli, che però vogliono dire limitare noi in molte cose (senza per altro riconoscerlo del tutto) e mio padre si incavola, senza contare che è un modo di agire che lui ha permesso da sempre, per cui non può lagnarsi adesso. Ok, questo post ha poco senso, probabilmente contiene troppe informazioni sensibili, e potrei persino cancellarlo, perché se anche mio padre è un tipo difficile, a volte, è anche la persona più generosa e disponibile sulla faccia della terra, quindi non gli faccio giustizia nel sottolineare solo quegli aspetti che vanno per la maggiore in questo momento. Va vene, vi lascio, adesso, che magari provo a chiudere  occhi qualche minuto, ho ancora quasi due ore prima della svegli, se mi riesce di riposare un poco non dovrebbe andar male, a presto!

 
 
 

Per

Post n°784 pubblicato il 20 Giugno 2018 da Bridigala

solita fantasia per i titoli, ma pazienza. I denti, finalmente, sembrano andati a posto, tanto che ho ricominciato ad assumere il farmaco che mi abbassa il sistema immunitario giusto la settimana scorsa, che è oggettivamente stata una settimana un po' così. In effetti mi sono trovata ad avere degli stagisti (wow..) ed in più un modo collega ha deciso di mettere ordine in biblioteca, mandando  i suddetti stagisti ed un'altra collega quando io in biblioteca non c'ero. Arrivò a lavorare e non trovo più niente, a parte grandi mucchi di quello che loro hanno deciso essere immondizie. A parte le immondizie che hanno classificato e mi hanno messo sulla scrivania. Giuro, mi è partito l'omicidio, ma grave grave... Vedere negli scatoloni di roba da buttare libri che non sono mai stati sdemanializzati mi ha preso male sul serio. H passato il weekend in preda ad attacchi d'ansia piuttosto gravi, poi è arrivato il lunedì. È lì ho capito. Meglio evitare che l'amministrazione possa richiamarmi (chissà chi mi ha riempito la biblioteca di libri provenienti da case di anziani svuotate, ma poi si aspettano l'ordine perfetto), in effetti, e quindi il collega desiderava solo aiutarmi, si vede che ha sentito qualche commento, ed ha agito prima che mi arrivasse la lavata di capo, in meno di mezz'ora abbiamo risolto i problemi, quindi prima di incavolarmi dovrei almeno avere la grazia di contare fino a un milione. Dalla mia, come giustificazione ho soprattutto quella che il farmaco è potente ed agisce anche sull'umore, e il fatto che certe decisioni non spettano a chi di biblioteca non capisce. Così siamo d'accordo che se dovesse mai ricapitare almeno bisogna che io sia presente, così il lavoro viene fatto una volta sola. 

Ho visto la serie "Picnic ad Hanging rock", e l'ho trovata bella, anche se molto drammatica. Il finale, a mio avviso non è aperto, ma se ha avuto successo potrebbero trovare il modo di riaprirlo, e provare a continuare la storia, ma non sono convinta che il risultato sarebbe particolarmente felice. I paesaggi australiani, i personaggi ben delineati, le problematiche raccontate, insomma, per chi vuol cedere qualcosa di un po' diverso dal solito direi che lo consiglio. Anche il fatto che siano solo sei puntate, che sono state trasmesse a gruppi di due, la rende appetibile. 

Ho pagato il saldo della vacanza quindi non mi resta che partire, quindi...

a presto!

 
 
 

piccole recensioni crescono

Post n°783 pubblicato il 08 Giugno 2018 da Bridigala

Buongiorno, cari,

dopo che finalmente mi hanno levato il dente (finalmente? certo, solo per una questione di infezioni che non se ne andavano) torno a voi per recensire qualcosina di ciò che vedo e leggo.

Comincerei con Sherlock, serie che adoro, ma non riesco a seguire con l'assiduità che vorrei (vero che così finirebbe subito, però vedere una puntata ogni tanto è stancante...)

Il protagonista, Benedict Cumberbatch, in questa serie risulta odioso, completamente privo di empatia, e in questo lo trovo superlativo,l soprattutto avendolo visto alle prese con altri ruoli, nei quali sembra, se non bello, almeno gradevole. Lì è semplicemente respingente, e questa è sempre stata una delle caratteristiche di Holmes che mi disturbava, ma che ho ritrovato con esattezza. Vedere l'attore posizionare la testa esattamente come faceva il personaggio nelle illustrazioni dello Strand magazine, beh, mi ha molto soddisfatto, e vi fa capire il livello a cui soffro di Holmesite. Che io apprezzi anche l'ambientazione moderna è strano, ma sono riusciti a mantenere la trama principale modificando solamente i dettagli per modernizzarla un poco. In questo, allora, posso fare il confronto con un altro Sherlock Holmes, quello che è protagonista di Elementary, serie nella quale si fanno continui riferimenti con l'uso dei nomi e in parte delle caratteristiche dei personaggi, ma non vengono minimamente rispettate le trame.

La modernizzazione in Sherlock è legata al fatto che hanno ambientato la serie a Londra, che non è più la Londra vittoriana, mentre Elementary è stato trasferito a New York, e Watson è diventato l'ex dottoressa ora terapeuta antidroga Joan Watson, interpretata da Lucy Liu. Carino, ma Sherlock è solo una macchietta, i casi non rispettano quelli originali, insomma, è su un altro livello.

Per quel che riguarda le letture, invece, torno con gioia a proporre un romanzo definito Young adult, ossia per adolescenti, Tredici. So che c'è anche la serie, ma non sono molto tentata di guardarla, ho trovato il libro illuminante anche se sconvolgente.

La storia è raccontata da Clay, e comincia con lui che riceve un pacco postale. Scoprirà che le musicassette in esso contenute sono state incise da Hannah, la compagna di scuola che si è suicidata quindici giorni prima, e in esse è contenuto il suo j'accuse. Le cassette girano infatti all'interno del gruppo dei suoi conoscenti più stretti, e spiegano con dovizia di particolari perchè si è uccisa. Si capisce, anche, che accusa gli altri di non averla voluta aiutare, mentre in alcuni casi è lei ad essersi rifiutata di farsi aiutare. Penso che andrebbe letto con grande attenzione da tutti, in particolar modo da chi ha a che fare con gli adolescenti, la loro psicologia a mio avviso è tratteggiata con precisione, e il libro può svegliare campanelli d'allarme che a volte teniamo spenti.

Con questo, per oggi, concludo

A presto

 
 
 
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per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternit
per te che il sole brucia a luglio
per te tutta questa citt
per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
per te il 13 dicembre
per te la campanella a scuola
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te che a volte piove a giugno
per te il sorriso degli umani
per te un'aranciata fresca
per te lo scodinzolo dei cani
per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
per te il succo delle mele
per te il rosso delle fragole
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il profumo delle stelle
per te il miele e la farina
per te il sabato nel centro
le otto di mattina
per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
per te una maglietta a righe
per te la chiave dei segreti
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
per te che il mare sa di sale
per te la notte di natale
per te ogni cosa che c'
ninna na ninna e...
(Jovanotti)

 

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