Creato da Bridigala il 08/05/2008

E' un Bridimondo

Di tutto un po', ma soprattutto... mio

 

 

Shetland

Post n°818 pubblicato il 19 Agosto 2019 da Bridigala

Non so se abbiate visto qualche puntata della serie messa in onda dal canale Giallo, in cui un investigatore dall'aria molto british, biondiccio, pallido e dalla faccia di uno che sta per vomitare, risolve delitti terrificanti in un ambiente nebbioso, bucolico e terribilmente triste. Ecco. Le Shetland nella mia visita non si sono minimamente discostate dall'immagine che dà la serie tv, visto che la giornata trascorsa a terra è stata caratterizzata da una pioggerellina gelida che formava una nebbia tanto suggestiva quanto fastidiosa. Ora so cosa intendono gli scrittori inglesi quando parlano di nebbia che penetra fin nelle ossa. La nostra visita ci ha permesso di vedere parecchia campagna, formata da minuscoli villaggi, che non sopravviverebbero senza i negozietti : il tempo è spesso così schifoso che muoversi in macchina non è consigliato, quindi gli approvvigionamenti vanno fatti in loco. Pecore, mucche, i famosi pony. Le isole sono state colonizzate per prime dai vichinghi norvegesi, e ancora oggi la struttura di molte case è mutuata dallo stile norvegese, gli abitanti di queste isole sperdute si sentono ancora più norvegesi che scozzesi, del resto la Scozia le ha ottenute nel 1400. Dopo aver visto Tingwall, parlamento vichingo all'aria aperta (e questa, scoprirò è proprio la caratteristica del parlamento vichingo), praticamente un prato con disponibilità di acqua potabile, ci siamo fermati a Scalloway, per ammirare le rovine di un castelletto fatto costruire dal nipote di Maria Stuarda, odiato dalla popolazione per la sua crudeltà e perchè nessuno ama governatori imposti dall'esterno, dal pugno di ferro e senza nessuna conoscenza del territorio. Al ritorno del nostro tour in autobus mi sono fermata solo qualche minuto a Lerwick, che probabilmente avrebbe meritato una visita più approfondita, ma era freddo, e io mi stanco facilmente, per cui sono stata contenta di incrociare una coppia di conoscenti e prendere il tender di ritorno con loro. Nell'attesa del tender, mentre eravamo in fila al controllo, abbiamo visto spuntare una foca dietro l'ultima barca, tirare su il testone, guardarci perplessa e poi rituffarsi sott'acqua. Se mai mi capiterà di tornare alle Shetland saprò di non aver bisogno di prendere l'escursione, visto che Lerwick è costruita intorno al molo, è molto caratteristica, ed avrei serenamente potuto fare un giro del paesotto (che, udite udite, possiede gli unici semafori di tutte le isole) e immergermi nell'atmosfera del luogo senza bisogno di spendere soldi. Quindi, a chiunque si fermasse qui solo qualche ora consiglio di girarsi Lerwick in autonomia, eventualmente prendere un bus locale, ma non è così indispensabile spendere una fortuna per farsi un'idea del luogo. Il plus dell'escursione venduta dalla nave sono i dati storici o sociali che snocciolano le guide, che in autonomia mancano totalmente.

Comunque tempo british per un luogo estremamente british.

A presto

 
 
 

Stavanger

Post n°817 pubblicato il 10 Agosto 2019 da Bridigala

Cominciamo con la narrazione vera e propria della mia avventura.Non soffro il mal di mare, ma il mare era effettivamente mosso e i miei centri dell'equilibrio non sono perfettamente in asse... In ogni caso tra la sera precedente e il giorno di navigazione ho cominciato a cercare di orientarmi sulla nave, che comunque era sufficientemente tortuosa per creare qualche difficoltà al prossimo e prenotare le escursioni. Se mentre guardavo le ville lungo l'Elbe sfilare via ho fatto conoscenza con una coppia di tedeschi, la sera ho affrontato la prima cena al tavolo fisso. A dire la verita' le uniche due persone che sono rimaste al mio tavolo a partire dal primo giorno sono due altri viaggiatori solitari, una ragazza col musetto da chihuahua che fa la guida in lingua fiamminga e un signore italiano che battezzero' Leopardi, a causa del suo essere stortignaccolo e logorroico. Dalla sera del giorno di navigazione in avanti si sono uniti a noi una coppia di Milano assolutamente deliziosa ed un signore di Napoli uguale a Lubrano, ed ho poi scoperto che era il mio vicino di cabina. In ogni caso quella prima giornata in mare non e' stata speciale, ancora non ero riuscita ne a prendere la temperatura ne a trovare le attivita' di bordo. In compenso ho potuto assistere al primo spettacolo, un numero d'insieme, come saranno poi quasi tutti. L'unico artista che ha avuto un one man show e' stato il ventriloquo e prestigiatore, che per due sere ha tenuto banco senza spalle. 

Dopo una notte "agitata", con il mare mosso, siamo entrati nel fiordo norvegese di Stavanger. 

Stavanger e' la capitale del petrolio del mare del Nord, ma la proma economia era legata ai conservifici di pesce (72) e alla cantieristica navale. Siamo passati davanti al museo del petrolio e al teatro che ha visto il debutto di Liv Ullmann nota attrice nordica, ormai molto anziana se non defunta. Ci troviamo a 550Km da Oslo, ma la conformazione del territorio e' tale che ci vogliono 8 ore per percorrerli. Nel recarci verso nord ci siamo trovati circondati dalle colline moreniche più alte del mondo. Al Lysefjord abbiamo visto un lago che era diviso dal fiordo da una semplice lingua di terra, e il granito di queste montagne e' piu' pesante del normale, tanto da venire impiegato per ancorare le piattaforme petrolifere al fondale.

Golosa per la splendida Laknes (pancake con panna acida e marmellata) ed interessante e' stata la visita alla fattoria tradizionale Valle delle betulle, ammetto che non ho annotato il nome norvegese... Abbiamo poi visitato un campo di rocce nato dallo sgretolamento di una montagna 10000 anni fa. Come ci diceva la guida, la Norvegia e' composta per il 40% da foreste, per il 3% da terreni agricoli, e per il resto da sassi e acqua. Abbiamo concluso la nostra visita facendo quattro passi per il centro antico di Stavanger, con casette di legno belle e caratteristiche.

A presto con la prossima puntata!

 
 
 

Portami via

Post n°816 pubblicato il 29 Luglio 2019 da Bridigala

E invece sono tornata da una settimana abbondante. Ferie stupende, fresche, se non fredde, 12 giorni nel Nord Europa, il fulcro? 4 splendidi giorni in Islanda. Troppo poco, per vederla bene, ma sicuramente adatto a me, che non ho il fisico per tutte le camminate che andavano fatte per vivere l'Islanda come si deve.

Comincerei a raccontare il viaggio dall' inizio, se la cosa non vi turba, in modo da farvi capire come la mia splendida crociera mi sia sì piaciuta da matti, ma abbia comportato qualche sbattimento, ovviamente. Intanto, poichè bisognava salire in nave tra le 13 e le 16, era anche necessario arrivare per tempo all'areoporto di Amburgo, quind la partenza era fissata per le 9 all'aeroporto di Milano Malpensa. Sapete che vuol dire? Ho viaggiato dalle 2 alle 6 in un van che entrava e usciva dall'autostrada per andare a prendere gente da portare ai vari aeroporti lungo l'A4. Dormire? Che è? comunque, alle 6, ero in aeroporto, e da subito è stato possibile andare a fare il check in per i voli (2) che mi avrebbero portato ad Amburgo. Con occhi e carnagione degni di un fantasmagorico panda ho atteso la carrozzina che mi portasse all'imbarco, facendomi anche passare tutti i controlli di sicurezza senza code, sono salita in aereo e mi sono seduta al mio posto lato finestrino. Io amo volare. Io quiero finestrino, mi piace guardare giù, mi piace guardare le nuvole e il sole sulle nuvole. Peccato che il volo era Lufthansa. E hostess e steward erano tedeschi, inteso nel senso di crucchi. La fila davanti a me era composta di persone che non parlavano nè tedesco nè inglese, lì c'era l'uscita di sicurezza, quindi chi parlava tedesco e/0o inglese è stato spostato lì in modo da poter attivare l'uscita all'ordine del personale di bordo. E, ovviamente, il posto finestrino me l'ha fregato il giovane baldo e fiero che era seduto accantoa me e che con me ha acconsentito a prestarsi alle operazioni di eventuale evacuazione. Trenta secondi di nervoso epocale, seguiti da un blando disinteresse (ero comunque in pre coma causa notte insonne, non dimentichiamocelo), e atterriamo a Francoforte, nel bel mezzo di un temporale. Quindi partita alle 2 con un caldo che ammazzava, arrivata alle 11 con un freddo becco e pronta a ripartire per lidi più freschi. La giacca era ovviamente nella stiva. Scendo dall'aereo senza aspettare la sedia a rotelle (scema), e mi avvio al nuovo imbarco, dove faccio amicizia con una parte del gruppo con cui stavo andando in crociera. Qui veniamo finalmente imbarcati, stavolta taccio e mi tengo il posto finestrino, tanto sono comunque nel solito pre coma, arriviamo ad Amburgo, mi recupero il valigione e qui comincia l'odissea. Un vento che ti pela e quasi un km tirando valigia, bagaglio a mano, borsa e anima. Credevo di morire. E poi fila, che bisognava riempire i pullmann per il porto. Quindi di Amburgo ho visto solo gli splendidi viali tra aereoporto e porto, ma già mi sono fatta l'idea di una bellissima città signorile. Quando sono scesa dal pullmann, per fortuna, all'imbarco, si sono presi subito sia la valigia che il bagaglio a mano, e così sono potuta salire sulla nave, ormai alle 15.30, stanca morta, sull'orlo di una crisi isterica, ma viva. Per ora vi lascio, a presto!

 
 
 

E manca poco

Post n°815 pubblicato il 27 Giugno 2019 da Bridigala

Alle ferie, finalmente! Non abbiamo ancora sistemato proprio tutto, ma spero con fede che arriverò presto al dunque, sono sotto cortisone perchè un ginocchio sta facendo il bastardo, il caldo mi ammazza (e la biblioteca è l'unica stanza priva di condizionatore...), ma non mollo! Già da mercoledì finalmente sarò in ferie vere e proprie, e poi domenica si parte, destinazione Islanda, che meraviglia!

In ogni caso qui sono sempre presa con le bombe, ancora non vedo il fondo del trasloco, ma la settimana prossima non ci sono quindi me ne preoccupo al ritorno.

Piuttosto sto avviando un ulteriore progetto in collaborazione con un'altra cooperativa, che desidera far aprire la biblioteca il giorno in cui sono di riposo dai propri ragazzi disabili, assistiti da operatori, e quindi devo seguire la formazione degli operatori e trovare attività adatte ai ragazzi disabili. Da un lato è una fatica in più, dall'altro è la certezza di dare dignità anche a persone che credono di essere inutili (e non lo sono per niente), e penso a quella ragazza che messa alla prova scopre di saper ricoprire i libri, o di saperli mettere in ordine numerico (sarà l'esperta di riordino Dewey), entra in biblioteca spalle curve e sguardo spento ed esce schiena dritta dando il cinque e con gli occhi che mandano luce. Perdo tempo? Forse, ma vuoi mettere la soddisfazione sua e anche mia e dell'operatrice che non si aspettava che sapesse fare tante cose? Essere sempre sul pezzo ha le sue difficoltà, ovviamente, ma ce la farò, più che volentieri. Sono un po' arrabbiata per le cose che vogliono farmi fare, diverse da quelle che amo fare io, ma ha un'importanza relativa, sarà uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, solo che a volte mi rendo conto che non vogliono notare tutte le cose che ci sono oggettivamente da fare da queste parti, non è che qui non ci sia mai niente da combinare, anzi, e stanno sempre ad aggiungermi compiti, nessuno dei quali particolarmente apprezzato, ovviamente. Le ore, comunque sono sempre 20, ci tengo a sottolinearlo, non è che diventano elastiche, in ogni caso.

Per ora vi lascio, che sto diventando una lagna e non vale la pena

A presto!

 
 
 

radio baccano

Post n°814 pubblicato il 07 Giugno 2019 da Bridigala

Salve a tutti, mi faccio viva sempre molto poco, portate pazienza, purtroppo sto davvero lavorando a "testa bassa e pedalare", che volete, il momento storico è questo: ho dovuto inscatolare la sezione bambini e ragazzi per aspettare i nuovi mobili, quelli vecchi sono stati portati via quasi tutti, non ho più un tavolo delle novità, in tutto questo lunedì cominciano gli stage dal liceo, due ragazzine che devono fare pochissime ore e le vogliono spalmate, insomma, siamo alle solite, se si vogliono fare gli stage si facciano seriamente, per farli così si può anche fare a meno, per come la vedo io.

Lunedì ho fatto la mia tirata lavoro più lezioni alla scuola professionale, e se ho sempre avuto stima della figura professionale dell'insegnante, dopo aver tenuto tre ore di lezione la mia stima è decuplicata, un lunedì pomeriggio di giugno, aula piccola, mansardata e sovraffollata, con una sola finestrella al sole... come caspita fai a tenere l'attenzione dei ragazzi? Con le terze ho fatto un percorso tra Nati per Leggere e la disabilità, con le prime ho parlato di nuovo di Nati per Leggere e dei supporti per la dislessia (non ha prezzo vedere una ragazza che si illumina tutta "Prof, questi libri li posso leggere anche io!", e si fotografa le copertine per poterli avere), e poi ho cercato di suggerire qualche testo che potesse colpire ed interessare. Le poche righe che ho letto dei due testi scelti hanno colpito nel segno, e spero che gli studenti proveranno a rintracciarli e a leggerli.

Per il resto, ho qualche problema di stomaco, verosimilmente dovuto al nuovo farmaco, devo capire come usare gli antiacidi in modo performante (e senza prenderne troppi, che odio l'eccesso di pillole), sto davvero contando i giorni alle vacanze perchè sono stanca esaurita, ho troppi progetti da portare avanti da settembre, proprio troppi, però gli altri ordinano, e io devo far girare tutto. Speriamo bene, che, appunto, sono stanca e sembra tutto impossibile. ho persino avuto un mezzo sbrocco davanti ad un assessore, per fortuna non ho nè detto nè fatto niente di pericoloso (la mia posizione non è così solida come dovrebbe essere, in fondo basta che "dimentichino" di inserire la clausola di salvaguardia nel prossimo bando per le cooperative), però davvero tutto quello che mi viene richiesto a volte sembra un'onda che si solleva e mi investe.

In ogni caso, anche oggi sono viva e sono qui, quindi...

A presto

 

 
 
 

un' incognita ogni sera mia...

Post n°813 pubblicato il 20 Maggio 2019 da Bridigala

No, la sera no, non è un'incognita, quella tendenzialmente la passo schiantata sul divano a guardare la tv, cercando di non rosicchiare niente per non svegliare Flip detto Attila, il mio amato cagnone, che la sera avrebbe sempre voglia di far casino ed è golosissimo (oltre ad essere già sovrappeso, perchè per mia madre mangia sempre troppo poco). Quindi, visto che la domenica dovrebbe essere un giorno di riposo, potrei parlare del fatto che ieri sono stata precettata come animatrice volontaria del territorio, e ho passato il pomeriggio sotto il portico della villa dove lavoro a raccattare turisti per spiegare loro la storia del palazzo, e poi spedirli su a visitare le sale fogazzariane dove un'altra di noi (al caldo) spiegava il rapporto di Antonio Fogazzaro con questa terra.

Al mattino, dopo una breve guida, sono stata raccattata a mia volta da un'amica e siamo corse a cantare ad un cinquantesimo di matrimonio, non potevo mancare perchè c'era l'Ave Maria, di cui sono l'incaricata ufficiale. Questo tempo sempre immusonito mi ha proprio stancata, caspita!In compenso ho comunque avuto il tempo di leggere Bianco letale, l'ultimo romanzo di Robert Galbraith dedicato a Cormoran Strike e Robin Ellacott. In famiglia mi avranno presa per matta, considerando che continuavo a borbottare cose come "Che bello!" e "Figata assoluta", ma davvero, mi chiedo come possano non essercene altri della serie, perchè sono spettacolosi in senso assoluto. Il giallo è bello e avvincente, in questo caso c'è un giovane mentalmente disturbato che chiede a Cormoran Strike, ritornato famoso dopo la risonanza dell'ultimo caso risolto, aiuto per trovare il colpevole di uno strangolamento a cui aveva assistito da bambino , ma la descrizione puntuale della Londra odierna e del classismo snob tipicamente inglese (e io che ho fatto solo un tour della Scozia in mezzo ad altri italiani ho comunque avuto modo di percepirlo) è davvero ben eseguita. Aggiungete, poi, le vicende personali dei due protagonisti e di chi li circonda, come al solito tratteggiate con grande precisione e che si trascinano dai romanzi precedenti come fil rouge, ed avrete un mix davvero esplosivo. Meno di due giorni per più di settecento pagine, perchè non si poteva staccarsi dal libro, troppo bello!

Per quel che riguarda la mia vita, noto che non trovo molto da dire, in realtà non c'è niente di particolare di cui parlare, anzi, per cui ci risentiremo più avanti,

a presto!

 
 
 

piccole recensioni crescono

Post n°812 pubblicato il 09 Maggio 2019 da Bridigala

Poichè vivo in attesa, intanto mi accontento di raccontarvi un po' di serie che sto guardando ultimamente.

Glacè, ambientata sui Pirenei francesi, è una serie (per fortuna) breve, che parla di una catena di omicidi in un minuscolo paesino, con un'ambientazione fatata (avete presente la fiaba della Regina delle nevi? ecco, tranne che per la centrale idroelettrica intorno a cui si svolgono le scene più crude). Questo è un discreto sconsiglio, se la parentesi di prima non bastasse. Intanto le riprese sono sistematicamente da mal di pancia (brutto brutto brutto, come direbbe Rezzonico), e poi la trama, santa patata, la trama, questa sconosciuta! Tutto gira intorno al manicomio criminale, in cui si trova un serial killer del passato, che una psichiatra novellina si intestardisce a volere come paziente, anche se le dicono che è troppo presto. Poi, di colpo, riceve il permesso, come, di colpo, il poliziotto che aveva arrestato questo serial killer torna nella valle pirenaica per indagare sullo squartamento di un cavallo, e da subito capisce che è tutto orchestrato dal serial killer per averlo lì. E, non solo non se ne va, ma anche... mi fermo, se a qualcuno è partito un amore folle e lo deve vedere ad ogni costo non intendo fare spoiler, ma pensateci bene.

Disperati dopo la visione di questa disgrazia, abbiamo deciso di intraprendere invece la visione di due serie islandesi, su due piattaforme diverse, Trapped e Il caso.

Se volete vedere serie prodotte in un paese con quattro abitanti e tre capre tenete conto che gli stessi attori faranno una volta il buono, una volta il brutto e una volta il cattivo, e vederle nella stessa sera rischia di diventare "Qui che parte fa quello lì?", con il conseguente invio a patrasso della suspence. Sono due "belle" serie, evidentemente gli islandesi con il noir hanno una mano felice, in particolar modo Trapped è a mio avviso un capolavoro: inquadrature splendide e trama non troppo telefonata, per quanto si tratti di un delitto di camera chiusa.

Andri Olafsson è il capo della polizia di una minuscola cittadina in un fiordo sperduto, dove un pescatore trova nella rete il busto di un uomo . Panico in città, Andri telefona a Reijkjavik dove gli dicono "sta fermo, sta bon, adesso arriviamo noi e risolviamo tutto". Ma. Perchè altrimenti l'ambientazione nel nulla non avrebbe senso, una tempesta di neve fotonica blocca tutto, compresa l'ex moglie di Andri piombata lì con il nuovo compagno (che spedisce Andri sul divano, mentre loro si pigliano la sua camera), la polizia non può arrivare, e i tre (numero reale) poliziotti devono smazzarsi l'omicido e la gestione dell'emergenza, anche perchè, per previdenza, avevano bloccato anche il traghetto proveniente dalla Danimarca, se per caso il cadavere fosse stato gettato da lì. Ottimo delitto di camera chiusa, à la Christie, con dei protagonisti che di Adone non hanno nulla (pure i nomi sono strambi per noi), e vedere che a - tanti gradi sotto lo 0 tutti girano allegramente a piedi con delle splendide guanciotte rosso fuoco, non ha prezzo. Ancora non conosco il finale, naturalmente, a due puntate dalla fine (quando su Glacè aspettavamo solo di sapere quale fregatura attendeva il detective) comincia a svelarsi la trama ma mancano ancora le certezze.

Il Caso, invece, è una sorta di Christiane F. dell'Islanda, tossicodipendenza e degrado la fanno da padroni, ed è piuttosto difficile da digerire, tanto da averla temporaneamente sospesa per deglutire tutti gli sviluppi. Una ragazzina modello, prima ballerina del teatro dell'Opera (a 14 anni??) si toglie la vita, e un avvocato ubriacone prova a sciogliere il rebus. Essendo uguale a quelli su cui indaga fa molta fatica a raccapezzarsi e a non finire dietro le sbarre lui stesso, e nonostante ci siano buone ragioni per assimilare gli episodi a qualcosa che capita fin troppo spesso anche da noi, ci sono comunque delle debolezze di trama davanti a cui sbuffiamo un tantino.

Quindi questo è un meh.

Più promettente, anche se appena iniziata, è una serie australiana (ma anche lì c'hanno solo due attori o tre?). Debbo dire che le serie australiane incrociate finora (Sorelle MacLeod escluse, ovviamente) sono tutte molto critiche con il potere, e ambientano a Canberra, la capitale, solo storie di intrighi politici che House of Cards levate proprio,  ad esempio Secret City, bella serie di cui abbiamo visto due stagioni, ma il rapporto tra i due fratelli protagonisti, un hacker psicolabile e un giornalista sfigato, sembra promettere un bel risultato e quel tanto di buoni sentimenti che aiutano a mandar giù trame intricate.

Vedremo

A presto!

 
 
 

Times they are a-changing

Post n°811 pubblicato il 29 Aprile 2019 da Bridigala

Salve a tutti.

Spero che Pasqua e la festa della Liberazione siano passati bene per tutti voi, per me sono stati indaffarati e molto. Per tornare al mio percorso di lettura, forse verrà sfruttato dalla scuola, a me è stato proposto altro intervento, che conto di costruire in modo interessante e recuperando magari qualcosa di quello che vi ho già esposto.

Si tratta infatti di far conoscere agli studenti il progetto Nati per Leggere e la sua utilità per lo sviluppo psichico e intellettuale dei bambini da 0 a 6 anni, di far vedere loro quanti tipi diversi di libri si possono trovare per bambini e quanti modi diversi ci possono essere per leggerli, e poi vorrei illustrare loro libri e ausili per lettori disabili o con difficoltà di qualche genere: libri in braille, audiolibri, libri con caratteri ad alta leggibilità e libri CAA, in comunicazione alternativa e aumentativa, che hanno la caratteristica di poter essere affrontati con disabili anche gravi. Ho avuto l'indubbia fortuna di trovare almeno un titolo in CAA per ragazzi, invece che per bimbi (a sedici anni nessuno ama leggere Fragomino fa il bagno), e quindi presento con orgoglio Dracula di Bram Stoker, oltre a letture "lunghe" per ragazzi delle medie e delle superiori dislessici, grazie ai caratteri ad alta leggibilità. Una grande battaglia potrebbe essere combattuta se si potesse insistere perchè i libri scolastici non avessero carta patinata o caratteri a cacchette di mosca, ma caratteri stile "macchina da scrivere" con interlinea ampi e buone spaziature, che rendono più agevole la lettura anche ai dislessici. Ovviamente anche per loro esiste l'audiolibro, il libro letto da buoni attori che ti permette di seguire la storia senza la fatica della lettura. Ovviamente non mancherò di accennare alla "biblioterapia", che non sarà una scienza, ma chiunque ami la lettura sa come un libro possa essere un amico prezioso nel momento del bisogno, e quindi a presentare loro due o tre titoli (solo, ahimè) che possano colpire nel segno.

Insomma, vi terrò aggiornati per il futuro!

A presto

 
 
 

Buona Pasqua

Post n°810 pubblicato il 18 Aprile 2019 da Bridigala

Ebbene sì,

visto che avrei solo brontolamenti, oggi, mi decido a farvi tanti auguri di Buona Pasqua, che a brontolare penseremo dopo!

Auguri!

 

 
 
 

Pazza idea

Post n°809 pubblicato il 12 Aprile 2019 da Bridigala

Buongiorno a tutti. Mentre aspetto di ottenere il via libera ed una data in cui recarmi a tenere la lezione che ho preparato, ho pensato di parlarne a voi. Mia cognata insegna metodologie operative in un professionale, con delle ragazzine piuttosto difficili e scombinate, e parlando con lei mi sono resa conto di quanto sarebbe stato bello presentare loro una serie di letture utili al loro processo di crescita. Infine, l'idea che è nata nella mia testolina è stata salutata da grande giubilo: un percorso tematico nelle letture, a partire dai libri per bambini legati alla sana pratica di Nati per Leggere, che sogno di introdurre nella mia biblioteca quanto prima, e il tema scelto è stata La rabbia.

Eccomi quindi scalpitante per entrare a scuola e cominciare a presentare NpL attraverso due libri sulla rabbia adatti ai bimbi in età prescolare: Che rabbia! e Nel paese dei mostri selvaggi, (che poi voglia mostrare anche un microlibro molto divertente sui capricci, è un altro discorso)passando poi alle Rime di rabbia di Tognolini e Non sarai mica arrabbiato! di Toon Tellegen per la scuola elementare, Harry Potter e Sette minuti dopo la mezzanotte per la scuola media e poi... mi giro e scrivo alla lavagna l'incipit dell'Iliade, facendo notare loro come i nostri sentimenti sono raccontati nei libri a partire dagli albori della storia, presento l'orrenda (ma funzionale) versione in prosa di Baricco, e accenno alla letteratura ottocentesca, che basta aprire una pagina qualunque di Cime tempestose per rabbrividire alla collera di Heatcliff, e concludo con una carrellata dei libri per adolescenti che prediligo e che possono tornarmi più che utili: Innamorarsi di April, Hunger games, in cui ho trovato un esempio di rabbia sociale strepitoso, Shadowhunters, in cui ho fatto fatica ma qualcosina ho trovato, Speak e Kill all enemies, che possono fotografare in modo quasi troppo preciso le situazioni di quegli alunni, ma proprio per questo, se verrà raccolta la sfida, potranno essere un vero, grande aiuto per quei ragazzi.

Il progetto è stato apprezzato al punto da voler essere utilizzato come unità didattica multidisciplinare, a cui io darò solamente (e ci mancherebbe altro) inizio.

Vi racconterò se ci sarà un seguito!

A presto

 
 
 
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10) Il pendolo di Foucauld
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12) Il ciclo della tavola rotonda di Chretien de Troyes
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per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternit
per te che il sole brucia a luglio
per te tutta questa citt
per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
per te il 13 dicembre
per te la campanella a scuola
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te che a volte piove a giugno
per te il sorriso degli umani
per te un'aranciata fresca
per te lo scodinzolo dei cani
per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
per te il succo delle mele
per te il rosso delle fragole
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il profumo delle stelle
per te il miele e la farina
per te il sabato nel centro
le otto di mattina
per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
per te una maglietta a righe
per te la chiave dei segreti
per te ogni cosa che c' ninna na ninna e...
per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
per te che il mare sa di sale
per te la notte di natale
per te ogni cosa che c'
ninna na ninna e...
(Jovanotti)

 

IL MIO NICK ANCESTRALE



 

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