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L'AVVENTURA

Post n°1911 pubblicato il 09 Febbraio 2013 da virginiagrey
 

Per tutti i quattro giorni di permanenza, fece un caldo tremendo.

La sera dell'arrivo a Medgjugorje, vi fu l'Adorazione Eucaristica nel grande spazio all'aperto, che si trova dietro la Chiesa di San Giacomo.

Nonostante fossimo numerosissimi, la maggior parte italiani, non si sentiva una voce, se non quella cadenzata dei celebranti che si alternavano presso l'altare. Un grande schermo riportava l'immagine del Santissimo Sacramento.

C'era gente inginocchiata sul ghiaino, e non soltanto giovani.

In quel momento, riesci a non farti prendere dai pensieri che ti accompagnano come mosche appicciate al miele. Riesci a fissare il pensiero, e a volte il cuore, a Colui che ci ha fatto il regalo più grande: il dono del Suo Corpo e del Suo Sangue.

Ancora  non riesco a mettere bene a fuoco questo dono; mi sembra impossibile che del pane possa realmente trasformarsi nel Corpo di Cristo - la transustanziazione - non per mancanza di fede, ma perché questo mistero è troppo grande per essere da me compreso. E' quindi per fede che accetto questo dono.

La mattina seguente iniziammo di buon'ora a visitare il paese, in verità bruttino e non molto pulito.

Lì, dove fino a pochi anni fa non vi erano che la chiesa e i campi, ora sorgono alberghi e pensioni. Crescono in un attimo, nel giro di pochi mesi. A chi obietta che la gente si sia arricchita e che faccia mercato del miracolo delle apparizioni di Maria, si può benissimo rispondere che vi sono altri posti dove veramente si fa mercato. Qui si offre ospitalità, e la fede è presente. Non è ancora come la chiede la Madonna, ma davvero si respira un'aria diversa. E, credetemi, per la maggior parte non è suggestione.

L'importante è lo spirito con il quale si raggiunge la meta. Se si cerca il miracolo, il sensazionalismo, se si vuole vedere il sole che danza nel cielo o se si vuole vedere impresse nelle foto presunte immagini di angeli e dela Madonna, quello non è il posto giusto: amico, va' da un'altra parte.

A Medjugorje si va per trovare la fede, per iniziare un duro camino interiore, fatto di inciampo e di gioia, di dolore e di speranza, con la consapevolezza che il vero pellegrinaggio inizia quando ritorni a casa... e non è facile.


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