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IL VIAGGIO

Post n°1910 pubblicato il 03 Febbraio 2013 da virginiagrey
 

Prima o poi ci sarei andata, mi dicevo, anche se mi chiedevo come avrei potuto far fronte ai problemi familiari.

Ma è successo:sono andata a Medjugorje.

E' capitato prima che andassi in congedo staordinario retribuito.

Quel giorno d'estate, mentre piagnucolavo all'idea di quanto mi sarebbe aspettato, sentivo forte la prostrazione: non solo il caldo mi faceva annaspare, ma anche il senso di inutilità della mia vita faceva la sua parte.

Ero consapevole che stare a casa per due anni non mi avrebbe giovato.

Quel giorno d'estate, mentre usurpavo la poltrona del Povero Piero, elencando tutte le sventure che mi sarebbero capitate nei successivi due anni - in fondo non vi sono poi andata così lontana - lo stoico e coraggioso marito trafficava al pc.

Sigh sigh sob sob... e lui pestava sui tasti

Sob sob sigh sigh... e lui zitto zitto.

Ad un tratto disse:

-Tu ci vai!

Sigh sob sob sigh... "Dove?"

- A Medjugorje. Non ci sono obiezioni.

Non ne avevo; anzi, in quel momento sentii svanire tutte le mie ansie.

Medjugorje...  Così lontana, per quattro giorni... come se la sarebbe cavata il Povero Piero con la mamma?

Per due mesi, mi preparai, ascoltando appena possibile Radio Maria, che, casualmente, continuava a parlare delle apparizioni della Madonna, soprattutto delle migliaia  di conversioni avvenute.

Arrivò il giorno della partenza.

Mi aspettavo il pullman GT, ed invece arrivò un Ducato senza finestrini.

Eravamo in nove, perché il resto dei pellegrini aveva dato forfait.

Mi sedetti davanti, accanto a quello che era allo stesso tempo organizzatore, autista e guida.  Volevo tornarmene indietro, ma sapevo che me ne sarei pentita.

Tutto sommato, il viaggio non fu affatto brutto, a parte la nausea che mi accompagnò da Treste fino a destinazione, ma quando riuscii a rilassarmi, cominciai anche ad aprire bocca - e quando la apro non la chiudo più - e ad ammirare il paesaggio.

Dalla Slovenia in poi, la strada è sempre dritta, ampia; intorno, ci sono rocce biancastre, la terra è rossastra, tanto è ricca di ferro.

Giungemmo a Medjugorje dopo 12 ore di viaggio, comprese le numerose soste.

In Bosnia, le strade sono brutte brutte, perché nessuno se ne cura.

Era buio, perché eravamo a fine settembre, ma faceva caldo.

Entrai nella mia camera singola e subito ne uscii: va bene che era un pellegrinaggio, ma dormire per tre notti in un loculo con un sovrapprezzo di 50 E mi sembrava troppo!

Ci guadagnai nel cambio. In compenso, la stanza dava sul cortile dove c'erano turbine che giravano e cani che abbaiavano... ma quella notte, dopo anni, dormii di gusto.

ALLA PROSSIMA

 

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