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bestia immonda ke hai fatto della mia vita un inferno sono qui e t'aspetto non mi sentirai arrivare sentirai solo il brivido della paura e un sudore freddo rigarti il viso io come un animale fiutero l'aria x sentire l'odore del tuo terrore sentirai gli artigli dilaniarti le carni e in quel momento la tua vita scorrerà come un film e ci sarò anke io.....
 

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savoia, dal 1048 alla repubblica

Post n°12 pubblicato il 30 Novembre 2007 da ComitatoL

Gli ultimi quattro anni di Regno hanno oscurato i meriti e gli obiettivi raggiunti nei 900 anni precedenti?

Della Casa Savoia si é sempre e solo parlato in termini negativi. La storia riscritta dai vincitori ne ha fatto dei capri espiatori di una bailamme politica di basso livello, concertata ed attuata frettolosamente al fine di dar corso rapidamente agli obiettivi che la vecchia nomenklatura politica, messa a tacere per quasi trent’anni, si era posta: riconquistare il potere.

I Savoia facevano paura e non solo allora. Dall’ evidenza dei fatti successivi, che ne hanno visto il loro rientro solo dopo sessant’anni, é chiaro come essi fossero temuti. La fragilitá dei nuovi governi, l’attacco dei Comunisti alle Istituzioni, la precarietá economica e sociale del Paese, erano altrettante mine innsecate pronte ad espoldere e a rimandare a casa i nuovi inquilini di Roma.

Ma, al di lá delle documentate responsabilitá personali del Re Vittorio Emanuele III (la cui figura peraltro é stata rivalutata in questi ultimi anni), non si sarebbe dovuti andare. La nostra stessa Costituzione scrive che la colpa é individuale e non collettiva.

Invece le disposizioni transitorie hanno intimato il divieto di entrata in Italia non solo all’ex Re, in parte responsabile degli ultimi fatti politici, ma anche a suo figlio Umberto (che, da galantuomo, per evitare una guerra civile si autoesilió) e, cosa singolare, ad un bambino che aveva otto anni, e ancor piú incredibilmente, ad un altro bambino che doveva ancora nascere.

Ma la farsa continua. I morti, sí proprio i MORTI, non sono ancora entrati in Italia, quasi che questi governi li temano piú dei vivi.

Dell’Unitá d’Italia invece nessuno ne parla. Non esiste da noi una vera festa nazionale, sono tutte feste politiche, doppioni, legate in qualche modo alla caduta della Monarchia, la stessa che ha contribuito in modo determinante alla stessa unitá. Non si vuole il Federalismo, non si vuole tantomeno la Secessione, si inneggia allo Stato Unico, ma una Festa dell’Unitá Nazionale nessuno la propone. Possiamo immaginare il perché. Una Festa dell’Unitá nazionale, indipendentemente dai colori politici e dalle vicissitudini storiche, sarebbe l’unica vera festa degli Italiani. Purtroppo questa unitá l’hanno fatta i Savoia, e questo, a molti, proprio non va giú.

 
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