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bestia immonda ke hai fatto della mia vita un inferno sono qui e t'aspetto non mi sentirai arrivare sentirai solo il brivido della paura e un sudore freddo rigarti il viso io come un animale fiutero l'aria x sentire l'odore del tuo terrore sentirai gli artigli dilaniarti le carni e in quel momento la tua vita scorrerà come un film e ci sarò anke io.....
 

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Post N° 73

Post n°73 pubblicato il 21 Febbraio 2008 da bea_75

YES WE CAN




Barack Hussein Obama, candidato alla Presidenza degli Stai Uniti d'America.
Alcuni
esperti dicono che se il primo senatore afroamericano riuscirà ad
aggiudicarsi la Casa Bianca, cambieranno le sorti non solo Americane,
ma anche mondiali.


Obama
iniziò il suo impegno politico nel 1992, dove aiutò Bill Clinton (cosa
deve essere il destino) nella sua campagna elettorale, riuscendo a
portargli 100.000 voti, favorì anche la prima senatrice di colore Carol
Moseley Braun.


Da
senatore Obama portò svariati disegni di legge, tra cui l'aumento delle
borse di studio, la sicurezza dei confini e nuove riforme per
l'immigrazione.


Rimproverato
da molti repubblicani per non aver mai criticato pubblicamente la
guerra in Iraq, nonostante abbia fatto il ritiro delle truppe dall'Iraq
il suo cavallo di battaglia.


Da
molti americani considerato l'erede di JFK, sia per essere un ottimo
oratore, che per la campagna per i diritti civili e l'uguglianza dei
popoli.


Riporto uno stralcio di un suo discorso:

È stato un credo, scritto dai padri fondatori, che dichiararono il destino di una nazione.

Sì, noi possiamo.




È stato sussurrato da schiavi e abolizionisti, che tracciarono un sentiero verso la libertà.


Sì, noi possiamo.




È stata cantata da immigrati catturati da lidi lontani e pionieri, spinti verso ovest in uno spietato deserto.


Sì, noi possiamo.




È stata la chiamata di lavoratori che si sono organizzati; donne che
hanno ottenuto il diritto di voto; di un Presidente che ha scelto la
luna come nuova frontiera; e un Re, che ci ha condotto alla vetta e
indicato la strada per la Terra Promessa.




Sì, noi possiamo per la giustizia e l'uguaglianza.


Sì, noi possiamo per la prosperità e l'opportunità.


Sì, noi possiamo guarire questa nazione.


Sì, noi possiamo riparare il mondo.


Sì, noi possiamo.




Sappiamo che la battaglia sarà lunga, ma dobbimo ricordare che non
importa quali ostacoli incontreremo nel nostro cammino, nulla può
frapporsi al potere di milioni di voci chiedono il cambiamento.




È stato detto che non possiamo farlo da un coro di cinici... saranno
solo più forti e stonati... Ci hanno chiesto di fermarci e guardare
realtà. Siamo già in guardia contro chi offre al popolo di questa
nazione false speranze.




Ma nella strana storia che è l'America, non vi è mai stato nulla di falso nella speranza.




Ora le speranze della bambina che va a scuola in un sobborgo di Dillon,
sono gli stessi sogni del ragazzo che studia per le strade di Los
Angeles; noi ci ricorderemo che qualcosa è successo in America; che noi
non siamo così divisi come ci suggerisce la politica; che siamo un
unico popolo; una nazione; e, insieme, inizieremo il prossimo grande
capitolo della storia americana con tre parole che risuoneranno da
costa a costa, dal mare al mare splendente:




Sì, noi possiamo.

E'
veramente l'uomo della svolta? A mio parere in campo internazionale
porterebbe grandi novità, dipende da quali persone si circonda.
Sicuramente l'America ha deciso di cambiare, i cambiamenti possono essere negativi o positivi, ma sempre cambiamenti sono.
In Italia non siamo ancora arrivati a tanto.
Per
quanto mi riguarda spero che vinca le elezioni, anche se dal discorso
che ho riportato sembrerebbe più un Martin Luther King, che un Kennedy,
mi auguro che non finisca come nessuno dei due.

Bea_75

 
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