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Corruzione/ Indagato Pecoraro Scanio. Nel mirino del magistrato Woodcock. L'ipotesi di reato: viaggi in cambio di appalti e favori
Venerdí 04.04.2008 08:25
Alfonso Pecoraro Scanio è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Potenza con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione e corruzione. L'indagine è nelle mani del pm John Henry Woodcock che si avvale dell'opera del colonnello dei carabinieri Sergio de Caprio, comandante del Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri.
Insieme al ministro dell'Ambiente, presidente dei Verdi, risultano iscritti anche alcuni imprenditori che ruotano attorno al mondo dell'ambiente e dei rifiuti, delle agenzie di viaggio e di associazioni culturali e ambientaliste. Sono Franco Ferrone, imprenditore lucano, titolare di una azienda per bonifiche ambientali con appalti nella sua regione ma anche in Campania, Marco Gisotti, direttore della rivista ambientalista "Modus vivendi" e Mattia Fella, titolare dell'agenzia di viaggi Visetur, una società per azioni che ha sedi a Milano, Roma e Perugia. Nell'inchiesta sarebbe coinvolto anche un consulente del ministro, un magistrato campano attualmente fuori ruolo. Alcune fonti sostengono anche il pm Woodcok avrebbe raccolto elementi di accusa che gli permetterebbero di chiedere il deferimento di Pecoraro Scanio al Tribunale dei Ministri. Secondo l'ipotesi accusatoria, il ministro, grazie a questi rapporti, e ai favori fatti e ricevuti, avrebbe viaggiato in Italia e all'estero non pagando una lira di tasca sua. Non solo viaggi, ma pure soggiorni in alberghi di gran lusso, anche a sette stelle, come quello di Milano, il Town House Hotel. Secondo quanto avrebbero accertato la polizia giudiziaria di Potenza e i carabinieri del Noe, il ministro e altri uomini del suo entourage, che non sono indagati, da sei anni a questa parte avrebbero utilizzato telefonini intestati e pagati dalla "Modus Vivendi", una cooperativa editoriale che si occupa di manifestazioni, convegni e master sull'ambiente e l'ecologia.
Nell'inchiesta si fa riferimento anche a un grosso investimento immobiliare, l'acquisto di terreni vicino il lago di Bolsena, dove doveva essere costruita una villa. Ma il terreno era a destinazione agricola e, secondo le conversazioni intercettate dagli investigatori sulle utenze degli altri indagati, presto sarebbero diventati edificabili, grazie ai buoni uffici del ministro Pecoraro Scanio.
Ma cosa avrebbe dato in cambio il ministro dell'Ambiente ai suoi amici imprenditori? L'ipotesi degli inquirenti, che sarebbe suffragata da documentazione cartacea, intercettazioni e testimonianze, è che il ministro abbia dato appalti e contributi pubblici alla Visetur e alla Modus Vivendi e avrebbe assunto tra i consulenti del ministero anche Stanislao Fella, fratello di Mattia.
Favori e agevolazioni che sarebbero stati confermati anche da componenti della segreteria particolare del ministro Pecoraro Scanio che sono stati interrogati nelle settimane scorse dal magistrato e dal colonnello de Caprio. L'inchiesta è approdata, per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Roma. Nell'ufficio del procuratore della Repubblica romana Giovanni Ferrara sono infatti giunti una serie di fascicoli dell'inchiesta fino a ieri coordinata dal pm di Potenza Woodcock.
PROMEMORIA
............Pecoranio sostanza di non meglio specificate provenienza e origine i quali componenti chimici e non, sono ancora in fase di studio
Effetti collaterali: intossicazione letale al fegato e al cervello conseguenza diretta dell'alta tossicità della sostanza, si manifesta con irritazione disgusto vomito e diarrea seguite da totale apatia e inedia.............forme allergiche uditive gravi con conseguente rifiuto all'asconto di cazzate dell'impianto uditivo
Cura: astenersi totalmente dalla vista e dall'ascolto.........in alternativa porre molta attenzione alle dosi assunte che dovranno risultare di modesta entità di breve durata e principalmente ad intervalli di almeno 4/6 mesi
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