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Creato da ComitatoL il 14/11/2007
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
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Caduti in basso!
dal tg com
"Hugo Chavez è arrivato alla Mostra del cinema di Venezia con il regista Oliver Stone. "Oliver Stone è un grande lavoratore, un grande raccontatore di storie vere. Tengo nel cuore l'Italia, viva l'Italia", ha detto il presidente venezuelano mentre sfilava sul red carpet. Al grido di "Lasciate passare", urlato dal microfono, la sicurezza ha cercato di fare ordine nel parapiglia creatosi con l'arrivo di Chavez davanti al Palazzo del cinema.Il presidente venezuelano, arrivato al Lido un po' in ritardo sulla tabella di marcia per assistere alla proiezione ufficiale fuori concorso del filme di Oliver Stone "South of the border", si è intrattenuto con i cronisti, ha scherzato con i fotografi, "rubando" la macchina a uno di loro e scattando lui una foto. Ha poi firmato autografi per oltre un quarto d'ora a un pubblico fatto di curiosi e di militanti della sinistra italiana, calandosi alla perfezione nel ruolo di stella sul red carpet.
Ruolo poi esaltato dall'accoglienza ricevuta in sala. Passerella trionfale, applausi scroscianti e standing ovation. Dopo il photocall sul red carpet, Chavez con accanto Stone, lo scrittore Tariq Ali e una folta delegazione, si è soffermato a parlare con il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore della Mostra del cinema Marco Mueller. Poi è entrato con la platea tutta in piedi ad applaudirlo lungamente.
In attesa che il presidente venezuelano arrivasse è stata inscenata davanti al Palazzo del Cinema una piccola protesta. Due venezuelani con due striscioni hanno manifestato per la libertà di informazione e contro la dittatura di Chavez. Prima del leader socialista è arrivato il suo staff, addetti stampa, guardie di sicurezza e un colonnello in divisa. Alcune bandierine venezuelane sono state distribuite fuori dall'albergo, mentre è salito, unico ammesso, Gianni Minà. "
'Ovazione? firmato autografi? applaudito da militanti della sinistra italiana?'
Ma avete capito chi è quest'uomo? per rinfrescarci le idee (dalla rete):
"Hugo Chavez Friars, classe 1954, venezuelano, figlio di un insegnante, colonnello dell'esercito, partecipò nel 1992 ad un fallito colpo di stato. Arrestato, venne graziato nel 1994 e cominciò subito a lavorare per raggiungere al più presto il potere. Apertamente marxista, populista, amico ed emulo di Fidel Castro e, come vedremo, finanziatore del terrorismo internazionale, fomentò una massiccia campagna contro la supposta corruzione del potere politico, contro l'asserito eccessivo liberalismo economico e, naturalmente, contro la presunta personificazione di tutto ciò, cioè gli Stati Uniti d'America. Questo mix di verità apparenti e menzogne inculcate ad arte, come nella più classica strategia comunista, gli guadagnò l'elezione a presidente nel 1998.Eletto democraticamente, ma non democratico, Chavez, raggiunto il potere, si mise al lavoro per assicurarsi di non perderlo più: redasse una nuova Costituzione, abolì il senato e revocò il quarantennale divieto di rielezione per il presidente. Nelle scuole pubbliche e private diede il via ad un programma di "bolivarismo", un misto di marxismo, nazionalismo e propaganda sciovinista. La nuova Costituzione dichiarava la menzogna verso il governo un reato federale ma, ovviamente, era lo stesso governo a stabilire cosa doveva essere considerato "menzogna". Inoltre una legge dava potere al presidente di sospendere i programmi radiofonici e televisivi che danneggiassero gli interessi nazionali. Ma gli interessi nazionali erano e sono diametralmente opposti a quelli di Chavez.
Durante i primi 2 anni di governo, l'amministrazione USA fece poco per protestare per questi abusi. Il presidente Clinton, infatti, secondo Jim Steinberg (vice consigliere per la sicurezza nazionale durante l'amministrazione Clinton ed attuale direttore di Foreign Policy Studies presso la Brookings Institution) «pensava che avremmo dovuto andargli incontro, lavorare per tirare fuori il meglio da lui e rinforzare gli aspetti positivi». Insomma, una sorta di virtuosa maieutica, se non fosse stato che il pargolo in questione se l'intendeva non solo con Castro, ma con Bin Laden, Saddam Hussein, Gheddafi e via dicendo.
Juan Diaz Castello, maggiore dell'aeronautica venezuelana, ora tra i più convinti oppositori di Chavez, ha dichiarato che il presidente mandava a Cuba i membri dei gruppi armati noti come "Circoli Bolivariani", per l'addestramento e l'indottrinamento ideologico. Nella repubblica Bolivariana del Venezuela sono operativi centinaia di attivisti cubani, ufficialmente "allenatori sportivi", che addestrano i membri dei Circoli Bolivariani, la milizia privata al soldo del presidente. Inoltre Chavez forniva armi e denaro alla guerriglia marxista nella vicina Colombia. Il governo colombiano ha dichiarato che il capo del gruppo terroristico FARC, Manual Marulanda, si nasconderebbe in Venezuela, con l'appoggio di Chavez.
Ma non è tutto. Diaz, in una conferenza stampa a Miami ai primi di gennaio del 2003, ha raccontato che, pochi giorni dopo l'11 settembre 2001, Chavez lo incaricò di organizzare, coordinare ed eseguire un'operazione riservata per fornire fondi al regime talebano per supportare Al Qaeda. Si trattava di un milione di dollari. Il primo tentativo fallì, ma alla fine di settembre ricevevano 100mila dollari in aiuti umanitari. Il resto, 900mila dollari, andò ad Al Qaeda. Il British Mail disse che sull'isola Margarita in Venezuela operava un campo d'addestramento di Al Qaeda. Inoltre Chavez ha stretti rapporti con Evo Morales, leader boliviano del narcotraffico e tra i responsabili del rovesciamento del presidente della Bolivia Gonzalo Sanchez de Lozada nell'ottobre 2003"
SI RIASSUME IN UNA PAROLA SOLA: NON E' UN DIVO DEL CINEMA, E' UN DITTATORE!
e tutti, governo e opposizione ad osannarlo! come siamo caduti in basso!
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Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:38
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