MONICA
Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime. J.M. Mi piace pensare che ... prima o poi... il sole asciugerà tutto e brilleranno solo i miei occhi.


MICHAEL LEARNS TO ROCK- TAKE ME TO YOUR HEART.WM
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Post n°221 pubblicato il 17 Agosto 2010 da monikadgl7
Non ne posso più della sveglia la mattina… di svegliarmi dicendo “e speriamo che questo non sia un altro giorno di merda!”. Sono stanca di dormire poco e male. Stanca di svegliarmi prima che un sogno finisca e poi di non ricordare cosa ho sognato. Stanca di aver perso la curiosità che mi faceva sentire che niente era fine a sé stesso. Sono stanca di chi incontri e in ogni frase mette una parola in inglese, ma poi, di inglese, non ne sa un cazzo. Stanca di chi ti dice stai attento e di chi poi quando hai bisogno d’aiuto ti dice te l’avevo detto!. Sono stanca della gente per cui quando fai una cosa bene dice che potevi fare di più. Stanca di quelli che poi quando ci hai buttato il sangue in un progetto, ci hai messo impegno, passione, tempo, fatica, ti dicono “hai fatto solo il tuo dovere”. Sono stanca dei doveri. Stanca dei diritti che non ti vengono mai riconosciuti. Sono stanca di mantenere sempre il controllo, di stare in silenzio, di sopportare, di avere pazienza, di aspettare “il momento giusto”, che, però, non arriva mai. Sono stanca di non abbassare mai la guardia. Di essere sempre diffidente e poi, quando smetto di esserlo, sono stanca di essere sempre fregata. Sono stanca di chi ti dice di dare senza pretendere nulla in cambio, di essere altruista senza un secondo fine, di amare, voler bene senza aspettative. Sono stanca perché la verità è che se dai, poi vuoi anche ricevere, se ami, poi vuoi anche essere ricambiata, se investi affetto, stima, rispetto, poi pretendi lo stesso. Mi stancano i buonisti, gli altruisti, i comprensivi ad ogni costo, i benevolenti. Sono stanca perché in realtà tutta questa gente vuole solo essere giudicata buona, altruista comprensiva e benevolente, ma non gli interessa esserlo davvero. Li vorrei vedere poi ad essere sempre inculati dalla vita, li vorrei vedere a porgere l’altra guancia.Sono stanca di chi parla sempre per luoghi comuni. Di chi ha una massima per tutte le occasioni. Tu sei nella merda, e arriva il tipo splendido con la sua frase da tascabile economico tipo “Eh, ma sai, non e’ oro tutto quello che brilla”, “Cogli l’attimo che il tempo passa e non torna più”, “Non ci pensare! L’importante è la salute”. Mi stanca chi sentenzia che ognuno ha ciò che si merita, perché chi dice così meriterebbe solo schiaffi in faccia. Mi stancano queste frasi lapidarie in cerca di un senso, orfane in cerca dell’idiota che le ha dette per prime, perché dopo io non ho più niente da dire, e quell’altro pensa di aver detto tutto, e invece non ha detto proprio un cazzo. Sono poi stanca di chi ti incontra dopo secoli e ti chiede come stai? come va? Tutto bene? E allora? Cosa mi racconti?. Sono stanca pure di chi invece ti ha incontrato proprio il giorno prima e ti chiede come stai? come va? Tutto bene? E allora? Cosa mi racconti?. Come se poi si rispondesse mai una volta in modo sincero, a queste domande.Sono stanca di non avere mai tempo. Sono stanca del fatto che poi quando ne ho, non so mai come impiegarlo. Sono stanca di non avere un hobby, un interesse vero. Sono stanca di comprare libri che non leggerò mai. Stanca di cominciarli e non finirli. Sono stanca cominciarli, di appassionarmi, di leggerli e di finirli, ma troppo presto. Sono stanca di iniziare qualcosa e non portare mai a termine niente, di interessarmi a qualcosa sempre per il motivo sbagliato, sono stanca di stancarmi sempre troppo presto. Stanca di sentire, di raccontare, di non poter raccontare, di non voler raccontare. Di sperare in qualcosa di più, in qualcosa di meglio, in qualcosa che cambierà. Stanca delle bugie, delle ipocrisie, delle cose non dette per paura, delle cose non dette per vergogna. Delle cose dette solo per fare male. Stanca di scappare, di nascondermi, di camminare sempre con la testa bassa. Sono stanca della solita musica, del chiasso del sabato mattina, del silenzio. Sono stanca della gente rumorosamente felice che attraversa la strada. Stanca della tv, dei giornali, dei telegiornali, dell’oroscopo, dei film, dei telefilm. Delle brutte notizie, delle notizie flash, delle belle notizie, che però riguardano sempre qualcun altro. Sono stanca delle telefonate telegrafiche dove non hai il tempo di dire ciao, di quello che invece si protraggono per ore e tu non sai che dire. Sono stanca delle abbreviazioni negli sms, nelle chat. Non lo parlo e non lo scrivo il bimbominchiese. Mi irrita.Sono stanca di avere l’umore nero, o sereno variabile. Stanca che poi quando penso di essere in equilibrio, di aver trovato una stabilità, con fatica, quando riesco a stare in bilico sulla punta della mia follia, arriva un messaggio che era meglio non ricevere, che, se fosse arrivato prima, almeno mi sarei risparmiata un bel po’ di ansia e dispiacere. Sono stanca anche di quegli imbecilli che quando tu stai evidentemente incazzata ti dicono mamma mia che faccia che hai oggi!?, come se io, a casa mia, gli specchi non li avessi, o peggio, come se non sapessi rendermi conto che, effettivamente, quella, è proprio una giornata del cazzo.Sono stanca di non avere più nulla in cui credere, nessun ideale, nessun sogno. Non credo nell’amicizia, non credo nell’amore, non credo nella felicità. Questo non credere in niente mi svilisce, mi spegne, mi demoralizza, mi stanca. E a questo proposito, sono stanca di pensare che alla fine tutto quello che sopravvive con una tenacia sorprendente ai buoni sentimenti, all’amicizia, all’amore, alla felicità, è sempre e solo un radicato opportunismo. Sono stanca di cercare l’eccezione che conferma la mia regola. Stanca di chiedermi (sperare) se esiste, poi, questa eccezione.Sono stanca di me. Di te e di noi. Di non aver ancora avuto un noi a cui riferirmi. Di non essere abbastanza “qualcosa”. Abbastanza bella, abbastanza interessante, abbastanza brillante, abbastanza dolce, abbastanza comprensiva, abbastanza matura, abbastanza intelligente, abbastanza colta, abbastanza paziente, abbastanza perfetta, abbastanza impefetta, abbastanza giusta. Sono stanca di chi mi dice che me ne frego troppo. Stanca di chi mi dice che chi non ti vuole non ti merita, sperando che quest’altra frase fatta mi consoli. Stanca di chi passa tutti i giorni a dirti che ci sarà, che quando ne avrai bisogno sarà lì vicino a te a difenderti, e poi per chissà quale ragione ti precede in un posto dove in teoria avresti dovuto arrivare per prima tu. Ma a te intanto continua a mancare. Sono stanca di chi mi dice che sono speciale, ma vorrebbe dirmi che sono strana. Stanca di chi mi dice che sono speciale, ma te lo dice senza sentimento. Sono stanca poi di ripetermi che è, comunque vada, un bagaglio di esperienza, perché poi, quando hai a che fare con i sentimenti, ‘sto bagaglio chissà in quale stazione l’hai smarrito. Sono stanca di essere indifesa davanti all’indifferenza. Mi stanca l’attesa, mi snerva, mi consuma. Mi stanca desiderare qualcosa che poi, quando la ottengo, non ha lo stesso sapore dell’attesa che la ha preceduta. Mi stanca, mi avvilisce. Sono stanca di stare ad aspettare. Ma che cosa sto aspettando? Sono stanca di fingere. Sono stanca di non riuscire a mantenere una posizione. Sono stanca di mettermi in gioco, di rimettermi in gioco. Stanca delle gente che gioca con me e con loro non gioca mai nessuno. Stanca delle persone spregiudicate, sicure di sé, di quelle che prendono una decisione e di quelle che mantengono le posizioni prese e di quelli che le decisioni le lasciano prendere agli alti per non avere responsabilità. Sono stanca di chi fa footing e non affanna, di chi in palestra non suda, di chi mangia come un maiale e non ingrassa. Sono stanca del fatto che le cose più buone sono quelle che fanno più male Sono stanca degli orgogliosi, degli egocentrici, dei vigliacchi, dei leccaculo, degli arrivisti, degli invidiosi, degli apatici, degli svogliati, dei finti ansiosi, degli stressati, dei creduloni, dei malinconici, dei nostalgici, degli opinionisti ad ogni costo, dei tuttologi, dei finti sfigati, dei finti entusiasti per ogni cosa, delle vie di mezzo, delle posizioni estreme, degli illusi, dei sognatori, di chi ruba fingendosi onesto, di chi è onesto e viene sempre calpestato. Sono stanca di me, del mio naso, della mia faccia, dei miei fianchi troppo larghi, della mia bassezza, dei miei capelli, dei miei vestiti, dei miei travestimenti finto-chick, finto-punk, finto-rock, finto-dark. Stanca di avere armadi pieni di vestiti e poi di mettere sempre la stessa roba. Sono stanca di avere tutte foto con gli occhi chiusi, o peggio con gli occhi aperti ma brutta che non mi posso guardare. Sono stanca della mia ostinazione ad essere così maledettamente stanca, infelice, insoddisfatta, insofferente, impaziente, inconcludente, triste. Sono stanca di aver passato così tanto tempo a tenere le persone lontane, che ora non so più tenerne una vicino. Sono stanca di pensare a domani, stanca di non riuscire a vivermi l’oggi con leggerezza perché sono troppo impegnata a pensare a ieri. Sono stanca di dire bugie, di dirmi bugie, perché non ho più fantasia per inventarne altre che siano abbastanza credibili da finire con il crederci. Sono stanca che al giorno segua sempre la notte e alla notte segua sempre il giorno. Stanca che la Luna sia troppo lontana per poterci andare a guardare la Terra e che le stelle siano troppe per poterle contare. Sono stanca della mia ostinazione. Di quella che ha il mare di continuare ad infrangersi contro gli scogli al pontile. Sono stanca del vuoto allo stomaco quando penso a quest’anno passato, stanca di piangere di nostalgia e di sorridere di circostanza. Sono stanca della gente che desidera sempre di più e di me che non mi accontento mai. Sono stanca del bianco. E del nero. E di tutte le sfumature che non riesco a cogliere. Sono stanca di leggere tra le righe, sopra le righe, sotto le righe, nell’angolo del foglio, dietro il foglio. Stanca di chiudere il libro, stanca delle porte che si chiudono. E del portone che si apre? Manco a vederlo per il binocolo. Sono stanca di chi mi giudica senza conoscermi e di chi mi giudicherà leggendo questo. Sono già stanca perfino di correggere gli errori di battitura che ho fatto. Sono stanca di tutto. Sono stanca. Stanca di essere me.
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...OCCHI...

Oggi sono .... IO!
Ho messo anni a percorrere la strada.
Anni di pensieri, e sofferenze che nessuno ha ascoltato.
Ho consumato la suola della mia anima a forza di usarla.
Ho impiegato anni, ma alla fine eccomi, nella mia veste, morbida e scura.
Avvolge il mio corpo pallido come la luna che manca in cielo, questa notte..
Mentre il vento soffia trasportando le ceneri dei dolori di noi streghe lontane dal nostro cuore.
Sto in piedi, e non importa se vorranno o non vorranno guardare...
Mi vedono…sono io, non un’immagine sbiadita, non un ricordo.
Dovrei essere una donna arrabbiata, ma sono "solo" una strega che si incontra dopo una lunga lotta.
Nella notte delle streghe, non coltiverò ira, ma amore, per la mia immensa vita, per il mio sorriso ritrovato, per il miracolo che e’ ogni vita, nella sua unicità e magnificenza.
C’e’ ne dimentichiamo troppo spesso.
Ho scelto, scelto di vivermi, strega, donna, femmina, bambina.
Ho scelto di tornare a casa ed affrontare la mia vita.
Vorrei che tu splendessi per me, stella del mio cielo, ma mai vorrei catturare il riflesso di uno splendere che non mi appartiene.
Credo, che nessuno possa appropriarsi della stella di un altro.
Lascerò a te la scelta.
Ognuno ha il suo ostacolo da superare.
In questa notte speciale, e fuori dal normale, mentre la voce diviene sussurro……ho scelto di tornare
MAI
Non ti chiedo di tenermi per mano...
Ti chiedo solo di tenere il mio cuore
nudo tra le tue mani.
Sono quella che vedi:
Un essere umano fatto di pelle,ossa
e sentimenti.Accudisci la mia anima,
perchè fino ad ora ha solo sofferto.
Rendila brillante come una stella..
Non farla eclissare...
Mai..















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