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CULTURA A LUTTO: E' MORTO CHRISTOPHER HITCHENS

Post n°1182 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da DgVoice
 

Scrittore e giornalista, provocatore e bon vivant, è stato un paladino dell'ateismo e del libero pensiero.

Per il grande pubblico è stato il campione dell'ateismo, autore di "God is not great", Dio non è grande, il bestseller del 2007 che aveva diviso l'America intellettuale. Ma Christopher Hitchens, lo scrittore e giornalista inglese naturalizzato americano scomparso ieri a 62 anni, è stato molto di più. I tributi che affollano oggi la stampa, americana e non, sono la testimonianza di una vita e di un'opera dall'intensità rara. Su Vanity Fair, la rivista che da vent'anni lo ospitava ogni mese, il direttore Graydon Carter lo ricorda così: "Critico incomparabile, maestro di oratoria, intelletto fiammeggiante, bon vivant senza paure".

Hitch, come lo chiamavano amici e giornali, è stata una delle voci più controverse nel panorama degli ultimi trent'anni. Nato nel 1949 a Portsmouth in Inghilterra, da ragazzo era uno studente oxfordiano di ultrasinistra. In età matura si era spostato verso destra, spinto da quella che riteneva la reazione tiepida dei progressisti alla fatwa degli ayatollah iraniani contro il suo amico Salman Rushdie. E aveva fatto infuriare i liberali, non solo americani, schierandosi convinto per la guerra del 2003 in Iraq.

Ma non aveva timore di attaccare qualunque mostro sacro: tra i suoi bersagli più celebri c'erano stati Madre Teresa e Carlo e Diana, che assaliva in quanto repubblicano e nemico della monarchia britannica. Posizioni difficili che argomentava con celebre brillantezza, e che gli erano valse il quinto posto in una classifica degli intellettuali più influenti del mondo pubblicata nel 2005 dalla rivista Foreign Policy.

Vittima di un cancro all'esofago diagnosticato l'anno scorso che lo aveva spinto a scrivere pagine lucide e ironiche sull'avvicinarsi della fine, è morto in un ospedale specializzato a Houston, in Texas. Il suo ultimo lavoro, l'autobiografia Hitch-22, è uscito nel 2010, salutato dalla critica come uno dei libri dell'anno. Poi è arrivato nel settembre scorso Arguably, raccolta di saggi già pubblicati che spiegano bene lo straordinario eclettismo di un intellettuale senza timori.

Figlio di un comandante della marina militare, aveva studiato filosofia, scienze politiche ed economia a Oxford, facendosi arrestare varie volte alle manifestazioni contro la guerra del Vietnam. Vicino ai gruppuscoli trotzkisti dell'ultrasinistra inglese, aveva cominciato a scrivere per riviste tra cui the New Statesman, diventando amico di scrittori come Martin Amis e Ian McEwan. Trasferitosi in America nel 1981, era fortemente anti-reaganiano, un punto di vista che difendeva su giornali prestigiosi come The Nation e appunto Vanity Fair.
Dopo l'11 settembre 2001 si era spostato decisamente su posizioni più conservatrici, giustificando l'invasione dell'Iraq come una liberazione del mondo da un tiranno: un salto che gli era costato il rispetto di molti progressisti, ma che lo aveva tutt'altro che isolato.

Bevitore eccezionale, festaiolo e dagli appetiti notoriamente vasti, Hitch era pieno di amici, che frequentavano la casa di Washington che divideva con la seconda moglie Carol Blue.
"La mia consolazione principale in quest'anno di vita moribonda è stata la presenza degli amici", aveva infatti scritto in giugno scorso su Vanity Fair.
Amici che lo hanno salutato con messaggi come quello di Salman Rushdie su Twitter: "Addio, amato amico. Si zittisce una grande voce.
Si ferma un grande cuore". E lo scrittore Richard Dawkins, collega ateo che insieme a Hitchens voleva denunciare papa Benedetto XVI per crimini contro l'umanità dopo gli abusi sui bambini nella chiesa cattolica: "Il migliore oratore del nostro tempo, combattente coraggioso contro tutti i tiranni compreso Dio".

Ma anche tra i leader religiosi c'è chi lo piange. Rick Warren, pastore evangelico californiano fondatore di una chiesa tra le più grandi d'America, scrive: "Il mio amico Christopher Hitchens è morto. Gli volevo bene, pregavo per lui, piango la perdita. Ora conosce la Verità".

Lo scrittore Stephen Fry lo riassume così: "Addio, Christopher Hitchens. Eri invidiato, temuto, adorato, detestato e amato. Mai ignorato. Mai battuto. Un uomo grande e meraviglioso".

Pubblicato da Staff Radio DgVoice, Rossella.  

 
 
 
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