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Mea Culpa!

Post n°26 pubblicato il 08 Agosto 2011 da gianfrancofelline

E' giusto che i cittadini-elettori facciano ammenda del loro comportamento, tenuto nel segreto del seggio, che in tutti questi anni di repubblica ha permesso di scegliere "liberamente" i candidati per le elezioni politiche o amministrative? Comportamento con il quale, secondo Roberto, mi riferisco al suo ultimo articolo "RESTITUZIONE!", noi elettori abbiamo concesso, con leggerezza la nostra delega a governare a persone che non lo meritavano e che pertanto hanno tradito la nostra fiducia.

Mi pare che il pensiero di Roberto, di cui ho riportato il succo per continuità del discorso  nella speranza di non averlo travisato, sia questo.

Ora, lungi dall'essere il mio un intervento dalle note polemiche cui non sono assolutamente avvezzo, vorrei precisare che in realtà, pur condividendo il pensiero di Roberto, le cose, spesso, non sono così semplici come a prima vista appaiono. O quanto meno: le soluzioni non sono così a portata di mano e non sono facili da applicare. Mi riferisco all'interrogativo che ho posto nell'incipit di questo articolo e che scaturisce dalle considerazioni di Roberto.

Devo fare osservare che pur essendoci una oggettiva responsabilità di noi elettori, questa non è, ora come ora, determinante ai fini delle scelte fatte nelle tornate elettorali e comunque non è determinante a stabilire le sorti del paese (che detto in altre parole significa: i candidati eletti non sono il frutto della volontà degli elettori).

Non lo è, almeno, in un sistema elettorale come quello italiano, peraltro presente, pur con qualche variante, in altri paesi democratici, e il problema sta nel principio di libera scelta che non è rispettato; il problema è in quell'avverbio "liberamente" che ho posto tra virgolette. In effetti l'elettore non ha possibilità di scegliere "liberamente"; lui riceve un "aut aut" (per dirlo in altri termini: o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra); l'elettore effettua la sua scelta, di seconda mano se non di terza o di quarta, tra personaggi già designati dai gruppi di potere.

Il fatto, poi, di scegliere un personaggio di destra o di sinistra, convincetevene, è del tutto ininfluente per i destini del paese; tutt'al più si cade dalla padella nella brace.

Altri pensano che la colpa sia del sistema elettorale che è sbagliato e vada riformato. Ma è possibile emendare un sistema elettorale per fare in modo che risponda pienamente ai principi di libera scelta?

Sorprendentemente, e non tutti lo sanno, la risposta è no! E questa non è una mia opinione ma la tesi di un teorema enunciato e dimostrato con i metodi della logica matematica già nel 1951 (i necessari riferimenti per chi volesse approfondire un  concetto, le cui difficoltà dimostrative ne impediscono la divulgazione in questo articolo: - Kenneth Arrow, "Teorema dell'impossibilità" 1951 in Social Choice and Individual Values - ).

Tuttavia, forunatamente esiste un compromesso: gli effetti del Teorema di Arrow possono almeno essere attenuati riformando opportunamente il sistema elettorale ma serve la volontà di farlo e questo non è un problema che sta a cuore ai nostri politici. A loro interessa solo la sopravvivenza della "Casta" e che il network relazionale che hanno costruito diventi sempre più fitto ed intricato.

Pertanto l'onere di vigilare e fare pressing ricade sul cittadino e di tanto in tanto qualcuno, per fortuna, se ne ricorda (si vedano i recenti fatti di Parma dove sindaco e giunta comunale sono assediati e contestati dai cittadini per la gestione fallimentare da loro attuata). E' un fatto culturale e di educazione; bisogna prendere coscienza che la società può progredire solo se i singoli individui fanno la loro parte; bisogna partire dal ruolo educativo di scuola e famiglia ed investire per il futuro.

Ma voglio presentarvi la questione da un altro punto di vista e piergz, nostro gradito ospite e caro amico, me ne offre l'occasione. E' opinione di piergz che "ogni nazione ha il governo che si merita". Da questa massima discende che gli Italiani sarebbero un popolo di cialtroni e maleducati. Le massime, però, pur pregne di concetti ed estrapolazioni verosimili frutto del pensiero di grandi ed illuminati personaggi, condensano considerazioni del tutto generali; nella fattispecie comportamenti come cialtroneria e maleducazione sono, riferiti a una popolazione di milioni di abitanti un concetto palesemente vero e macroscopicamente rilevante ma da analizzare sempre con metodi statistici. In altri termini, bisogna acquisire ulteriori informazioni per risalire alle cause del problema ed individuare le giuste soluzioni.

Tout court, esemplificando: una classe parlamentare di circa mille individui scelti "liberamente" su milioni di abitanti dovrebbe rappresentare il meglio del meglio per capacità, cultura ed educazione. Ma... ritorniamo sempre al punto di partenza: quell'avverbio "liberamente" non si addice all'esercizio dei nostri diritti di voto. Insomma siamo in un vicolo cieco anzi in un labirinto da cui è impossibile uscire per tentativi; occorrono pazienza e metodo, perseveranza e preparazione.

Dobbiamo invertire la tendenza di questi ultimi anni e puntare tutto sull'educazione e sulla formazione dei giovani, quindi sulla scuola e sul fondamentale ruolo della famiglia, istituzioni cardine di qualunque modello di società civile, avanzata, e democratica.

"Ecologico International Film Festival" nelle scuole può essere un ottimo aperitivo per stuzzicare le nuove generazioni a sviluppare un senso critico verso i problemi sociali ed una cultura della partecipazione e del rispetto; per l'uomo e per l'ambiente....per non dover dire più "Mea Culpa"!

Gianfranco Felline

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Commenti al Post:
piergz
piergz il 11/08/11 alle 18:37 via WEB
Caro Gianfranco, sono d'accordo con te su un punto del tuo intervento mentre sono in disaccordo su di un altro. ->1)Sono d'accordo con te che questo sistema elettorale è fra i peggiori concepibili. Tuttavia forse abbiamo dimenticato come ci siamo arrivati: furono gli italiani che, in quello sciagurato referendum del '93, scelsero il sistema maggioritario(io personalmente sono sempre stato un proporzionalista). Essi, in nome dell'efficientismo e della governabilità, derogarono al loro diritto-dovere di scelta; questo forse perchè (come tu dici) l'esercizio del potere da parte del popolo, la democrazia, costa fatica: bisogna lasciare la poltrona, ignorare gli ultimi acquisti del calcio-mercato o le ultime chiacchiere sulle "escort" e controllare gli eletti, informarsi sulle questioni, aggiornarsi, reagire alle ingiustizie. ->2) Sono in disaccordo con te invece quando dici che destra e sinistra sono la stessa cosa. Questo può essere vero dal punto di vista della cattiva gestione dell'economia o della presenza in entrambi gli schieramenti di uomini corrotti ma, per il resto, come possono essere la stessa cosa quando destra e sinistra hanno due visioni diverse dell'uomo, della società e del progresso umano? Può darsi che noi italiani non siamo maturi per la democrazia...non era forse un detto degli italiani del '500 quando Francia e Spagna si palleggiavano il possesso della Penisola quello che suonava: <<o Franza o Spagna, purché se magna>>? E forse è tutt'ora così.
 
 
felixale
felixale il 14/08/11 alle 18:52 via WEB
Caro Piergz, destra e sinistra sono la stessa cosa è oramai un dato di fatto giacchè nessun confine esiste nelle due ideologie ma un solo bene comune: quello della divisione delle poltrone e del magna magna generale!!! Era questo credo lo spirito dell'articolo e non un distinguo ideologico-letterario. D'altro canto l'approccio sociale delle due estremità è ben visibile agli occhi di tutti: uno scatafascio TOTALE!!!!! E' meglio che io non aggiunga altro.
 
   
piergz
piergz il 15/08/11 alle 23:27 via WEB
Gentile felixale. Ho ben capito "lo spirito dell'articolo" di Gianfranco. Tuttavia credo che bisogna sempre fare dei distinguo per non cadere nella demagogia che fornisce alibi al disimpegno (tanto sono tutti uguali). Sinceramente il tono e la sostanza dei discorsi di un Vendola (per fare un esempio) mi sembrano lontani anni luce (non sto dicendo più giusti) da quelli di un Tremonti. Saluti.
 
     
felixale
felixale il 21/08/11 alle 20:32 via WEB
Caro Piergz, ma quale è la sostanza dei discorsi di Vendola e quale quella di Tremonti? Ricordiamoci che Tremonti è un tecnico e Vendola un Politico! Ciao
 
felixale
felixale il 14/08/11 alle 18:44 via WEB
Caro Gianfranco, ho letto con interesse l'articolo, un pò sorridendo per il fatto che qualcuno, ogni tanto ricordi il funzionamento del Teorema dell'impossibilità di Arrow. Naturalmente condivido nella sua essenza l'articolo ma da un lato sottolineo come a volte possa essere impossibile per il cittadino intervenire, in quanto il sistema politico è un vero e proprio muro di gomma fatto da soldatini senza testa e senza anima. Dall'altra parte voglio invece sottolineare a quanti cittadini questo sistema fa comodo perchè gli intrecci con la politica sono per loro puro giovamento in termini economici e di potere. E quindi, molto spesso, chi vorrebbe fare qualche cosa è ostacolato in molti sensi. Molto spesso alle parole devono seguire dei fatti: ma trovare delle strade civili e al tempo stesso incisive non è semplice. Prendiamo ad esempio la nuova manovra finanziaria di cui si sta parlando in questi giorni. Da una parte, la maggioranza ha fatto le solite sciocche scelte di reperimento denaro senza incidere per nulla sui loro portafogli "apparenti", dall'altra l'opposizione si sbraccia per proporre le sue ricette che a ben guardare non hanno nulla di differente rispetto a quanto detto, se non un maggiore inasprimento di controlli e vessazioni sui cittadini che lavorano con coscienza e rispetto, a differenza di molti altri che rappresentano la componente parassitaria. Per chi ha voglia di fare insomma come sempre c'è il blocco totale e nessun intervento è stato fatto per sbloccare una economia che ha perso il suo valore. Molto ci sarebbe da dire ma invece di un commento sto facendo un tema!!! Un saluto e alla prossima.
 
 
EIFF
EIFF il 10/10/11 alle 11:53 via WEB
Concordo pienamente con te, quando dici che il sistema politico sia un "muro di gomma fatto da soldatini senza testa e senza anima". La politica è un sistema impenetrabile e impermeabile e assolutamenente autoreferenziale. La nostra presa di consapevolezza secondo me deve costituire il primo mattone per la ricostruzione di una politica unitaria e solidaria che dia una nuova anima a questo nostro Paese.
 
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