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Creato da fesper il 01/07/2011
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PASSEGGIATA D'AUTUNNO AVANZATO di Hermann HESSE
Tra i rami aggrovigliati della nuda
selva, dall'aria grigia scende bianca
la prima neve, e cade, e cade.
Com'è ammutito il mondo! Non c'è foglia
che frusci, non uccello sulle rame,
soltanto bianco e grigio, e pace,pace.
Anche il viandante che per variopinti
mesi passò col canto o col liuto
è ammutolito e stanco di gioire,
stanco di camminare, stanco di canti.
Rabbrividisce, e dalle fredde altezze
grige lo investe il sonno, e piano cade,
cade la neve.
Ancor dalla lontana primavera,
dall'avvizzito gaudio dell'estate
gli parla la memoria con visioni
vanenti, pallide su fondo azzurro,
soave azzurro, un nugolo di fiori
di ciliegio - con tremule ali pende
da uno stelo la giovane farfalla
bruna e oro - dalla rorida notte
del bosco estivo il nostalgico lungo
gorgheggio d'un uccello...
Il viandante saluta i cari sogni:
com'erfa bello! Ed altro si alza a volo
da quel passato e luccica e si spegne
un lampo nero d'occhi innamorati -
l'uragano notturno nel canneto -
da una finestra, a sera, un suon di flauto -
un grido di ghiandaia nel mattino.
La neve cade, cade. E l'uomo ascolta
il suon del flauto, il grido dell'uccello,
voci lontane, commoventi allora:
o mondo bello, ti sei fatto muto!
Zitto s'avvia sul soffice candore
al natio borgo, già obliato, che ora
con dolce violenza lo richiama,
a quella valle, al fiume degli ontani,
alla dimora avita sulla piazza,
al muro verde di edera che veglia
sull'ultimo riposo di sua madre,
e del padre e degli avi.
Non c'è foglia che frusci, non uccello sulle rame...
HERMANN HESSE
Autunno 1956
[traduzione di Ervino Pocar]
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