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« " SENZA ALCUN RISCONTRO "" VENNERO GIORNI..." »

da " TUTTE LE POESIE " di Arthur RIMBAUD

Post n°188 pubblicato il 01 Giugno 2012 da fesper
Foto di fesper

                        OFELIA

I

Sull'acqua calma e nera, dove dormono le stelle,

come un gran giglio ondeggia la bianca Ofelia,

ondeggia lentamente, stesa fra i lunghi veli...

- Dalle selve lontane s'odono grida di caccia.

Son più di mille anni che la triste Ofelia

passa, bianco fantasma, sul lungo fiume nero.

Son più di mille anni che la sua dolce follia

mormora una romanza alla brezza della sera.

Il vento bacia i suoi seni e dischiude a corolla

i grandi veli cullati mollemente dalle acque;

i salici frusciando piangono sulla sua spalla,

sull'ampia fronte sognante si chinano le canne.

Le ninfee sfiorate le sospirano intorno;

ella risveglia a volte, nel sonno di un ontano,

un nido da cui sfugge un piccolo fremer d'ali:

- un canto misterioso scende dagli astri d'oro.

II

O pallida Ofelia, bella come la neve!

Tu moristi fanciulla, da un fiume rapita!

- I venti che precipitano dai monti di Norvegia

ti avevano parlato dell'aspra libertà;

e un soffio, sconvolgendo le tue folte chiome,

all'animo sognante portava strani fruscii;

il tuo cuore ascoltava il canto della Natura

nei gemiti delle fronde, nei sospiri delle notti;

l'urlo dei mari in furia, come un immenso rantolo,

spezzava il tuo seno acerbo, troppo dolce ed umano;

ed un mattin d'aprile, un bel cavaliere pallido,

un povero folle, si sedette muto ai tuoi ginocchi!

Cielo! Amore! Libertà! Qual sogno, mia povera folle!

Tu ti scioglievi a lui come la neve al sole!

le tue grandi visioni ti strozzavan la parole

- e l'Infinito tremendo smarrì il tuo sguardo azzurro!

III

- Ed il poeta dice che ai raggi delle stelle

vieni a cercar, di notte, i fiori che cogliesti;

e d'aver visto sull'acqua, distesa fra i lunghi veli,

la bianca Ofelia ondeggiare come un gran giglio.

                      ARTHUR RIMBAUD

                      [15 Maggio 1870]

 
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