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UN PO' DI CONSAPEVOLEZZA

Pablo lotta
Dal  Blog for Africa

Questo post è di lubely, lo trovate anche sul suo blog. Chi pensa, crede o spera di poter fare qualcosa può scrivere qui a noi, anche in privato nella nostra mail (la mail del blog for Africa), o direttamente a lubely  (Blog "piazza Alimonda")

Non aggiungiamo altro, cosa altro si può dire? Continua...

Le parole del padre di Pablo:

"In questi anni abbiamo lottato tutti insieme perchè Pablo tornasse a camminare. Adesso dobbiamo cominciare a lottare da capo perché Pablo non muoia".


Io, di dargliela vinta alla morte, proprio non ho voglia.

 

LA COLLINA

Dove se n'è andato Elmer
che di febbre si lasciò morire
dov'è Herman bruciato in miniera.
Dove sono Bert e Tom,
il primo ucciso in una rissa
e l'altro che uscì già morto di galera.
E cosa ne sarà di Charley
che cadde mentre lavorava
e dal ponte volò e volò sulla strada.
Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono sulla collina.
Dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore,
una d'aborto, l'altra d'amore.
E Maggie uccisa in un bordello
dalle carezze di un animale
e Edith consumata da uno strano male.
E Lizzie che inseguì la vita
lontano, e dall'Inghilterra
fu riportata in questo palmo di terra.
Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono sulla collina.
Dove sono i generali
che si fregiarono nelle battaglie
con cimiteri di croci sul petto.
Dove i figli della guerra
partiti per un ideale
per una truffa, per un amore finito male.
Hanno rimandato a casa
le loro spoglie nelle bandiere
legate strette perché sembrassero intere.
Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono sulla collina.
Dov'è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant'anni
e con la vita avrebbe ancora giocato.
Lui che offrì la faccia al vento,
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore né al cielo.
Lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate.
Sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?"

 
 

 

« Lo schifo di noi giovani......Che figura di merda! »

Si dia inizio alle danze!

Post n°28 pubblicato il 19 Febbraio 2007 da Remedios.Mcr

Ora di tedesco, nuovamente: non so spiegare nè come nè perchè, fatto sta che inizia una viva discussione sui fatti del G8. Di nuovo.

La prof di tedesco interrompe la discussione sul nascere e avvisa la prof di lettere: ecco che io ed una mia compagna veniamo incaricate di organizzare una discussione civile sull'argomento da presentare giovedì.

Io, ovviamente, presenterò i fatti reali, gran parte dei quali omessi nelle varie sentenze. La mia compagna, invece, ancora convinta della storia del calcinaccio volante, presenterà la sua demenziale versione.

Ho fatto un giro tra i vari siti che si occupano di questo fatto: è normale che non ne abbia trovato uno che racconti i fatti come sono stati raccontati in tribunale???

Sono curiosa di vedere le sue fonti. Se qualcuno, nel frattempo, avesse suggerimenti per aiutarmi a migliorare la mia posizione, sarà ben accetto.

Riporto il testo che ho intenzione di distribuire ai miei compagni come riassunto del testo dettagliato che presenterò:

Il G8 e le sue verità

Amnesty International dichiara che il G8 rappresentò “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.

La cronaca

·        19 luglio

Giornata dedicata a manifestazioni pacifiche di rivendicazione dei diritti degli extra-comunitari e migranti.

·        20 luglio

Alle 17:30, viene assassinato un ragazzo, successivamente riconosciuto con il nome di Carlo Giuliani, dal militare Mario Placanica.

Le bugie si sprecano: il militare in questione dichiarò di aver dapprima sparato in aria due volte per intimidire i manifestanti. Le foto rappresentano, invece, Placanica con il calcio della pistola impugnato prima ancora che Carlo lanciasse l’estintore e ad altezza d’uomo.

Superfluo precisare che Carlo, con un estintore in mano, non avrebbe mai potuto ferire l’agente in quanto il vetro del Defender in frantumi era occupato dal piede di uno dei tre poliziotti all’interno del mezzo e dalla parte superiore della ruota di scorta e che, comunque, qualora vi fosse entrato, non avrebbe potuto arrecare danni fisici rilevanti.

Il corpo di Carlo venne poi investito due volte dal Defender in fuga: perché non ritirarsi prima, allora? Quando il nemico è soverchiante, è legittimo fuggire.

Dopo aver allontanato fotografi e manifestanti, le forze dell’ordine si preoccuparono di circondare il corpo. Fu in questo frangente che il corpo venne ulteriormente martoriato con una ferita profonda alla testa procurata da un sasso. Uno squallido tentativo di mascherare la vera causa della morte?

·        21 luglio

In questa giornata vi furono due grandi violazioni da parte delle forze dell’ordine: l’assalto immotivato alla scuola Diaz e le violenze psicologiche e fisiche sui manifestanti arrestati alla caserma di Bolzaneto.

La prima fu giustificata con la presenza di gruppi di Black block e di Molotov all’interno della scuola occupata legittimamente da manifestanti e fotografi.

Successivamente, si scoprì che le Molotov furono portate all’interno della struttura dalla stessa polizia e che i manifestanti e i fotografi non si conoscevano tra loro.

Le persone all’interno della Diaz furono picchiate nonostante non abbiano opposto alcuna resistenza.

Alla caserma di Bolzaneto, invece, i fermati accusarono le forze dell’ordine, oltre di aver subito violenze di vario tipo subite, anche del mancato rispetto dei diritti legali degli imputati. I manifestanti assistettero, inoltre, a invocazioni a dittatori e ad ideologie dittatoriali a sfondo nazista, fascista e razzista. Non mancarono minacce a sfondo sessuale nei confronti delle manifestanti.

Alcuni poliziotti affermarono di aver assistito (o almeno percepito) agli episodi narrati dai manifestanti, di cui una parte accusò diverse e  pesanti ferite.

Una testimonianza

La testimonianza che segue è quella di un medico, Massimo Costantini, che in quei giorni si occupò di soccorrere i manifestanti caricati dalla polizia.

“Le prime cariche della polizia al corteo delle tute bianche sono state violentissime, e con un enorme uso di gas lacrimogeni. In pochi secondi via Tolemaide, stretta tra un palazzo e il terrapieno della ferrovia, si satura di gas. La testa del corteo sbanda, saltano la maggior parte delle protezioni di plastica. I manifestanti non hanno protezioni efficaci, indietreggiano, le mani alla gola e agli occhi. Molti vomitano. Alle nostre spalle ci sono almeno 10mila persone. Perdo di vista gli altri medici e gli infermieri. Sono l’unico ad avere una maschera antigas professionale. Anche così la pelle scoperta brucia: questi gas sono urticanti. I giovani hanno una crisi d’asma. Li faccio indietreggiare, altri medici mi aiutano. Mi tolgo la maschera per urlare di spostarli indietro dove si respira meglio, ma devo rimetterla subito. Dopo il decimo smetto di contarli. Per fortuna ho il Ventolin. Con la polizia, con i carabinieri, ci guardiamo e non diciamo niente. Trovo un giovane al secondo piano di un palazzo con la sua ragazza, terrorizzato. Andiamo insieme alla Croce, prende un po’ d’ossigeno, si rimette in piedi. Li mandiamo tutti indietro al Carlini (stadio, ndr), o in via Diaz per tenerli sotto osservazione. I gas li lanciano col fucile, un po’ in alto, un po’ ad altezza d’uomo. Due ragazzi sono colpiti in faccia. Tampono la ferita, uno ha il labbro sbrindellato, lo porto ad un’ambulanza, due traverse più su. Gli scudi di plastica si possono usare come barelle improvvisate, scopro.”

Alcune considerazioni

Ora, dopo aver letto  e visto ciò che realmente accadde in quei giorni; possiamo ancora pensare che le forze dell’ordine si occuparono solo di contenere i manifestanti?

E’ altresì ampiamente documentato, inoltre, che una parte considerevole di Black block, coloro i quali furono i principali responsabili degli atti di vandalismo e violenze nei confronti di poliziotti,  aveva loschi rapporti con le forze dell’ordine. Si può motivare tale documentazione con il fatto che la polizia è legittimata a fare dell’intelligence. Allora perché fare dell’intelligence con l’ausilio di spranghe di ferro?

Testimonianze, video amatoriali, immagini, registrazioni telefoniche e documentazioni (queste ultime scomparvero “inspiegabilmente” dagli archivi della scuola Pascoli) affermano il contrario di quello che poi venne appurato in alcune sentenze.

L’esempio più eclatante è quello di Placanica, prosciolto per “uso legittimo di armi da fuoco”: è legittimo sparare ad altezza d’uomo in una situazione in cui sarebbe stato sicuramente più intelligente ritirarsi, oltre che legittimo?

La scusa della variazione di traiettoria del proiettile dovuta ad un calcinaccio volante venne smentita dal RIS, il quale affermò che il proiettile percorse una traiettoria senza ostacoli. Ciò non fu preso in esame.

Inoltre, se si è così convinti del giusto comportamento delle forze dell’ordine, perché inventarsi storie, prove, numeri e distanze?

Lascio a voi ogni giudizio, o meglio: l’unico giudizio ammissibile.

“Per quanto voi vi crediate assolti,

siete per sempre coinvolti!”

F. De Andréimmagine

 
 
 
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INFO


Un blog di: Remedios.Mcr
Data di creazione: 03/06/2006
 

CARLO VIVE|

Amnesty International dichiarò che il G8 di Genova rappresentò “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.

Dopo certe ammissioni emblematiche, c'è ancora qualcuno convinto della buona fede delle forze dell'ordine?

Se sì, vi invito a leggere questo blog: PiazzaCarloGiuliani.

 

CENT'ANNI DI SOLITUDINE

"Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruite sulla riva di un fiume di acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente,  che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle con il dito."

Gabriel Garcìa Màrquez

 

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"Skinhead aux cheveux longs
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Sous son cuir chevelu
La tendresse a vaincu
Son bomber a poussé
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Les fleurs ont remplacé
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Bandabardò, Macrame les doigts

 
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