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IL PIÙ GRANDE SBAGLIO


Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare.

Elbert Hubbart
 

IL MILLEPIEDI

Un millepiedi viveva sereno e tranquillo.
Finché un rospo un giorno gli chiese:
"In che ordine metti i piedi l'uno dietro l'altro?". Il millepiedi incominciò a lambiccarsi
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Il risultato fu che da quel momento
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IL MISTERO DI GIULIA

 

 

« Madre, onora tuo figlioPerchè è così difficile ... »

Che fine fa papà Orso?

Post n°1498 pubblicato il 20 Settembre 2010 da otreblasus
 

Molti di noi ricordano sicuramente una delle favole più raccontate, “Riccioli d’oro e i tre orsi”, emblematica della famiglia come nucleo che si apre al mondo esterno, come perno sociale per i suoi componenti, bambini in primo piano; ebbene, immaginiamo di stravolgerla un po’, e di pensare che la dolce Riccioli d’oro non sia, in realtà, una piccina che si è smarrita nel bosco, ma un Giudice che, non invitato, entra , fisicamente e simbolicamente nella casa di una famiglia…

Immaginiamoci anche che i tre orsi non costituiscano la favolesca famiglia felice, ma che, invece, Mamma orsa e Papà orso si stiano separando, che Orsetto sia obbligato, suo malgrado, ad asisteer alle loro liti e sia conteso tra loro, come un trofeo di qualcosa che non c’è più…Riccioli d’oro interviene, e, magari senza conoscere le profonde dinamiche che hanno condotto alla collusione di quella coppia, ed anche alla sua rottura, decide che Orsetto non può più sostenere quella situazione, che è giusto che resti con uno solo dei genitori, per ritrovare il suo equilibrio e che l’altro lasci la tana nel bosco, per andare altrove…

Fin qui tutto lecito, se non fosse che Riccioli d’oro decide anche che Papà orso debba mantenere Mamma orsa ed Orsetto, indipendentemente dal fatto che dovrà trovare, per sé, un altro albero cavo che lo ospiti e dovrà mangiare, lavorare, potersi riposare…ma come?! Questo a Riccioli d’oro non interessa, Mamma orsa è delusa ed arrabbiata, e non ci pensa, e non compete certo ad Orsetto farlo…, allora, a chi deve interessare che fine fa Papà orso?!

Volendo edulcorare intenzionalmente il tutto, questa è, nella realtà del nostro quotidiano, una delle piaghe sociali che maggiormente interessano l’ambito della separazione coniugale; ultimamente, infatti, si sono venute a creare numerose associazione, in difesa dei padri separati, cui, in nome del mantenimento coniugale e della tutela dei figli, vengono spesso negati i più naturali diritti.

Chi decide per questo, infatti, è, solitamente, la macchina legislativa, che poco ha a che vedere con la parte emozionale ed umana, concernente la disgregazione di un nucleo familiare; restano, quindi, inascoltati qui bisogni profondi, che riguardano l’essere umano, in quanto tale, quelli, per intenderci, che stanno alla base della piramide di Maslow: nutrirsi, rilassarsi, avere del tempo per sé, condurre una vita dignitosa.

Un padre separato, infatti, si ritrova, improvvisamente, indipendentemente dalle proprie “colpe”, a dover mantenere due nuclei familiari, spesso accollandosi un mutuo ed un affitto, spese legali e non, e ritrovandosi più spesso di quanto si creda, a dormire in auto; questo lo mette anche nella posizione di non poter rapportarsi con i figli in un modo soddisfacente, da un punto di vista di integrità umana, non potendoli vedere quando desidera, non potendo garantirsi, ai loro occhi, come un genitore completo, e sereno.

Nessuno pare pensare quanto questo danneggi anche, e soprattutto, questi bambini contesi, testimoni involontari di uno sfacelo, cui non riescono a porre riparo e che subiscono giorno dopo giorno, nessuno si fa voce, per loro, e per questi padri “spezzati” nel profondo, che vanno incontro ad episodi depressivi e pensieri suicidi…

Basterebbe che Riccioli d’oro pensasse a quanto costa, oggi, trovare un bel tronco cavo, e a quanto, per Orsetto, sia importante vedere Papà orso, come è sempre stato, basterebbe che Mamma orsa mettesse da parte il suo rancore coniugale ed entrasse un po’ più nella sfera genitoriale…e sarebbe una bella favola, a lieto fine… .

 
 
 
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Un blog di: otreblasus
Data di creazione: 15/10/2006
 

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3. Sbrinare frequentemente il frigorifero: tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria;
4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre;
6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria;
7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni;
9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni;
10. Utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

 

NOI POSSIAMO TUTTO CIÒ...

 

 

in ricordo di chi la terra s'è portato via

 

LA TUA VITA PUÒ CAMBIARE - PJ

 

IN MEZZO A TANTE...TROVERÒ ANCHE IO LA MIA...


Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

P.Neruda

 

 

AH SI'?


Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro. "Ah sì? " disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni. Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: "Ah sì?".
 

(Tratto da: "101 Storie Zen" a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, Adelphi Edizioni, Milano, 1973)

 
 

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