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RATZINGER E LA CHIESA DEL POPOLO IN AMERICA LATINA

Post n°453 pubblicato il 28 Febbraio 2013 da Guerrino35

www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - storia - 25-02-13 - n. 442

Come Ratzinger ha annientato la chiesa del popolo in America Latina
 
Marc Vandepitte | michelcollon.info
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
20/02/2013
 
Joseph Ratzinger è conosciuto essenzialmente come papa ma i suoi principali fatti d'arme vanno ricercati nel periodo durante il quale era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. In questa veste fu difatti l'architetto di una delle più vaste campagne ideologiche e politiche del dopoguerra, ciò che venne chiamata la "Restaurazione".
 
Neoconservatorismo
 
Nel 1978, Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II) è chiamato a dirigere la più grande comunità religiosa del mondo. Quella che si trova davanti è una chiesa post-conciliare in stato di profonda crisi: partecipazione alle funzioni religiose e vocazioni in caduta libera, elevato numero di divorzi tra i cattolici, rigetto dell'autorità papale in materia di controllo delle nascite. Un mondo pieno di eresia.
 
Egli vuole una svolta radicale. Non più rischi, né esperienze, è finito il tempo di pensare e agire di conseguenza. Si guarda probabilmente ai testi del Concilio ma se ne seppellisce lo spirito. Il papa si prepara ad una politica ecclesiastica centralizzata ed ortodossa, corredata da un riarmo morale e spirituale.
 
Per farlo gioca abilmente col clima di quest'epoca, che presenta del resto molte somiglianze col nostro. A metà degli anni '70 inizia una profonda crisi economica. L'atmosfera ottimista degli anni '60 vacilla e divengono caratteristiche l'aspirazione alla sicurezza e alla protezione, il ricorso ad un'autorità - di preferenza carismatica -, un risveglio etico, la fuga nel campo privato e nell'irrazionale, ecc.
 
È su questo sfondo che si sviluppa il "neoconservatorismo". Questo nuovo conservatorismo non si rintana più sulla difensiva ma lancia al contrario un'offensiva politica e ideologica. Questa corrente è portata dalle personalità "forti", come Ronald Reagan e Margaret Thatcher. Giocando abilmente con i mass media, traducono una tendenza mondiale ad accogliere un salvatore, la sviluppano con rappresentazioni del mondo semplicistiche, risplendono di sicurezza e di ottimismo, ecc.
 
Il rottweiler di dio
 
Un rompicapo ancora più importante per il papa, è la crescita di una chiesa popolare progressista in America Latina. Wojtyla è polacco e anticomunista fino al midollo: combattere il marxismo e il comunismo nel mondo è uno degli scopi della sua vita. Poiché è innegabile l'influenza del marxismo sulla chiesa di base e la teologia della liberazione, farà di tutto per riportare il continente sulla retta via.
 
Per fare ciò conta su Ratzinger, che nel 1981 è stato nominato Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, una sorta di Ministero dell'ideologia e dell'informazione del Vaticano. Eserciterà queste funzioni per un quarto di secolo e ne farà il migliore uso per imprimere il suo marchio sugli avvenimenti.
 
Ratzinger diventa l'architetto di un'importante offensiva pastorale ed ecclesiale alla quale egli stesso dà il nome di "Restaurazione". Lo scopo è il rafforzamento dell'apparato di direzione centrale e la disarticolazione di ogni forma di dissidenza all'interno della chiesa. Ratzinger si rivela presto un vero grande-inquisitore, cosa che gli varrà il nome di "rottweiler di dio".
 
Tutta la chiesa cattolica viene messa sotto tiro ma i colpi sono diretti soprattutto verso l'America Latina, laddove l'impatto politico è di gran lunga più importante. Dunque nel seguito dell'articolo ci limiteremo a questo continente.
 
L'annientamento della chiesa del popolo e della teologia della liberazione
 
Il primo passo è la costituzione di una banca dati delle conferenze episcopali, dei teologi della liberazione, dei religiosi progressisti, dei progetti pastorali sospetti, ecc. In quasi tutte le diocesi sono nominati vescovi e cardinali ultra-conservatori e apertamente di destra. Solo in Brasile ne sono nominati una cinquantina. Alla fine degli anni '80, cinque su 51 vescovi peruviani sono membri dell'Opus Dei. Il Cile e la Colombia seguono la stessa strada. Dei vescovi dissidenti messi sotto pressione, alcuni ricevono lettere di avvertimento, ad altri è vietato viaggiare o sono chiamati a renderne conto.
 
Questa politica delle nomine è tanto più grave in quanto l'episcopato gioca un ruolo importante in questo continente. In molti casi è la sola opposizione possibile alla repressione militare, alla tortura, ecc. Con i vescovi del Brasile e del Cile ridotti al silenzio, come quelli dell'Argentina, il numero di vittime della repressione sarebbe stato ben più elevato.
 
Pulizia è stata fatta anche ai livelli inferiori. Si lavora sulla formazione dei sacerdoti mettendo sotto pressione seminari e istituti di teologia, riorientandoli o chiudendoli. Si tenta di controllare meglio i religiosi che sono spesso protagonisti della chiesa della liberazione. Particolare attenzione è riservata ai teologi. Sono tenuti sotto controllo e da questo momento viene loro fatto prestare un nuovo giuramento di fedeltà.
 
Nel 1984 Ratzinger redige la "Istruzione della Santa Congregazione per la Dottrina della fede su alcuni aspetti della teologia della liberazione". Attacca frontalmente i teologi della liberazione, soprattutto quelli dell'America Latina. Un anno più tardi è vietato a Leonardo Boff, una delle figure di punta di questo movimento, di esprimersi. Il dominio sui giornali cattolici viene rafforzato e là dove lo si giudica necessario li si censura, viene sostituito il consiglio di redazione o il giornale posto sotto pressione finanziaria.
 
I progetti pastorali progressisti vengono interrotti o messi sotto controllo. Nel 1989 il Vaticano smette di riconoscere la troppo progressista Associazione internazionale della gioventù cattolica. Deve cedere il posto al CIJOC (Coordinamento internazionale della gioventù operaia cristiana), confessionale ed opposto alla sinistra.
 
Accanto alla distruzione di tutto ciò che è progressista, vengono avviati giganteschi progetti per riportare i credenti sulla retta via. Evangelizzazione 2000 e Lumen 2000 sono progetti su grande scala per l'America Latina che hanno non meno di tre satelliti a loro disposizione. I progetti sono stabiliti da persone e da gruppi della destra ultra-conservatrice: Comunione e Liberazione, Azione Maria, Rinnovamento Carismatico Cattolico, ecc. I collaboratori di questi giganti della comunicazione paragonano le loro attività ad un tipo di nuovo "potere della luce".
 
Quelli che sanno leggere sono inondati di libri religiosi pubblicati a buon mercato. Sono organizzate pensioni per i preti e le suore. Per questi progetti spettacolari i vertici della gerarchia cattolica possono contare sull'appoggio finanziario del mondo degli affari.
 
Crociata anticomunista
 
Niente è lasciato al caso. Uno ad uno tutti i pilastri della chiesa del popolo dell'America Latina sono fatti cadere. Alcuni osservatori parlano di smantellamento di una chiesa. Abbiamo qui a che fare con una delle campagne ideologiche e politiche più importanti del dopoguerra.
 
Questa campagna è in linea con la crociata anticomunista della Guerra fredda. Ci si può anche vedere una rivincita degli USA dopo la perdita di potere degli anni precedenti.
 
Durante gli anni '60 e '70 i paesi del Terzo Mondo avevano infatti rinforzato la loro posizione sul mercato mondiale. Strappando prezzi più elevati per le materie prime avevano così migliorato il loro potere d'acquisto sul mercato mondiale. Il punto culminante è la crisi petrolifera del 1973. Nel 1975 il Vietnam infligge una schiacciante disfatta agli Stati Uniti. Poco dopo la Casa Bianca è umiliata due volte prima dalla rivoluzione dei sandinisti nel loro cortile di casa (1979), poi dal dramma degli ostaggi in Iran (1980). Fin dal suo arrivo al potere, Reagan si sente inoltre minacciato dall'atteggiamento di indipendenza economica di due Stati tanto importanti quali il Messico e il Brasile.
 
La Casa Bianca non si arrende e scatena una controffensiva su molti fronti. La teologia della liberazione diventa uno dei bersagli più importanti. Sin dalla fine degli anni '60, la teologia della liberazione, ancora ad un stadio embrionale, era considerata come una minaccia per gli interessi geostrategici degli USA, come testimonia il rapporto Rockefeller.
 
Negli anni '70 furono creati dei centri teologici che avevano il compito di combattere la teologia della liberazione. Ma è soprattutto a partire dagli anni '80 che questa controffensiva raggiunge la sua velocità di crociera. Gli Stati Uniti versarono diversi miliardi di dollari per sostenere la controrivoluzione in America Latina. Questa sporca guerra ha fatto decine di migliaia di vittime. Squadroni della morte, paramilitari, ma anche l'esercito regolare ha svolto questo sporco compito. Nelle file dei movimenti cristiani di liberazione sono caduti molti martiri. I più conosciuti sono Monsignor Romero ed i sei gesuiti del Salvador.
 
Per combattere la teologia della liberazione sul suo terreno, si introdussero delle sette protestanti. Ricevettero il massiccio sostegno finanziario degli USA. Attraverso slogan propagandistici e messaggi sentimentali dovevano provare ad attirare i credenti. Per strapparli all'influenza perniciosa della teologia della liberazione, si è fatto uso di mezzi elettronici costosi. La religione si rivela qui come l'oppio dei popoli nella sua forma più pura. Anche l'esercito è stato arruolato in questa guerra religiosa. Degli ufficiali degli eserciti latino-americani stesero un documento per dare consistenza al "braccio teologico" delle forze armate.
 
Missione compiuta
 
Gli sforzi combinati di Ratzinger e della Casa Bianca hanno pagato. Negli anni '90 un colpo molto duro fu portato alla chiesa di base in America Latina. I gruppi di base cessano di esistere o funzionano a fatica per mancanza del sostegno pastorale, per timore della repressione, perché non si crede più alla svolta sperata, o semplicemente perché liquidati fisicamente. L'ottimismo e l'attivismo degli anni '70 e '80 fanno posto al dubbio e alla riflessione. L'analisi della società perde il suo peso a vantaggio della cultura, dell'etica e della spiritualità, a tutto profitto di Ratzinger.
 
Globalmente il centro di gravità passa dalla liberazione alla devozione, dall'opposizione alla consolazione, dall'analisi all'utopia, dalla sovversione alla sopravvivenza. Il racconto dell'Esodo cede il passo all'Apocalisse e agli Apostoli.
 
In ogni caso, alla fine del secolo la chiesa di base non rappresenta più una minaccia per l'establishment. Tanto il Vaticano che il Pentagono e le élite locali dell'America Latina hanno una preoccupazione in meno per il momento. Questa tregua ha presto fine con l'elezione di Chavez alla presidenza del Venezuela, ma questa è un'altra storia.
 
Nel 2005, Ratzinger è ricompensato per il successo nella sua opera di restaurazione e viene eletto alla testa della chiesa cattolica. Ma è assai meno brillante come manager che come inquisitore. È in definitiva un papa debole. Lascia un'istituzione indebolita, minacciata da una mancanza di sacerdoti e prosciugata in occidente da ripetuti scandali. Il non riuscire a mettere ordine negli affari del Vaticano è forse una delle ragioni per cui abdica.
 
Ratzinger entrerà nella storia innanzitutto come colui che ha compiuto la restaurazione della chiesa cattolica e per aver messo la chiesa del popolo dell'America Latina in condizioni di non nuocere. E questi non sono meriti trascurabili.
 

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