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Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
Pensieri liberi in un cervello non cablato
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Veltroni, lo strategòs
Visto l'evolversi della vicenda Alitalia non dubito che prossimamente potremmo svegliarci una mattina e leggere su qualche quotidiano filo PD che il sole sorge per merito di Veltroni.
Dagli studi di Porta a Porta, il nostro Valter nazionale rivendica a sè i meriti della soluzione della crisi Alitalia: “Quarantotto ore fa si è sbloccata la situazione perché, mettendo insieme Colaninno ed Epifani, ho cercato di favorire il fatto che si trovasse un punto di intesa".
Sinceramente, se quella dichiarazione l'avesse rilasciata a "La Corrida (dilettanti allo sbaraglio) sarebbe stato più credibile.
Giusto in uno scenario ludico Veltroni può pensare che la gente tributi a lui il merito di aver riunito imprenditori e sindacati, quando fino a due giorni fa ha giocato a dividerli.
Il senso di respnsabilità dei sindacati, il coraggio degli imprenditori, l'efficacia del governo, che hanno giocato ampia parte nella vicenda Alitalia, per Veltroni non paiono rilevare nè rilevanti al cospetto del suo apporto strategico.
Che faccia tosta!
Se una parte ha avuto Veltroni in questa vicenda è stata quella di fare il diavoletto tentatore di Epifani, inducendolo a non firmare, magari per poi incolpare Berlusconi di avere respinto in precedenza la cessione di Alitalia a Air France.
Per avere la testa di un uomo, Berlusconi, il Pd e la Cgil avrebbero sacrificato la testa di 20 mila lavoratori.
Questo è stato il peggiore sgarro che abbiano giocato sulla testa di così tanti lavoratori, che spero gliene presentino il conto.
Non gli basta appropriarsi di meriti, ma Veltroni fa anche notare che Berlusconi in questi giorni è assente (come se Sacconi, Letta, Colaninno fossero fantasmi), quasi a volerci suggerire che il premier è poco interessato ai problemi seri che attanagliano il paese.
Il nostro buon Uòlter farebbe meglio a spiegarci e a spiegare al suo elettorato come mai, in piena bufera Alitalia, egli se ne stava beato negli USA a fare il radical chic, a presentare la sua ultima creazione letteraria e ad acquistare un appartamento (ma piccolo!) per sua figlia.
Forse ci dovrebbe dire dove è stato lui fino al giorno della missiva a Berlusconi sul problema Alitalia.
Perchè non era a Fiumicino coi lavoratori, come faceva Berlinguer che coi lavoratori ci parlava e anche nei luoghi di lavoro?
Se davvero Veltroni voleva fare qualcosa sarebbe stato sufficiente che invitasse piloti e Cgil a firmare, perchè tra il niente e un posto di lavoro o garanzie alternative, non si sceglie avventatamente il niente.
Ma i nostro Uòlter non l'ha fatto.
E quando se n'è rientrato dagli USA ed ha saputo dei sondaggi sullo stato del suo partito (e del proprio stato), ha preso la penna d'oca ed ha scritto una missiva a Berlusconi e poi ha riportato Epifani sulla retta rotta.
Gli dobbiamo lasciare credere che ha meriti eccelsi nella vicenda Alitalia?
Gli dobbiamo lasciare credere di essere un vero strategòs?
Se serve a portare serenità in questa vicenda già troppo inquieta, allora lasciamoglielo credere.
In fondo ha spinto Epifani a mettere la firma sull'accordo.
Grazie Valter
Ma per gli applausi stavolta ci vuole la claque
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Inviato da: mirodgl134
il 19/10/2009 alle 20:58
Inviato da: ventididestra
il 06/08/2009 alle 22:41
Inviato da: lunedi.bs
il 30/04/2009 alle 03:15
Inviato da: lllll_June_lllll
il 22/04/2009 alle 08:15
Inviato da: valerio.sampieri
il 01/04/2009 alle 13:33