Nonna Concettina

Post n°14 pubblicato il 02 Settembre 2012 da keepty67
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Questa è la storia di una dolce vecchina di 90 anni , che alla sua veneranda e onoratà età, avrebbe tante cose da insegnarci.

In un pomeriggio qualsiasi, nella casa di nonna Concettina, l'impianto elettrico vecchio e obsoleto, decide che ora di farsi un bel lifting e all'improvviso tutto si spegne rimanendo l'appartamento al buio.

Nonna Concettina, che non si perde mai d'animo, accende uno dei lumini che che tanto conserva gelosamente, perchè Dio non voglia la lampadina accesa davanti alle foto dei cari estinti si dovesse fulminare, e a piccoli passi arriva al telefono: " Pronto Michele, figlio mio , corri qua, è saltato il contatore e io non posso accendere le luci dei morti."

Inutile dire che Michele pensava :" ma tu guarda, mammà sta senza luce e pensa alle lampadine dei morti".

Arrivato che fu a casa della madre, subito si rende conto che prima di tutto, va chiamato l' Enel, il contatore è uno di quelli vecchi e in disuso e va sostituito. Nel giro di poche ore, il pronto intervento sostituisce il contatore, ma l'impianto elettrico ancora non accenna a funzionare, i tecnici sostituiscono anche il filo che dall'esterno arriva al contatore, ma nulla è cambiato. " sig. Michele, qua dovete cambiare tutti i fili della casa, anche quelli saranno consumati e fuori norma, dovete chiamare un 'elettricista però, perchè noi non siamo autorizzati".  Michele, fortunatamente ha un figlio, Vincenzo , che fa l'elettricista: "Non ti preoccupare mammà, mo chiamiamo a Enzuccio e vedrai che lui ti rimette le cose a posto " - " Michè digli di fare presto però, ho i morti senza luce ". 

Ormai è sera inoltrata e senza la luce del giorno , certe cose non si possono fare, nonna Concettina si rassegna e aspetta pazientemente il giorno seguente.

Finalmente arriva Enzuccio,accompagnato da Emilia , la sua compagna, venuta a dare una mano, poi Michele e un altro figlio di Concettina ,con la moglie, tutti in gran tiro per risolvere il problema della nonna. 

Il cambio dei fili e delle prese, è un lavoro che richiede dei piccoli sacrifici, bisogna spostare dei mobili, rompere un muro e creare un pò di polvere. La casa è messa a soqquadro , e tutti gli altarini con i morti e i Santini devono essere spostati e ripuliti,  nonna Concettina è al delirio vero e proprio. Finalmente in casa tutto si riaccende, Enzuccio ha fatto proprio un bel lavoro, ora tocca agli altri: " Mammà questo lo mettiamo qua va bene?? "  - " No, più a destra, più avanti, mantieni fermo il centrino di pizzo "  " Dove sta Padre Pio?? no no, deve stare con questi morti qua, la ci deve stare la Madonna di Pompei, e il nonno dove lo avete messo?? Aspetta la Madonna di Lourdes deve stare vicino a Madre Teresa di Calcutta, così fanno compagnia allo zio "

Enzuccio, Emilia , Michele e gli altri, continuano a driblare tra piatti, bicchieri e Santini vari, tutto viene risistemato come prima del sisma elettrico, nonna Concettina si guarda intorno e finalmente sorride soddisfatta: i suoi cari estinti sono di nuovo illuminati!!!


                                               Rorò

 
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Il mitico Filippo Palizzi

Post n°13 pubblicato il 01 Settembre 2012 da keepty67
Foto di keepty67

Rorò sta navigando su internet e tra un sito e l'altro, il passaggio quotidiano su FB è diventato un rito immancabile.

Rorò controlla le notifiche, sbircia fra i commenti e si sofferma sui vari gruppi a cui è iscritta, alcuni per scelta, altri per coinvolgimento dei suoi contatti. 

Uno fra tutti a cui è particolarmente legata, è quello che porta il nome del liceo che ha frequentato da ragazza ( oggi diventato liceo, ai suoi tempi era un'istituto ) aperto da ex alunni e professori , dove vengono pubblicate notizie attuali di pubblica utilità, ma più di tutto foto ricordo e video degli anni passati.

Rorò , ha sempre considerato quei 5 anni, come i più belli e spensierati della sua vita, non tutti però, i primi sono stati i più difficili, da adolescente complessata quale era, poi la svolta al terzo anno, dieta, ( 30kg in meno ) chiusura di un rapporto sentimentale opprimente, e completo sconvolgimento estetico. Ora si che la vita è bella. Rorò ricorda come fossero cambiati i suoi rapporti con gli altri da quando era dimagrita, il ragazzino carino che le sorrideva, la super-vip che le rivolgeva la parola , e i suoi compagni di classe che non la consideravano più una nullità. Gli adolescenti sanno essere così crudeli a volte, è nella loro natura, poi crescono e si pentono, ma quelli che hanno subito le umiliazioni difficilmente dimenticano, ma per fortuna Rorò aveva aggirato l'ostacolo diventando una di loro, a volte anche un pò stronzetta, ora se lo poteva permettere.

Rorò sorride mentre con la mente ricorda piccoli particolari rimossi con la crescita, non tutti di cui andare fiera, altri censurabili, altri molto belli. A quest'ultima categoria appartengono quelli legati alle sue compagne di classe, alcune di loro diventate vere amiche, le stesse che ancora oggi, a distanza di 30 anni, Rorò frequenta e con le quali condivide emozioni ed esperienze.

Prima fra tutte c'è Rossana,con la quale Rorò ha legato da subito,  una tipetta magrolina , molto magrolina, quattrocchi, simpatica, unica figlia femmina dopo quattro maschi molto più grandi, cresciuta ascoltando Beatles e Rolling Stones, poco coraggiosa quando si trattavo di infrangere le regole , ma che se insistevi, qualche eccezione alla regola pure la commetteva. Il suo pregio più grande era quello di saper ascoltare, ancora oggi è bravissima in questo, e Rorò con le sue perenni elucubrazioni mentali, aveva trovato un tesoro inestimabile.

Poi c'era Stefania, una ragazzina tutto pepe, bionda, molto carina, una che si faceva notare, non tanto per la sua avvenenza fisica, ma per la sua "svampitezza ", peggiorata negli ultimi 30 anni, dolce e affabile, sognatrice e in perenne ricerca di emozioni forti, vere, passionali, di quelle che ti fanno capire che sei viva. Rorò ha condiviso con lei tutto, nel vero senso della parola, dalle emozioni ai ragazzi, dalle figuracce alle vittorie, dai dolori alle gioie, dal cibo ai vestiti, se il giorno è fatto di 24 ore, lei e Stefania ne trascorrevano insieme almeno 20, da vicino o per telefono, il contatto era continuo. Oggi dopo 30 anni, nulla è cambiato,  si vedono e sentono meno spesso, ma l'intensità è rimasta invariata.

Il mondo di Rorò era perfetto, la sua scuola, i suoi interessi e le sue amiche.

Poi al quarto anno, un temporale investe la serenità di Rorò: in classe arrivano dei nuovi acquisti , alcuni senza infamia e senza lode, e di cui Rorò ricorda a stento il nome e il viso, altri che si permisero di intaccare le sue certezze e le sue amicizie.

Le sue nuove nemiche , si chiamavano, Maria, Rosalba e Amelia.

Amelia è stata sempre quella che pur legando molto con Stefania , non ha mai provato a detronizzare Rorò, era una presenza attiva nella vita della sua cara amica, ma persa nel suo mondo di disegni e progetti, lavoro e interessi vari, costituiva un ostacolo relativo, restò solo un anno con noi, poi come una meteora, come era comparsa, così era sparita. Oggi Rorò e Amelia hanno un bellissimo rapporto, si sono ritrovate grazie a FB , e hanno scoperto che si può essere entrambe amiche di Stefania senza nulla togliere a nessuno delle due, in realtà è Rorò che ha scoperto tutto questo, per Amelia non c'era mai stato nessun ostacolo. Crescendo si impara!

Tutt'altro discorso per le altre due nemiche: di Maria oggi si sono perse le tracce, Rorò però ricorda quanto ha sofferto a causa sua, la sua leggera vena di follia, aveva attratto Stefania come una mosca nella tela di un ragno, con lei ha vissuto esperienze e disavventure, segreti e pazzie, con lei rideva di gusto scambiandosi sguardi complici e maliziosi, insomma un legame forte e coinvolgente, da cui Rorò era esclusa.

Un giorno Rorò chiese a Stefania, cosa fosse cambiato fra di loro e la risposta non le era piaciuta: " Per ora ho bisogno di questo , non te la prendere, ma con te mi sento le ali tarpate ". Forse le parole che usò erano leggermente diverse, ma il senso era senz'alcun dubbio quello.

Rosalba: descrivere Ros, non è facile nemmeno oggi, anche in questo caso FB è riuscito in una missione impossibile, Rorò e Rosalba si sono ritrovate sul social-network e miracolo dei miracoli, si sono trovate simpatiche e si vogliono bene...CARRAMBATA !!!!!

Della Rosalba di quegli anni , Rorò ricorda la sua ironia, il suo prendere in giro il mondo con diplomazia e eleganza, la sua mente arguta, i suoi discorsi filosofici, senza mai cadere nel retorico, la politica di sinistra era il faro che illuminava la sua esistenza, anticonformista senza esasperazioni, le sue idee e i suoi ideali erano fermi e decisi, nulla avrebbe potuto influenzare le sue scelte, Rosalba era così, chi decideva di amarla doveva accettarla così, prendere o lasciare. 

Rorò a quei tempi pensava: ma questa chi l'ha mandata?

Tra Stefania e Rosalba, fu amore a prima vista, un processo chimico tipo alchimia, aveva fuso insieme due menti argute, due donne molto intelligenti, troppo intelligenti, che dovevano per forza stare bene insieme, si perchè Stefania era svampita, ma molto intelligente, e questo Rorò lo sapeva, e questo fu, per un lungo periodo, il suo cruccio più grande : " forse Stefania non mi considera abbastanza intelligente, con me si è divertita, ma io non mi occupo di politica, di cause sociali, io non sono come lei ".

Crescendo si impara.

Passati che furono anche il quarto e quinto anno, Stefania e Rorò ripresero a frequentarsi come nulla fosse mai successo, ma Amelia e Rosalba , non fecero più parte della sua vita, fino a oggi.

Rorò , Stefania , Amelia e Rosalba, oggi si sentono tutti i giorni, un'amicizia sincera lega tutte e quattro, Rorò quando pensa agli anni del liceo, ricorda le stupende avventure che ha vissuto, non si sente più poco intelligente, Rorò è felice di averle ritrovate. Crescendo si impara.

                                             Rorò

 
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Cose che ti fanno pensare

Post n°12 pubblicato il 24 Agosto 2012 da keepty67
Foto di keepty67

Ieri, come ogni anno, si è ripetuto il rituale prescolastico.

Di buona lena e carichi di ottimi propositi, siamo andati al supermercato dove abbiamo riempito il carrello di quaderni nuovi, gomme ,matite, pastelli, foderine e tutto il necessario per cominciare al meglio la scuola. Tanto per chiarire il 40% delle cose comprate andranno smarrite o rotte nell'arco del primo mese, mentre il 100% delle stesse cose sono servite a svuotare il portafogli di mammà.

Mentre i figli sceglievano il diario e le matite colorate più TRENDY, io vagabondavo negli scaffali del reparto cancelleria, da sempre affascinata dall'odore delle cose nuove, ammiravo estasiata, i raccoglitori, le foderine, i post-it, i bloc-notes ,gli adesivi bianchi, le agende , e ricordavo i tempi in cui anch'io venivo accompagnata dai miei genitori, per lo stesso rituale. A quel punto, decido che meritavo anch'io un piccolo acquisto, giusto per assaporare il piacere del nuovo ( si consideri che sistematicamente faccio incetta di fogli e quaderni usati dei miei figli per scrivere le  mie cose, onde evitare sprechi ) e gira che ti rigira, trovo un bellissimo blocco notes, con fogli removibili, realizzato in carta riciclata. La mia ossessione per la differenziata e il bio-degradabile, si fa prepotentemente sentire e senza pensarci due volte, infilo il MIO blocco nuovo nel carrello. Finalmente la tortura della spesa ha termine e tutti soddisfatti, io un pò meno sapendo quanto mi sarebbe costato tutto ciò, ci avviamo alle casse.  I miei cuccioli , che hanno le antenne , notano subito il blocco nel carrello e all'unisono " UHHH mamma cosa ci hai comprato??? " . Vorrei aver potuto fare una foto della loro espressione sconvolta, un misto tra il deluso e il meravigliato, quando ho specificato che era una cosa per me e che a loro non riguardava. Dopo aver riempito un carrello intero, hanno ritenuto il mio gesto come un tradimento!!!!  E' il nostro turno e cominciamo a mettere gli acquisti sul nastro della cassa, compiaciuta per la mia ecologica decisione, faccio passare anche il MIO blocco e............  15 EURO !!!!!

Dirvi che la foto dovevano farla a me quando ho visto il prezzo è il minimo, dirvi che ho pagato col viso in fiamme per la rabbia è il massimo!!!

15 euro per un blocco notes simile a quello della foto,( esclusa la penna chiaramente ) realizzato in carta riciclata????



                                                          Rorò



 
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Manuela

Post n°11 pubblicato il 08 Giugno 2012 da keepty67
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Questa è una di quelle sere. 

Rorò dipinge.......di nuovo.

Ma quanto tempo era passato dall'ultima volta in cui Rorò e i pennelli avevano danzato all'unisono?

Tanto.... troppo..... così tanto che Rorò guardando la tavolozza, non la riconosce...

Il cavalletto ormai dimenticato, aveva assunto il classico aspetto di un oggetto da soffitta. Rintanato in un angolo, quasi a nascondersi per paura di essere buttato via, aveva mimetizzato la sua presenza con un palmo di polvere grigia, rigido nella sua stuttura lignea e in precario equilibrio sull'unico piede provvisto di gommino, sperava che passando per caso, nessuno facesse caso a lui e notasse il suo aspetto trasandato. Vedendolo ridotto così, chi avrebbe potuto immaginare, che in un passato non lontano, lui, il Signor Cavalletto in persona, fosse l'oggetto dei desideri più amato da Rorò?

C'era un tempo in cui Rorò e le sue tele, invadevano la piccolissima casa con la loro presenza rumorosa, il cavalletto sempre ben oliato e pulito, sembrava un vigile urbano al centro di una rotatoria che dirigeva il passaggio degli abitanti , per niente contenti di trovarselo sempre tra i piedi, tubi di colore e pennelli, prendevano posto in ogni luogo, dove trovavano un pò di spazio, lì pernottavano, qualche pennello si era addirittura accomodato anche nel porta-spazzolini del bagno. I bozzetti erano "scarabbocchiati" ovunque, capitava che ti soffiavi il naso sui rami di qualche albero disegnato sui fazzolettini di carta, e tra le parole latte e biscotti, appartenenti ad una lista della spesa, potevi trovare lo schizzo di un cavallo.

Tutto questo un giorno finì, così come era cominciato............ il motore di Rorò si era spento.

Persa nella sua apatia, nella sua disperazione e cosa ancora peggiore, nella sua auto-commiserazione, Rorò riordina la casa, toglie la polvere, e mentre lucida le mensole del bagno, si accorge che nel porta-spazzolini c'è qualcosa che non dovrebbe stare lì, quasi infastidita, lo prende e in uno sprazzo di lucidità, decide di non buttarlo, potrebbe servire ai suoi figli per qualche lavoretto della scuola. Quest'inverno è stato particolarmente rigido, spesso i vetri si sono appannati a causa del contrasto caldo-interno e freddo-esterno, il clima è migliorato, Rorò decide di lavare i vetri........... in controluce Rorò osserva lo schizzo di un sole che in precedenza lei stessa aveva fatto sulla patina del vetro, ne è rimasta l'impronta, ci soffia l'alito caldo sopra, e lo schizzo viene fuori di nuovo come appena fatto.....rabbia e sgomento guidano le mani di Rorò, un colpo di spugna secco e implacabile, come a lavar via quel dolore sordo ricomparso nel cuore....così non va, l'apatia è la cosa migliore, l'apatia ti spegne, non ti fa soffrire, non ti fa pensare....ma ormai qualcosa si è rotto!

Arriva una telefonata improvvisa. " zia hai aperto la tua home oggi?" " no, tesoro sono troppo occupata, lo faccio dopo se ho tempo, perchè me lo chiedi?" " dai zia, vai adesso e guarda nelle notifiche, ti ho dedicato una canzone, quando l'ho sentita , ho capito che era stata scritta per te, ti voglio bene , ciao".

Nella vita niente avviene per caso, a volte basta una canzone........

Questa è una di quelle sere.

Rorò dipinge .....di nuovo.

                                       Grazie Manuela.

 

                                                           Rorò




 
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In panne.

Post n°10 pubblicato il 26 Aprile 2012 da keepty67
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Vi è mai capitato di stare in auto , a metà di una strada in salita , irta e tortuosa, a senso unico, in un punto di non ritorno , dove l'unica alternativa è andare avanti, e proprio nel momento in cui, ingrani la prima, l'auto va in panne senza un motivo plausibile ? Ecco Rorò si sentiva proprio così, come un'auto in panne su questa difficile salita, ferma, col motore spento, senza alcun segnale di vita.

Rorò si era sempre paragonata ad uno di quegli scooter schizzanti, quelli, per intenderci, che serpeggiano come saette tra le auto in coda, indifferenti al traffico, quelli che pur fermandosi ad un semaforo rosso, sono sempre i primi a ripartire, quelli che raggiungono la loro meta e subito ripartono per un'altra. Rorò un tempo era proprio così, serpeggiava fra le mille cose da fare, indifferente alla fatica, se trovava qualche difficoltà si fermava a risolverla e subito era pronta a ripartire per affrontare altri ostacoli pur di raggiungere il traguardo che si era prefissato, raggiunto il quale si godeva il trionfo un attimo e dopo cominciava un'altra avventura.

Rorò oggi è ferma su quella salita, non si sente più uno scooter, piuttosto una vecchia e malandata ritmo, il cui motore ha esalato l'ultimo respiro. Rorò sa che quella salita deve essere affrontata e superata per poter continuare ad andare avanti, tutto è vincolato a quel pezzo di strada, indietro non può tornare, non ci sono neanche stradine laterali o scorciatoie, deve salire il tornante ripido e difficile, ma sa che stavolta da sola non può farcela. Aiuto, ma da chi potrebbe riceverlo? Un miracolo ? Se pure esistono,  non si avvereranno di certo su quella salita. Rorò è veramente sola, sola come non è mai stata in vita sua, riuscire a trasformare la ritmo in uno scooter è davvero impossibile, non ha i mezzi per farlo, non ha più, neanche la volontà di provarci.

Da lassù si vede lontano un panorama meraviglioso, il mare, la sua famiglia, i suoi figli, la sua vita passata, il suo grande amore, la sua casa e il sole..............  Lacrime calde e copiose bagnano il suo viso, Rorò vuole ritornare a far parte di quel panorama, lo vuole fortemente, ma il suo motore non accenna a riaccendersi.

 

                                                   Rorò

 
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