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STATE ATTENTI A NON FAR PIANGERE UNA DONNA

Post n°37 pubblicato il 01 Gennaio 2014 da lupa.mora

 
 
 
STATE ATTENTI


A FAR PIANGERE UNA DONNA!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN PENSIERO CHE VIENE DA MOLTO LONTANO


MA CHE ANCOR OGGI APPARE, AHIME',


ATTUALISSIMO E DA DIFFONDERE…
 
 
 
 
 
 
 
 

Il passo che leggeremo
viene erroneamente da molti riferito a Shakespeare,
al quale ahimè nel web viene attribuito di tutto e di più.


 

 
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In verità ci viene dal Talmud, libro sacro degli ebrei,
 che  è una raccolta dei pensieri dei rabbini attraverso i tempi…

Ma leggiamolo…

 
 
 
 
 
“… state molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!”
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai piedi perché dovesse essere pestata,
né dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale….
un pò più in basso del braccio per essere protetta
e dal lato del cuore per essere Amata ….”
.
.
 
 
 

 

.
.
 

 

 

La bellezza di questo pensiero è evidente…

ma c'è tuttavia un punto che stride molto.

.

“è uscita dalla costola dell’uomo”


Questo certo sta ad indicar un'idea superata di subalternità

della donna… ma che a ben vedere è però normale per la cultura

dei tempi antichi in cui tutte le religioni storiche

affidavano, tranne casi particolari, alle donne un ruolo secondario.


 

 
  Donna con te – Anna Oxa 
 
 
 
 

 
 
 
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A te che sei tutto
E di tutto l’estremo contrario
Non è facile
Levare il canto
Per i molti tuoi doni
E gli insondabili abissi
Tra cui ti nascondi

 

In te
e solo in te
si confondono
regni lontani
quando dei
animali
e piante
e per ultimo l’uomo
si intrecciano
inestricabili
tra le onde dei tuoi capelli danzanti
al ritmo dei tuoi devoti
e dei suoni
che da sempre
abitano
il vasto universo

....
Sei tu che l’ebbrezza
del comune sentire
concedi ai viventi
che in cuore ti onorano
per il dono del vino lucente
che levando lo spirito
dalle strette di affanni infiniti
mette le ali alle dolci
ingannevoli attese

 

......Tu che radici
hai profonde
nella oscura
nell’umida terra
tu parimenti
nell’alto del cielo
scagli le gemme
dei fruttiferi rami
e col canto ispirato
di poeti
che del tuo sangue
si nutrono
scandisci il duro cammino
perché si sciolga
in amabile danza

Tu della vita
ci conduci ai confini
dove la nera soglia
delle tue grandi pupille
ci invita
con riso dolente
ad inoltrarci
in oscuri sentieri
che non hanno ritorno
se la dolce promessa
del tuo eterno rinascere
non ci accompagna
più amica

 
 

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