Creato da belf9 il 07/11/2004

Pensieri vaganti

Parole e immagini

 

 

Un vecchio ai tempi del coronavirus - seconda puntata

Post n°894 pubblicato il 27 Maggio 2020 da belf9
 

Lezioni a distanza

C’è il coronavirus. Cosa si fa? Si fanno lezioni a distanza. Detto così sembra una cosa facile, ma nei fatti non lo è tanto.

Il primo a essere coinvolto è stato Andrea. Lui fa il terzo anno di scuola materna, cosa avrà da imparare a distanza? Beh, non ci crederete, ma le cose sono tante. Le maestre, avuti i numeri di telefono della mamma e della nonna, li hanno bersagliati giornalmente con messaggi su Wathsapp. Ma non erano solo messaggi, c’erano tante schede da stampare e riempire. La nonna è quasi impazzita. Lei cercava la scheda su internet e la stampava. Ci riusciva pure, ma ogni tanto si arrabbiava perché non aveva riferimenti sufficienti per stamparle.

Poi è arrivato il nonno telematico e ha trovato un sistema semplice per lanciare le schede sulla stampante wireless e stamparle. Le schede presentano lettere puntinate da completare, vocali da riconoscere e scrivere, il calendario del tempo e tante altre cosette. Ma non finisce qui.

Ogni giorno una delle maestre mandava un messaggio vocale che cominciava così: “cari bambini, ieri siete stati bravi; ho visto la poesia per la festa della mamma di Antonella, che l’ha recitata bene; poi ho visto quella di Giuseppe, ed è stato bravino; non ho ancora avuto la poesia di Michele e di Alessia….” [i nomi dei bambini sono di fantasia]. Poi continuava: “Oggi vi assegno un compitino da fare per tutta la settimana: sulla scheda c’è scritto il giorno della settimana…” In effetti il compitino consisteva nel riempire, giorno per giorno, quella scheda con il tempo: sole, pioggia, vento, caldo ecc..

Perchè sto raccontando questo? Perchè la nonna metteva il messaggio in vivavoce e quindi lo ascoltavo anche io. Il tono era calmo, l’esposizione lenta e dettagliata, il ritmo sempre uguale. Sembrava di stare su un treno, uno di quei vecchi treni senza aria condizionata e con i finestrini che si aprono. Uno di quei treni che marcia a sessanta chilometri all’ora e ti fa sentire il canto delle traversine: lo stesso monotono motivo che si ripete costantemente e induce ad una sonnolenza mortale. Proprio come quella che scaturiva dalla voce della maestra!

Per la Puppa [Martina] le cose sono state un po’ più complicate. Ai primi di aprile è arrivata una mail alla mamma con il link ad una autorizzazione all’uso di piattaforme didattico – digitali. La pratica è stata affidata al nonno. Il solerte nonno ha provveduto a stampare l’allegato, farlo firmare dalla figlia, allegarvi il documento di identità e spedirla.

Dopo un ventina di giorni è arrivata un’altra mail nella quale era richiesta la sottoscrizione dell’altro genitore. Il nonno ha guardato il documento e vi era scritto: “Qualora l’autorizzazione sia firmata da un solo genitore, si intenderà che l’autorizzazione sia stata condivisa dai genitori”. Ma per la scuola evidentemente una firma sola non era sufficiente. Senza protestare ci siamo sollecitamente piegati alla burocrazia.

Burocrazia a parte il sistema si è avviato con una certa lentezza. Si e no una lezione a distanza ogni paio di giorni. Poi le cose si sono normalizzate e ora ci sono almeno un paio di lezioni ogni giorno.

Tutto ok? No! La puppa durante le lezioni si chiudeva nella stanza e pretendeva silenzio assoluto. Se il fratello o il nonno facevano una risata, uno strillo o uno starnuto, apriti cielo! Usciva dalla stampa e rampognava severamente i malcapitati.

E poi venne la tesina. Ma di questo parleremo un’altra volta…..

 

 
 
 

Un vecchio ai tempi del coronavirus - prima puntata

Post n°893 pubblicato il 27 Aprile 2020 da belf9
 

Era da parecchio che volevo  fare un nuovo post, almeno da quando è iniziata questa "prigionia" da cornoavirus che ci tiene tutti relegati in casa. Spesso mi dicevo: "Entra", ma poi mi fermavo, quasi quasi non ricordavo nemmeno più come si scrive un post. L'ultimo  che avevo fatto risale al  31 dicembre 2016.

Perchè sono entrato? beh, sentivo un po' di nostalgia del mio bloghetto che era rimasto orfano delle mie elucubrazioni verbali, ma anche perchè, col perdurare dello stato di confino, ogni tanto mi veniva in mente di raccontare quello che mi sta succedendo.

Volevo mettere a questo post il titolo: "la vita al tempo del coronavirus", ma poi ho ripiegato sul più triste titolo che leggete sopra.

Ecco, improvvisamente mi sono accorto di essere diventato vecchio, di far parte di quella fascia di popolazione "fragile" che va protetta e deve restare chiusa in casa per evitare danni maggiori.

Tecnicamente sarei un soggetto a rischio: over 70, doppio infarto, polmonite nel 2018, ma non mi sento per niente vecchio e il leone che c'è in me ruggisce ancora. Circa la prigionia, devo dire che non mi pesa. Mi sono autoimprigionato due giorni prima del decreto ufficiale e non mi sento prigioniero. Forse perchè la mia vita non è così triste come potrebbe sembrare a prima vista.

In casa, da qualche giorno dopo il decreto, ho i miei due nipotini napoletani: Martina e Andrea. Qelli che leggevano i miei post antichi li ricorderanno con il loro nome di affetto: "Puppa" e "Orsacchiotto". I genitori appartengono a uan delle categorie che non è stata fermata dal decreto e, per non esporli a potenziale contagio, li hanno esportati dai nonni. E con loro passo le giornate.

Andrea ogni tanto mi chiede qualcosa da ricercare su internet e da stampare. La richiesta di oggi era di uno sparazombie.

Sapete voi cos' è  uno sparazombie? Neppure io, ....e neppure Google! Nella sua testolina di bambino fantasioso  dovrebbe essere un'arma superpotente che rade al suolo  gli zombie.

Inserendo quella parola strana come chiave di ricerca  non usciva niente.

A questo punto, come deve fare un nonno che non vuole che il suo nipotino si dispiaccia quando non escono i risultati attesi? Si arrangia.  

Visto che lui non sa ancora leggere, ho digitato  come chiave di ricerca "armi". Mi è uscita una serie di pistole, che lui ha immediatamente bocciato, asserendo convinto che quelle erano pistole e non sparazombie. 

Dopo lunga ricerca ho trovato delle immagini di  cannoni a forma di fiore, che hanno attirato la sua attenzione  e che ho immediatamente stampato. Poi però non era ancora soddisfatto e mi ha chiesto lo zombie.

Ne ho trovato uno davvero terribile e glielo ho stampato. Ora, ogni tanto, si avvicina a me col viso coperto dall'immagine dello zombie. Io lo vedo e lancio un grido di paura e scappo via. Lui ride e si diverte come un matto.

Ecco, vi ho raccontato l'avventura di oggi.

Oggi ho anche scoperto che esistono parecchie risorse per la didattica a distanza, tra   cui una bacheca condivisa che si chiama PADLET. Domani vi racconto come si organizza un lavoro di gruppo sul Fauvismo. E' il compito che è stato assegnato a Martina e nel quale sono stato coinvolto.

 
 
 

Letterina all'anno nuovo

Post n°892 pubblicato il 31 Dicembre 2016 da belf9

Buon anno

 

Caro anno nuovo,

manca oramai poco al tuo arrivo e tutti ti stanno aspettando con ansia, pronti a buttare alle ortiche questo vecchio 2016.

Cominciamo col dire una cosa: già il nome non ti aiuta. 17 è per tanti sinonimo di guai, quindi parti già in svantaggio, e se non ti impegni abbastanza difficilmente arriverai ai vertici di gradimento che consentirebbero di superare questa superstizione. Sta solo a te.

Cosa ci porterai?

Nessuno lo sa.

Sono in molti quelli che si aspettano da te più soldi, più salute, più lavoro, più sicurezza, più serenità.

I più buoni sperano pure che tu possa portare una abbondante dose di tolleranza e amore verso il prossimo.

Tu -ne sono sicuro- ti comporterai come tutti gli anni che ti hanno preceduto e come tutti quelli che ti seguiranno: starai lì buono buono e osserverai con olimpico distacco il comportamento di questi quattro imbecilli che stanno sulla Terra e sono convinti di trovarsi al centro dell'Universo e di contare qualcosa.

Osserverai, senza poter intervenire, le guerre, le stragi, le violenze che quotidianamente ci sono.

Con uguale distacco ammirerai  la bellezza, la bontà e le meraviglie di cui sono capaci gli uomini.

Lo so, le cose brutte sono quelle più evidenti e che fanno più male e purtroppo sono la maggioranza.

Ma tu, caro anno nuovo, non perdere la speranza che qualcosa possa migliorare e farci vivere tutti meglio.

La vedo dura, e perciò ti voglio fare il mio più caloroso augurio di Buon lavoro, caro 2017.

Tuo affezionatissimo belf9.

 

P.s.

In questo 2016 che si sta per chiudere mi sono proprio sprecato: solo tre post!

Come sarà il 2017?

Più prolifico, spero. Oggi mi è capitato di rileggere alcuni post di cinque anni fa. Quanta gente se ne è andata e si è buttata sui Social!

Io resto fedele a questa piattaforma.

"Tra le stelle", il mio racconto arrivato alla centonovantanovesima puntata serba ancora molte avventure da farvi vivere, anche se negli ultimi due anni è stato fermo e forse avete dimenticato tutta la storia precedente.

Il 2017 sarà un anno buono per questo blog? Spero di si.

Ma spero soprattutto che sia un anno buono per tutti voi, frequentatori di Libero.

Auguri a tutti!

 

 
 
 

Le Quartiadi

Post n°891 pubblicato il 12 Maggio 2016 da belf9

palloncini

Palloncii in volo al centro polifunzionale di Napoli Soccavo

Avete presenti le olimpiadi? Bene, immaginatevene una versione più ristretta, restringetela ancora e restringetela di nuovo. Fatto? Ecco le quartiadi.

L'idea è dell'assessorato allo sport del comune di Napoli e i protagonisti della nostra mini olimpiade sono i ragazzi delle quarte elementari. Di tutte le quarte? No, solo quelle di una scuola. E nel nostro caso la scuola era il 54° circolo di Napoli.

Un centinaio di bambini pieni di voglia di giocare e dietro di loro un gruppo di genitori che facevano un tifo da stadio.

Da sempre, per consuetudine, le classi della scuola sono contraddistinte da un colore. Ci sono gli azzurri, i verdi, i gialli, i rossi e i neri. Che i bambini abbiano un colore, bene! Ma il fatto è che il colore ha contagiato anche tutti gli accompagnatori. Quindi vedevi bambini azzurri e le mamme anche loro con le magliette azzurre. Bambini verdi e mamme con le magliette verdi. Ma non finische qui. Ogni squadra si era organizzata con i ponpon, rigorosamente del colore della squadra, cartelli col nome della classe e colore corrispondente. E palloncini, ovviamente in tinta.

Mi immagino quanti problemi hanno trovato quelli che si dovevano munire di palloncini neri. Ma sono stati bravi e li hanno trovati lo stesso.

Come nonno accompagnatore di un'alunna della sezione C ero anch'io portatore di un cartello e il mio colore era il giallo. Niente di strano, solo che, poiché le classi erano scritte con i numeri romani, il mio cartello IV C si poteva facilmente confondere con un meno nobile WC.....

Cerimonia di apertura con due giovanissime ginnaste e una tedofora in tunica candida che con una finta torcia accendeva un finto fuoco in un tripode che aveva come base un bidone della monnezza. Ma l'effetto era ugualmente suggestivo perché il fuoco di striscioline di carta si muoveva ritmicamente dietro la spinta di un piccolo ventilatore.

Non sono mancati i cerchi olimpici e i giuramenti, fatti dai piccoli atleti e dal pubblico.

E poi le gare: palla rilanciata. Ho scoperto oggi cos'è. Un campo di pallavolo dove gi atleti si lanciano la palla e dopo alcuni passaggi un kamicaze lancia la sfera nel campo avversario. Se la palla cade a terra c'è il punto. Se viene intercettata il gioco continua fino a che una delle squadre non realizza il punto.

Tifo ai massimi livelli con madri, padri, nonni, fratelli più piccoli che inneggiavano alle squadre.

Poi c'è stata la corsa ad ostacoli.

Tra i piccoli atleti ce n'era qualcuno meno fortunato. Ha gareggiato lo stesso, con i compagni-avversari normodotati che volutamente hanno rallentato la loro corsa per farlo arrivare primo o secondo.

Un bellissimo esempio di spirito sportivo.

Infine la staffetta. I piccoli atleti si sono impegnati al massimo. Bisognava percorrere tutto il campo, girare intorno alla boa e consegnare il testimone al compagno seguente. Tanta era la foga dei ragazzi  che qualche cambio è stato rallentato dalla caduta a terra del magico bastoncino.

Pausa con l'assessore, che è arrivato in ritardo, se ne è andato in anticipo e ha fatto un breve discorso su questa iniziativa comunale. Ma va bene così. La politica evidentemente sta cominciando a capire che deve fare meno parole e più fatti.

E in conclusione, la premiazione. Coppe e medaglie per tutti: per le tre classi che si sono classificate ex-aequo alla terza posizione e per la prima e la seconda classificata.

Per dovere di cronaca devo dire che ha vinto la 4^ A, ma la notizia, benchè gratifichi i piccoli campioni, non poi tanta rilevanza. La cosa importante è alla fine non c'erano facce tristi o mugugni. Sui viso di tutti c'era il sorriso e si potevano leggere la gioia e la consapevolezza di aver partecipato tutti ad una bella festa, che ha visto lo sport protagonista.

Meritatissimi i fiori finali a tutte le maestre.


 

 
 
 

Momenti tristi

Post n°890 pubblicato il 29 Aprile 2016 da belf9

fiori

 

"La mia vita è stata un romanzo", dicevi.

E giù a raccontare episodi. Lo scugnizzo di vico salato che andava recuperando rottami di ferro per portare qualche soldo a casa. Il garzone del vinaio al corso Vittorio Emanuele che aveva trovato nello stesso posto il lavoro, l'amore della figlia del principale e il tesoro. Già, il tesoro: la cantina nel tufo che si perdeva nel ventre della collina. Non ho mai capito dove fosse il tesoro, ma evidentemente lì qualcuno aveva nascosto qualcosa di prezioso, e tu lo sapevi.

E poi, il racconto di quella volta che vendesti la droga agli americani. Loro sembravano perplessi sul suo aspetto. Se avessero capito che non era droga, ma solo  merda di cavallo essiccata in un forno per pizze non so come sarebbe andata a finire.

E che dire dei bagni al lido mappatella? Uscivi di casa con una maglietta e te ne tornavi con un'altra perchè qualcuno che se ne era andato prima di te aveva preso i tuoi panni. E per giustificare il nuovo abbigliamento dicevi a mamma che avevi fatto a cambio.

Raccontavi con entusiasmo e quel velo  di nostalgia che accompagna i ricordi lontani, nella tua lingua. Il tuo dialetto, usato volutamente come una bandiera. L'orgoglio di essere napoletano.

Te ne sei andato e non sentiremo più i tuoi racconti, non ti vedremo più con l'immancabile sigaretta tra le labbra e quell'odore di fumo che impregnava i tuoi vestiti.

Non eri un santo, lo sappiamo e lo dicevi anche tu, quando ti ritornava alla memoria qualche scappatella nella quale ti imbarcavi per la tua  prestanza e quelll'esuberanza giovanile alla quale in quei momenti è difficie sottrarsi.

Ma eri soprattutto un uomo buono, onesto e lavoratore e con un grandissimo senso della famiglia.

Così ti ricordiamo.

Ciao Mario.

*

*          *

Ritorno, dopo più di un anno, a scrivere in questo blog per salutare una persona che se è andata e di cui ho raccontato negli anni passati. Uno come tanti, ma assolutamente unico.

 

 
 
 
Successivi »
 

TAG

 

TI REGALO UN SORRISO

ti regalo un sorriso

...l'Albero degli Amici regala sempre cose belle

 

FACCIA DA OSCAR

faccia da oscar

Mi somiglia?

Me lo ha regalato

L'albero degli Amici

 

 

L'ALBERO DEGLI AMICI

 

ULTIME VISITE AL BLOG

Lalla3672belf9belf1oranginellagryllo73elvio93il_tempo_che_verraataponuovavita2011Strada_in_salitaE_L_Sbimbayokofrizzante52se_forse_mai
 

SIETE QUI DA

belf9

Min: :Sec

Vi ringrazio per avermi sopportato per tanto tempo.

 

AWARD

26/6/2008 Ringrazio l'Albero degli amici per avermi conferito il premio

 

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

SIETE IN

hit counter
 

MALCAPITATI PRESENTI

immagine

 
Citazioni nei Blog Amici: 31
 

ULTIMI COMMENTI