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IL PICCOLO PRINCIPE DI SAINT EXUPERY- 70° ANNIVERSARIO

Post n°301 pubblicato il 14 Luglio 2014 da marialberta2004.1
 
Foto di marialberta2004.1

clicca sull'immagine

CITAZIONI  dal testo, nel successivo post n. 300 

MariaAlberta Faggioli Saletti 

Saint Exupéry Antoin, Il piccolo principe. 70°ANNIVERSARIOConle illustrazioni dell’autore. Prefazione di Nico Orengo, Tascabili Bompiani,LXXVI edizione, Milano gennaio 2013 (Gallimard 1943, Bompiani RCS Libri1949/2013), euro 7.90.

 

Pubblicato nel 1943, si è celebrato nel 2013 il 70° anniversario de Il piccolo principe, una ricorrenza particolarmente sentita, perchè coincidente con la scadenza dei dirittid’autore.  

L’autoreè Antoine deSaint-Exupéryscrittore e aviatore francese (Lione29 giugno 1900 Mar Tirreno31 luglio 1944). La prefazione di Nico Orengo ribadisce l’autobiograficità doppia dell’autore che fin dalle sue prime letture, a sei anni, ha amato fantasticare su foreste primordiali, sui serpenti boa e sulle stelle.  

Il Piccolo Principe, è un racconto/romanzo breve, per ragazzi e adulti, nato come libro illustrato nel quale i disegni acquerellati dell’autore non sono meno importanti delle parole. Come la dedica iniziale a un amico, sulla quale riflettere.  

Tradotto in 200 lingue, venduto in milioni di copie (145 milioni -Salone del libro 2013), rilanciato in versioni teatrali, radiofoniche, antologiche, è soprattutto un’opera letteraria con le domande profonde su amore, amicizia, senso della vita che ci fanno capire perché essa conservi intatto il suo fascino, tanto da essere considerata uno dei libri più amati della letteratura occidentale pubblicata dopo la seconda Guerra Mondiale. Fra le pagine infatti è contenuta la ricetta più efficace dell’amore capace di sconfiggere solitudine e malinconia: anzitutto l’immaginazione, la scelta di vivere in un mondo dove tutto sia piccolo, poi il saper pensare a ciò che si ama e imparare a dissetarlo.

Negli ultimi anni, Il piccolo principe  è divenuto un testo-chiave nei Corsi di formazione  per manager, dirigenti di aziende e di organizzazioni, ed è testo di riferimento nella Biblioterapia, per “promuovere l'empowerment della persona, lo sviluppo delle risorse e il potenziamento delle life skills: autostima, autoefficacia, empatia».

 

In breve il resoconto: il protagonista è un pilota  (l’autore), costretto ad un atterraggio di fortuna in pieno deserto del Sahara, a causa di un guasto del motore, il quale racconta di essere stato svegliato all’alba da una strana vocetta che gli ha chiesto di disegnare una pecora.  

Quello che parla è un bambino dai capelli d’oro (il Piccolo Principe) che ride e non risponde alle domande degli adulti.

Il Piccolo Principe fa conoscere al pilota il suo piccolo pianeta, con pochi cenni, sufficienti a far comprendere la sua vita malinconica e tanto solitaria che deve distrarsi guardando i tramonti: “Sai, quando si è molto tristi si amano i tramonti”(cap. VI).

Il pilota scopre così che il «Piccolo Principe» viene probabilmente dall’asteroide B 612 (un pianetino) dove possiede tre vulcani (di cui uno spento) e una rosa, ma non saapprezzarli, e che egli ha lasciato il suo pianetino alla ricerca di uomini.

Prima di arrivare sulla Terra, il Piccolo Principe ha visitato altri pianeti e incontrato personaggi bizzarri e strani: un re che semplicemente crede siano suoi sudditi tutti quelli che incontra (di conseguenza sa solo dispensare ordini), un vanitoso rimasto da solo, un ubriacone, un uomo d’affari, un lampionaio (fedele all’impegno di accendere il suo lampione), un geografo importante.

Sulla Terra, questi personaggi sono in gran numero, ma il Piccolo Principe capita nel deserto africano dove incontra solo un fiore, la rosa del deserto la quale gli dice che gli uomini sono difficili da trovare, dato che non hanno radici nella terra (come ha il fiore).

La rosa, appena giunto sulla Terra, gli ricorda il fiore del suo pianeta il quale affermava vanamente di essere unico in tutto l’universo. 

Nel deserto c’è anche una volpe (la volpe del deserto) la quale gli confessa il desiderio di essere “addomesticata” e gli spiega che “addomesticare” significa creare dei legami tali da far sentire unici l’uno per l’altro.

Ma, per creare legami dopo un incontro significativo, occorre tempo. E’ il tempo dedicato a ciò che amiamo a renderlo unico, "essenziale", perché “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

 

Sono trascorsi otto giorni nel deserto, durante i quali il pilota ha ascoltato il racconto del bambino, ma l’aereo non è ancora del tutto riparato, ed è terminata la provvista di acqua. Entrambi hanno sete e, dopo aver incontrato il Mercante delle pillole perfezionate che calmano la sete per una settimana (per guadagnare tempo), non si accontentano della “facile felicità”, anzi, decidono di partire, perché  ritengono che valga la pena impiegare proprio quel tempo per cercare un pozzo. 

Dopo una lunga giornata di cammino, arriva la notte e i due viaggiatori vedono finalmente una duna per riposarsi, ma il bambino è talmente affaticato che si addormenta, così, per proseguire, il pilota lo prende in braccio. 

Quando finalmente trovano il pozzo (dotato di carrucola, corda e secchio) e lo svegliano, entrambi capiscono come mai l’acqua sia più di un alimento, un vero dono scaturito dal lungo cammino sotto le stelle, dalla fatica, dal canto della carrucola. Ormai il Piccolo Principe ha capito che deve tornare sul suo pianetino, per ritrovare la sua rosa. Solo la cura e il tempo che dedichiamo a qualcosa (una rosa!) la rendeunica al mondo, anche se ne esistono tante altre: “è il tempo che tu haiperduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. Così è l’amicizia. 

 

Prima di partire, però il Piccolo Principe viene morso da un serpente velenoso. Il suo mondo è troppo lontano, per questo deve abbandonare la sua «corteccia».

Anche il pilota, che è finalmente riuscito a riparare l’aereo, parte lasciando dietro di sé il deserto, non prima di aver espresso il desiderio di imbattersi nuovamente nel Piccolo Principe, con l’aiuto dei lettori che lo avvisino, se lo incontrano: “Se un giorno un bambino vi viene incontro, se ride se ha i capelli d’oro se non risponde quando lo si interroga voi indovinerete certo chi è. Ebbene siate gentili! Non lasciatemi così triste: scrivetemi subito che è tornato”.

 

Una fiaba moderna in cui l’eroe attraverso prove faticose e dolorose, riesce a conquistare maturità consapevole e saggia, gioiosa e felice.

 

 

 

 
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