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Papaveri: Testo di Daniele Boldrini - Recensione di Maria Alberta Faggioli Saletti
Post n°302 pubblicato il 14 Luglio 2014 da marialberta2004.1
Tag: BOLDRINI DANIELE Papaveri: Testo diDaniele Boldrini- Recensione di Maria Alberta Faggioli Saletti TESTO “Fuori, nel mondo, a consolazione, s’annuncia, libera, primavera. Io come ogni anno ne leggo il suo più gran trionfo nei papaveri, fiori che non smettono d’affascinarmi. Adesso credo anche d’aver capito perché tanto colpisca quel rosso, unico rosso,mirabile commistione di vermiglio scarlatto e viola, che in certo atteggiarsi dei petali finge la rosa. Ed è che i papaveri, a ben guardarli tra le corolle e i gambi pronti a rilanciare altro rosso dalle capsule fino a ieri dormienti, son posti dal suolo e dall’erbe su piani in file diverse, sì che il sole può facilmente filtrare tra quei rossi veli quasi impalpabili,magnificandone come traslucido il rosso che anche il vento sparpaglia di là dalla sua stessa presenza”.
RECENSIONE Daniele Boldrini ha dedicato l’ultima prosa poetica al papavero, ad un fiore anziché a un albero come di consueto. La rasserenante primavera, copiosa e lieta, ogni anno, sparge a piene mani il rosso trasparente e luminoso (traslucido) dei papaveri tra il verde dell’erba sotto il sole. Il poeta solitario, colpito e attratto dal colore unico, … mirabile commistione di vermiglio scarlatto e viola, osserva i particolari, petali, corolle, gambi e capsule, intessendo un dialogo con il lettore (in certo atteggiarsi dei petali finge la rosa) arricchito da immagini (rossi veli quasi impalpabili, che il vento sparpaglia di là dalla sua stessa presenza) le quali accennano alla potenza della fragilità del fiore rispetto alla forza del vento. Il tema della sintonia totale con la natura è come sempre dominante nei componimenti di Boldrini: qui sono presenti suolo, sole e vento. Proprio questa armonia piena evoca un’atmosfera estatica, espressa con discorsiva musicalità tendente al lirismo, che fa cogliere al lettore una diversa profondità. A completamento della recensione, ricordiamo, sui papaveri rossi, il punto di vista letterario di due grandi scrittori, Giovanni Verga e GabrieleD’Annunzio che ci segnalano ulteriori significati intensi. Nella novella di Giovanni Verga, “La Lupa”, i “manipoli di papaveri rossi” sono fortemente simbolici della passione, della vitalità e fertilità ma anche della morte e rinascita. Infine, in una lirica dell’Alcyone di D’Annunzio, il campo di rossi papaveri, fiori che ricordano al poeta il sangue versato sui campi di battaglia, sono simbolo legato alle vittime della guerra: Vidi campo di rossi/papaveri vasto al mio sguardo/ come letto di strage,/ come flutto ancor caldo/ sgorgatoda una ecatombe./ Non mai più fervente rossore/ veduto avean gli occhi mieigrandi,/ e tutta la mia vita tremava/ dalle radici/ come s'io mi svenassi/ sulsacro tuo suolo/ con vene giganti. (GabrieleD’Annunzio, "Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi", Terzo libro-“Alcyone”, Ditirambo I, vv. 69-80).
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