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QUASIMODO TRADUTTORE, Lirici greci (1940)
Post n°340 pubblicato il 17 Maggio 2016 da marialberta2004.1
Tag: QUASIMODO SALVATORE CLICCA TAG, in alto a sin., poi CLICCA QUASIMODO,per altre notizie su QUASIMODO, e per la Bibliografia Maria Alberta Faggioli Saletti Quasimodo traduttore, Lirici greci(1940) E’ con il volume intitolato Lirici greci, definito subito capolavoro d’interpretazione, che Quasimodo inizia la luminosa carriera di traduttore. Lirici greci è dunque un’importante tappa nel percorso di traduzione poetica e di poesia, una nuova interpretazione di testi greci nel moderno linguaggio poetico portato in auge dagli ermetici. E’ comunque una versione lontana da quelle dei letterati illustri. Dice LucianoAnceschi che Quasimodo “riuscì a piegare per la prima volta la parola poetica contemporanea (quella dei ‘lirici nuovi’) all’interpretazione dei ‘classici’, e specie dei lirici greci” (Le poetiche del Novecento in Italia, cit., p. 216). La nuova creazione congiunge la lirica antica a quella del Novecento e al tempo stesso conferisce al linguaggio poetico moderno un’icasticità “classica”. Per assicurare il “canto”, cioè la resa poetica globale, Quasimodo studiala traduzione ed elabora i metri, usando parole moderne dall’intenso valore poetico, che egli considera “equiliriche”. Dopo questo primo pieno successo, saranno veramente numerose le traduzioni a lui affidate, tanto che il loro elenco supera di molto quello delle sillogi poetiche, e dimostra la sua capacità di scrittore, la versatilità e la forza di adattamento, nonché l’ampio registro di voci in esse (nelle traduzioni) usate:successivo ai Lirici greci (1940), Il fiore delle Georgiche di Virgilio (1942), poi i Carmina di Catullo (1945), e passi dell’Odissea (1945), Il Vangelo secondo Giovanni (1950), le grandi tragedie di Eschilo (1949), Sofocle (1946, 1951),Euripide (1964), Dalle Metamorfosi di Ovidio (1959), ben sei drammi di Shakespeare (1948, 1950, 1952, 1956, 1957,1966), cui si aggiunge un’ampia scelta di liriche di poeti stranieri moderni.Ci si limita a citarne alcuni: Melville, BillyBudd marinaio, libretto per opera musicale (1949), Neruda (1952), Cummings (1958), Pound (1958), l’ungherese Petofi. I primi anni Quaranta sono per il poeta un momento di grande splendore cui seguiranno lunghi periodi di silenzio. Il Quasimodo traduttore, anzi “ricostruttore”, che sperimenta, dopo aver scartato ed eliminato,ci aiuta a capire la sua poesia, così diversa, e così classica, immersa in una filosofia della bellezza, permettendoci di comprendere anche i toni alti e il rigore lirico degli ultimi componimenti. Ancora non è stato condotto un approfondimento critico che evidenzi gli influssi su Quasimodo dei tanti poeti da lui tradotti (Carlo Bo, La grande lirica del Novecento, “Salvatore Quasimodo”, in Storia della Letteratura Italiana, cit.). Scegliamo alcuni versi di Saffo, e un Carme di Catullo: Tramontata è la luna/e le Pleiadi a mezzo della notte;/anche giovinezza già dilegua,/e ora nel mio letto resto sola (Saffo, “Tramontata è la luna”); Miprometti, vita mia, che questo nostro amore/sarà eterno e felice.. O grandi dei,/fate che sia vero ciò che promette/e che lo dica dal profondo del cuore;/potremo così mantenere per tutta la vita/questo sacro giuramento d’amore senza fine (Catullo, “Mi prometti, vita mia, che questo nostro amore”).
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