|
|
|
Area personale
Contattaci...
video di CONGUS
Menu
I miei Blog Amici
- Elogio della follia
- MaD In SiCiLy
- La stoppa
- stoppa con noi
- Modugno Poker Tour
- Quid est Vanitas? .... dopo qualche peripezia...
- MENTRE TUTTO SCORRE
- La fornacella
- S_CAROGNE
- Sunrise
- Emergenza Alcolismo
- Trani a gogò
- la luna e i falò
- Kolben@
- AMO ESSERE VANITOSA
- Serendipity
- lupinus albus
- C.S. ORATORIO
- "IL MIO TANGO"
- Ocean Drive
- di MMeDDuSSa
- Fronde nere
- pensieri e parolacce
- Patate, Riso e Cozze
- Puzzle mentale...
- FantaCULO!!!
- il ritorno
- Fiesta
| « COSTUME E SOCIETA' NEI ... | SERPENTE » |
Modugno Stop Tour... Recensioni
M.S.T. "recensioni" a cura di sara_1971 Dove bisogna cliccare per bannare un libro? Perché a volte un click serve più di dieci righe di puro entusiasmo o totale rigetto. Lasciate perdere le gocce per dormire... Bastano quattro o cinque righe di Caos Calmo dopo i pasti per cadere in un sonno profondo e ristoratore. Vorrebbe essere un libro, questo di Sandro Veronesi, sul dolore esistenziale, quello sordo ed implacabile che non si percepisce esteriormente, e invece riesce ad essere solo un polpettone farcito di nulla: tutto sommato una pietanza ipocalorica e poco appetitosa. Innocua, se non fosse per i 17,50 euro spesi. Pietro Paladini, direttore di una pay tv, è un manager di successo che diventa improvvisamente vedovo una mattina d’estate mentre salva la vita a una sconosciuta sulla spiaggia: l’esordio non sarebbe poi malissimo se non fosse seguito da 400 e rotte pagine che tutto fanno fuorché tenere alto il livello di interesse per il seguito della storia. Perché Paladini, presumibilmente sconvolto da un lutto inaspettato, inizia così a trascorrere tutte le sue giornate davanti alla scuola della figlia in attesa che lei esca, diventa un confessore per i personaggi della sua vita, il fratello, il capo, la cognata, la segretaria che a turno vanno a trovarlo nella sua auto (SIC!), certi che lui sia lì, nei giardinetti davanti alla scuola, ad emanare quiete e a regalare preziosi attimi zen. Le colonne sonore dei Radiohead sono il testo più interessante che potrete leggere e questo la dice lunga. La scrittura fluida ma lontana dall’essere incalzante accompagna una trama banale, lenta, e personaggi statici. Il ritmo è stonato, la frenesia si disperde, l'ossessione diventa ragionativa, la narrazione indulge alla chiacchiera e per questa perdita di armonia la storia naufraga prima ancora di aver preso il largo. Irritante, sì irritante è la parola giusta se si pensa che il romanzo ha vinto il premio Strega. La critica più benevola asserisce che “chi non ha vissuto un dolore cosi' forte da spaccare il cuore può pensare che questo libro sia strano”. No, permettetemi di contraddirvi: chi ha vissuto un dolore così forte ha il diritto di definire alterigia il voler scrivere di esso senza averlo provato. E’ sempre sgradevole cercare di spacciare la noia mortale per profondità, siamo sinceri. Le atmosfere e, oserei dire, le ambientazioni non intrigano e non commuovono e il segnalibro viene riposto senza l’ombra di un rimpianto. Il capitolo dedicato alla e-mail del drogato va necessariamente saltato: nel caso in cui il lettore fosse comunque perversamente intenzionato a farlo proprio, può buttarlo giù tutto d'un fiato, esattamente come certe medicine dal sapore sgradevole. Non c'è anima, non c’è necessità di scrivere in questa cattiva imitazione di Joyce che riesce ad essere solo sintesi pedagogica del destino umano: la sofferenza è raccontata ma mai davvero espressa. E siccome al mondo di sofferenza ce ne è tanta si invita cordialmente l’autore ad occuparsi semmai di quella, anziché di una volgare imitazione cartacea. Una carrellata di protagonisti falsi, antipatici e alquanto inverosimili che non rappresentano la superficialità ma viceversa ne sono affetti, flashback ed avventurosi esami prospettici serviti come contorni indigeribili, bestemmie che dovrebbero risultare blasfeme e invece strappano una mesta alzata di sopracciglio: insomma il lutto di questa narrazione va elaborato in più giorni affinché ci si possa nuovamente avvicinare ad un libro in serenità. Ma siamo buoni: un personaggio davvero stimolante è Lara che, con rara saggezza, abbandona il romanzo nelle prime pagine. E il perché in questo caso non mi sembra necessiti di ulteriori spiegazioni. E poi il salvataggio della donna in mare con contemporanea erezione può servire da spunto in qualche film hard, per esempio. Per inciso: la scena di sodomia è intrisa di un moralismo laico piuttosto che di una etica spirituale e non si spinge oltre la descrizione di un rapporto grottesco condito da segni e coincidenze pseudoreligiose ridondanti e faticose. Pretenzioso è il termine più consono ad un libro interessante solo nelle intenzioni: corre dei rischi che non riesce a gestire ricorrendo ad un'alchimia che non funziona. Questo è un buon esempio di letteratura di riciclo: da leggere solo se qualcuno ve lo presta. Leggende metropolitane asseriscono che siano stati necessari quattro anni per scriverlo. Circa lo stesso tempo viene impiegato dal lettore che vi si accosta impreparato, sempre che lo stesso perseveri nell’impresa dopo le prime 30 pagine. POTEVAMO FARNE A MENO!
Consigliato a: chi ha bisogno di qualcosa di pesante per fermare la porta del bagno, chi soffre d’insonnia, chi si vanta di riuscire a leggere qualsiasi cosa. Può avere effetti lassativi perciò va assunto sotto diretto controllo del medico.
Sconsigliato a: tutti quelli che amano leggere ma soprattutto leggersi!
Postilla: Non sarebbe sbagliato ricordare al logorroico autore che è davvero di cattivo gusto citare se stessi!
|
|






Inviato da: puzzle bubble
il 03/05/2012 alle 15:47
Inviato da: CoachFactory
il 20/12/2011 alle 08:35
Inviato da: CoachFactory
il 20/12/2011 alle 08:34
Inviato da: CoachFactory
il 20/12/2011 alle 08:33
Inviato da: storiainfinita
il 08/06/2009 alle 08:20