Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Agosto 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

fedechiarabuirtangiolino.massolinigenenriYuliviim_avoliofrisinadariopatt710costanzatorrelli46nicoletta.cafcb.studioPierin25eugeniov65aramar1959
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

Valanghe e boati.

Post n°1711 pubblicato il 02 Agosto 2021 da fedechiara
 

E' l'effetto valanga. Un crescere impressionante della massa nevosa che raccoglie quantità sempre maggiori di sedimenti ghiacciati nel suo precipitare a valle e un boato terribile la accompagna. Boato, parola perfetta per raccontare il sonoro esplodere di una tragedia naturale, ma anche di una tragedia civica, di questo nostro tempo di valanghe pan/infodemiche incombenti sui crinali delle nostre vite fragili.
E i 'boatos' dell'idioma portoghese bene riprendono l'immagine e il suono spaventoso di una valanga che precipita, riportandola nell'ambito di una informazione pubblica che sedimenta in cronaca - e acquista spessori impressionanti nel suo precipitare a valle dei milioni di televisori accesi nella case, curiosi piuttosto dei campioni olimpici e delle medaglie.
Ed eccolo il 'boato' di ieri della valanga infodemica. La Regione Veneto avvierà tracciamenti 'casa per casa' e condominio per condominio per scovare i focolai della temibile 'variante Delta' – della quale il verbo virologico dice che è spesso asintomatica e/o 'coi sintomi di un comune raffreddore'.
Ma la logica del cadere a valle di una massa incontrollata di pretese informazioni accumulatesi nel corso di un biennio maledetto orienta i commenti delle redazioni dei tiggi verso 'l'aumento dei contagi', sempre loro - con un filo rosso di letti di ospedale in aumento nei padiglioni dedicati e una spolverata di terapie intensive che, ca va sans dire, sono 'quasi tutte' di non vaccinati.
Ettepareva (neologismo fedechiariano).
E sono davvero curioso di come avverrà questo 'tracciamento' condominio per condominio. Se su accorta segnalazione del signor Vianello (equivalente al 'signor Smith' degli inglesi), condomino del terzo piano, scala C, da sempre avverso, nelle rabbiose assemblee semestrali, alla signora Scanferla, del quinto piano, per torti immensi e sguardi rabbiosi consumati in anni bisesti e mai dimenticati.
E non pare dubbio che qualche vendetta storica e all'ultima delazione si consumerà e si tornerà al fatidico 'Dagli all'untore!' delle pesti manzoniane se, dal quarto piano, un condomino panciuto in odore di 'no vax' si azzarderà a sbattere di sotto la tovaglia con le briciole fatali (untorelle pure loro anzichenò).
Appuntamento su questi schermi nell'autunno prossimo - che già avvertiamo nelle frescure post temporalesche di questi nostri giorni di infamia 'greenpass'. Ad maiora.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante natura e pista da sci
 Dal bugiardino Astra Zeneca. Della serie: 'Viaggiare informati'.


  • Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo
Basta la salute? (Bellissimo articolo.)
(...) Certo, il filosofo non ha l’autorevolezza scientifica del medico o del virologo nel loro raggio specialistico di competenza: ma vede più lontano di lui, e vede il contesto; affronta il rapporto tra l’umanità e i pericoli, la paura, la malattia, il rischio, l’alienazione. Non giudica il siero ma il pensiero. E affronta le ricadute delle misure sanitarie sulle persone, sulla società, sulle libertà politiche, sui rapporti tra gover…
Altro...

 
 
 

Dell'infinito affanno.

Post n°1710 pubblicato il 01 Agosto 2021 da fedechiara
 

01 agosto 2014
Sarà di destra o di sinistra chiedere, auspicare, organizzarsi e agire politicamente al fine che le troppe tragedie regionali mediterranee non diventino automaticamente infiniti 'barconi' che approdano sulle nostre coste - e non sappiamo più dove stiparli e le cronache di conflitti sociali e degrado urbano ne conseguono inevitabilmente e ci indignano e ci fanno arrabbiare?
Sarà di destra o di sinistra o 'leghista' il pensare ai nostri Sessanta-Ottanta - anni di discreta crescita economica e benessere e posto di lavoro fisso, e le città fiorivano e si rinnovavano architettonicamente malgrado la maledetta corruzione degli affari e degli appalti - come a una sorta di età dell'Oro, paragonata a questi nostri giorni di affanno e infamia in cui condividiamo la miseria e il non lavoro e i continui tagli al welfare con i nostri ospiti immigrati da noi da ogni tragedia regionale mediterranea?
E se Obama chiede al Congresso i poteri necessari a rincrudire e rendere più efficace la lotta contro l'immigrazione clandestina del vicino Messico gli toglieremo il Nobel per la pace e l'aureola di 'primo presidente nero' delle immense speranze di riscatto del 'terzo mondo' che si è fatto 'melting pot' esemplare in quella lontana nazione?
E sarà pure una 'vendetta della Storia' questo disperato affluire e formicare di indigenti e poveri da ogni parte del mondo, - una ri-scrittura de 'Il Capitale' di Marx - ed è vero che 'non hanno da perdere che le loro catene', ma se poi li ritroviamo mendichi a centinaia per le strade delle nostre città e dediti a spaccio e piccoli commerci illegali, sarà questo il 'paradiso in terra', la 'terra promessa' la 'salvezza' e l'orizzonte di futuro che sognavano solcando le onde e rischiando la vita propria e delle loro donne e i figli per un sogno sbagliato?
p.s. C'è un bell'articolo su tanta questione di Timoty Garton Ash - su 'la Repubblica' di oggi - che non riesco a trovare e copincollare. Ne hanno dato parziale lettura a 'Prima pagina'. Merita di leggerlo.




Nessuna descrizione della foto disponibile.
 ·
Torri di Babele tutt'ora in costruzione. 01 agosto 2018

Nella confusione delle lingue di Babele in cui viviamo immersi uno stesso fatto viene nominato diversamente secondo convenienza e sentire politici. Ed ecco che il 'salvataggio' in mare di 100 e uno migranti da parte della nave italiana Asso 28, coordinata dalla guardia costiera libica - a cui abbiamo fornito navi ed addestramento specifico proprio per questo genere di interventi in mare già al tempo di Minniti agli Interni e oggi con Salvini – viene ad assumere connotazioni di tregenda e tragedia nel titolo suggestivo de 'Il Manifesto'.
'Ritorno all'inferno' titolano i valenti giornalisti all'estrema sinistra dello schieramento buonista e nessuna lode ai salvatori che hanno riportato in porto e a terra i 'migranti', chissà perché.
E se la Libia è un inferno, nell'immaginario costantemente apocalittico di costoro, il mettersi in mare volontariamente (e pagando fior di denari) stipati in numeri esorbitanti su fragile navicella e/o barcone/gommone scientemente scassato al fine di giustificare la nomea di 'naufraghi' e 'naufragio' e il 'salvataggio' conseguente a norma di 'legge del mare' dovrebbe ugualmente essere bollato negativamente e indicato quale cosa che 'non s'ha da fare' perché è grimaldello criminale di scafisti e commercianti di morte (complici le vittime che pagano loro l'obolo mortifero) a cui non importa un fico secco dell'esito della mala azione di procurato e sistematico naufragio: se di annegamento collettivo o di riuscito 'salvataggio' concordato con la o.n.g. di turno opportunamente avvisata del misfatto col telefono satellitare.
E davvero non c'è modo di conciliare i due opposti schieramenti e indurli a usare un linguaggio comune basato sull'osservazione meticolosa dei fatti accaduti in mare e delle parti in commedia, (pardon: 'tragedia') al fine di evitare l'apparizione in internet di quei disgustosi e osceni titoli sui giornali e giornaloni faziosissimi (la Stampa, Repubblica, il Corriere) ed in video e in voce sui telegiornali - tutt'ora schierati, come un sol uomo, sul fronte buonista e accogliente a sproposito e ad oltranza, ad onta del fatto che il 60 e più per cento degli italiani approva l'operato del governo e, in particolare, del suo ministro dell'Interno e della politica dei porti chiusi e le o.n.g. al palo, ma che ancora si provano, piratescamente, a soffiare con destrezza alla guardia libica i pretesi naufraghi e scodellarli in Europa, il loro Bengodi.
La costruzione della torre di Babele non è mai stata sospesa, ahinoi, e finiremo per vederla svettare, in questo scorcio di terzo millennio di insania collettiva, più alta del più alto grattacielo mai costruito – monumento alla tragedia umana dell'arroccarsi sulle proprie posizioni politiche, incuranti del buonsenso e del senso delle proporzioni e della capacità/possibilità di convincere i concittadini delle proprie buone ragioni.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Boom! Bang! e razzi sibilanti.

Post n°1709 pubblicato il 31 Luglio 2021 da fedechiara
 

'Il problema del nostro tempo è l'accettazione del disordine.' affermava cinque anni fa Jannis Kounellis in un intervista. E se lo dice lui, artista dell'Arte Povera, la predizione è credibile, credibilissima. Non solo perché è un greco-italico per la sua lunga frequentazione della penisola – 'una faccia una razza', per intenderci – ma perché gli artisti, come i poeti, sono i soli credibili e disincantati predittori del futuro che ci aspetta.
Un futuro gramo di entropia sempre crescente - e ci vien da credere che la sicumera di Enscher quando affermava che : 'Ci piace il caos perchè adoriamo sottometterlo all'ordine.' fosse un azzardo già ai tempi suoi (sfociati in ben due guerre mondiali) e una qualche forma di ordine la si rintracciasse allora solo lungo le linee eleganti dei suoi disegni.
E la frattura di Marinetti e dei suoi artisti, succubi delle sue farneticazioni guerresche, fece esplodere quelle linee apparentemente ordinate nei colori sparati e vividissimi di Boccioni e nella furia immaginativo-omicida dei vortici e dei fumi degli obici che centravano le trincee: BUM BANG RAZZI SIBILANTI SBAAAM! - la grafica futurista della demenza e del martirio dei fanti i cui nomi oggi leggiamo sulle croci dei 'cimiteri di guerra'.
E riandare coi pensieri alle entropie incontrollabili del passato recente un po' ci conforta perché l'attuale disordine dei sette miliardi di persone formicanti per il pianeta e vaganti per mare sui barconi - da nessuno amati e malamente accolti per la trista e realistica predizione statistica dei futuri 'foreign fighters' e 'radicalizzati sul web' che usciranno dalle loro fila – sembra poca cosa di fronte alle due guerre dei nostri padri e bisnonni e ai milioni di morti che ne seguirono.
Che, se comparate con la presente 'guerra di religione' o 'guerra per soldi', - come oppongono i due schieramenti dei 'buonisti' e dei realisti impropriamente schedati 'a destra' dell'emiciclo sociale -, sembrano dirci che forse l'umanità futura vivrà ancora, chissà, qualche suo decennio buono di vita accettabile in un prossimo futuro.
E che, sbarazzattici dei Renzi e delle Merkel e degli Juncker e degli Schultz, forse appariranno governanti nuovi in quel che resterà dell'Europa capaci di misure efficaci di contenimento e argine del caos di uomini e popoli l'un contro l'altro armati e un nuovo ordine si disegnerà finalmente sull'orizzonte del futuro europeo e mondiale. Amen e così sia.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

La sindrome dei Salvatori.

Post n°1708 pubblicato il 30 Luglio 2021 da fedechiara
 

La raffigurazione di un Salvatore va di pari passo con l'idea di un pericolo costante, con le molte insidie del nostro vivere e, buon ultimo, con l'abisso del Peccato che ci inghiotte - che, spesso, è 'mortale' ed essere salvati dalla morte, vivaddio! è l'Apoteosi, la felicità massima, il Sogno e la Luce che illumina il buio della odiata mortalità.
Questo 'prima'. Prima del 'volemose bene' universale e amiamoci tutti appassionatamente nei modi che più ci piacciono e guai a discriminare tutti coloro che la Bibbia, in tempi lontanissimi e mitici, indicava quali abitanti di Sodoma e Gomorra, - luoghi del peccato e della insubordinazione umana contro la Legge divina e della Punizione conseguente.
E il bravo Francesco si è chiesto, di recente: 'Chi sono io per giudicare?', interrogato sul merito delle 'nozze gay' e dintorni - e della nozione di peccato la post modernità fa allegramente a meno perfino in punto di morte: momento topico di ogni e tutte le conversioni tardive e 'non si sa mai' e 'vedi mai che...'.
E, nel loro piccolo, anche i pro vax, ultimi arrivati nella categoria dei micro Salvatori dell'umanità, ci fanno credere che siamo nel peccato (mortale) se non ci vacciniamo tutti; e che siamo responsabili della propagazione delle 'varianti' indiane e salvadoregne e nicaraguensi e azerbaigiane perché loro, invece, il virus non lo replicano o, se mai lo replicassero, sarebbe in forma attenuata (dicono).
E questo loro Vangelo post moderno ha l'avallo di valenti virologi e scienziati, dicono; peccato che tutte le dinamiche della 'Nova Scienza' virologica siano tutte in fieri e soggette ad aggiornamenti pressoché quotidiani - e vedrete che, quest'autunno, tutto sarà rimesso in gioco e i novelli Salvatori torneranno ad essere 'i salvati' (glielo auguriamo di cuore) perché il vaccino li mette al riparo (dicono) dalle terapie intensive e le conseguenti intubazioni e ne è valsa la pena.
Ma già ci mandano a dire, i virologi e gli apostoli di Big Pharma, che gli anticorpi delle prime due punturine presto si ammosciano e si attenuano nei corpi dei Salvatori-salvati e durano, si e no, un sei settimane in piena erezione (in quei laboratori si va a spanne), poi bisogna rinnovare la dose – e saremo tutti punturine-dipendenti del nuovo business planetario del Terzo Millennio della Nova Scienza.
Ma, vedrete, se così fosse, che si lambiccheranno le infiammate cervici per scovare un qualche altro capo di imputazione contro i pervicaci no vax della libertà malintesa (dicono) perché l'umanità, da sempre si nutre dell'idea di Colpa e Colpevoli – e ieri erano i gay dell'hiv, però trattati con i guanti a causa del 'politicamente corretto', e oggi sono i no vax- untori e colpevoli replicatori delle mille varianti future note e di quelle ancora da conoscere e riconoscere e da combattere con sempre nuovi e potenti vaccini per la gioia dei Salvatori presenti e dei futuri.
In alto i cuori, sono rivolti a un futuro luminoso.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e nuvola

 
 
 

I moderni appestati e lo spirito folletto.

Post n°1707 pubblicato il 29 Luglio 2021 da fedechiara
 

I moderni appestati e lo spirito folletto.
Finiremo per vaccinarci contro ogni virus dichiarato letale o fatale, inclusa la 'viralità' che si riscontra sui 'socials' di dichiarazioni pro e contro il vaccino medesimo?
No perché non se ne più davvero dei peana di vittoria di coloro che sbandierano cifre di contagi in aumento e/o in regressione, frecce in su e il giorno dopo subito in giù, ma poi arrivano le cifre dei ricoverati da Israele a smentirle e/o circoscriverle - e neanche la Spagna si salva dalla supposta 'quarta ondata' e anche la Francia, nel suo piccolo, mette in campo il carro armato del 'greenpass' e 'speriamo che ce la caviamo' e l'autunno ci sia propizio, tocchiamoci di sotto con energia.
Che sono le moderne geremiadi di chi non sa più 'a che santo votarsi' - e le televisioni da due anni sempre clamanti ed echeggianti le 'grida' e il vano dibattere dei politici di ogni risma e partito, e sono i moderni templi dove gli appestati delle lontane epidemie si davano convegno e impetravano la guarigione con forte intensità e dotavano le statue dei santi dedicati di collanine e spille ed ex voto e le portavano in processione, incuranti dei malefici assembramenti che rilanciavano il maledetto virus.
E c'è un tale di mia conoscenza, sui socials, che 'ne ha fatto una malattia' del suo continuo dar contro e imprecare e maledire i no vax, a suo dire responsabili di ogni male passato, presente e del futuro.
E sospetto che prenda soldi sotto banco dalle Asl o che il Figliuolo gli abbia conferito il titolo di sergente incaricato di addestrare la truppa, ma non sa quale spirito folletto omicida ha suscitato perché quel tale è la reincarnazione di quella vera e propria macchina da guerra del sergente maggiore Hartman di Full Metal Jacket che, prima o poi, dovrà vedersela col suo grasso sottoposto, oltremodo vessato e vilipeso, che gli scaricherà contro l'intero contenitore del kalashnikov in dotazione, sentite ammè.

 
 
 
Successivi »