Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Il museo della follia e le altre storie.

Post n°3235 pubblicato il 16 Giugno 2024 da fedechiara
 

Il museo della follia e Alice nel giardino delle meraviglie. 16 giugno 2016

E se poi qualcuno vuol farsi un 'selfie' un filo originale vada a san Servolo dove aleggiano ancora i fantasmi della follia che vi fu reclusa, una mia zia compresa, - che, quando me lo raccontavano, mi correva un brivido su per la schiena e pensavo alle camicie di forza e agli elettroschok come oscena pena aggiuntiva a un destino cinico e baro fin dalla più tenera età - e tu guardati dalla scienza medica pretesa e dai suoi rimedi, che dalle malattie mi guardo io finché posso. Grazie Basaglia.
E un artista siriano ha costruito dei parallelepipedi specchianti che vi si riflette un giardino incantato e Alice nel paese delle meraviglie si rimira deformata prima che le compaia il Bianconiglio e inizi l'Avventura Fatale che ci racconta del Reale che intuiamo e dell'Irreale che ci avvolge e si mostra in questi giorni in cronaca colle oscenità quotidiane di un mondo pazzo - il più pazzo dei mondi possibili – dove i Diritti pretesi dai migranti si specchiano anch'essi deformati in un'Europa che ha perso la ciribiricoccola e predica, invece, e impone i suoi Doveri di rigore e bilancio in ordine ai paesi che 'non ce la fanno' – e non sa più quale sarà il suo Destino Ultimo sognato dai fondatori e quali le sue 'magnifiche sorti e progressive'; ma sorridiamo tutti insieme a quest'altro artista che illustra il giardino segreto che lo ospita con gli emoticons ricavati da vecchi badili di giardinieri pazzi che rivedi ammucchiati nelle vecchie foto di un museo della Follia che tutti ci riguarda.
ammucchiati nelle vecchie foto di un museo della Follia che tutti ci riguarda.
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Passerelle mediatiche di anatre zoppe.

Post n°3234 pubblicato il 15 Giugno 2024 da fedechiara
 

Il G7 è, di base, una passerella mediatica. Il lavoro sui temi in agenda è già pronto da giorni, grazie agli 'sherpa' e concordato tra i partecipanti, con qualche malumore maltaciuto di ex prime donne in odore di congedo anticipato. Potrebbe bastare un videoconferenza per dire il poco di interessante che quelle anatre zoppe e lo Stranamore d'Oltreatlantico hanno da dire.
Ed è una passerella piuttosto costosa per il bilancio dello Stato e, per taluni aspetti, spettacolino stucchevole e che alimenta il pettegolezzo più vieto sui giornali e in tivù.
Nell'ordine: Giorgia, la radiosa padrona di casa, è in rosa confetto e finalmente sfoggia un abito che non la castiga e le dà statura, onore al suo creatore (dell'abito, che avete capito?).
Macron è visibilmente acido e forse un filo rancido a causa della sonora sberla elettorale e per il timore che non gli riesca la mossa di vincere il secondo tempo giocando al mucchio selvaggio delle sinistre di ogni risma politica al grido rauco de 'Al lupo, al lupo'. Fascista, ca va sans dire.
Il lupo è fascista a prescindere, lavora 'in branco' (le note 'squadracce') per l'orso non si è ancora deciso è un giocherellone, come Bonelli e quell'altro suo compare di cui a tutti noi sfugge il nome. Ectoplasmi politici.
Molto amata dai giornali, anche quelli 'mainstream', i cosidetti 'giornaloni', è la foto dell'abbraccio tra la Giorgia Radiosa e il ricchissimo Sunak, bello e dannato a causa dei sondaggi sfavorevoli, ma che si gode la vacanza e i ricchi pranzi e le cene. 'Amo la cucina italiana.' pare abbia detto a margine, ma in tavola servivano il fagiano ripieno. In ogni caso: Ucraina forever, armi a quintali a Kiev e guerra per i prossimi quarant'anni, salvo imprevisti (termonucleari).
Biden-Stranamore viene ripescato più volte dalla Giorgia Radiosa mentre vaga nel prato con aria sperduta . Forse non gli ha giovato tenere a lungo la testa all'insù, a godersi lo spettacolo dei paracadutisti che sfarfallavano nel blu del cielo italiano (d.o.p.).
Del giapponese (c'era?) nulla ci è pervenuto. Gli orientali, si sa, sono riservati e molto 'zen', ma non conoscono 'l'arte della manutenzione della motocicletta', cara, invece, agli americani di una certa età e cultura.
La Von der Leyen ha avuto cura di mostrarsi sempre nelle retrovie con abitini chiari che sfumavano nella luce dello sfondo. Vuoi perché non è certa della sua rielezione, vuoi per non oscurare i primi piani dei convenuti maschi in debito di elettori. Di lei si ricorda un famoso summit con il turco Erdogan e un altro leader poco conosciuto seduti al centro della foto a ragionare di politica e la poverina in piedi, a lato, senza seggiola e visibilmente in imbarazzo.
Le donne senza velo non sono ben viste in Anatolia. Il 'ratto di Europa' a rovescio col bianco toro del mito libero di pascolare in lontananza.
Pettegolezzi a velo sulla negazione dei diritti lgbtrstz e dell'aborto – vigorosamente smentiti dall'Ospite Radiosa - per il resto nulla di nuovo sul fronte occidentale. Tutto va ben madama la marchesa, potete tornarvene a casa, la vostra passerella mediatica l'avete avuta, ora parla il Papa, l'eminenza nostra nazionale.
Parlerà di pace in un consesso di gente che più armata e bellicista non si può? Speriamo.
E speriamo che non gli scappi di bocca quella parolaccia, si quella lì ormai passata in giudicato nelle cronache.
No, non 'petaloso', la froc.....ne, che avete capito, una sua fissa.

Tutte le reazioni:
Biden e il paracadutista, la verità dietro il video che lo mostra “spaesato”: cosa stava facendo e la mossa di Trump
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Qui Radio Londra.

Post n°3233 pubblicato il 14 Giugno 2024 da fedechiara
 

Qui Radio Londra. - 14 giugno 2018

Forse il Caos contiene in sé tutto il possibile, una polla di acqua di mare che contiene 'in nuce' tutta la vita possibile futura, ma è certo che quel suo sviluppo potenziale e affascinante brulichio lo propone in forme a volte spaventose, al punto che l'umanità, in certe svolte della sua Storia, teme di non poterlo governare e presente la Fine ormai prossima – com'è accaduto nei lunghi anni di guerra contro il nazifascismo: che niente di sicuro era prevedibile e predicibile fino al congiungimento delle armate alleate coi soldati russi a Berlino e la morte nel bunker del Mostro, la personificazione del Male assoluto: il caporale Hitler.
E oggi non sappiamo che accadrà di questo mondo rotto: un big bang sociale che proietta le sue schegge impazzite per ogni dove - e a farla da padrone in cronaca sono i numeri altissimi dei migranti che andiamo a raccogliere nel Mare Lorum e li stipiamo dove possiamo. E i sindaci siciliani si mettono le mani sui capelli e lamentano che le strutture di accoglienza scoppiano e non bastano i soldi - e gli uomini del presente s-governo ripropongono il mantra e la geremiade che 'Ci lasciano soli e l'Europa non fa la sua parte.'
E non è chiaro che parte dovrebbe fare l'Europa: se accogliere tutti i profughi e i rifugiati che si affollano a migliaia sulle coste libiche o patteggiare coi governi africani un vallo di contenimento, una politica della dissuasione che pare cosa lunare, dato che le notizie che arrivano a chi resta in Africa e nel Medio Oriente da parte di coloro che 'ce l'hanno fatta' sono il detonatore di altre migliaia di arrivi di un esodo incontenibile e 'biblico', come lo definiscono gli stessi telegiornali.
'Si sta / come d'autunno / sugli alberi le foglie.' scriveva un nostro poeta dal fronte di guerra e, invero, non pare che la presente guerra delle migrazioni pacifiche e invasioni consegni sensazioni più leggere e armoniche note di speranza. E resta la curiosità, davvero massima, di sapere come evolverà questa nostra Europa i cui connotati vanno cambiando di anno in anno sotto la spinta di una migrazione epocale che somiglia, nel suo travaso incontenibile, alla crisi globale del lavoro e della produzione che si sposta dove minori sono i costi.
Un travaso che non cesserà se non quando i vasi comunicanti avranno pareggiato i volumi e sarà allora, davvero, un altro mondo da questo che ci affanna e ci sgomenta.
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Quell'entropia desolante che ci opprime.

Post n°3232 pubblicato il 13 Giugno 2024 da fedechiara
 

E mentre lotto, la mattina presto, contro la mia privata entropia (piatti da lavare, letto da riordinare e l'igiene personale e l'aspetto da curare) ascolto il resoconto dei drammi e dei conflitti dell'entropia massima che ci viene dal mondo in guerra (e fame e fuga dagli orrori e trasferimento in un orrore nuovo dei miseri e gli 'ultimi' in terre ostili).
Ed oggi è il G7 delle 'anatre zoppe' di 'color che son trombati' e vedono abbuiarsi il loro futuro politico a dirci del deflagrare maggiore dei conflitti in corso senza che alcuno di quegli imbelli capi di stato (che lucrano onori indebiti e ci costano un patrimonio) levi una parola di possibile mediazione e futuro 'apaisement' con l'est e il sud del mondo che si riunisce in Russia, invece, a dire di una contrapposizione feroce e senza speranza di un orizzonte di pace prima che noi si chiuda gli occhi desolati su un tal mondo di emme.
E mi piacerebbe sapere quale visione del mondo hanno i miei opposti di fede politica, quale orizzonte di futuro leggibile e passabilmente ordinato scorgono al di là dei loro privati rancori e bili per l'angusto spazio di opposizione politica che abitano e abiteranno, a detta dei maggiori opinionisti, per un tempo assai lungo, poveri cari.
E sui loro profili leggo asfittici improperi e vanesi insulti alla attuale leader che, sola vincente alle elezioni europee, ospita il G7 dei trombati e mi cadono le braccia e altro più in basso per il poco e stupido che si esprime, ahinoi, nell'agorà di Facebook in questa fase delle nostre vite mutilate di speranza.
E la Meloni, il 'nano Mammolo', a detta di un padre che non ha saputo bene educare la figlia al rispetto dei diritti fondamentali della persona (non si va in giro per il mondo a manganellare la gente sui crani, stando alle imputazioni da cui è stata 'salvata' con la criminale sua elezione al parlamento europeo) - pur se immersa anch'essa nell'invincibile gorgo entropico delle guerre e delle fughe epocali dei migranti dalle loro storie patrie - è l'unica che si barcamena con relativa destrezza diplomatica nell'agone europeo ed è la grande elettrice del prossimo presidente della Commissione e delle altre cariche connesse.
Qualcosa di più intelligente degli insulti e delle stupide derisioni e ammiccamenti cretini da evidenziare in bacheca, no eh, poveri cari, nostri oppositori immaginari?
Suvvia, stupiteci con un soprassalto di intelligenza collettiva.
Il vostro cervello può fare molto di meglio, lo so io e lo sapete anche voi, uscite dal torpore e dalla pigrizia mentale in cui vi crogiolate, il futuro dei figli e dei nipoti ce lo impone.
Letture consigliate:
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Dall Dall'autore di L' arca parte alle otto ULrich Hub L'ANATRA ZOPPA ela e la ILLustraxiOni di JörgMühle Jorg Mühle GALLINA CIECA Rizzoli"

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Le verità nascoste. L'onta di Cambridge.

Post n°3231 pubblicato il 12 Giugno 2024 da fedechiara
 

Le verità nascoste. 12 giugno 2016

 'La verità su Giulio Regeni', quel soprassalto retorico che ha infiammato il nostro paese – immemore di tutte le altre verità taciute o mal o mai indagate (le molte stragi italiche, ad esempio) – si arena, come era prevedibile, sulla spiaggia di Cambridge, luogo di silenzi colpevoli e di verità che mai verranno a galla, se son veri i sospetti che avanzavo fin dall'inizio di questa storia che non di una asettica ricerca universitaria da topo d'archivio si trattasse, bensì di un metter le mani e gli occhi e perfino dei soldi in un vespaio assassino, (tale è l'Egitto della satrapia militare di Al sisi), per conto di qualche servizio segreto occidentale interessato o incaricato di destabilizzare quell'area di immani conflitti post moderni e vera bocca d'inferno delle tragedie islamiche che affliggono/eranno l'Europa.

Qualcosa di simile a quello che si mostra nei primi venti minuti del film 'I tre giorni del Condor', per intenderci, e l'unico dubbio che ho è sul ruolo di Regeni: se di un ingenuo ricercatore male informato dei rischi legati alla sua ricerca o, invece, persona ben 'informata sui fatti' e sulle potenzialità venefiche delle vespe assassine che sarebbe andato a disturbare – un dubbio che non sarà mai sciolto; e il resto della storia è scritto sul suo corpo orrendamente straziato dalle torture.
E quella dolente figura di madre che va peregrinando di lido in lido e di video in video chiedendo e impetrando una impossibile verità sul figlio morto è figura tragica di un mito antico destinato a riproporsi nel tempo presente e futuro. Madre di verità taciute o negate, madre di dolori al cui passaggio alcuni si inchinano retoricamente e altri, platealmente, si girano di spalle e si attengono rigidamente ai consigli dei loro legali. L'onta di Cambridge.
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Giulio Regeni, il prof di Oxford:
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Giulio Regeni, il prof di Oxford: "Cambridge non parla perché vuole nascondere le sue...

 

 
 
 
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