Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Via dalla paura.

Post n°1323 pubblicato il 14 Agosto 2020 da fedechiara
 
Tag: je vole, oui

Io volo. Via dalla paura.

Se si eccettua il caso di coloro che hanno scommesso per disperazione sulla rapida scomparsa del virus Covid19/20 grazie a mascherine e distanziamento sociale rigidi e rigidamente imposti e vigilati (pie illusioni di persone che per le chiusure e i distanziamenti obbligati hanno perso il lavoro) l'atteggiamento delle persone quale si può leggere in rete e nei commenti agli articoli dei giornali dedicati sembra dividersi nelle due grandi faglie politiche di destra e di sinistra.

La sinistra, per le ovvie ragioni dell'essere ri-nata sotto l'egida disgraziata del Covid19 ed aver battezzato il suo s-governo con quest'emergenza su cui tira a campare è tutta a favore di severità nei comportamenti e minacce di controlli e sanzioni e predizioni infauste sull'autunno epidemico che incombe.
La destra, con vistose eccezioni, si riconosce, invece, in un'idea di insofferenza globale nei confronti di ogni chiusura, vedi le politiche di Trump e Bolsonaro (ma anche la Svezia) ed ha dalla sua le buonissime ragioni di un lockdown disastroso che ha ammazzato l'economia globale e di ogni nazione coinvolta.

E non ne è chiaro come ne usciremo e c'è chi ha in programma perfino una velleitaria marcia di liberazione dalla paura del Covid, ma più dal tirare a campare vergognoso dello s-governo giallo-rosso – caratterizzato ormai solo dagli annunci dei nuovi banchi nelle scuole e dai dissidi cronici tra Boccia e i governatori delle regioni sulla chiusura definitiva e tombale di discoteche e movide.

E, francamente, se ci sarà da schierarsi e fare outing politico e sanitario, io sto sulla faglia dei liberati. Liberati mentalmente dalla paura e dai rischi gravi di perdita della libertà personale di chi minaccia incautamente il ritorno del lockdown un giorno si e l'altro pure – e accetto ogni rischio personale legato a questa scelta, ivi compreso un eventuale contagio e il percorso sanitario conseguente perché la malattia della paura, del vivere con la paura, è mortale più di ogni altra ipotesi e, come diceva quel tale: 'chi vive con la paura muore ogni giorno'.

E voglio proporvi, a questo proposito, un inno delicato – che ha altri ambiti di applicazione quale colonna sonora del bel film 'La famiglia Belier', d'accordo, ma che commuove per quel suo insistere sul concetto di volare e prendere commiato dalle costrizioni e dalle paure di volare.

Oui je vole. N'importe où. Je vole.

 

MUSIC.YOUTUBE.COM
La Famille Bélier – Je Vole (Louane) La B.O du film La Famille Bélier est disponible : http://po.st/BELIERit Site official Louane : http://po.st/SiteLouane ...

 
 
 

Filosofiche sopraffazioni.

Post n°1322 pubblicato il 13 Agosto 2020 da fedechiara
 

 

Sono sopraffatto. Dalla 'legge morale in me' confusa più che dal 'cielo stellato sopra di me' (neanch'esso così chiaro per via dell'inquinamento luminoso). 
Trascuriamo per un attimo queste deliziose cartine interne ai baci perugina riferite al grande filosofo tedesco e proviamo ad applicare il concetto di libertà relativo alla legge morale di alcuni accadimenti recenti della scena pubblica planetaria.

Secondo Kant la legge morale è un dato di ragione, la troviamo bell'e confezionata dentro il nostro complicato gioco neuronico, non è un precetto esterno dettato da sedicenti profeti lontani nel tempo e riferito ad un inconoscibile Dio soprastante – che pure, bontà sua, ci riconosce liberi, secondo il controverso assunto del 'libero arbitrio' di cui godremmo e che sfida la sua divina onniscienza.

Ci corre l'obbligo, quindi, di supporre che, sia i manifestanti delle rovinose (fuoco e saccheggi) manifestazioni dei 'Black lives matter', sia gli infuriati islamici che hanno fatto 'fuoco e fiamme' a Bangalore affinché l'autore di un post contro Maometto venisse arrestato e punito severamente, sapessero che la legge morale dentro di loro vietava quei comportamenti distruttivi e violenti contro le leggi degli uomini e, se l'hanno fatto, è, forse, per invocare la superiore legge dei diritti fondamentali dell'uomo (i Black lives) e la legge divina di cui il Maometto si disse profeta, or sono millenni fa. Capite bene che non se ne va fuori, di questo passo.

Quale legge morale è superiore e quale inferiore in quei contesti? E, aggiunta post moderna di impianto illuministico, è lecito (e morale) dubitare delle 'verità rivelate' da sedicenti profeti di ogni tempo e latitudine e denunciarne l'eventuale falsità o dobbiamo sottostare a questi moti di piazza violenti che vorrebbero toglierci la libertà di esprimere il nostro pensiero critico qualchessia? 
Il dubbio filosofico (e politico) è di estrema attualità, considerati i fatti tragicissimi accaduti a Salman Rushdie dopo la pubblicazione del suo libro 'I versetti satanici' e il massacro di una intera redazione di laici incalliti a Parigi (Charlie Hebdo) da parte di due angeli vendicatori islamico-radicali.

E il dubbio che gli va a seguito è: se e quanto dobbiamo tollerare, noi uomini fedeli alle leggi, questo genere di insorgenze violente che nulla hanno a che fare con il democratico diritto a manifestare il proprio e l'altrui pensiero o se è bene fare come in Bielorussia e mazzolare 'comme-il-faut' i manifestanti violenti per ricordare loro che non tutta la libertà è lecita, bensì assoggettata alle leggi. 
Leggi degli uomini, ben si intende, che hanno valore morale e di vincolo fintantoché altre leggi, di altre maggioranze parlamentari, non intervengono a modificarle.

Questo avevo in animo di dirvi in questo afoso giorno di agosto 13 foriero di temporali e frane in montagna. 
Statemi bene e, se possibile, freschi. Aerare e rinfrescare i neuroni, pare li faccia funzionare meglio. (Facciamoglielo sapere anche agli infiammati islamici oggi in piazza a Bangalore.)

 

 
 
 

Ma quanto ci costa!

Post n°1321 pubblicato il 12 Agosto 2020 da fedechiara
 

Ma quanto ci costate! E che bassissima qualità politica ci garantite, maledizione!.

Un rapido confronto di dati sulla quantità di abitanti del Regno Unito, della Francia e della Germania – comparati con quelli dell'Italia – ci dice che l'Italia è fanalino di coda con 60 e rotti milioni contro gli 80 della Germania, i 66 e rotti del Regno Unito e i 67 della Francia.
Per contro, se paragoniamo il numero di parlamentari eletti, il numero dei parlamentari italiani risulta essere un terzo in più rispetto agli altri paesi, con il conseguente lievitare dei costi della politica e, chicca finale, godono degli stipendi più alti e vitalizi e altri benefici sconosciuti ai colleghi europei. 
Della serie: 'Facciamoci tanto male.'
Basterebbero questi dati comparati a dire il taglio dei parlamentari, di cui al referendum confermativo del prossimo settembre, cosa sensata e ragionevole per il risparmio stimato di oltre 15 miliardi dei costi della politica – come illustra l'articolo qui sotto con dati risalenti al 2013 (da aggiornare, quindi. al rialzo).
Ma la vittoria sicura al referendum dei partigiani dal taglio radicale (ma non troppo, considerato che ci allinea a paesi con numero di abitanti maggiore e le paghe dei deputati e senatori italiani invariate) non sembra essere dettata principalmente dai costi esorbitanti di costoro, bensì da una valutazione di merito sul lavoro e sulla qualità della politica e dei politici italiani – una palude di personaggi estratti a sorte più per supina fedeltà al partito che li candida che per doti personali di probità e competenza.

Malgrado queste evidenze di difficilissima contestazione leggiamo sulla stampa mainstream articoli di penne giornalistiche un tempo autorevoli che si ostinano (ostinazione davvero degna di miglior causa) a tacciare di 'populismo' quel provvedimento legislativo che andremo a confermare, intonando un bella ciao di liberazione nazionale.

Oh partigiano portaceli via, tutti quegli inutili parlamentari, che ci sembra di pagarli davvero troppo per la qualità dei servizi offerti e lo spettacolo indegno di decenni di palude politica miserabile e 'mercato delle vacche' parlamentare e 'gruppi misti' che si ingrossano e danno ricetto a transfughi che il partito di provenienza caccerebbe volentieri a pedate - e sono massa di manovra per vergognose 'manovre di palazzo'.
Ed è davvero buffo e, a tratti, esilarante leggere l'insostenibile leggerezza degli argomenti sfoggiati da quelle penne giornalistiche (sull'Huffingtong post di ieri ne troviamo due esempi preclari) che prevedono un terribile impoverimento di rappresentanza regionale e provinciale – come se la formazione delle leggi debba rispondere in primis ad una questua localistica piuttosto che ad un ben ponderato 'interesse nazionale'. 
Pollice verso e fuori i leoni. Alle urne! Alle urne!

ILGIORNALE.IT
Per mantenere il Parlamento si spende il doppio rispetto a Francia e Inghilterra. E il Colle ha più dipendenti di Buckingham Palace

 
 
 

Noi che diventiamo 'vintage'

Post n°1320 pubblicato il 11 Agosto 2020 da fedechiara
 


11 agosto 2014 · L'umanità che matura

A volte, dimenticare il libro a casa quando ci si reca nell'ambulatorio del medico, può giovare. Rovisti nelle riviste sul tavolino, una più scema dell'altra, ma capita di trovare 'Io donna' e scopri, nel leggere le interviste alle varie protagoniste femminili che esistono al mondo, donne straordinariamente dotate e talentuose e che pronunciano frasi come queste che incantano : 
'Per me un appuntamento romantico è quello con qualcuno che sappia ascoltare e stare con te senza fissare compulsivamente il telefonino. E' raro, sa, trovare oggi una persona cosi..' (Shailene Woodley, attrice – 'Paradiso amaro' - Colpa delle stelle' ecc.)

E perfino la Sabina Ciuffini, si, quella dei quiz con Mike Buongiorno, quella che, all'epoca, - noi impegnati in eventi decisivi che credevamo 'rivoluzionari', beata ingenuità -, ci pareva un oca giuliva rotta alle peggio esperienze di una tivù-cattiva maestra, Sabina, dicevamo, è oggi un incanto di 64enne, le cui sapide affermazioni e resoconti di vita vissuta ce la raccontano ben altra da quei supponenti nostri pensieri de 'la meglio gioventù' della rivoluzione.

Racconta Sabina: '… Con trenta milioni di spettatori mi trasformai in un gadget. (…) Avevo il terrore di finire sui giornali. Bastava per diventare, se posso dirlo, una puttana. Con autodisciplina imparai una doppia vita. I quiz e i collettivi femministi. (…)
E, sull'amore: 'Ci siamo amati per due anni. Non mi pento di nulla. (…) Va sempre alla stessa maniera: la spinta si indebolisce e tu non ami abbastanza la felicità che ti dà l'amore per alimentarlo con la dedizione. (…)

Orpodunbacco! Dubbio atroce : ma è cambiata lei o siamo cambiati noi, ex rivoluzionari - che oggi la più radicale rivoluzione possibile ci pare il rispetto della legalità e delle regole convenute e del codice penale? Ci saremo mica inteneriti (orrore!) per via delle varie e diverse vicende del vivere nostro quotidiano e per l'esperienza del dolore che, come diceva Ho ci min 'matura la nostra umanità' ?

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Mendichi e offesi

Post n°1319 pubblicato il 10 Agosto 2020 da fedechiara
 


10 agosto 2016 · Mendichi e offesi

L'osservatorio sui diritti umani continua a richiamare in cronaca l'altissimo numero di vittime annegate nel tentativo di violare la 'frontiera sud' dell'Europa e ci chiediamo se un'accorta politica di argine e contenimento e dissuasione e l'impedire le partenze dalle coste libiche ed egiziane e il riversare su quei paesi e governi la responsabilità morale degli annegamenti non ci avrebbe salvato dal presente caos dell'essere noi, oggi, il solo campo-profughi rimasto aperto in Europa - ed è significativo ed esemplificativo della cattiva politica immigratoria di Renzi e di Alfano e della loro rivoltante menzogna de: 'Salviamo vite.' il fatto che Sala, il loro campione a Milano, già ci abitui al futuro aspetto delle nostre città allo stremo della cosiddetta 'accoglienza': tendopoli a cielo aperto, caserme occupate da schiere di gente a cui non sappiamo/possiamo offrire un lavoro qualsiasi e li vediamo ad ogni angolo delle città mendichi e offesi nella loro dignità di uomini.

Stazione Centrale Milano Immigrati

 
 
 
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