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The end e lacrime di gioia

Post n°502 pubblicato il 27 Maggio 2018 da fedechiara
 

Ieri accadeva  - 27 maggio 2013

 

Sulla brevità è stato costruito il 'social network' chiamato Facebook. Brevi flashes sulle nostre vite che dovrebbero dare un'idea di 'chi siamo e cosa vogliamo' e di cosa nutriamo le nostre menti fragili. E ancor più brevi sono i 'cinguettii' di quell'altro suo concorrente che non ci fa mai mancare i fiati dei nostri politici e dei 'famosi', in aggiunta ai nostri. Come se non potessimo privarci dei fiati di una Santanchè o del Gasparri - che condanneremmo volentieri agli esercizi spirituali a vita in appositi conventi di clausura. 
E, interrogato sul senso che ha il cinguettare e vario cantare dei passeri e gli altri uccelli, un noto studioso del ramo rispose laconico: 'Non vogliono dirci niente.' Semplicemente cinguettano per dare aria alla bocca o per dimostrare di essere vivi, chissà.

E io resto basito di fronte alla perentorietà di certe citazioni di noti romanzieri che non lasciano scampo tanto sono ben dette e ci costringono alla riflessione collettiva - come certi, sbalorditivi e mirabili, 'tweets' di Linus, Snoopy e Mafalda. 
E una volta mi è capitato di leggere una sorta di versetto biblico che recita: 'Amare vuol dire non dover mai dire mi dispiace.' Che se ti capita di leggerlo sulle cartine dei baci Perugina ti vanno a stranguglione e li senti amari. Però è una 'vera verità', se ci pensi, perché sintetizza quel meraviglioso fluire di cose tutte giuste e perfette che appartengono al regno degli amori felici - e niente li turba ed è tutto un tubare e un abbracciarsi e uno scoppiare di incontenibile felicità e niente che dispiaccia, nemmeno la pioggia, e anzi i due amanti vanno danzando, appunto, come mostrava un noto film di altri tempi.

Ma a me, maledetto 'avvocato del diavolo' per vocazione e prassi consolidata, vengono a mente alcune possibili obiezioni che dovrebbero mitigare e rendere più dialettica quell'affermazione talibana, tipo : 'Mi dispiace non avere abbastanza soldi per comprarti una casa al mare.' Cribbio.
Ed è vero che l'amore non ha bisogno di una tale frivolezza, però aiuta a vivere e a dare ulteriore fuoco e fiamma a un amore che ha il sole dentro di suo.

E, forse, bisognerà assolvere il Berlusconi e credere che sia vero amore quello che ascoltavamo nelle intercettazioni: delle sue 'olgettine' che lo svegliavano la mattina e gli dicevano: 'Amore vuoi che vengo stasera?' (il congiuntivo non usa in certi ambienti). Perché lui le case al mare e un posto nelle liste elettorali e un appartamento più che dignitoso e la pelliccia o una bustina con un po' di denaro a fine serata non le negava a nessuna e il 'mi dispiace' gli è verbo intollerabile e lui stesso dice che loro, i berlusconiani, sono 'il partito dell'amore' a cui dispiacciono solo certe sentenze avverse dei 'magistrati comunisti'.

E finirò per convincermi che davvero l'Amore è una potenza assoluta – se ti fa attraversare indenne tutto l'Inferno in terra e il Purgatorio, e ti ritrovi accanto, poi, la Beatrice in Paradiso - e durante tutto quello straordinario tragitto non hai mai pronunciato un 'mi dispiace' che sia uno, bensì concludi con viso radioso, mirando il viso e il corpo dell'Amata: 'Amor che move il sole e l'altre stelle'.

The end e lacrime di gioia.  

 
 
 

Arte e buonismo. Ieri accadeva

Post n°501 pubblicato il 27 Maggio 2018 da fedechiara
 

L'Arte alle prese col buonismo 27 maggio 2015

E c'è un palazzo, qui in città, occupato manu militari e per intero da una quantità incredibile di artisti - e fino al sottotetto, magistralmente organizzato dai curatori con le travi secolari che sembrano più 'artistiche' delle opere esposte e interposte e miracolosamente sospese. 
E si son messi insieme artisti delle Seychelles, delle Filippine, della Mongolia insieme a tedeschi e statunitensi, e chi più ne sa più ne elenchi, nel dar vita a una kermesse artistica visitatissima e apprezzatissima – non come in altri palazzi parecchio deserti che ti fanno venire in mente come nell'arte contemporanea talvolta l'offerta superi la domanda e molti artisti non ce la fanno più a 'stupire i borghesi' con messaggi forti, troppo forti da strappare a un visitatore, a mezza bocca, un 'disgusting' che gli saliva dallo stomaco.

E quel desso ne aveva ben donde, trattandosi di una serie di fotografie e un video di un artista tedesco che raccontano una performance di donne ignude distese su croci e cosparse di sangue e folpetti neri e grigi dazu a completare l'immangiabile e incomprensibile menù.

E il sangue attrae un sacco i pensieri dolenti di molti artisti – se perfino la Marangoni, al Pesaro, ci mostra un lungo filo al neon rosso-sangue che parte da una struttura circolare sospesa sull'acqua e sale, sale – e le fotografie all'interno della sua sala ci parlano e denunciano l'intolleranza che dilaga nel nostro mondo di cinici e indifferenti; e quanto dovremmo essere buoni e generosi, invece e il Mondo trasudare amore universale e farsi carico di povertà e angosce, amen e così sia.

E, tornando a palazzo Mora (Strada Nuova) e ai suoi molti e diversi artisti che ne riempiono le sale con i linguaggi e le invenzioni le più varie, ci è venuto di soffermarci su un nastro trasportatore color del mare che trasportava due barconi pieni di gatti dorati migranti – e naturalmente era chiara la metafora e la denuncia di quell'artista tedesco dei tragici eventi quotidiani che hanno fatto del Mediterraneo una tomba liquida – andasse a dire ai suoi governanti, la Merkel in testa, che 'facciano di più' e 'non ci lascino soli', noi italiani, nel fare fronte all'arrembaggio di un intero continente in guerra e affamato e boko aram, che non sappiamo più dove stiparli, e, se qualcuno tra loro simpatizza con l'Isis, lo vedremo presto in azione rifocillato, col telefonino satellitare e con passaporto europeo in viaggio tra Siria e Gran Bretagna.

E c'è un tale che, invece, torna tranquillamente al figurativo e ci mostra dei moderni barboni alle prese coi molti oggetti di recupero della loro vita grama e, di fronte, un emulo di Caravaggio illumina volti e corpi con quella luce specialissima che fu del Nostro. E, qualche sala più avanti, un altro artista ci da resoconto fotografico di un suo specialissimo 'Dejeneur sur l'herbe' e speciale riflessione sulla Natura che abbiamo dimenticato e vilipeso - e mi veniva in mente la Susanna coi vecchioni, ma qui le Susanne sono due e molto ben disposte a vellicare il vegliardo che le accompagna a spasso nella foresta.

Andateci e divertitevi. In fondo l'Arte contemporanea mira anche a questo: a farvi pensare, si, ma col segreto proposito di sapervi segretamente felici (seppure esteriormente dolenti) nella vostra condizione di privilegiati e cinici. E che i 'barconi' mediterranei coi loro gatti dorati arrembino, che possiamo farci. Questi sono i tempi che ci sono dati da vivere.

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Il palo costituzionale

Post n°500 pubblicato il 26 Maggio 2018 da fedechiara
 

 

E' difficile immaginare il partigiano Sergio con in mano il mitra ancora fumante con il quale ha abbattuto l'intruso Savona – e ci evoca le immagini tragiche di Allende assediato all'interno della Casa Rosada – ma qui le parti in commedia sono rovesciate e si recita una commedia degli equivoci e la Costituzione è usata dal partigiano Sergio come clava per fermare il governo dei nuovi barbari e plebei che lo assediano e semplicemente gli fanno notare che una squadra di governo coesa deve essere fatta di uomini di 'comune sentire' col programma e contratto di governo; ed è difficile fargliela capire agli italiani che chi ha ottenuto i voti non può procedere oltre per 'vizio di forma'.

Ed era facile prevedere che anche la forma costituzionale avrebbe subito uno stravolgimento sotto i colpi dell'avversa fortuna elettorale e, se si andrà al braccio di ferro in parlamento e, di nuovo, alle urne perderà chi si aggrappa a una forma vuota e foriera di conflitti istituzionali – e chissà se, alle consultazioni prossime venture con la Lega al 30 per cento e il M5S pure non avremo la ventura nuovissima di un presidente della repubblica che si dimette mitra fumante alla mano pur di 'no pasaran.' 
E colui che, in una vignetta malevola – all'epoca della sua contrastata elezione - veniva raffigurato in veste di ficus beniaminum di Renzi poggiato sul balcone del Quirinale si rivela essere invece un solido palo costituzionale – di quelli che il Giusti avrebbe detto 'messo lì nella vigna' per sorreggere la fragile impalcatura costituzionale che dovremo seriamente ripensare e modificare sul punto dei leziosi minuetti che si ballano negli storici saloni condotti da chi, chi chi chi.

Tempi duri per gli ingessati presidenti in gessato quirinalizio. Chi vivrà vedrà.

 
 
 

I plebei alla presa del palazzo d'inverno

Post n°499 pubblicato il 25 Maggio 2018 da fedechiara
 

 

Continua l'aspra battaglia del partigiano Sergio, asserragliato nel bunker del Quirinale con in mano il mitra costituzionale con il quale intende stendere uno alla volta tutti i ministri nominati da Conte/Di Maio/Salvini che, a suo insindacabile giudizio, non rispondono ai requisiti di fedeltà all'Europa e ai suoi burocrati - anime morte che, dall'Olimpo di Bruxelles, continuano a dirci: 'Guai a sgarrare sui conti pubblici e a dare al popolo ciò che è del popolo.'

Perché, prima, bisogna dare al dio-Europa quel che spetta agli dei austeri e vendicativi: il sacrificio di uno sviluppo possibile che otterremmo in barba alle regole dei rigidi trattati (che lo stesso Renzi e Padoan dicevano di voler ri-negoziare, ma furono ridotti a più miti consigli) – quei trattati che sono corresponsabili della lunga crisi economica dalla quale faticosissimamente proviamo ad uscire.

E quello che il partigiano Sergio si ostina a non voler capire è che la forma non è la sostanza – e i suoi minuetti istituzionali e i suoi 'poteri di indirizzo' con i quali sgrida e rampogna i rozzi parvenus e i plebei sono destinati ad infrangersi su nomi che sono consoni al contratto di governo sottoscritto da Lega e Cinque Stelle. 
E se Salvini si impunterà su Savona ha la sue buone ragioni di indirizzo di un governo prossimo venturo e suo legittimo desiderio di mandare a dire a Bruxelles che 'qualcosa è cambiato' in Italia – ne prendano atto quelle anime morte olimpiche e se ne facciano una ragione di aver perso il consenso del gruppo di Visegrad, dell'Austria, della Gran Bretagna e dell'Italia, di qui a poco.

E giova ricordare, con Pitagora, che 'tutto è numero' – e sono i numeri della maggioranza di governo quelli che contano; e non si può inserire in una squadra affiatata e coesa sul programma e sul contratto stipulati un nome dissonante e gradito al Quirinale, destinato a suscitare conflitti e ad essere espulso, prima o poi, dal nuovo governo per fallo di ostruzione.

Per tutto quanto suesposto ci appare questione di lana caprina l'insistenza di Mattarella su cosa spetta a lui come potere di indirizzo e la insistente richiesta di allinearsi ai diktat dell'Europa.

Il rischio che corre è che salti tutto e si vada a un durissimo scontro in parlamento e a nuove elezioni, in barba a tutte le sottigliezze costituzionali da lui sollevate e dal suo cerchio magico di giornali e televisioni amiche e di obbedienza renziana. 
E l'esito – sono facile profeta – è che questa maggioranza di plebei e di parvenus che non intendono i suoi minuetti costituzionali ne uscirebbe ulteriormente rafforzata e il cedere le armi e la resa senza condizioni diventerebbero inevitabili, in una seconda tornata di consultazioni.

Speriamo che il week end porti più saggio consiglio dentro al bunker dei resistenti.

http://www.lastampa.it/.../lo-stop-del-colle.../pagina.htmlGestire

 
 
 

La tarantella dello spread

Post n°498 pubblicato il 24 Maggio 2018 da fedechiara
 

La tarantella dello spread

Vogliamo paragonarla alla 'presa del Palazzo d'Inverno'? Vogliamo. Anche se l'assedio era stato posto il 5 di marzo dalle milionate di voti 'populisti' e sovranisti usciti dalle urne e davvero, per il partigiano Sergio, era difficile e rischiosissimo barricarsi al Quirinale armato di un testo costituzionale che è come il corano degli islamisti radicali: c'è che lo dice testo di pace e armonia mundi e chi, invece, somma di istigazioni al martirio della jihad e all'assassinio con tutti i mezzi dei cittadini inermi detti 'infedeli'.

E, oggi, le anime morte che, sui giornali e le tivù, fanno corona al partigiano Sergio e lo dicono fedele interprete di quel testo - e inveiscono contro il Di Battista che sollecitava l'ingessato inquilino del Quirinale a darsi una mossa - si stracciano le vesti per l'inaudita pressione e l'assedio dei nuovi barbari e 'plebei' (Scalfari dixit) al palazzo d'inverno dei minuetti istituzionali e costituzionali e tuonano contro 'l'avvocato del popolo' che si è preso l'incarico manu militari, a sentir loro.

E io farò, invece, 'l'avvocato del diavolo' e dirò che il futuro non è dato ed è di difficile divinazione e che bisognerà aspettare di vedere le viscere del paese Italia, da qui a qualche mese e anno, per poter esprimere un giudizio di merito – e ne vedremo delle belle e sanguinolente, per stare alle dichiarazioni furibonde dei burocrati europei che si sono visti sfilare dalle tasche il blocco di Visegrad, prima, e poi l'Austria, la Gran Bretagna e oggi l'Italia dei pezzenti e dei plebei populisti e sovranisti- e chissà se finiremo come il Venezuela o se si darà una 'terza via' o se torneremo alla lira.

Intanto si balla la tarantella dello spread e facciamo fare il casquet ai mercati e alle borse e possiamo ben dire di essere 'una faccia una razza' coi consanguinei greci, ma forse diminuiranno gli arrembaggi dei barconi e qualche altro coniglio e colomba uscirà dal cilindro del prestidigitatore che ci farà esclamare coralmente: 'Oooohhhh!'. 
Coraggio, oh popolo di santi, eroi e plebei, siamo in ballo e si balla. Mostriamogli i nostri passi migliori, a quei parassiti dell'Europa che minacciano sfracelli e castighi.

... su musiche dei "Luna Nova" si balla una Tarantella calabrese con passi personalizzati e gestualità…
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