Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Resistenze di ioeri e di oggi

Post n°1532 pubblicato il 06 Marzo 2021 da fedechiara
 

La guerra contro il caos che ci ammala. Ora e sempre resistenza. 06 marzo 2020
C'è un dato di assoluta novità che emerge dal marasma mediatico del corona virus, come un bianco iceberg in lento scioglimento sulla superficie del mare che lo conteneva. E' il concetto di 'caos governabile'. Non se ne parlava da decenni. Da decenni non trovava accoglimento nelle cronache quotidiane ammannite al popolo bue dalle redazioni dei giornali e dei telegiornali malate di lassismo buonista.
Si può fare qualcosa, invece, e forse molto, oggi ci è chiaro. Importante è l'aver individuato il male e descritto i guasti che provoca e la sua mortalità relativa alla crescita esponenziale.
Possiamo provare a governare il maledetto caos indotto da quell'organismo parassita con misure di contenimento e comportamenti virtuosi e castighi domiciliari auto inflitti al fine di rallentarne l'espansione. Si può fare.
Il mostro abnorme del caos degli eventi ingovernabili che tanto ci impaura e tanto sconquasso ha portato nelle nostre vite negli ultimi decenni di migrazioni incontrollate e grimaldelli di bontà indebite e male concepite e peggio applicate può essere fronteggiato e costretto dentro la trincea di difesa in attesa di un vaccino che lo sconfigga. In attesa del conformarsi e dispiegarsi di un pensiero ordinativo capace di contrastare il caos con provvedimenti radicali adeguati alla gravità della malattia che ci ha colpito.
Vale per il virus coronato e per il virus delle migrazioni illegali a cinque cifre che hanno scardinato i confini di Europa e la sua economia fragile - e ha dato consistenza di inquietanti cisti in crescita esponenziale a quelle enclaves fitte di genti nemiche che sono le periferie urbane delle maggiori città europee che hanno dato grembo e amnio ai terroristi islamici negli anni orribili della mattanza 2015/16.
E Putin ed Erdogan, firmando la tregua in Siria, hanno incluso il problema dei profughi nella clausola che prevede il loro rientro in patria, una volta consolidata la tregua e conformato una idea condivisa e con-vincente di pace futura. Rientro in patria di tutti coloro (fino a ieri usati come 'scudi umani') che premono caoticamente alle frontiere della Grecia e della Bulgaria a decine di migliaia e pretendono di scardinare i confini di Europa in nome di una confusa e caotica idea buonista di accoglienza misericordiosa e 'urbi et orbi'.
Rientro di ognuno e tutti: afgani e pachistani e iracheni e 'bangla', furbescamente commisti nei campi ai profughi in qualità di 'migranti economici' non aventi diritto. Rientro nella patrie di provenienza e i confini di Europa finalmente sbarrati e invalicabili.
Una nuova idea di Europa legalitaria e capace di difesa dei suoi ordinamenti e leggi è possibile.
Perché il ritorno a casa di quei miserabili e gli aiuti conseguenti e una diversa idea di migrazione programmata e rispettosa di leggi e regolamenti nazionali e continentali è la sola idea ordinativa capace di contrastare il gravissimo caos delle migrazioni lasciate a se stesse e regalate ai miserabili commerci di vite umane che ne conseguono. Scafisti e naufragi organizzati e le criminali 'lotterie del mare' devono scomparire dal vocabolario della nuova Europa in via di lenta guarigione.
Se qualcosa ci insegnerà il caos indotto dalla epidemia di 'corona virus' è questa idea di controllo, di argine ai contagi e alle morti tramite provvedimenti sanitari ad hoc – forse confusi, forse velleitari, forse abborracciati, ma che , come nelle trincee delle guerre che abbiamo combattuto, preparano il fuoco liberatorio delle artigliere e l'aviazione dei 'nostri' e la finale controffensiva di terra che ci consentirà di vincere la guerra contro la malattia e il suo replicarsi parassitico dentro le nostre cellule, troppo ospitali e indifese.
Resistere, resistere, resistere. E' motto antico, da usarsi convintamente e da soldati fedeli contro ogni maledetto manifestarsi e imperare del caos e delle malattie che ci affannano e ci ammalano.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo

 
 
 

Ciò che sta in alto e ciò che sta in basso.

Post n°1531 pubblicato il 05 Marzo 2021 da fedechiara
 



E' vero che Ermete Trismegisto affermava che 'basso' e 'alto' si equivalgono e hanno uguale valenza e interscambi interessanti, ma lui, Ermete, la prendeva alla lontana: dal lato della cose create e dell'Uno che genera il Tutto e, si sa, su questo versante le formulazioni filosofiche si aggrovigliano e non è facile sbrogliarle e rischiamo di far notte.
Io penso, invece, che tutto ciò che è in alto è bene che stia in alto – Cieli azzurri e grossi cirri batuffolosi - e ciò che è in basso è bene che se ne stia confinato laggiù, nell'Ade fiammeggiante e/o in questa nostra valle di lacrime 'dov'è pianto e stridor di denti' ad abundantiam, come nota il Poeta.
In realtà tutto questo mio filosofico considerare prende le mosse dal risveglio impetuoso del 'basso' che ci perseguita fuori dai video televisivi da qualche tempo a questa parte.
E abbiamo le vecchiette ridevoli ancora in forma smagliante che 'gli scappa' qualche goccia dal gran ridere che fanno in compagnia - e vogliono farcelo sapere perché anche noi, vedi mai, alla bisogna, si sappia qua l'è il giusto pannolone che non si vede e non protubera sulle natiche.
Ma abbiamo anche la ragazzuola-corpo di giunco che ci mostra, mezzo ignuda, il suo 'basso' corporale ben disegnato e 'nel suo intimo c'è Chilly' e ci chiede maliziosa: 'Non ci avete pensato?' Mio Dio, no. Non ci avevo proprio pensato. Ma che sbadato, dove avevo la testa?
E, da ultimo, ci ha pensato la Nuvenia a raccontarci le giulive cose del 'basso' corporale femminile con disegni animati specialmente espressivi che hanno fatto scalpore, malgrado, qualche anno fa, in teatro, si siano recitati i 'Monologhi della vagina' con discreto successo di pubblico e considerazioni filosofiche relative di gran peso.
Però, mi scuso per l'essere 'all'antica', non sarebbe male se ciò che è in basso trovasse discreta trattazione nelle sedi appropriate: ginecologi, urologi e proctologi di grido e le grandi marche di flouff per pannoloni rientrassero nel cono d'ombra di mercato che garantisce loro, comunque, quantunque e sebbene, una grossa fetta di utili e ampi spazi nelle discariche e, ahinoi, nei mari e negli oceani, così che noi si possa tornare a riflettere sulla meravigliosa 'tavola smeraldina' graffita col diamante da Ermete Trismegisto e chiederci se, in fondo, non abbia un filo di ragione, l'antico mago e filosofo, nell'equiparare alto e basso nell'universo delle cose create da Chi e perchè, ancora non lo sappiamo con certezza.


Tavola di smeraldo - Wikipedia


Eve Ensler I monologhi della vagina Rai Due 05 03 2009
YOUTUBE.COM
Eve Ensler I monologhi della vagina Rai Due 05 03 2009
Eve Ensler I monologhi della vagina Rai Due 05 03 2009

 
 
 

Il ritorno del cretino.

Post n°1530 pubblicato il 04 Marzo 2021 da fedechiara
 

  • Il ritorno del cretino.
    ...che, poi, non bastassero i virus che più aggressivi non si può e ci consegnano, ogni mattina che Dio manda in terra, gli avvilenti reports dei morti, feriti, dispersi nelle trincee ospedaliere e nelle case, c'è da elaborare quel dolore sordo di noi indigeni europei che si riacutizza di anno in anno: dei deficienti 'radicalizzati sul web' o nelle carceri o nelle moschee di paese che se ne vanno un bel mattino di sole saltellanti per le vie e le piazze con gli occhi di fuori e un coltellaccio o un'ascia in mano a menare fendenti sugli incolpevoli passanti, con in testa il tormentone del terzo millennio de 'allah u akbar' che gli pulsa sulle tempie.
    Che, se fosse vero che Allah vuole che accadano cose così malvagie e consente dall'Alto al pulsare omicida dei tormentoni nelle teste degli idioti, rinnegati cittadini europei che ospitiamo generosamente, meglio è levare i pugni al Cielo, come faceva Giuliano l'Apostata - che rinfacciava al Dio inconoscibile e malvagio tutto il male che si manifesta sulla Terra e i dintorni.
    E poco ci garba e ci convince l'obiezione dei teologi e dei fedeli del Verbo che ci rimandano al libero arbitrio quale ragione ultima e nostra colpa dell'uscita a testa bassa dal Paradiso Terrestre degli avi.
    E, come se non bastassero gli assassini seriali delle maledette banlieues dove la polizia teme di mettere mano e piede se non ad omicidi avvenuti e corpi ancora caldi sul terreno, ecco il machete delle mattanze tribali apparire d'incanto nelle cronache dalla Brianza, dove giovani imbecilli radicalizzati a causa delle troppe didattiche a distanza e l'impossibilità a dare sfogo alcolico serale nelle movide si danno appuntamenti guerreschi via web nel tal posto dove si menano e si accoltellano di santa ragione.
    E' 'il ritorno del guerriero', così come dicevamo anni fa del 'cretino' la cui madre è sempre incinta, ma qui la cosa si fa preoccupante perché suggerisce che le compressioni sociali a scopi sanitari e le consegne agli odiati domiciliari risveglino ataviche pulsioni di mattanze tipo 'hutu e tutsi' nel cuore delle città italiane ed europee - e Giuliano l'Apostata imputerebbe ad Allah perfino questo genere di riemersioni dal cuore di tenebra degli scimmioni che siamo stati e fatichiamo a dimenticare.
    Maxi rissa tra ragazzi con machete in Brianza - Ultima Ora
    ANSA.IT
    Maxi rissa tra ragazzi con machete in Brianza - Ultima Ora
    Maxi rissa tra ragazzi con machete in Brianza - Ultima Ora
    Svezia, otto persone ferite a colpi d'arma bianca in una cittadina del Sud. Ferito e fermato un 20enne
    REPUBBLICA.IT
    Svezia, otto persone ferite a colpi d'arma bianca in una cittadina del Sud. Ferito e fermato un 20enne
    Svezia, otto persone ferite a colpi d'arma bianca in una cittadina del Sud. Ferito e fermato un 20enne

 
 
 

La gabbia dei matti.

Post n°1529 pubblicato il 03 Marzo 2021 da fedechiara
 

Cronache dalla nuova peste 9 - 03 marzo 2020
Ho maturato, nel corso di una attenta osservazione dei fatti e degli eventi dei miei biblici settanta, la convinzione che la società dei liberi ed uguali del mio prossimo è una società malata, spesso preda di venti di follia e demenza e alzheimer violenti che ne scuotono le fondamenta e poco spazio si dà, da sempre, alle voci di ragione e molto, di contro, a quelle del sentimento. La piaga aperta dal Romanticismo malato dei 'Dolori del giovane Werther' fa tuttora patologico aggio sulle pacate esposizioni e trame utilitaristiche del noiosetto 'Ragione e sentimento' della Austen.E se è vero che le scarse e afone voci di ragione, racchiuse in un romanzo futuro, pochissime copie venderebbero perché ci piacciono di più gli strazi e i picchi amorosi di derelitti amanti piuttosto che la linea continua delle sperimentate convivenze dei 'vecchi amanti' - che se ne vanno a decine in rianimazione -, pure crediamo che un maggior tasso di ragionevolezza nei nostri e altrui comportamenti sociali e 'social' aiuterebbe a vivere – specie in momenti calamitosi come gli odierni allarmi del corona virus.Allarmi che ci mostrano, impietosi, la scarsa dimestichezza che abbiamo con gli strumenti della scienza e come sia difficile, se non impossibile, maneggiarli in una società di massa mediaticamente impazzita nei suoi echi di follia collettiva che rimbalzano di telegiornale in telegiornale e foglio di stampa e 'social', e ricondurre a ragione chi non vuole rinunciare a 'vivere cosìiii, col sole in fronte' pur nell'evidenza ed impellenza del caos sanitario e del dilagare del contagio.Vedi, esempio estremo, ma non l'unico, quei cento tàngheri di Ferrara che non hanno voluto 'sentir ragione' degli allarmi e degli inviti perentori della autorità a 'stare a casa' e hanno dato vita alla strepitosa e adrenalinica milonga del contagio – con le autorità costrette, nei giorni successivi, a inseguire e chiedere nomi e cognomi dei futuri untori e 'portatori sani' per arginare l'inevitabile espansione.E non meno folle ci pare il ricorrere nelle bocche dei troppi pazzi che si mostrano fieri e arroganti in primo piano nei talk show televisivi del romanticissimo 'stay human' - 'restiamo umani' per chi poco mastica di inglese – che suona bene, benissimo, in verità, e ci fa sentire bene e tanto buoni e misericordiosi, ma, commisurato con le cifre di un milione di profughi arrembanti sui confini di Europa che ci promette Erdogan, il maledetto satrapo, sembra a molti di noi geremiade un filo cretina di poveri cristi ostinatamente rannicchiati nel loro angoletto neuronico di un buonismo asfittico e incapace di governo dei maledetti eventi catastrofici del nostro vivere associati.Manca un Erasmo, di questi tempi, che ci riproponga, riveduto e corretto il suo 'Elogio della follia' – che magari una risata amara ci esce di bocca e chissà che non seppellisca il troppo di stupido che dilaga nelle presenti cronache della nuova peste. (Fine)

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo
 

Quella strana luce in fondo al tunnel. (Cronache dalla nuova peste 7).

E tra le domande che 'sorgono spontanee', in questi tempi di corona virus galoppante come le pesti d'antan, ci rimbalza ossessivamente in testa questa: 'Se e quando finirà, avremo imparato cose nuove e diverse e più sagge del nostro affannoso vivere associati e globalizzati che ci salveranno da ulteriori catastrofi?'

Già perché l'economia a precipizio sull'orizzonte degli eventi del buco nero globale che invano si prova a invertire la rotazione assassina e a inventare un improbabile rilancio 'da casa' con il telelavoro non ci pare somigli in niente a quell'appagante slogan dei verdi e del m5s della 'decrescita felice' e del 'mangiare meno mangiare tutti' della defunta ideologia comunista.

Perché qui e ora si mangia tutti meno, è vero, delle razioni che ci siamo imposti da un rapido calcolo finalizzato alla sussistenza in tempo di peste globale, ma giusto per scavallare i due mesi (ottimistici) con i carrelli di pasta e riso e scatolette che abbiamo stivato in garage svuotando gli scaffali dei supermercati. 
E una ripresa dell'economia partirà, forse, dal ripristino delle scorte nei supermercati, ma da dove verranno le nuove merci e le verdure fresche e la frutta con le necessarie vitamine in un mondo paralizzato dalla paura del maledetto virus è domanda altrettanto ossessiva – come il timore che, se dura la paralisi globale, finiranno pure le risorse economiche degli stati che sostengono la spesa pubblica delle pensioni e gli stipendi della pubblica amministrazione. 
Tenetevi stretto il poco contante che avete distolto dai conti correnti, gente, e recitate le giaculatorie che un tempo si levavano al cielo dall'interno dei santuari dedicati alla 'madonna della salute'.

Santa primavera, ora pro nobis - e aiutaci tu perché davvero qui non ci vediamo chiaro e, da soli, non ce la possiamo fare. 
O forse si e c'è una luce in fondo a questo tunnel economico che ci ricorda tanto la crisi della Lehman Brothers e dei 'mutui subprime'. 
Speriamo che non sia quella del treno delle 9 e 30 in ritardo.

Cronache dalla nuova peste. Part five.

E che dire di quell'assordante silenzio della Chiesa che ha il sapore di un'abdicazione.? Quella Chiesa che organizzava processioni contro la siccità e/o la grandine e batteva campane a martello per chiamare a raccolta il 'popolo di Dio' contro il Turco o il lanzo todesco aggressore alle porte della città - e che le epidemie con migliaia di vittime le sfidava a viso aperto con le chiese piene di fedeli oranti (e contagianti) e che baciavano i piedi delle statue dei santi lungo le processioni in cui ci si batteva il petto per i peccati commessi e si accettava penitenti la giusta punizione di un dio vendicativo.

E in tempi di massima misericordia e un Dio tutto Amore per le creature le chiese sono vuote, invece – vuoi per disposizione ministeriale in accordo con le Curie, vuoi perché qui a Venezia i turisti sono scappati dalla barca che affonda già il lunedì successivo alla contagiosissima kermesse carnascialesca - e chi vuol essere fedele e pio e orante lo sia in totale solitudo. 
E le preghiere e i riti delle Ceneri si fanno a san Marco tramite smartphone e via internet e mandate le vostre preci via mail al Vescovado che le riunirà e indirizzerà a chi san loro e più non dimandare. Mantenere l'indirizzo mail segreto è necessario per evitare che burloni impenitenti si facciano beffe di Lassù ove si puote ciò che si vuole, corona virus incluso.

E davvero il clero non sa più che pesci pigliare, a parte le sardine, pie per natura e per legge di banco e misericordiose per vocazione e partito preso (il pd). Una Chiesa che era nata 'sotto il segno dei pesci' ma oggi presta la sua vetusta mitologia ai venditore di divani o di caffè senza che si levi una protesta che sia una per la palese dissacrazione.
Tocca tenerci il virus e far da sé, che facciam per tre. 
Che tempi, gente, che sacre solitudini e cieli perdutamente vuoti!

IT.WIKIPEDIA.ORG
Il termine ichthys (nella grafia greca del tempo ΙΧΘΥΣ oppure anche ΙΧΘΥϹ con la sigma lunata) è la traslitterazione in caratteri latini della parola in greco antico: ἰχθύς, ichthýs («pesce»), ed è un acronimo usato dai primi cristiani per indicare Gesù Cristo. Per questo moti...
Memento mori.
Venezia, la processione di Carnevale sul coronavirus - Italia
ANSA.IT
Venezia, la processione di Carnevale sul coronavirus - Italia
 

 
 
 

Le predizioni di Cassandra

Post n°1528 pubblicato il 02 Marzo 2021 da fedechiara
 

01 marzo 2016

Come nel vecchio 'Cassandra crossing' - film di un'era sociale che impallidisce nei ricordi dove i muri del socialismo reale contenevano e arginavano e garantivano i fragili equilibri della 'guerra fredda' - le più geniali invenzioni tecnologiche e le scoperte della scienza si disputano il campo con il groviglio di accadimenti umani governati dalla più vecchia e coriacea deità che sovrintende ai destini dell'uomo: il Caos.
E il ponte del film dove una parte dell'umanità precipita e un'altra si salva è metafora del presente e prende il nome dalla profetessa di sventure del poema epico più antico della civiltà occidentale, ma sempre presente e incombente sul futuro prossimo: Asia versus Europa e le difficili commistioni di popoli e culture e gli esodi e le peripezie marine degli sconfitti e gli scontri guerreschi con i popoli italici residenti.
E quei troiani postmoderni che fuggono dalle distruzioni della guerra in Siria e non trovano varchi di futuro bensì muri di filo spinato e freddo e pioggia e fame hanno in tasca gli smartphone di ultima generazione, ma il loro destino di esuli è specchio del destino più antico e crudele: di una terra promessa che non vuole promettere più nulla ai 'popoli del mare' che la affannano e ne insidiano le fragili economie in deflazione.
E, forse, la Storia qualcosa ha insegnato da allora e si comprende che le frontiere che si chiudono una dopo l'altra sono un altro specchio del naufragio di una civiltà che prova a resistere, a galleggiare sopra le onde degli tsunami della Storia ed è il 'si salvi chi può' di un'Europa a due velocità: una cintura esterna ex europea che si trasforma in campo-profughi di un'immigrazione senza più freni e l'altra, di là delle Alpi, che arma i bulldozers che distruggono le tende delle baraccopoli europee di nuovissimo conio e poco intende e rispedisce al mittente le lamentazioni e le geremiadi delle 'accoglienze'.
I sommersi e i salvati di un recente libro di orrori si ripropongono sulla scena del terzo millennio e ancora non abbiamo visto nulla.
Nessuna descrizione della foto disponibile.


 
 
 
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