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« Piglia, pesa, incarta e ...Al servizio della città »

All over the world

Post n°409 pubblicato il 22 Settembre 2017 da fedechiara
 

Chi viaggia ad est e ad ovest del pianeta sa (dovrebbe sapere) che in molti paesi che un tempo chiamavamo terzo e quarto mondo incontrerà plastiche ed efficacissime raffigurazioni della umana miseria, anche della più nera e perciò dolorosa e commovente.
Il viaggiatore più ‘buonista’ donerà una parte del suo budget di viaggio alle persone che più lo commuovono, ma sa che il suo budget è limitato e deve coprire per intero le spese di viaggio – a meno che non decida di spogliarsi degli abiti, a mo’ del nostro santo nazionale Francesco d’Assisi, e cominci una sua umana avventura parallela a quella di madre Teresa di Calcutta e altri/e di lei meno noti e pubblicizzati da santa madre chiesa.

Questa premessa è per dire che il mondo è pieno, pieno davvero, di poveri cristi e di bisognosi e di gente male in arnese, – molti gli indigeni, che però non godono di ‘buona stampa’ quanto i ‘migranti’ dei barconi – che dovrebbero suscitare le nostre più accorate commozioni e contribuzioni e far piangere sei volte al di’, prima e dopo i pasti, la mai dimenticata ex ministra degli esteri Emma Bonino.
E, una volta consumate tutte le nostre lacrime, dovremo però farci i conti in tasca e dire agli elettori e ai sudditi cittadini di questa repubblica quanto della nostra spesa in bilancio siamo disposti a spendere per lenire (risolvere è parola grossa e inadeguata) i bisogni universali e quanta parte del nostro welfare tagliare per devolverlo ai nuovi arrivati e alla risoluzione dei loro immensi problemi.

Diversamente, certi pianti televisivi e prediche da dubbi pulpiti, buonisti per professione e fede (che non si discute), sembreranno fuori luogo e sicuramente degni di miglior causa – data l’immensità dei bisogni dei poveri cristi sparsi e/o radunati in favelas e campi profughi improvvisati all over the world.

 
 
 
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