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Del fare la faccia feroce...

Post n°920 pubblicato il 12 Luglio 2019 da fedechiara
 

... e non averne gli strumenti  -  12 luglio 2014

E, parafrasando un bel verso di Kavafis, vien da sottolineare che: 'E se non puoi la guerra che desideri / non sprecarla col lancio insensato di razzi...' che più di metà vengono fermati in volo dai potenti mezzi tecnologici di Israele e l'altra metà vanno a far danni di poco conto.

Giusto per dire che, se si va in guerra, se si vuole 'fare la faccia feroce' contro lo storico nemico bisogna averci 'un fisico bestiale'. E di bestiale, quelli di Hamas, hanno solo la vigliaccheria di nascondere i loro ridicoli armamenti di importazione in cunicoli sotterranei che passano sotto le case che vengono bombardate e fanno dei civili il loro fronte di guerra e lo scudo vigliacco con cui si mostrano al nemico.

E quella di 'parteggiare' per l'una o per l'altra parte in conflitto è esercizio mentale un filo cretino, dal momento che, se toccasse a noi di valutare il senso dell'andare in guerra e con quali mezzi contro un nemico onnipotente e se abbiamo prospettive di spuntarla o di ottenerne un qualche vantaggio dopo, al tavolo delle ipotetiche ( e mai avviate ) trattative, allargheremmo le braccia e constateremmo, amaramente, che 'non c'è partita'. E meglio sarebbe darsi atto dei rapporti di forza che ci condannano e 'fare di necessità virtù' e prendere ciò è possibile prendere con trattative diplomatiche e rimandare al domani una visione più chiara e diversi rapporti di forza.

Ma la ragionevolezza non appartiene ai pazzi fanatici, ahinoi, e tocca tollerare quest'altro fronte di guerra i cui esiti sono scontati e non ci muovono la benché minima emozione. Perché, lo dice anche una notissima favola, se gridi 'al lupo, al lupo!' e poi lanci i razzi da in mezzo le case per averne la reazione militare che sappiamo, dopo la terza volta non ti si fila più nessuno ed è solo una contabilità stupida di morti e macerie inevitabili.

  • L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, cielo, scarpe, spazio all'aperto e natura

… che poi: tutto questo protestare di sinceri pacifisti contro la sproporzione della risposta armata di Israele nei confronti dell'aggressore Hamas ha aspetti decisamente buffi e incomprensibili. 
E vorremmo vedere quei tali pacifisti in veste di ministri della difesa e/o capi militari di un immaginario paese aggredito con decine e centinaia di razzi e consci del potenziale bellico del nemico storico che nasconde i suoi razzi nel sottosuolo e tra le case fittamente abitate del carnaio palestinese - e cosa direbbero alla loro 'opinione pubblica' e quali dichiarazioni rilascerebbero ai giornalisti che li incalzano e chiedono spiegazioni della passività e delle mancate risposte militari adeguate.

E se ha un qualche senso militare e politico il farsi scrupoli di natura morale in uno stato di guerra permanente e con gente che si nutre fin dalla nascita di pane e 'morte a Israele' e 'cancelliamo Israele dalla faccia della terra' e 'viva il Califfato del nostro Medievo prossimo venturo'.

'La guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi.' Mai frase ha trovato più veritiera applicazione come nella guerra infinita di Israele attorniata da storici nemici e in perenne lotta per la sua sopravvivenza.

 
 
 
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