Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Settembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

lippoconiglioandrea.bonucciZu_CaloLady_Burtonpentacooperativamats692amariorigfedechiaradavid2600Sinceraf9assia1946antecristo3f.calioannabellamainiNoRiKo564
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« Stupidaggini plateali e ...Vasti programmi post pandemici »

Il fuoco che arde in me

Post n°1243 pubblicato il 16 Maggio 2020 da fedechiara
 

'S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo; 
s’i’ fosse vento, lo tempesterei; (…) C. Angiolieri

Mi è capitato, in questi due mesi e passa di prigionia domiciliare, di immaginarmi alla testa della nazione (altissimo salario e gratificazioni di potere personale annessi) e di apparire in televisione un giorno si e l'altro pure a raccomandare con la dovuta compunzione agli italiani/e la necessità del 'distanziamento sociale' e l'uso delle mascherine - l'orrendo stato della disgrazia massima del terzo millennio - e, ca va sans dire, di lavarsi spesso le mani e tutto il resto, ascelle comprese.

E, nelle mie fantasie, correggetemi se sbaglio, mi capitava di pensare che avrei agito con un di più di creatività e di efficacia pratica – avendo a mente un principio-guida: che se ti chiudi da notte e spegni del tutto i motori dell'economia nazionale la pena che pagheremo, una volta 'ripartiti', sarà maggiore della disgrazia che abbiamo vissuto. 
E il mio 'must' (dolorosissimo, ne convengo) sarebbe stato quello di meglio bilanciare i morti per pandemia e la precaria esistenza in vita di quei 'morituri' impietriti davanti ai video dei tiggi: con gli annunci maledetti di chiusure progressive e maggiori dei d.p.c.m. di Conte, e con le imprese che andavano fallite a migliaia ad ogni nuovo giorno e i lavoratori al palo della disoccupazione/cassa integrazione dilaganti.

Un diverso bilanciamento dal nostro di 'prezzi da pagare' alla pandemia, d'altronde, è operazione che è stata vaglio sofferto dei governanti di altri paesi (la Svezia in testa per il suo ardire) e solo i posteri potranno pronunciare 'l'ardua sentenza' su chi ha avuto ragione e chi torto. Perché, giova ripeterlo, si muore anche di economie asfittiche e per il nessun orizzonte di futuro per le intraprese economiche di ogni genere e tipo; ri-vedetevi i telegiornali di ieri e di oggi fitti di geremiadi e lamentazioni da dar invidia al Geremia biblico.

E la cosa più tragica di tutte è che è morta la politica. 
Che già boccheggiava e annaspava prima della pandemia e oggi annega nel mar morto dell'economia che non riparte – con la spada di Damocle di un nuovo 'confinamento' che non si sa se lo accetteremo perché non ci stiamo già più con la testa - e 'si salvi chi può' se Conte dovesse apparire nuovamente in video con la sua 'task force' di virologi e altro (che cosa fa esattamente Colao, il grande manager, e quanto ci costa?) e un nuovo d.p.c.m. che ri-annuncia agli italiani/e #iorestoacasa , con l'intendenza televisiva dei Fiorello&friends che lo spalleggiano ammiccanti nel dirci quanto è bello galleggiare sui divani e davanti alle tivù.

Per saperne di più:

LETTERITALIANA.WEEBLY.COM
È il testo più famoso di Cecco, in cui l'autore sfoga il suo malanimo contro il mondo augurandosi di poter seminare distruzione e coinvolgendo nella sua…
È il testo più famoso di Cecco, in cui l'autore sfoga il suo malanimo contro il mondo augurandosi di poter seminare distruzione e coinvolgendo nella sua "furia" anche i genitori, rei di non dargli...

 
 
 
Vai alla Home Page del blog