Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Agosto 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

QuartoProvvisoriofedechiaraMAMUTAZIONISTAlorena.marcellibuirtangiolino.massolinigenenriYuliviim_avoliofrisinadariopatt710costanzatorrelli46nicoletta.cafcb.studio
 

Chi puņ scrivere sul blog

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« Bellezze d'antan rivisitate'Tornatevene a casa.',... »

Come cera che si scioglie...

Post n°1663 pubblicato il 20 Giugno 2021 da fedechiara
 

L'Ecclesiaste riletto da un artista - 20 giugno 2018
Sembra che monsieur Pinault abbia esaurito i fuochi d'artificio delle sue grandi mostre-monstres, qui a Venezia – buona ultima quella di Damien Hirst e delle sue fantasie sottomarine. E se, a palazzo Grassi, troviamo una esposizione che più classica non si può - con i grandi quadri del tedesco Oehlen che rimandano ai mostri sacri del secolo scorso, astrattisti e impressionisti ben mescolati e perfettamente digeriti – a Punta della dogana, invece, è il silenzio degli archivi rivisitati che induce a riflessioni cupe e 'tempus fugit' e 'come eravamo'.
E non è un bel vedere, a ben vedere, perché gli artisti tendono a complicarsi/ci la vita e a complicare le cose più semplici e a mostrarci più spesso i loro rovelli mentali, invece degli incanti, e le segrete/incomprensibili cose del corso dei loro pensieri – ma per fortuna ci lasciano liberi di interagire ed elucubrare da par nostro evitando di dare titolo alle loro immagini.
Perché le fotografie e i video che scandiscono il silenzio delle sale vuote e che costituiscono l'ossatura della mostra, anche quando sono apparentemente giocosi/gioiosi ci mostrano in filigrana il retrostante rigor mortis del tempo che va per la sua strada e ci consegna quella diversa immagine di noi che osserviamo nelle vecchie foto dei nostri archivi personali – e ci chiediamo, le rare volte che apriamo gli armadi e le sfogliamo, chi veramente siamo stati e 'que reste-t-il de nos amours' e delle nostre vite appassite e i corpi anchilosati e appesantiti.
E, forse, l'opera più significativa ed emblematica è quella di un corpo di cera senza testa seduto ad una scrivania e la testa se l'è mangiata una fiammella che fiammeggia ostinata dentro – e chi visiterà la mostra fra qualche mese lo vedrà dimezzato e la cera liquefatta che si aggruma ai suoi piedi.
L'Ecclesiaste riletto ed effigiato da un artista.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog