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Viaggi di ieri. Porto Iguaz¨.

Post n°2085 pubblicato il 11 Maggio 2022 da fedechiara
 


Porto Iguazù. 30 marzo 2019

Acqua e terra, terra ed acqua. La pachamama ha scenari naturali grandiosi: dalla catena himalaiana alle Ande, passando per le nostre Dolomiti e il Gran Canyon, ma non dimentichiamo i delta dei grandi fiumi e i precipizi d'acqua delle cascate e qui, a Iguazu, il placido e fangoso fiume inciampa nel vuoto di un altopiano basaltico e precipita con grande frastuono nella Gola che noi umani diciamo 'del Diavolo' chissà perché. L'Alto e il Basso del nostro mondo lo proiettiamo anche nell'Oltremondo fantasioso delle religioni e, naturalmente, il Diavolo ha posto fisso in basso e nel buio infernale contrapposto alla Luce, ma certe caverne e grotte sottoterra si illuminano di cristalli e stalagmiti e ospitano un paradiso infernale di tutto rispetto.
E sotto a queste cascate che appartengono di buon diritto alle Sette Meraviglie Moderne della Natura (chissà quali sono le altre sei) sono passati i missionari del bel film 'Mission' – che ci mostra come l'unica cosa buona di quegli esaltati 'cristiani' sia stata il dare vita e domesticazione al buon selvaggio e presentarlo ben abbigliato e martire salmodiante davanti agli archibugi dei conquistadores che qui si disputavano i settori di competenza e appartenenza aristocratica.
Ma l'immensa cascata e massa d'acqua è di grande impatto visivo (le tanto citate Niagara Falls le fanno un baffo) e scorre indifferente ai fatti e misfatti degli umani di ogni epoca e storia e l'intuizione di Andrè Reboucas di farne un meraviglioso parco tematico e naturale è vincente e migliaia di turisti (ahinoi) riempiono i treni che vanno verso il rombo assordante dell'acqua che precipita e si disputano gli angoli migliori per i milioni di scatti fotografici che lo rappresenteranno agli amici e parenti estasiati (ri-ahinoi).
E, forse, il mondo futuro e la povera pachamama violata e annichilita sarà ridotta dai miliardi di androidi nostri bis nipoti a una serie limitata di parchi tematici disputati a suon di dollaroni dai grupponi delle maggiori agenzie di viaggio che gli ricorderanno a futura memoria com'era e dov'era la settima e l'ottava e la quindicesima meraviglia della natura, come già facciamo negli acquari di quei pesci e molluschi e coralli che si stanno estinguendo sotto il peso della spinta antropica.
Chi vivrà vedrà, ma non sarà un bel vedere.

 
 
 
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