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Gli hotspots galleggianti e il ratto delle Sabine.

Post n°2105 pubblicato il 02 Giugno 2022 da fedechiara
 

Gli hotspots galleggianti e il ratto delle Sabine. - 01 giugno 2016
Un monsignore, dicono alla radio, si ribella ai propositi dell'ineffabile Alfano di voler costruire hotpots galleggianti in mare aperto – novella frontiera dei ghetti per i migranti che a sciami, a nugoli, a folate incessanti tentano l'arrembaggio nel solo paese europeo che ha liquida frontiera aperta e nessun accordo o intesa alle viste con Libia ed Egitto, da dove partono i maledetti barconi della morte e dell'affanno immigratorio che ci perseguita.
E il monsignore invoca un 'liberi tutti' e tutti accolti, - litania e geremiade caratteristica dell'abito e della predicazione che fa il monaco, ma che fa a pugni coi sindaci che respingono quotidianamente gli appelli dei prefetti perché prima erano venti da sistemare, oggi settanta, domani novanta o centoventi.
L'infinito affanno tra noi leggero e il mendicismo ad ogni angolo di giovani neri robusti e atletici che hanno sostituito le zingare prone, perché lavoro non ne trovano e non ne troveranno e sono destinati a ingrossare le fila dei disoccupati a vita che già abbondano tra gli indigeni - e le 'banlieues' delle metropoli europee partoriscono e partoriranno i terroristi assassini di cui ci danno avviso i servizi segreti americani perché il 'disagio sociale' degli immigrati non diminuisce bensì si incrementa delle cifre dei nuovi arrivi di 'sans papiers' e 'sans espoir'.
E stamattina lo speaker di 'radiotremondo' dava conto di un nuovo assalto sessuale in una città tedesca dove si teneva un festival musicale e, tra gli assalitori, sono stati identificati e arrestati, tra gli altri, tre profughi che avevano da poco ottenuto asilo politico. Torna, dopo il maledetto Capodanno di Colonia e di altre metropoli europee, il 'ratto delle Sabine' di disperati affamati di sesso facile? Fenomeni catastrofici che costituiscono l'evidenza delle cattive cronache dell'orda immigratoria s-governata da decenni di infamia politica e foriera di prossime catastrofi anche maggiori - malgrado gli incessanti appelli all'accoglienza e all'integrazione da parte dei sinistri vertici politici europei e della fitta schiera di 'buonisti' che riempiono i giornali di ponderose e inutili perorazioni e illusioni pie.
Chi vivrà vedrà e, forse, voterà quei partiti che provano a mettere argine e freno e progetto per governare, finalmente, l'epocale fenomeno.
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