Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Assolutamente s! dobbiamo aver fiducia.
Inviato da: VIOLA_DIMARZO
il 27/09/2022 alle 10:34
 
Si era toccato il fondo, Viola, e si era perfino cominciato...
Inviato da: fedechiara
il 26/09/2022 alle 20:52
 
Ben detto. Ma al di l di ogni analisi politica, diciamo...
Inviato da: VIOLA_DIMARZO
il 26/09/2022 alle 16:24
 
Grazie.
Inviato da: fedechiara
il 22/09/2022 alle 20:47
 
Ho riportato, nel mio ultimo post, uno stralcio...
Inviato da: VIOLA_DIMARZO
il 20/09/2022 alle 12:25
 
 

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Quel lontano puzzo di prima repubblica.

Post n°2163 pubblicato il 21 Luglio 2022 da fedechiara
 

Quel lontano puzzo di prima repubblica.

E, finita la battaglia di Waterloo, dalla sommità della collina abbiamo agio di osservare la distesa dei morti e degli agonizzanti (pure la Gelmini! Con i gradi di capitano dell'esercito sconfitto e l'elegante divisa attillata) e il conto delle divise bianco-azzurre stese a terra ci depista perché mancano all'appello i disertori usciti dall'aula prima della chiama. Ma tutto di questa battaglia è strano e di difficile interpretazione – a partire dalle giacche rosse dei prussiani sopravissuti, nominalmente vincitori accosto al loro generalissimo, ma sconfitti perché 'andavano per stravincere, ma hanno perso per strada gli alleati'.
E non sono bastati i lanzi volta gabbana del colonnello Di Maio, poco avvezzo alla battaglia parlamentare - e mollaccione e cattivo spadaccino nel duello ravvicinato - a far confluire al centro, nel corso dello scontro fatale, l'ala sinistra della fanteria cadreghizzata dei m5s 'governisti' e timorosi del prossimo esodo dall'emiciclo e definitivo.
Risultato: il generalissimo dal viso quadrato e dal tirato sorriso di drago è rimasto impassibile sul suo cavallo bianco, - basito e incapace di muoversi dal suo punto di osservazione della battaglia super difeso dalle artiglierie parlamentari, e di levare alta la spada e lanciarsi all'attacco con la fanteria contro i traditori de 'l'interesse degli italiani'.
L'interesse degli italiani, già.
Se c'è una locuzione che mi fa salire il sangue alla testa è proprio questa, perfino di più di quella del Berlusconi dei tre lustri di s-governo: 'L'Italia è il paese che amo'. La serva Italia 'di dolore ostello (...) non donna di provincie, ma bordello' (Dante – Inferno).
E sentirla pronunciare, in primis, dal Renzi - già generale a suo tempo e sbalzato malamente di sella dal noto referendum che doveva togliercelo di torno e mandarlo a zappare i fertili campi toscani – mi aveva convinto, prima della chiama, che 'era fatta', Draghi era sconfitto. L'uomo della provvidenza di nomina quirinalizia cambiava mestiere e passava armi e bagagli nell'area atlantista dei guerrafondai e degli Stranamore che spediscono vagonate di armi all'Ucraina per trascinarci, miseri e sanzionati nelle bollette del gas e castigati dall'inflazione di guerra, nella terza e definitiva 'guerra mondiale termonucleare'.
L'interesse degli italiani, egregi signori/e e per chi si fosse messo solo ora all'ascolto, è quello di una democrazia finalmente compiuta e che poco si curi dei 'pesi e contrappesi' quirinalizi dei 'tecnici' e degli uomini della provvidenza.
Una democrazia che sanzioni gli errori e gli svarioni degli s-governi con il sùbito ricorso alle urne e mandi a casa, volta a volta, gli imbelli e i corrotti e gli incapaci, e punisca gli inciuci e i volta gabbana. Tempo verrà? Ci sarà mai qualcuno, in questo disgraziato paese, capace di avviare le riforme costituzionali che ci portino lontano dal puzzo di prima repubblica che ci appesta le narici?
Potrebbe essere un contenuto artistico raffigurante attività all'aperto

 
 
 
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