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«Se ci sono due o più modi...

Post n°2180 pubblicato il 05 Agosto 2022 da fedechiara
 

(...) «Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno la farà in quel modo.»

La guerra che verrà non sarà osservabile e narrabile da alcunchi se non nella prima fase: di attacchi missilistici parzialmente respinti nei primi mesi dai sistemi d'arma che li intercettano. E i pochi reporters sopravvissuti ce ne daranno conto in tivù solo fino all'esplosione maggiore e abbagliante: quella di cento e più volte la potenza in megatoni dell'insieme delle due bombe scoppiate ad Hiroshima e Nagasaki. Prima a Mosca, poi a Washington o a Pechino, poi una salva finale in rapida successione sulle maggiori città nemiche contrapposte. Il fuoco d'artificio più straordinario nella storia dell'umanità. E definitivo.
Vi è una folta schiera di scettici parzialmente ottimisti sul fatto che la guerra che verrà non sarà una guerra nucleare. 'Non conviene a nessuno dei contendenti.' dicono sereni. 'Troppe variabili da considerare e, sopratutto, il conto degli eventuali sopravvissuti.' Ottimismi, appunto. Da un tanto al chilo.
Di gente che, per certo, non ha avuto modo (o voglia) di andarsi a rivedere in rete il film di Kubrik, di una tragica e agra comicità: 'Il dottor Stranamore - ovvero come imparai ad amare la Bomba e a vivere felice.' Un crescendo di azioni e reazioni politico-militari irrefrenabili e di pulsanti rossi sempre lì lì per essere premuti a Mosca e a Washington.
C'è anche chi sostiene che la decisione di sganciare le atomiche sulle due città giapponesi martiri sia dovute all'ignoranza dei politici di allora degli effetti spaventosi che poi ebbero sulla popolazione civile, dopo l'espandersi del malefico fungo atomico.
La tesi è inverosimile e vale, forse, per il capitano e l'equipaggio del bombardiere 'Enola Gay' - dalla cui pancia uscì il confettino 'Little boy' (un gran senso della comicità questi allegri militari). Racconta costui in un suo libro di memorie, 'Mai avrei creduto possibile una esplosione così spaventosa che rischiava di mangiarsi l'Enola Gay nella sua devastante espansione celeste.'
E' certo, invece, che i tecnici e il pool di fisici nucleari che informarono i committenti politici degli effetti di quella esplosione sono stati molto precisi nei loro reports secretati.
E che quei politici americani, già responsabili dello spaventoso massacro di 200.000 civili dei bombardamenti notturni su Dresda, non abbiano avuto remore nel sacrificare le vite degli abitanti di Hiroshima e Nagasaki pur di chiudere in pochi giorni la guerra con il Giappone.
Ne concludo che la guerra termonucleare non è solo possibile bensì predicibile e molto, molto probabile.
Non solo per quella 'legge' di Murphy di cui ci racconta Wikipedia:
Edward Murphy era uno degli ingegneri degli esperimenti con razzo-su-rotaia compiuti dalla USAF nel 1949 per verificare la tolleranza del corpo umano alle violente accelerazioni (USAF project MX981). Un esperimento prevedeva un gruppo di 16 accelerometri montati su diverse parti del corpo del soggetto. Erano possibili due modi in cui ciascun sensore poteva essere agganciato al suo supporto, e metodicamente i tecnici li montavano tutti e 16 nella maniera sbagliata.
Murphy pronunciò la sua storica frase che lo rese celebre:
«Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno la farà in quel modo.»
Bensì per una semplice valutazione probabilistica legata al complesso e controverso divenire della scienza bellica e della sua applicazione sui campi di battaglia.
Sarei tentato di sfidare i miei scettici e dire loro: 'Scommettiamo.', ma temo che non resteremo vivi ne voi né io in un tal genere di guerra termonucleare annunciata e sollecitata dalla 'satanica' Pelosi ('Satana', la definiva, appunto, Donald Trump) per vedere, poi, chi ha vinto la scommessa.
  • IL DOTTOR STRANAMORE di Stanley Kubrick - TRAILER (Il Cinema Ritrovato al Cinema)
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