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Punti morti e anelli laschi.

Post n°3188 pubblicato il 15 Maggio 2024 da fedechiara
 

Punti morti e anelli laschi. - 15 maggio 2021
E la formidabile intuizione di E. Montale che esista - e ci affanni - un 'punto morto del mondo, / l'anello che non tiene' ci conferma che alcuni poeti sono davvero i moderni profeti, spesso Cassandre inascoltate.
E in quella sua bella poesia che compendia le povere cose che gli restavano ferme negli occhi in quel suo scorcio di storia postbellica illuminato dal giallo dei limoni mi capita di riconoscermi: nello sguardo all'indietro che lanciamo, di quando in quando, sulle nostre vite trascorse - ed è già tanto che non ci trasformiamo nelle bibliche statue di sale di chi fuggiva dalla maledizione divina e non resistette alla tentazione di farsi 'reporter' e avere contezza di quella spietata guerra di Dio al peccato degli uomini che oggi ci appare lunare e per niente 'al passo coi tempi' permissivissimi in cui ci è stato dato di vivere.
'Chi sono io per giudicare?', si chiedeva il presente pontefice a proposito della moderna Sodoma. Già. L'abdicazione delle passate 'idee forti' della religione a governare il mondo ci consegna la visione tragica de 'il punto morto del mondo, / l'anello che non tiene' delle magnifiche sorti e progressive che più non inseguiamo.
E l'ennesima guerra dei razzi e dei missili tra arabi e israeliani è davvero un punto morto del mondo, un 'mare di lacrime' che dura dal tempo della mia nascita e non si concluderà neanche alla morte dei miei bisnipoti perché è 'l'anello che non tiene' di una convivenza pacifica mille volte rappresentata, auspicata, sollecitata e mai realizzata perché il mondo degli uomini è pieno s-governo del Caos, antica, cupa divinità, e nessuno, proprio nessuno, è in grado di dire possibile una convivenza con le rissose moltitudini islamiche che gridano 'morte a Israele' (e per proprietà transitiva anche all'America sua alleata) ad ogni festa comandata e Ramadan concluso e accettano di buon grado e a rischio della vita che i loro fratelli combattenti nascondano i missili e i razzi assassini in mezzo alle civili case di abitazione.
Ma finirà mai questa maledizione che ci condanna a convivere 'l'un contro l'altro armati' e, come titolava un giornalista de 'il Gazzettino' qualche tempo fa: 'Il vicino di casa è il peggior nemico'?

 
 
 
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