Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Messaggi di Marzo 2021

Le predizioni di Cassandra

Post n°1528 pubblicato il 02 Marzo 2021 da fedechiara
 

01 marzo 2016

Come nel vecchio 'Cassandra crossing' - film di un'era sociale che impallidisce nei ricordi dove i muri del socialismo reale contenevano e arginavano e garantivano i fragili equilibri della 'guerra fredda' - le più geniali invenzioni tecnologiche e le scoperte della scienza si disputano il campo con il groviglio di accadimenti umani governati dalla più vecchia e coriacea deità che sovrintende ai destini dell'uomo: il Caos.
E il ponte del film dove una parte dell'umanità precipita e un'altra si salva è metafora del presente e prende il nome dalla profetessa di sventure del poema epico più antico della civiltà occidentale, ma sempre presente e incombente sul futuro prossimo: Asia versus Europa e le difficili commistioni di popoli e culture e gli esodi e le peripezie marine degli sconfitti e gli scontri guerreschi con i popoli italici residenti.
E quei troiani postmoderni che fuggono dalle distruzioni della guerra in Siria e non trovano varchi di futuro bensì muri di filo spinato e freddo e pioggia e fame hanno in tasca gli smartphone di ultima generazione, ma il loro destino di esuli è specchio del destino più antico e crudele: di una terra promessa che non vuole promettere più nulla ai 'popoli del mare' che la affannano e ne insidiano le fragili economie in deflazione.
E, forse, la Storia qualcosa ha insegnato da allora e si comprende che le frontiere che si chiudono una dopo l'altra sono un altro specchio del naufragio di una civiltà che prova a resistere, a galleggiare sopra le onde degli tsunami della Storia ed è il 'si salvi chi può' di un'Europa a due velocità: una cintura esterna ex europea che si trasforma in campo-profughi di un'immigrazione senza più freni e l'altra, di là delle Alpi, che arma i bulldozers che distruggono le tende delle baraccopoli europee di nuovissimo conio e poco intende e rispedisce al mittente le lamentazioni e le geremiadi delle 'accoglienze'.
I sommersi e i salvati di un recente libro di orrori si ripropongono sulla scena del terzo millennio e ancora non abbiamo visto nulla.
Nessuna descrizione della foto disponibile.


 
 
 

Piove(va)

Post n°1527 pubblicato il 02 Marzo 2021 da fedechiara
 

01 marzo 2014

Adoro la pioggia. E' sexy. E dilava e pulisce, il che, in questa nostra città di pietra e di oltre quindicimila cani (le stime sono in rapidissima crescita) e di turisti e 'giovani' gozzoviglianti che si accovacciano impudichi nelle calli nascoste durante le tristi notti dei 'carnevali', è garanzia di igiene pubblica, insieme alle 'acque alte'.
Ma la pioggia ha prodotto mirabilie di poesia, ne converrete - e, senza, non avremmo gli splendidi versi de ' piove sui ginepri folti di coccole aulenti, piove sui nostri volti silvani, piove sulle nostre mani ignude, sui nostri vestimenti leggeri e sui freschi pensieri.....' del bravo D'Annunzio.
E non avremmo le 'foreste pluviali' - con quella po' po' di ricchezza arborea e di medicamenti vegetali che ancora non conosciamo appieno e già ne abbiamo distrutto oltre la metà negli ultimi due secoli.
E se piove a Venezia il sabato di Carnevale, poco male, la pioggia è creativa - e le bellissime maschere che ho visto in vaporetto recarsi nella magica piazza delle esibizioni e dei premi mostreranno le loro facce splendidamente dipinte con le colature creative di una pioggia che 'allaccia i malleoli' e:
immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Portate pazienza. Presto la primavera verrà e vi lamenterete del caldo, o reprobi cittadini.
Una giornata di pioggia | Sprea Fotografia