Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 14/02/2020

Vanitas vanitatum

Post n°1150 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da fedechiara
 

14 febbraio 2014


C'è un tempo per amare e un tempo per festeggiare san Valentino. 

 

Facebook ha fatto anche cose buone, ammettiamolo. Ha riunito il mondo in un libro delle facce che possiamo sfogliare pigramente con dei 'click' - e possiamo riempirci di 'amici' che mai avremmo conosciuto e 'seguito' in altri tempi e che mai conosceremo di persona, mannaggia. A me, ad esempio, ha chiesto l'amicizia una coppia di famosissimi ballerini di tango, nientemeno, - ma sospetto che abbiano usato un algoritmo che ha evidenziato un potenziale allievo dei corsi di tango che patrocinano in zona.
Per tacere il fatto che ci ricorda i genetliaci di tutti coloro che adorano festeggiarli - e le ricette della nonna Angelina di Taranto o dell'amica tunisina che balla la danza del ventre e ha sperimentato con successo, in una riunione condominiale, un suo cous-cous anatra e mandorle e uvette che ha messo tutti d'accordo.
E pazienza se, passato un mese o un anno, di tutte quelle amicizie voracemente collezionate d'impulso resta la cenere di un fuoco che si è spento perché, lo dice l'Ecclesiaste sulla sua 'pagina facebook' (punto com): 'C'è un tempo per collezionare e un tempo per cancellare.', gli amici che in tanti si sono affollati sui nostri profili, defilandosi poi, una volta capito chi siamo e di quale zampa andiamo zoppi.
E Zuckenberg ha, oggi, le sue belle gatte da pelare con tutti gli s-governi mondiali, di destra e di sinistra, che gli chiedono di cancellare le famigerate 'fake news' – e non è facile evidenziare le fonti di ogni notizia e la loro credibilità e affidabilità – e gli chiedono di bannare gli 'odiatori', mantenendo, nel contempo, l'apparenza di un portale che rispetta le libertà di pensiero e di scritto di ognuno e tutti.
Ma è il tempo, il nemico di Zuckenberg e della sua prodigiosa creatura, che così tanti soldini ha infilato nel suo salvadanaio virtuale. Il tempo che tutto ossida e neglige e, sopra tutto, stende la sua fastidiosa patina di oblio. C'è un tempo per gli entusiasmi e le passioni e un tempo per le ricorrenze. Visitate la pagina facebook dell'Ecclesiaste.com. e chiedetegli l'amicizia. 

IT.WIKIPEDIA.ORG
Vanitas vanitatum et omnia vanitas (in italiano, "vanità delle vanità, tutto è vanità") è una locuzione latina. Come Nihil sub sole novum, la frase è tratta dalla versione in latino del Qohelet (o Ecclesiaste), un libro sapienziale della Bibbia ebraica e cristiana - in cui ricorre per due volt...

 
 
 

Verità, tragica dea.

Post n°1149 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Se sia più nobile...

C'è chi ne fa una questione 'muscolare' - e invita chi di dovere a: 'Portiamo a casa i nostri marò!' con lenzuolate di altri slogans anti tasse e gazebo permanenti orribili a vedersi eretti nelle piazze a fianco di una antica torre. E c'è la diplomazia furbetta della Farnesina – che combatte vanamente la sua battaglia in punta di fioretto giuridico e 'internazionalizzazione' del conflitto fra India e Italia.

'(…) s’egli sia più nobile soffrire nell’animo le frombole e i dardi dell’oltraggiosa Fortuna, o prender armi contro un mare di guai, e contrastandoli por fine ad essi.' si interrogava da par suo il principe Amleto nel notissimo monologo. 
Ma poiché di 'prender armi' non è questione in tanta vicenda di eventi misteriosi e di verità negate e/o mai accertate e di Stati e giurisdizioni in conflitto, forse sarebbe meglio ricorrere alle armi della 'verità' giudiziaria che accerti e ci racconti, come dovrebbe, quel che è effettivamente accaduto in quella maledetta giornata di sole tropicale nelle acque dell'Oceano Indiano in cui esplose - questo è certo - uno scontro a fuoco tra i nostri fanti di Marina in servizio di difesa della nave che li ospitava e un peschereccio di poveri pescatori chissà come e perché scambiato per una barca di aggressivi pirati.

Non credo di essere il solo a provare noia e fastidio nell'ascoltare i resoconti quotidiani della controversia indo-italiana che girano a vuoto intorno alla verità dei fatti e tentano di sfuggire al cappio di quella 'giustizia' senza altri aggettivi che noi stessi invocheremmo e applicheremmo a parti rovesciate. Se, cioè, i pescatori uccisi fossero stati siciliani e gli uccisori soldati di un'altra nazione imbarcati in una loro nave.

'Verità vo' cercando ch'è si cara al mio core.' recitava il poeta e mai aspirazione fu più attuale. E con tanto valido e aggressivo 'giornalismo di inchiesta' che si mostra in tivù e leggiamo sulle pagine di stampa mai abbiamo letto un reportage e ascoltato le interviste ai pescatori sopravvissuti e ai marinai e al capitano imbarcati sulla nave in questione che ci raccontino la loro verità comparata e della quale abbiamo fame ed è la sola cosa che conti.

 
 
 

Pretese voci divine

Post n°1148 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Vox populi, vox dei?

L'esaltazione dell'idea di popolo e la sua 'sacralizzazione' data dalla Rivoluzione Francese. 
Il popolo che dà l'assalto alla Bastiglia e proclama l'uguaglianza, la fratellanza, la libertà quali valori universali e apodittici. Il popolo che uccide un re, ma più l'idea della sua sacralità e discendenza divina e la sostituisce con la propria. Vox populi, vox dei.

E quell'idea di sacralità e di 'infallibilità' del verbo popolare in politica passa attraverso il fuoco della seconda Rivoluzione, quella russa, quella della carrozzina che si rovescia sulla scalinata della 'Corazzata Potemkin e 'tutto il potere ai Soviet' – salvo constatare, qualche decennio più tardi, che i Soviet erano manipolati da un pugno di intellettuali e valenti oratori che passarono il testimone al famigerato 'Comitato Centrale' delle purghe staliniane e dell'assassinio di Trotsky.

Da allora è stata una continua china discendente. La democrazia rappresentativa, vincente sui soviet e sulle 'assemblee popolari', ha mantenuto viva l'idea del 'popolo sovrano' ma l'ha relegata nel gesto effimero e minimo dell'urna elettorale e delle statistiche e dei sondaggi. E all'elezione al parlamento possono partecipare i peggiori figuri della vita pubblica e comprarsi il voto col denaro e colle vane promesse che non sapranno/potranno mantenere.

E sappiamo che 'il popolo' è anche quello che ha sostenuto i nefasti di Peron e della sua bella che elargiva le briciole ai suoi 'descamisados' (e, per questo, la dicevano 'santa subito') e che una quantità di 'camicie rosse' popolari hanno fatto le barricate nel centro di Bangkok e versato per le strade litri di sangue, - così sostenendo una figura porca di loro leader politico che assomiglia tanto al nostro tycoon nazionale, Sua Infamia il Cavaliere Inesausto e 'perseguitato' dai giudici per le mille corruzioni della sua carriera di imprenditore rotto a tutte le peggiori alleanze 'politiche'.

E la statua de 'Il Popolo' -che sempre si deve rispettare perché 'sovrano' e investito della sacralità che fu dei re che ha defenestrato e ucciso- cade miseramente nella polvere dei suoi stessi delitti e delle sue infamie post rivoluzionarie e dei suoi errori marchiani ed erronee e miserabili scelte 'democratiche' - e non sorprende che il dipinto di Delacroix che effigia il popolo sulle barricate della Rivoluzione (notizia di ieri) sia stato offeso dalla scritta di una tale che ha inteso denigrarlo e ferirne l'immagine sacrale.

Perchè 'il Popolo' è anche quello che, vociante sulle piazze, dice libero (ed eleggibile al parlamento) un Barabba e manda morte un Gesù.

L'immagine può contenere: il seguente testo "VOX DOPULI VOX DEI 2"