La cuauhtemiña

Post n°263 pubblicato il 17 Giugno 2010 da Nuta
 

Stasera in Sudafrica la Nazionale di calcio francese ha perso, per la prima volta nella storia, contro il Messico.

Con questa sconfitta, i transalpini del "simpaticissimo" Domenech sono virtualmente eliminati da una competizione alla quale non avrebbero neanche dovuto partecipare (basta chiedere lumi al Trap, che con la sua Irlanda è stato vittima di una delle più grosse ingiustizie degli ultimi anni calcistici).

La Nazionale messicana, invece, è vicinissima alla qualificazione agli ottavi, grazie anche ad un ragazzino di oltre 37 anni che con la sua classe immensa trova ancora il modo di giocare scampoli di partita ed essere decisivo.

Cuauhtémoc Blanco, straordinario trequartista, ha siglato stasera il gol del 2-0 con un perfetto calcio di rigore, tirato con una lunghissima rincorsa e indirizzato all'angolino più lontano, alla destra di un incolpevole portiere.

Blanco è un artista, un giocoliere, un giocatore come non ce ne sono più: uno di quelli per cui vale la pena seguire il calcio.

Un artista del pallone, che con la sua classe e la sua fantasia ha inventato un colpo incredibile che consiste nel portarsi il pallone fra i due piedi, alzarlo da terra e con un saltino disorientare l'avversario per superarlo in dribbling.

Non a caso questa magia è stata chiamata Cuauhtemiña, in onore al suo nome di battesimo

 

 
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Vita e matematica

Post n°262 pubblicato il 03 Giugno 2010 da Nuta
 

Il problema non sono i grandi numeri.

Milioni, miliardi, sfilze interminabili di zeri.

Il problema è passare da ZERO a un numero diverso, qualunque esso sia.

Anche fosse un numero decimale inferiore all'unità con una quantità straordinaria di zeri prima di trovare una cifra che zero non è.

Basta quello.

A quel punto c'è vita.

E se quello c'è, e c'è!, allora la vita era (è, sarà) possibile.

Tutto, proprio tutto ciò che è possibile, anche se quasi impossibile, prima o poi si verifica.

Poco importa se passano giorni, mesi, anni o miliardi di anni, di sicuro prima o poi ciò che è accaduto accade di nuovo.

In un vortice di ripetizioni infinite in cui diventa tutto indistinguibile, dove il tutto e il nulla sono la stessa cosa, così come il passato e il futuro.

Perché se ciò che è accaduto accadrà di nuovo, è vero anche che ciò che accadrà domani è sicuramente già accaduto prima.

Spazio e tempo si fondono e anche la direzione non trova più importanza.

Come se ci fosse un appiattimento generale in cui niente abbia più significato.

In tutto questo si trovano i nostri pensieri, che sono piccolissimi e insignificanti, eppure padri indiscussi di queste grandezze, che noi vediamo e produciamo, attraverso il ragionamento.

Uomini, solo teoricamente capaci di cambiare il destino già scritto, che stabilisce il futuro senza possibilità di determinare un'alternativa.

Ma possibile essere schiavi di un copione già confezionato, che va solo saputo leggere?

Possibile che le passioni e le emozioni di cui siamo dotati debbano rimanere chiuse nel nostro insignificante guscio al cospetto di un disegno universale che non ci considera minimamente?

Meglio forse credere in Dio?

Oppure, via di fuga meragliosa, in una "singolarità", bellissima umana "eccezione che conferma la regola"?

 
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Stupido uomo

Post n°261 pubblicato il 23 Maggio 2010 da Nuta
 

Brillava la luce

negli occhi suoi

quando ballava felice

nel triste piccolo spazio

di casa sua.

Vittima di un destino

creato dall'uomo

in cui non sta bene

che una donna mostri con gioia

la sua sensualità agli altri.

Cent'anni dopo

la stessa luce

brillava negli occhi suoi

e lei ballava

di fronte al suo pubblico immaginario.

Vittima di un mondo

senza regole

senza rispetto

che accetta rassegnato

che la violenza trionfi

insieme all'ignoranza

da sempre gemella.

Bellezza e libertà

non a caso femmine

sono ancora una chimera

 
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Che tristezza!

Post n°260 pubblicato il 20 Maggio 2010 da Nuta
 

Questione Prandelli

 

Questa è la mia ricostruzione dei fatti.

Mia, ribadisco.

Fine estate 2009: Abete, amico di Diego Della Valle, chiede al Patron viola se per caso Prandelli è disponibile ad allenare la Nazionale dopo i mondiali dell’anno successivo e, soprattutto, se la società viola è disposta a cedere il suo condottiero a fine stagione.

Diego accetta la proposta, cavandone tutta una serie di vantaggi: soprattutto economici e politici.

Poi affida a Corvino l’onere di trovare un degno sostituto.

Da questo punto di vista il DS viola ha lavorato come sempre molto bene, ottenendo un sì da molti mesi a questa parte dall’ex allenatore del Cagliari Allegri, disposto per venire a Firenze ad un ingaggio ben inferiore a quello percepito dal tecnico di Orzinuovi.

Cellino si accorge della trattativa, l’ambiente si sgretola, il Cagliari perde punti su punti, finché Allegri viene esonerato a sorpresa anzitempo.

Nel frattempo spunta il Milan che, a causa dei problemi interni legati a Leonardo, che poi deciderà di farsi da parte, individua in Allegri la figura ideale per la panchina rossonera.

Allegri a quel punto viene tentato di mandare all’aria l’accordo verbale con Corvino, in nome di un contratto molto più ricco offertogli da Galliani.

Attualmente non so se il tecnico livornese propenderà per allenare i viola o i rossoneri, ma credo che la seconda ipotesi possa essere molto più credibile e ciò metterebbe Corvino in condizioni di fare una scelta di riserva.

Ma torniamo a Prandelli: il Mister viola fa presente fin dall’inizio della stagione quelli che sono i punti deboli della squadra, chiedendo di provvedere affinché possa garantire la giusta competitività.

A quel punto, forse per la prima volta, la società viola non collabora con Prandelli, che deve adeguarsi.

Da lì in poi è tutta una serie di avvenimenti negativi, in direzione opposta alle ambizioni del Mister, che poi corrispondono con quelle della tifoseria: Andrea Della Valle che si dimette da Presidente, parole chiare sull’autofinanziamento e sulla impossibilità di effettuare investimenti mirati se non autofinanziati, le dimissioni infine di Diego Della Valle da Patron della Fiorentina, carica peraltro più simbolica che reale.

Prandelli capisce che non tira più aria.

A un certo punto della stagione gli viene anche chiaramente detto, pare a febbraio, a seguito della vicenda Mutu a cui fece seguito una sua richiesta inevasa di un acquisto per sostituirlo (il no di Cassano, da questo punto di vista, fu deletereo).

Successivamente a quel periodo la Fiorentina inizia a peggiorare il suo rendimento, fino a crollare negli ultimi due mesi: più dell’assenza di Mutu e degli infortuni, ha potuto il clima velenoso che la squadra ha dovuto respirare e la confusione in cui giocoforza è caduto il nostro condottiero Cesare.

A primavera Prandelli viene caldamente invitato ad accogliere la proposta Nazionale, ma lui vorrebbe allenare ancora una squadra di club: è un uomo di campo, con le giuste ambizioni.

Se proprio deve lasciare la Fiorentina, allora che vada dove vuole!

La Juventus si fa sotto e fa capire che potrebbe offrirgli il posto di allenatore bianconero, ovviamente con un contratto di tutto rispetto.

Prandelli è persona corretta, avverte la proprietà di questa possibilità, ma Diego Della Valle non sente ragioni, in forza di un accordo già raggiunto a suo tempo con Abete.

Il rapporto fra i due si raffredda totalmente.

Diego si dimette e pretende da Prandelli il rispetto del contratto: o alla Nazionale o alla Fiorentina, in un contesto decisamente negativo per lui.

Corvino viene caldamente invitato, e con lui tutti i dirigenti viola, a “far paura” pubblicamente a Prandelli, dicendo che lui resterà al 100%.

La Juventus, nel frattempo, cerca altrove e trova Del Neri.

Oggi la Federazione italiana, sollecitata probabilmente da Diego Della Valle, dopo un lungo periodo in cui è stata costretta a rimanere alla finestra, pronuncia la sua offerta ufficiale.

La Fiorentina dà la sua disponibilità e mette Prandelli in condizione di scegliere: andare alla Nazionale o restare un anno alla Fiorentina dove nessuno lo vuole più.

Cosa succederà?

Ci sono due possibilità: o lui accetta, oppure rifiuta restando a Firenze a mangiar fiele, liberandosi poi definitivamente tra un anno con il contratto in scadenza.

Ma può un uomo come Cesare Prandelli accettare questa seconda possibilità?

Non ci credo proprio.

Per me, a questo punto, lui andrà via e farà il suo lavoro per la Federazione italiana, con la segreta speranza di tornare ad allenare un club fra qualche anno.

L’unica curiosità che mi rimane è sapere come ne usciranno tutti a livello mediatico, cosa dichiarerà Prandelli, cosa dirà la società a proposito delle dichiarazioni a questo punto totalmente bugiarde che sono state fatte, come pagherà Corvino tutti coloro che hanno scommesso alla SNAI che Prandelli sarebbe rimasto, seguendo il suo suggerimento…

 
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Promozione!!!

Post n°259 pubblicato il 09 Maggio 2010 da Nuta
 
Foto di Nuta

E' la nostra serie A, la Bundesliga tedesca.

Il campionato di calcio più importante del Paese, insomma.

Dalla prossima stagione anche la seconda squadra di Amburgo, il leggendario Sankt Pauli, ne farà parte.

"E chi se ne frega?"

Invece sono felicissimo di questo, ho seguito le orme di questo club mitico per tutto l'anno e il coronamento con il passaggio nella categoria superiore mi ripaga almeno in parte di certe delusioni colorate di viola.

Non ci sono parole per descrivere il calore del tifo di questa squadra, un tifo impareggiabile, caldissimo, unico.

I biancomarroni sono forse l'unica squadra al mondo ad andar fiera di giocare con questi colori e il loro stemma è una bandiera che raffigura un pirata e sono anche politicamente orientati in maniera sfacciata... da che parte stiano i portuali di Amburgo è facilmente immaginabile.

Forza grande St. Pauli!!!

 

 
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Dopo l'ennesimo furto subìto

Post n°258 pubblicato il 02 Maggio 2010 da Nuta
 

2 Maggio 2010

La Fiorentina del futuro riparte da qui, indipendentemente dagli interpreti in campo.

Il modulo che Prandelli (se rimarrà come a questo punto pare) utilizzerà sarà quello del primo tempo, con i soliti quattro difensori, un centrocampo composto da tre elementi, un attacco formato dalla punta centrale e due esterni: un 4-3-3, insomma.

Quando nel secondo tempo è entrato Vargas al posto di uno spento Marchionni, Jovetic è andato a destra, posizione per lui inedita: purtroppo si è infortunato subito e non abbiamo potuto valutarlo.

Al suo posto è entrato Ljajic, non adatto in quel ruolo, che prevede anche di rientrare e fare il terzino.

Dopo qualche minuto, quando il serbo non aveva ancora mostrato di essere entrato in partita, Prandelli ha opportunamente ridisegnato la squadra, togliendo Zanetti per una punta (Keirrison), spostando Vargas come interno di centrocampo e Ljajic dietro le due punte.

A questo punto la Fiorentina era in campo con un 4-3-1-2, con Montolivo e Vargas chiamati a sostenere le avanzate dei due esterni bassi che avevano l’onere di attaccare l’intera fascia di appartenenza e Ljajic finalmente nel suo posto di rifinitore centrale.

Al di là di quelle che sono state le prestazioni individuali (Keirrison non si è praticamente mai visto, per esempio), nonché del fatto che qualche giocatore potrebbe non esserci più fra qualche mese, e senza considerare il risultato della partita di ieri con gli episodi che per l’ennesima volta ci hanno scandalosamente penalizzato, credo si possa affermare che la squadra abbia ben giocato e soprattutto che si sia visto un anticipo di come sarà impostata tatticamente per la stagione ventura.

Supponiamo che la Fiorentina non venda e non compri nessuno… questa sarebbe la compagine 2010-2011:

Frey

De Silvestri, Gamberini, Felipe, Vargas

Montolivo, Bolatti, Zanetti

Jovetic, Gilardino, Mutu

Con questa formazione di riserva:

Avramov (o Seculin?)

Comotto, Natali, Kroldrup, Pasqual

Santana, Donadel, Gobbi

Marchionni, Keirrison, Ljajic

Con i giovani pronti ad entrare in prima squadra, subito o negli anni a venire (Babacar su tutti, ma anche Carraro, Seferovic, Agyei…).

E’ chiaro che qualcuno andrà via e ci sarà qualche giocatore nuovo, ma l’impostazione è questa.

Importante, come sempre, la duttilità di molti di questi uomini e la possibilità di giocare più moduli.

Senza Bolatti si può giocare con un centrocampo a due, con Ljajic si può giocare con il trequartista e le due punte, Mutu e Jovetic possono svariare a destra e sinistra, giocare di punta o dietro le punte, Vargas può partire esterno alto o basso o addirittura interno di centrocampo, Gobbi lo stesso, Santana può giocare praticamente dappertutto fuorché in porta.

Via, da qualche parte bisogna ripartire per non pensare più a questo tristissimo presente!

 
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Bilanci anticipati

Post n°257 pubblicato il 15 Aprile 2010 da Nuta
 

La stagione della FIORENTINA sta volgendo al termine e ho voglia di fare un bilancio, anche se le ultime 5 partite potrebbero cambiare la valutazione in meglio o in peggio.

Quest'anno ci sono stati diversi momenti brutti (le dimissioni di Andrea Della Valle dalla Presidenza con tanto di polemiche contro i "rosiconi", le dimissioni di Diego Della Valle da patron, le incomprensioni con Prandelli, le pasticche alla sibutramina di Mutu, etc. etc.), ma ci sono stati anche momenti esaltanti, come le vittorie contro il Liverpool o quella contro il Lione.

Rispetto alle stagioni scorse molto probabilmente non riusciremo a centrare l'obiettivo di entrare in Champions League e ci sono seri timori che si rimanga fuori anche dall'Europa League.

Alla fine siamo rimasti con un pugno di mosche in Europa e anche in Coppa Italia.

Un fallimento?

Per me, invece, la Fiorentina è stata la più bella di sempre, bella come sfortunata, come terribilmente tartassata.

Abbiamo mostrato il calcio più bello d'Europa, abbiamo fatto un numero di goal impressionante, abbiamo fatto vedere alcuni giocatori come Jovetic, Vargas, Montolivo, campioni straordinari.

Su otto partite ne abbiamo vinte sei, le altre due ce le hanno rubate in modo clamoroso.

Tutti hanno perso a Firenze, compreso la finalista di Champions (Bayern o Lione che sia), una delle semifinaliste (Bayern o Lione che sia), la probabile vincitrice della Europa League (il Liverpool, peraltro battuto anche a casa loro).

In Coppa Italia siamo arrivati fino alla semifinale, eliminati da un'Inter obiettivamente troppo forte per noi.

E in campionato? Abbiamo dominato in lungo e in largo la Roma, cioè la squadra che attualmente è prima, avremmo meritato di vincere 4 a 1 come l'anno scorso, invece a 10 minuti dalla fine della partita, quando tutto il popolo viola incredulo si interrogava come potesse essere possibile non vincere, Vucinic confezionava addirittura la beffa.

Stessa solfa con il Milan, avremmo meritato un 5 a 0, invece sull'1-0 per noi loro hanno incredibilmente pareggiato a 10 minuti dalla fine: solo che stavolta ci siamo riportati rabbiosamente in attacco, troppo ingiusto un pareggio in una gara del genere... ed è lì che è intervenuto l'Ovrebo d'Italia, l'innominabile arbitro che appena vede viola non capisce più nulla e deve per forza danneggiarci, fino a che siamo giunti addirittura all'abominio di una sconfitta.

E come dimenticare i due punti vergognosamente rubati dalla Lazio, o altri episodi che ho volutamente rimosso?

La FIORENTINA poteva tranquillamente arrivare alla finale di Champions League e poteva essere tranquillamente al quarto posto come ha sempre fatto negli ultimi anni, arrivando al contempo a giocarsi un posto in finale di Coppa Italia, e tutto questo con una rosa abbastanza ristretta in qualità e quantità.

E come non ricordare le tegole capitate a causa degli infortuni di Mutu e Jovetic a fine 2009? E gli infortuni di Gamberini, Zanetti, fino all'episodio che ci ha privato del nostro giocatore più importante, Mutu, da gennaio in poi.

La verità è che il confine fra fallimento e gloria è davvero labile, porta il nome di Ovrebo o di Rosetti o di Brighi, oppure di sibutramina, oppure semplicemente di sfortuna.

No, la FIORENTINA non ha fallito, non certo come il Real Madrid, che ha speso centinaia di milioni di euro per mettere insieme una serie di grandi giocatori senza aver costruito una squadra.

Il Real ha fallito, vendendo gli scarti Robben e Snejider che sono andati a far fortuna nelle rispettive squadre, indebolendo il Lione con l'acquisizione di Benzema, solo che il Lione ha vinto proprio con loro ed è in semifinale, così come l'Inter di Snejider e il Bayern di Robben, non a caso i due giocatori più importanti delle rispettive squadre.

E poi il Barcellona, l'eterna rivale, che naturalmente l'ha battuta di nuovo anche in campionato.

Vogliono Vargas? Corvino saprà come fare: io non darei mai via un giocatore simile, ma stavolta voglio fidarmi completamente.

Se il prossimo anno la fortuna si ricorderà un po' di noi e ci sarà consentito di giocare con continuità con i nostri migliori giocatori, non ci sarà nessun limite ai nostri obiettivi, purché si viva tranquillamente, alla giornata...

 
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Falsità...

Post n°256 pubblicato il 22 Marzo 2010 da Nuta
 
Tag: plagio

questa è una bella canzone dell'ormai lontano 1988...

Roxette - Listen to your heart.

Questa invece risale a ben 9 anni dopo e la conoscono tutti, ha pure vinto Sanremo...

Non servono commenti, mi pare

 
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Only Very High Quality Music

Post n°255 pubblicato il 20 Marzo 2010 da Nuta
 
Tag: Musica

"Biancaneve", scuola Al Stewart e Pink Floyd... altra roba

Bird of paradise - Snowy White - 1984

 
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180 gradi

Post n°254 pubblicato il 14 Marzo 2010 da Nuta
 

Sono lontani i tempi in cui mi scandalizzavo per qualcosa.

Ero ancora molto giovane quando rimasi letteramente sconvolto nell'apprendere che gli autori di un furto che subimmo nell'azienda per cui lavoravo era stato commesso da alcuni ex rappresentanti della vigilanza. Sconvolto perché, seppur abituato all'idea che possa esistere qualcuno a cui viene in mente di fare cose che a me non verrebbero neanche in mente, seppur abituato anche all'idea che chi dovrebbe vigilare non vigila (dovrebbe essere una vocazione, a parer mio...) e magari dorme o fa il furbo o proprio se ne frega di tutto, non ero però ancora abituato all'idea che il mondo potesse rovesciarsi di 180 gradi e che la guardia potesse addirittura diventare ladro.

Oggi fa sorridere quel pensiero così puro di un ragazzo che aveva ancora ideali in cui credeva.

Oggi vediamo cose talmente fuori da ogni logica che tutto appare come un grande minestrone di poltiglia indistinta: regole zero, rispetto zero, niente è più possibile tenere a galla.

E non penso al nostro paese, che è comunque in primissima fila, ma proprio in generale.

Meglio tacer della politica, dove si fa confusione persino a riconoscere i ruoli di chi divrebbe essere garante e quindi super partes, e dove un movimento spontaneo chiamato Popolo Viola, da me subito visto con simpatia anche per il colore scelto (!), oltre che naturalmente per l'obiettivo dichiarato di far dimettere il signor B (come Buffone), si è sputtanato ieri mescolandosi con il Partito Democratico che del sistema-B è complice al 100%.

Il caso più eclatante, però, è un altro, e ci vuole davvero tutta la pellaccia che ormai mi sono fatto per sopportarne anche solo l'idea: mi riferisco ai casi di pedofilia venuti a galla in Germania negli ambienti ecclesiastici.

Perché purtroppo i casi di pedofilia ci sono, ci sono dappertutto, e ci sono perché degli adulti non riescono a frenare certe schifose pulsioni neanche al prezzo altissimo che fanno pagare alle loro vittime.

Ma non è tollerabile che la Chiesa si macchi anche soltanto di uno di questi casi, figuriamoci di tanti o tantissimi; non è tollerabile che chi si presenta come autorità morale possa arrivare a tanto; né è tollerabile che la legge in quegli ambienti non arrivi, ci pensa l'autorità morale stessa a regolare gli "errori" commessi.

E' come se un bambino andasse dalla madre per farsi proteggere e questa lo sfregiasse, come se una guardia diventasse ladro, come se la persona che ami ti uccidesse.

Le risposte della Chiesa sono irritanti, anzi peggio... vergognose, arroganti, intollerabili.

Ma a pensarci bene, nessuna risposta sarebbe possibile, perché le uniche risposte giuste toglierebbero quell'autorità morale che essi pretendono di detenere.

E infatti è così: sono uomini anche loro, come tutti noi.

Non può esistere un'Autorità Morale sulla Terra, non così

 
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Due anni fa...

Post n°253 pubblicato il 02 Marzo 2010 da Nuta
 
Foto di Nuta

entriamo nella lunga vigilia de LA PARTITA, anche se quest'anno conta di più la Champions (NOI ci siamo ancora, NOI...).

E come, se non ricordando quel 2 Marzo 2008 entrato nella storia di chi ama il VIOLA?

 
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a caldo non si parla

Post n°252 pubblicato il 25 Febbraio 2010 da Nuta
 
Tag: fottuti

SILENZIO STAMPA

 
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La tosse mi ha sconfitto!

Post n°251 pubblicato il 21 Febbraio 2010 da Nuta
 

Oggi niente stadio.

Per la prima volta da quando ci conosciamo, Caterina è andata al Franchi senza di me. Beh, con lei ci sono il Nuvolo, il Puccio, il Vento, oltre ai soliti Curva, Norfo, eccetera. Così io me la guarderò in tv, confidando ovviamente in una vittoria viola.

Non avevo ancora espresso concetti di nessun tipo dopo lo scandalo di mercoledì in terra bavarese, perché altrimenti sarei stato sicuramente incriminato dalla polizia postale.

E pensare che a quelli avevo pure dedicato un post, quando andarono a dar 4 pere ai gobbi!

Adesso c'è da immergerci a capofitto nel campionato con queste tre partite in soli sei giorni.

Oggi i labronici, sempre pericolosi per noi, oltretutto considerando il nostro periodo di grandi difficoltà, poi il Milan mercoledì e la Lazio in trasferta sabato.

Fare tanti punti per riportarsi in posizioni più tranquille e ripartire con progetti e sogni di Champions sarebbe fondamentale.

Nuvola, Nuvolo, Puccio, Vento, è a voi che principalmente affido la forza propulsiva fatta di voce, di tifo, di passione di cui i nostri ragazzi hanno sì tanto bisogno, come del resto ha anche detto il nostro condottiero Claudio Cesare da Orzinuovi.

FORZA VIOLA ! ! !

 
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Il giocattolo si è rotto

Post n°250 pubblicato il 13 Febbraio 2010 da Nuta
 

Nel momento della rabbia, della delusione, dello sconforto, solitamente vengono in mente i torti che subiamo: dall'assurda decisione di vietare la trasferta di Genova ai tifosi viola, ai calendari che vengono sempre pensati per agevolare le solite squadre e mai la nostra, alla televisione che si definisce pubblica e poi per privati interessi priva sempre ai soliti di venir trasmessi.

Oppure viene in mente la sfortuna: Mutu che viene a mancare proprio nel momento più importante per colpa di una scatola di caramelle (almeno fossero state al miele, si poteva incolpare l'ape di Cannavaro). Gamberini che alla vigilia dell'ottavo di Champions si infortuna seriamente, così come Santana, costringendoci a fare due cambi nei primi 14 minuti della partita (ma si può giocare in un campo così? Prandelli aveva detto che valeva anche per la Sampdoria, ma quello è il loro campo a cui saranno abituati, e poi chi gioca di pura tecnica, e noi siamo pieni di giocatori così, come fa?).

Ma stavolta, senza scendere nel territorio tanto caro alle CIV più o meno estreme, la questione è un'altra e non può essere che così: la Fiorentina è alla fine di un ciclo, un bellissimo ciclo fatto di grandi soddisfazioni, anche se di "zeru tituli", con un gioco bello, una grande organizzazione, una continuità di risultati, un piazzamento fisso nelle prime quattro del campionato, un inizio importante in campo internazionale, con la semifinale di coppa Uefa (persa ai rigori, potevamo andare alla finalissima), due partecipazioni alla Champions e un passaggio spettacolare al turno successivo, dove ancora siamo in corsa.

Adesso tutti noi sappiamo che dal prossimo campionato Cesare Prandelli non sarà più l'allenatore della Fiorentina, e con lui chiuderemo definitivamente questo ciclo bellissimo.

Non sappiamo chi sarà il suo successore, nè se riusciremo a tenere tutti i campioni che ci sono attualmente (ma dubito), più che altro la Fiorentina ripartirà dai giovani, in attesa, se sarà stata brava a vederci lungo, di ricreare, CON MOLTA CALMA, un nuovo ciclo.

E nel frattempo? Nel frattempo dobbiamo accontentarci di tornare nei ranghi, di accettare una ridimensionata notevole, di sperare che il lavoro sulle nuove leve, di cui Jovetic è sicuramente il perno centrale, possa fruttare nel medio periodo.

Tutto questo perché, oggi, la Fiorentina non ha e non può avere le stesse armi delle squadre più ricche, e anzi non può avere nemmeno la metà, nemmeno la terza parte di quelle armi.

La famiglia Della Valle non vuole buttare soldi "stile Moratti", ma vuole tenere i bilanci in ordine e soprattutto avere sempre la possibilità, in un'ipotesi di vendita più o meno astratta, di riprendere esattamente ciò che hanno investito.

Può essere giusto, non dico di no, ma ciò limita il decantato "Progetto", lo rende di fatto vuoto di ogni interesse e, soprattutto, lo rende un banalissimo progettino.

E allora perché? Perché tutta queste parolone spese in passato, alcune di questo tenore "noi Della Valle siamo abituati a vincere, non ad arrivare quarti"?

Perché, se non c'è sbocco? La verità sta nella parola magica, la "cittadella".

Quella doveva essere la soluzione di tutto, perché consentiva la rivoluzione di poter avere un asset che creasse introiti ben più importanti, attraverso lo stadio di proprietà, le iniziative, l'indotto, nonché tutte le attività collegate allo stadio.

E siccome l'idea andava a favorire lo sviluppo di Firenze (si pensi, per esempio, alla creazione di posti di lavoro, alla nascita di un polo sportivo con tanto di parco a tema, ristoranti e compagnia bella), la "sinergia" fra Firenze (intesa come Istituzione) e Fiorentina (intesa come società di Della Valle) sarebbe stata conveniente per tutti.

Poi tutti sanno com'è andata: la magistratura non ha ancora tolto i piombini al'area di Castello, essendo la zona ancora sotto sequestro per le note vicende.

In più la burocrazia e le lotte intestine ai vari centri di potere locali hanno fatto e stanno tuttora facendo il resto.

Anche volendo essere estremamente ottimisti, sostenendo cioè che prima o poi la cittadella verrà costruita (anche se più poi che prima), come gestire questa fase di passaggio?

I tifosi, ma anche gli addetti ai lavori, non possono certo aspettare... e poi aspettare quanto? E poi aspettare cosa, con quali certezze?

C'era un accordo fra società viola e media locali: attendiamo la fine di questa stagione, prima di buttare in pasto alla gente i tristi concetti di cui sopra.

Aspettiamo , prima di dire o far capire che Prandelli sarebbe andato via, e con lui una grossa fetta dei nostri sogni.

Qualcosa, in questo accordo, non ha funzionato, la gente sta incominciando a chiedersi cosa stia succedendo, Prandelli sta perdendo il controllo della situazione, i giocatori forse sono condizionati dal clima che li circonda.

Così stiamo buttando via anche questa stagione che poteva, potrebbe ancora, essere memorabile.

Forse l'ultima

 
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Elio and the demential rock

Post n°249 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da Nuta
 
Tag: Musica

Tanta tanta roba...

Per scherzare e far satira bisogna saper fare anche ciò che si prende in giro e saperlo fare anche bene.

E' un po' come gli imitatori, che per essere bravi devono saper cantare, altrimenti non potrebbero mai imitare un cantante.

Forse, però, la frase che più mi viene in mente è: chi è intelligente può fare lo stupido, ma il contrario no.

PS io sto facendo lo stupido, perché lo sono davvero!!!

 
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N'GULE!

Post n°248 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da Nuta
 

OK,

abbiamo scherzato

 
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Luglio 1982

Post n°247 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da Nuta
 

ero un ragazzino, in quel caldo luglio del 1982.

Dopo una galoppata travolgente e insperata, la nazionale italiana di calcio si apprestava, il 5 Luglio 1982, ad affrontare gli invincibili brasiliani, ai quali bastava un pareggino per buttarci fuori.

Gli uomini di Bearzot compirono l'impresa e andarono avanti.

Vinsero anche la semifinale con la Polonia e poi, la sera dell'11 Luglio, in finale con la Germania, sotto gli occhi di un irrefrenabile tifoso d'eccezione con la pipa d'ordinanza (ovviamente non mi riferisco a Bearzot, ma all'indimenticato Sandro Pertini), compirono l'impresa che tutti noi conosciamo.

A distanza di quasi 28 anni, mai e poi mai avrei pensato che, oggi, avrei ricordato quel periodo per altre questioni...

invece, mentre Paolo Rossi, infilava tre volte la porta carioca, a Biella stava nascendo quello che sarebbe diventato l'attaccante della Fiorentina.

Ma doveva ancora nascere colui che i gol glieli avrebbe fatti fare...

A Bari vecchia tutta la città era ovviamente in fermento per la finalissima con i tedeschi, ma c'era una donna che aveva bisogno di aiuto, una donna che aveva in grembo uno dei più grandi e geniali e pazzi campioni del calcio italiano.

La notte passata in sala travaglio e la nascita del "Fantantonio" coincisero con i caroselli per le strade italiana dovuti alla grande vittoria sportiva.

In quei giorni, chi l'avrebbe mai detto!, si costruiva il futuro viola.

Piccola riflessione tattica: c'è già gente preoccupata perché Cassano non è uguale a Mutu e non può giocare nella stessa posizione del romeno.

Io sono molto tranquillo, mi fido di Prandelli.

Ma comunque il mio pensiero è che si può tranquillamente rimanere con lo stesso modulo di gioco, perché se lui gioca qualche metro indietro favorisce anzi gli inserimenti dei due centrocampisti centrali (Bolatti e Montolivo) e può lanciare lungo in profondità sia il Gila che i due esterni alti che magari si accentrano.

Quando si sposta verso l'esterno, a sinistra Vargas può accentrarsi e anzi far esplodere il suo magico sinistro, mentre a destra Marchionni è dotato tatticamente in maniera straordinaria, e può accentrarsi e scambiarsi di posizione senza problemi.

L'unico piccolo dubbio può essere che Cassano di punta è difficile da vedere, contrariamente a Mutu, quindi il cambio al Gila ogni tanto chi glielo dà, se non un ragazzino di 16 anni di nome Babacar? Ma anche qui credo che la soluzione stia arrivando, perché il mago Silvan Corvino ha praticamente già acquistato il grande talento KERRISON!!!

Ragazzi, che squadra sta venendo fuori, mi vengono i brividi!!!

 
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Sfogo

Post n°246 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da Nuta
 

Il vero problema dell'Italia è il popolo italiano.

E' praticamente impossibile per me trovare altre spiegazioni, anche perché la politica è davvero lo specchio del popolo.

Però credo anche che, prima di affrontare il problema "dal basso", cioè nell'unico modo possibile per risolverlo davvero, bisogna affrontare alcune priorità con la massima urgenza.

Usando una metafora, è vero che non serve a nulla pulire la casa di un matto se ce lo lasci dentro, ma adesso siamo in una fase in cui la priorità assoluta è pulire la casa.

La politica oggi è un ricettacolo di manigoldi, una casta sempre più chiusa in se stessa e sempre più virtuale, come se vivesse in un mondo parallelo, che non ci appartiene.

Il Parlamento di una Repubblica parlamentare come la nostra è ridotto ad un club di personaggi messi lì dalle segreterie di partito, molti dei quali  con uno status di delinquenti o mafiosi.

Il teatrino della politica, lungi ormai dal tentativo di almeno apparire interessato a certi ideali o a certi valori, è sempre più disgustoso.

Molte persone credono che l'attuale premier sia la causa di tutto, mentre io credo che lui sia semmai una conseguenza.

Il popolo viola, che peraltro ha la mia simpatia (io penso tutto il male possibile di Silvio Berlusconi), dovrebbe però considerare che il nemico politico numero uno forse non è lui, ma chi vorrebbe farti credere di essere amico e invece ne è il suo migliore alleato.

Ormai il PD è parte del berlusconismo: non importa nemmeno ricordare le vuote promesse sulla legge contro il conflitto di interessi (neanche Rete4 riescono a toglier via, e sì che c'è una sentenza che lo imporrebbe, ma il nostro Paese preferisce pagare multe salatissime all'Unione Europea).

Al posto della legge di cui sopra hanno dato, grazie all'amico del giaguaro Baffino, le concessioni all'odiato premier con l'1% di costo.

In Puglia il suocero di Casini ha già messo gli occhi sull'Acquedotto pugliese, però quel frocio rompicoglioni si è messo di traverso, e allora si sono messi contro di lui e contro il 75% dei pugliesi, che per fortuna non si sono fatti prendere per il culo, stavolta.

Adesso Vendola dovrà lottare all'interno! con i suoi nemici, che hanno già inviato messaggi mafiosetti al trionfatore delle primarie.

Già, la Mafia...

altro che binomio con Andreotti e Democrazia Cristiana!

Qui siamo di fronte ad un cancro politico estesissimo e chi è contro la Mafia o semplicemente non è con la Mafia è solo qualche piccolo pazzoide trasversale che si è trovato per caso a far politica.

Se non rompe i coglioni, nessuno gli farà del male.

Sono lontani i tempi in cui c'era, o si credeva che ci fosse, una forza politica davvero ostile alla Mafia.

Dal fascismo alla prima sinistra.

Oggi il minestrone politico italiano è tutto infetto.

La sinistra guardi meglio il nemico, e se lo individua ha già ottenuto una prima vittoria (che ad oggi mi pare praticamente impossibile).

La destra sappia meglio cos'è il liberismo, che è tutt'altra cosa rispetto a questo ciarpame politico fatto da lacché e puttane, ma non quelle nobili signore che te la danno, loro sono molto più dignitose

 
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grande vittoria!

Post n°245 pubblicato il 24 Gennaio 2010 da Nuta
 

Oggi una Fiorentina strepitosa espugna Palermo con una vittoria incredibile.

I rosanero sono andati in vantaggio per due a zero e poi nel secondo tempo hanno fatto pure il terzo.

Ma i viola, mai domi, hanno continuato a creare gioco e occasioni.

Il portiere avversario ha fatto parate incredibili e la traversa ha negato il gol al Gila.

Solo un miracolo poteva rendere giustizia alla squadra gigliata.

Ma con l'ingresso in campo di Jovetic e Bolatti siamo riusciti a ribaltare!

A ribaltare la seggiola dalla rabbia...

Vabbè dai, sarà per la prossima.

Grazie del regalo comunque e, dai, bisogna prenderla con filosofia e ironia.

Niente isterismi!

Ma perchééé???

Uèèè!!!

 
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La bella

Post n°244 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da Nuta
 
Tag: Scacchi

Bretpunto - Nuta, partita numero 3:

1. e4, c5;

2. Ac4, e6;

3. Ch3, d5;

4. Ab5+, Ad7;

5. Axd7, Dxd7;

6. d3, dxe4;

7. dxe4, Dxd1+;

8. Rxd1, Cf6;

9. f3, Cc6;

10. Ae3, 0-0-0+;

11. Re2, Cd4+;

12. Axd4, cxd4;

13. Td1, e5;

14. Cd2, b5;

15. a4, b4;

16. a5, h6;

17. a6, Cd7;

18. Cf2, Cb6;

19. b3, Rb8;

20. Cg4, f6;

21. g3, Tc8;

22. Tdc1, Ad6;

23. h4, h5;

24. Cf2, g5;

25. Ta2, gxh4;

26. gxh4, Thg8;

27. Th1, Af8;

28. Rd3, Tc3+;

29. Re2, Ah6;

30. Td1, Axd2;

31. Txd2, Te3+;

32. Rf1, Txf3;

33. Td3, Tf4;

34. Th3, Tgg4;

35. Re2, Txh4;

36. Txh4, Txh4;

37. Ta1, Tf4;

38. Tf1, Rc7;

39. Cd3, Txe4+;

40. Rd1, Cd5;

41. Tf5, Ce3+;

IL BIANCO ABBANDONA.

Una partita da me vinta senza troppi onori... una partita bruttina e forse non ben giocata da nessuno dei due.

Lui aveva la trasferta toscana con tanto di distrazioni culinarie, io sono evidentemente solo un ormai ex scacchista che vuole credere di saper ancora giocare.

Ora è in corso, appena iniziata, una quarta partita, in attesa di confrontarci dal vivo, con tanto di pubblico!

Sarebbe bello giocare il 7 Febbraio a Firenze, poi, ognuno con la sua sciarpa di colori diversi, andare insieme al Franchi a vedere la partita... purtroppo il calcio di oggi non ce lo permette

 
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