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Post n°29 pubblicato il 20 Ottobre 2008 da lusciu
Per acquistare l’Indulgenza Plenaria in suffragio delle Anime del Purgatorio. Si concede l’Indulgenza plenaria, applicabile soltanto alle anime del Purgatorio, ai fedeli che, nel giorno in cui si celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, visitano piamente una chiesa o un oratorio. 1. Dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre si può lucrare, una volta sola, l’indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti, visitando in loro suffragio una chiesa o un oratorio pubblico, o anche semipubblico per coloro che legittimamente lo usano. Durante la visita si devono recitare un Padre nostro e un Credo, Si devono inoltre adempiere a suo tempo le solite tre condizioni: a) Confessione sacramentale; b) Comunione eucaristica; e) Preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre (preghiera a scelta del fedele: per esempio, un Padre nostro e un Ave Maria). Le tre condizioni possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa od oratorio; tuttavia è conveniente che la S. Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita. 2. Nei giorni 1-8 novembre i fedeli che visitano il cimitero e pregano, anche solo mentalmente per i defunti, possono lucrare, una volta al giorno l’indulgenza plenaria (applicabile soltanto ai defunti) alle condizioni di cui sopra. Negli altri giorni, è annessa alla visita devota del cimitero un indulgenza parziale, sempre per i defunti, proporzionata alla pietà del visitatore (Dall’E. I.). 20. § 1. È capace di lucrare indulgenze chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia almeno al termine delle opere prescritte. § 2. Per acquistare le indulgenze è necessario che si abbia l’intenzione almeno generale di acquistarle e si adempiano le opere ingiunte nel tempo e nel modo stabilito dalla concessione. 21. § 1. L’indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno. § 4. Se manca la piena disposizione o non sono poste le tre condizioni, l’indulgenza è solamente parziale. 1. L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi. 2. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Le preghiere per l’Indulgenza Credo apostolico Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Filato, fu crocifisso, mori e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen. 1 Padre nostro. 1 Padre nostro e un’Ave secondo l’intenzione del Sommo Pontefice.
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Post n°27 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da lusciu
PAS061008a - «Offri a Dio un sacrificio di lode e sciogli all`Altissimo i tuoi voti» (Sal 49, 14). » (Lc 17, 18-19) (S. Ambrogio). «Chi promette a Dio e mantiene quello che gli ha promesso, lo loda. Perciò viene privilegiato sugli altri quel samaritano il quale, mondato dalla lebbra per comando del Signore insieme agli altri nove, ritorna a Cristo da solo, magnifica Dio e lo ringrazia. Di esso Gesù affermò: «Non si è trovato chi tornasse a rendere gloria a Dio all`infuori di questo straniero? E gli disse: Alzati e va``, la tua fede ti ha salvato! PAS061008b - «Il Signore Gesù ti ha fatto conoscere in modo divino la bontà del Padre che sa concedere cose buone, perché anche tu chieda a lui, che è buono, ciò che è buono. » (S. Ambrogio). Ha raccomandato di pregare intensamente e frequentemente, non perché la nostra preghiera si prolunghi fino al tedio, ma piuttosto ritorni a scadenze brevi e regolari. Infatti la preghiera troppo prolissa spesso diventa meccanica e d`altra parte l`eccessivo distanziamento porta alla Negligenza PAS061008c - «Quando domandi perdono per te, allora è proprio quello il momento di ricordarti che devi concederlo agli altri. Così l`opera sarà una commendatizia alla tua preghiera» (S. Ambrogio). PAS061008d - «Anche l`Apostolo insegna che si deve pregare senza ira e senza contese perché la preghiera non venga turbata e falsata. Insegna anche che si deve pregare in ogni luogo (cfr. 1 Tm 2, 8), laddove il Salvatore dice: «Entra nella tua camera» (Mt 6, 6). Intendi non una camera delimitata da pareti dove venga chiusa la tua persona, ma la cella che è dentro di te dove sono racchiusi i tuoi pensieri, dove risiedono i tuoi sentimenti. Questa camera della tua preghiera è con te dappertutto, è segreta dovunque ti rechi, e in essa non c`è altro giudice se non Dio solo» (S. Ambrogio). PAS061008e – Pregare per gli altri è più fruttuoso che prega per se stessi. San Paolo «… insegna ancora che si deve pregare in maniera tutta speciale per il popolo, cioè per tutto il corpo, per tutte le membra della tua madre: sta in questo il segno della carità vicendevole. Se, infatti, preghi per te, pregherai soltanto per il tuo interesse. E se i singoli pregano soltanto per se stessi, la grazia è solo in proporzione della preghiera di ognuno, secondo la sua maggiore o minore dignità. Se invece i singoli pregano per tutti, tutti pregano per i singoli e il vantaggio è maggiore. Dunque, per concludere, se preghi soltanto per te, pregherai per te, ma da solo, come abbiamo detto. Se invece preghi per tutti, tutti pregheranno per te. Perché nella totalità ci sei anche tu. La ricompensa è maggiore perché le preghiere dei singoli messe insieme ottengono a ognuno quanto chiede tutto intero il popolo. In questo non vi è alcuna presunzione, ma maggiore umiltà e frutto più abbondante» (S. Ambrogio). PAS061008f – «L`Onnipotente scrive con il suo dito nei vostri cuori non solo l`amore, ma anche la conoscenza della sua santa legge. Dimostrate con le opere ciò che amate e ciò che conoscete. Infatti quando con ogni assiduità e impegno osservate la vera obbedienza, è chiaro che voi sapete cogliere saggiamente proprio il frutto dolcissimo e vitale della divina Scrittura» (San Bruno). |
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Pensierini PAS010908: Ecco il primo messaggino. Lotta continuamente per assumere la posizione verticale o piramidale per vivere felici su un mondo agitato dalle nde o sommerso dai marosi. Al vertice ci sia Dio.
PAS020908. La posizione verticale o piramidale ci fa stare sempre ritti, in piedi, senza piegare a destra o a manca e ci rende felici in un mondo triste e pauroso. PAS030908. La posizione piramidale trasferisce la presenza di Dio in noi e ci sentiamo sereni, amabili, caritatevoli. PAS040908. La base della piramide al cui vertice c'è Dio, si estende amorevolmente su tutti coloro che ci stanno attorno, buoni o cattivi che siano. PAS050908. La nostra posizione piramidale permette di radiare l'amore di Dio su tutti coloro che ci circondano, e ci fa amare come Dio ama. PAS060908. Al vertice della piramide c'è Dio e noi, posti alla base di essa, irradiamo la luce di Dio attorno a noi, rendendo benevola ogni cosa, ogni azione, ogni presenza di nostri fratelli, così come sono. |
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Post n°19 pubblicato il 23 Settembre 2008 da lusciu
Attraverso la preghiera l’ammalato viene portato nei giardini della Misericordia, perché ivi possa trovare sollievo per qualche momento. Ma nulla vieta che, appena finisca la preghiera, il possesso ritorni. Ecco la necessità di pregare sempre, senza mai stancarsi, come leggiamo nella Sacra Scrittura. «I giardini della Misericordia sono dei giardini poveri, semplici, abitati soltanto da uomini poveri e posseduti come me dal nemico di Dio. II Signore ogni giorno li va a prendere, mandando il suo angelo, l'angelo dell'Amore, perché essi possano essere messi al riparo e possano riposare dalla violenza del nemico di Dio. Questi sono i giardini della Misericordia. A voi Dio ha dato le chiavi di questi giardini. Ogni giorno, venendo a pregare, aprite questi giardini e l'angelo conduce gli uomini malati in questo luogo. I giardini della Misericordia sono, perciò, una protezione, un rifugio, una posizione di quiete, di riposo per chi viene continuamente sorpreso e calpestato dal nemico di Dio. II riposo, nella pianura della Misericordia, è costituito da un sonno leggero, quasi impalpabile, perché cullato dall'angelo e ogni uomo, in quel luogo, ritrova il suo essere» [Da Vox 231197G, 4)]. |
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Post n°18 pubblicato il 23 Settembre 2008 da lusciu
PAS220908. Nella vita di ogni giorno si assiste a discorsi che non hanno nulla a che fare con l’amore vero e genuino. Anche presso i cristiani praticanti, quando si parla di amore, si tratta soltanto di ciò che altri devono dare a me, e non viceversa. Nel linguaggio di Dio le cose stanno diversamente. Esempio lampante del vero amore è Cristo con tutta la sua vita terrena e attuale. Egli ha dato tutto se stesso, e dona tutto se stesso giorno dopo giorno, non perché l’uomo meritava o merita attualmente il suo dono, ma al contrario: proprio perché l’uomo non era e non è in comunione con Dio, Cristo ha offerto e continua ad offrire tutta la sua vita per far sì che l’uomo possa tornare alla casa paterna, in vista della salvezza finale. Ecco: nel linguaggio di Dio «Amare significa donarsi, offrire tutto se stessi per gli altri. Ora, nei riguardi di chi si accoppia al nemico di Dio, per comporre espressioni manifestazioni che non sono da Dio, qual'è il comportamento di chi ama? Quello di tacere sul male ricevuto e di offrire se stessi, perché il Signore compia le trasformazioni dovute» [Da Vox 231197G, 1)]. |
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Post n°17 pubblicato il 22 Settembre 2008 da lusciu
A volere ben riflettere c’è differenza tra malato e infermo. Si dice 'malàto' colui che non è in buona salute, che è affetto da qualche malattia e figurativamente colui che è profondamente, quasi morbosamente attaccato a un sentimento particolare, cioé viziato, distorto; si dice di persona che ha manifestazioni e atteggiamenti anormali, quasi patologici. Invece 'Infermo' è colui che è colpito da infermità, che è malato gravemente e da lungo tempo. Sant’Agostino ce ne dà una esauriente spiegazione. PAS210908. «... a considerare bene le parole in se stesse, malato è propriamente chi è già tocco dal male, mentre infermo è colui che non è fermo e quindi solo debole. Per chi è debole bisogna temere che la tentazione lo assalga e lo abbatta, Il malato invece è già affetto da qualche passione, e questa gli impedisce di entrare nella via di Dio, di sottomettersi al giogo di Cristo. Alcuni uomini, che vogliono vivere bene e hanno fatto già il proposito di vivere virtuosamente, hanno minore capacità di sopportare il male, che disponibilità a fare il bene. Ora invece è proprio della virtù cristiana non solo operare il bene, ma anche saper sopportare i mali. Coloro dunque che sembrano fervorosi nel fare il bene, ma non vogliono o non sanno sopportare le sofferenze che incalzano, sono infermi ossia deboli. Ma chi ama il mondo per qualche insana voglia e si distoglie anche dalla stesse opere buone, è già vinto dal male ed è malato. La malattia lo rende come privo di forze e incapace di fare qualcosa di buono» (S. Agostino). |
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Post n°16 pubblicato il 21 Settembre 2008 da lusciu
PAS200908. Una delle domande più comuni è la seguente: «Perché Dio permette che un vecchio di 90 anni continui a vivere, in mezzo a tante sofferenze e a tanti problemi che crea in famiglia, mentre fa morire chi ancora è in grembo, o chi è appena nato, o chi è ancora bambino? Perché non potrebbe fare il contrario?». Spesso capita di dare delle risposte senza le domande con esclusività assoluta. Per esempio si dice: «La vostra risposta a tutti i vostri problemi è Gesù». Quale, però, è la domanda? Solo chi pone le domande giuste può scoprire risposte che lo aiutano ad andare avanti. Nelle discussioni capita spesso che chi pone le domande migliori porti avanti la conversazione e contribuisca più di tutti alla soluzione di un problema. La risposta dipende sempre dalla domanda, e all’inizio di ogni pensare si trova il voler sapere, la curiosità. I filosofi ritengono che in questo consista la pratica dell’ostetricia di scoprire la verità. La risposta alla domanda, che ci siamo posti, la riscontriamo nella rivelazione cristiana. E’ la risposta precisa, forse, ad ogni nostro problema o richiesta. Non possiamo penetrare nel pensiero di Dio, non possiamo comprendere il perché del suo comportamento, umanamente errato. Nel profeta Isaia leggiamo: «I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri». E che dire di più? Vogliamo forse competere con Dio? Abbiamo tanta alterigia e tanta superbia da volere correggere l’operato del Signore? |
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Post n°15 pubblicato il 20 Settembre 2008 da lusciu
Umiltà e grandezza PAS190908. Quando volgi il tuo pensiero agli uomini di Chiesa, te ne allontani perché vedi i difetti. Il clero è a servizio di Dio, ma non abbandona per sempre le sue caratteristiche umane. E di esso il Signore si serve, così com’è. Gesù ha affidato la sua Chiesa a degli uomini, non perfetti, ma tendenti alla perfezione da raggiungere almeno alla fine della propria vita. Dio, infatti, alla fine della vita terrena, ne valuterà la buona volontà più che la riuscita. Impara anche tu ad essere retto e a non pretendere ciò che ciascuno uomo di Dio non riesce a darti.
Rifletti attentamente sulle parole del vescovo Pranzini. Nella vita di Don Zeno leggiamo che il Vescovo Pranzini, in una pubblica adunanza disse: “Le cambiali di Zeno sono un atto di fede”. Di questi atti di fede Don Zeno ne faceva parecchi. Solo una volta anche il mite vescovo perse le staffe con Zeno. Ed è tutto detto, con un tipo esigente come il nostro. Alla Federazione giovanile c'era un grosso problema da risolvere. Zeno, come d'abitudine, ricorse a mons. Pranzini, che in quel periodo si trovava fuori sede. Zeno si mostrò vivacemente contrariato e protestò con il vicario generale: "II vescovo dovrebbe essere a casa in certi momenti!" Al suo ritorno il vescovo venne puntualmente informato della cosa. Così mandò a chiamare il giovanotto e quando l'ebbe davanti non nascose l'ira che gli lievitava in corpo, e lo apostrofò: "Tu credi che un giovane possa scagliarsi contro un vescovo in quella maniera, per di più di fronte al vicario generale e ad altri?" Il vescovo s'era fatto rosso in faccia per l'ira, che tuttavia durò un attimo. Fece sedere il giovane accanto a sé e con voce calma soggiunse: "Vedi quanto può essere cattivo un uomo, anche se vescovo!" Quindi riprese a parlargli degli istinti difficili da dominare, che non si smorzano neppure sotto le vesti di un papa, perché "la natura si ribella alla virtù". Un bell'esempio di umiltà e di grandezza d'animo. |
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Post n°14 pubblicato il 20 Settembre 2008 da lusciu
Bisogna vivere sulla terra, con i piedi poggiati sul suolo dove siamo stati posti, ma non si deve dimenticare in maniera assoluta la via del cielo che ci fa raggiungere le alte sfere come i semplici uccelli della nostra umile terra. Dalle Massime di Sna Giuseppe da Copertino. PAS180908. "I servi di Dio devono fare come gli uccelli, i quali scendono a terra per prendere un po' di cibo, e poi subito si risollevano in aria. Similmente i servi di Dio possono fermarsi sulla terra quanto comporta la necessità del vivere umano, ma poi subito, con la mente, devono sollevarsi al cielo per lodare e benedire il Signore. Gli uccelli, se scorgono del fango sul terreno, non si calano sopra, oppure lo fanno con molta cautela per non imbrattarsi. Così dobbiamo fare noi: mai abbassarci alle cose che macchiano l'anima, ma sollevarci in alto e con le nostre opere lodare il Signore, sommo Bene". |
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Post n°13 pubblicato il 20 Settembre 2008 da lusciu
Ancora dalle Massime di San Giuseppe da Copertino. Necessita dare il buon esempio, perché altri, seguendo le nostre orme, possano volgere il loro sguardo verso la giusta meta, che è la salvezza finale. Anche noi, infatti, cerchiamo di imitare i Santi, seguendo le loro orme, i loro cammini. PAS170908. "Come un albero, dopo essere stato oggetto delle cure più assidue, in fine, carico di frutti, ne da a chi ne vuole, così l'uomo che comincia a camminare nella via di Dio, deve sforzarsi con ogni diligenza di crescere e progredire nel servizio del 'Signore, spandendo rami di virtù e producendo fiori profumati di santità e frutti di opere sante, per modo che tutti gli uomini, dietro il suo esempio, apprendano anch'essi a camminare nella via di Dio". |
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Post n°11 pubblicato il 20 Settembre 2008 da lusciu
Dalle Massime di San Giuseppe da Copertino La grazia viene sempre da Dio e anche le oepre conseguenti provengono dall'amore che Dio ha verso l'uomo, così com'è. PAS160908. "La grazia di Dio è come il sole, che splendendo su gli alberi e le loro foglie, li adorna ma non li contamina, li lascia nel loro essere, senza minimamente alterarli. Così la grazia di Dio, illuminando l'uomo, lo adorna di virtù, lo fa splendente di carità, lo rende bello e vago agli occhi di Dio; non altera la sua natura, ma la perfeziona. Dio vuole, dell'uomo, la volontà, poiché questi non possiede altro di proprio, pur avendola ricevuta quale prezioso dono dal suo Creatore. Difatti quando si esercita in opere di virtù, la grazia di operare e tutti gli altri doni ch'egli possiede, vengono da Dio: l'uomo, di suo, non ha che la volontà; perciò Dio si compiace sommamente, quando egli, rinunciando alla propria volontà, si mette completamente nelle sue mani divine". |
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Post n°6 pubblicato il 19 Settembre 2008 da lusciu
PAS150908. Io inizierò a parlare. Attendete! Sì! Attendete! PAS160908. 1. Le giornate di Gesù, raccontate da Maria. “Imploravo il Padre sancisse finalmente la realtà delle cose e li spingesse a compiere gesti di reale verità, come l'amore per i deboli e per la misericordia. Questa era l'attività di Gesù. Conduceva quasi sempre così le giornate, opinatamènte rivolto a compiere opere di misericordia e di amore, senza accorgersi poi che, proprio fra gli apostoli, ce n'era uno che, fra tutti gli altri, era disposto a accogliere le parole, ad un patto però, che io lo eleggessi a re e capo della ciurma”. |
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Post n°5 pubblicato il 19 Settembre 2008 da lusciu
PAS140908. Io ho paura, paura, paura non per me. Io temo che per me venga sprezzato il mio Signore, che tanto ha amato, che tanto ha sofferto e soffre ancora per me. Eppure devo parlare. Per colpa mia soffrirò insieme a Gesù ciò che gli uomini ci daranno da soffrire.
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Post n°4 pubblicato il 19 Settembre 2008 da lusciu
PAS110908. Io vorrei parlarvi della divina Misericordia per gli uomini del nostro tempo. PAS120908. Io dovrei parlarvi della Misericordia del Padre per noi. Ma chi mi seguirà? Chi mi ascolterà? Da quale posto comunicherò? Su quale Cattedra mi siederò per parlare? La presente cattedra è quella giusta? Essa è una fra tante, una semplice cattedra ed io parlerò del mio Signore, del mio Dio di amore e di Misericordia. Ascoltatemi! PAS130908. IO DEVO PARLARE DI MISERICORDIA. Non posso più tacere. Mi devo aprire agli altri. E' il Signore che lo vuole. Quale Signore? E' il mio Signore, che ha un nome ben preciso, un nome su cui è posta la salvezza, è un nome di salvezza, un nome Salvatore. Pronunciando questo nome ogni uomo può sperare nella salvezza. Ascoltatemi, fratelli; ascoltatemi, sorelle; ascoltatemi, bambini. Ascoltatemi, adulti, uomini e donne. Io devo parlare. Non posso più tacere. Da questa misera cattedra IO PARLERO' e inneggerò all'amore del mio Dio, amore non esclusivo. Gesù non esclude nessuno. Tutti coloro che lo cercano possono trovare nel proprio cuore. |
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Post n°1 pubblicato il 16 Settembre 2008 da lusciu
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Inviato da: cammo
il 04/12/2008 alle 16:28
Inviato da: s_berlusconi_1936
il 06/10/2008 alle 09:13
Inviato da: maryc80m
il 25/09/2008 alle 17:19
Inviato da: lusciu
il 24/09/2008 alle 11:35
Inviato da: orta0
il 22/09/2008 alle 16:50