Creato da gladlunatika il 26/10/2008

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Oggi si sono persino menati in parlamento, per fortuna,...
Inviato da: giampi1966
il 07/07/2010 alle 22:01
 
BUON ANNO!!! Anche se molto in ritardo ^ ___ ^
Inviato da: giampi1966
il 15/01/2009 alle 13:38
 
Auguriiiii!!!!!!!!!
Inviato da: giampi1966
il 24/12/2008 alle 10:04
 
Quelle persone faranno la stessa fine.
Inviato da: LIMPIDO_80
il 02/12/2008 alle 11:18
 
io direi che sono le soddisfazione di un piccolo, in tutti...
Inviato da: MUSICANTE_0
il 23/11/2008 alle 22:21
 
 
 

 

« Ci Riprovano... L'ora della verità »

LA SENTENZA SCANDALO....

Post n°15 pubblicato il 16 Novembre 2008 da gladlunatika



GENOVA - Undici ore di camera di consiglio per un sentenza che chiude,
dopo quasi otto anni, quella che e' stata definita una delle pagine
piu' nere della democrazia in Italia: i pestaggi alla scuola Diaz
durante il G8 di Genova. Sono stati inflitti 35 anni e 7 mesi di
reclusione totali, in gran parte condonati. Tredici condanne, sedici
assoluzioni, tra le quali tutti i vertici della Polizia mandati a
giudizio.

Scuola Diaz, era il 21 luglio 2001, a poche ore
dalla morte del giovane Carlo Giuliani: le botte, gli insulti, le
calunnie e gli atti falsi attraversarono quella notte e le stanze di
quella scuola come una tempesta. In quelle aule, oltre 90 ragazzi
pestati, insultati e calunniati. In molti erano in tribunale, stasera.
Gli stessi che hanno ascoltato in silenzio il nome dei condannati
(tutti i poliziotti del VII nucleo del Reparto Mobile di Roma che
entrarono alla Diaz al comando di Vincenzo Canterini) e che hanno
urlato 'vergogna, vergogna' quando hanno capito che il tribunale ha
assolto i 'vertici', la 'catena di comando'. Un processo complesso,
condotto sul filo del codice che vuole la responsabilita' penale
strettamente personale, un processo sofferto per il ripetersi delle
immagini dei pestaggi, del sangue, delle umiliazioni. E ancora, episodi
dai contorni ambigui ricostruiti per dar loro concretezza - come quello
delle molotov e delle coltellate al poliziotto -, il fantasma in quella
scuola. Due pubblici ministeri, Enrico Zucca e Francesco Cardona
Albini, che hanno parlato per ore e ore, oltre 40 memorie e
contromemorie depositate, che ha visto il grande lavoro delle parti
civili teso tutto a colmare lacune e cercare prove. Le parole delle
difese, che nelle ultime udienze sono state pesantissime, una sfida che
ha visto incrociare le spade tra avvocati e pubblici ministeri,
attacchi frontali per demolire quello che da piu' parti e' stato
chiamato 'il teorema'.

C'e' ansia in aula mentre si aspetta la
sentenza. Molti sono presenti: Mark Covell, il giornalista inglese che
fini' in coma per i calci e i pugni alla testa, e Haidi Giuliani, la
mamma di Carlo; ci sono le ragazze che si trovarono gli occhi tumefatti
e Vittorio Agnoletto, europedutato di Rifondazione comunista, ex leader
del Genoa Social Forum. C'e' nervosismo per i rinvii, ora dopo ora, per
una sentenza che prima doveva uscire alle 17 ed e' invece stata
pronunciata alle 21. La lettura del presidente Gabrio Barone e' lenta,
scandita, puntuale. Non scioglie pero' l' ansia e il nervosismo di
un'aula che aspetta le condanne come un risarcimento morale e finanche
politico. Un'aula che dimostrera' alla fine di non sopportare la parola
'assolto'. Piovono urla e fischi, dichiarazioni di fuoco, i carabinieri
in servizio d'ordine attenti ma discreti, i pm che non commentano a
caldo, le difese dei condannati che ripetono 'appelliamo, appelliamo'.
In fondo all' aula, in silenzio, e' sempre rimasto Alfredo Fabbrocini,
dirigente della squadra mobile di Parma. Per lui, i pm prima chiesero
al giudice l' archiviazione, poi in tribunale l' assoluzione. Una tesi
che il tribunale ha accolto in pieno. Se n'e' andato senza commentare.

 
 
 
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