Adolfo Rebecchini

«È meglio seguire la strada, anche zoppicando, che correre fuori di essa. Perché chi continua a zoppicare sulla strada, benché avanzi poco, si va avvicinando alla meta; ma chi cammina fuori strada, quanto più corre tanto più si va allontanando dalla strada» (San Tommaso d'Aquino, Coment. Evang. S. Juan, 14,2).

 

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Verso il Convegno Ecclesiale Marchigiano 2013

Post n°167 pubblicato il 27 Marzo 2012 da REBECCHINI

Fonte: www.fanodiocesi.it

 

 
 
 

Giornata internazionale della pace

Post n°165 pubblicato il 21 Settembre 2010 da REBECCHINI
 

La Giornata Internazionale della Pace viene celebrata il 21 settembre di ogni anno.

È stata istituita il 30 novembre 1981 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67.

L'Assemblea dichiarò che il Giorno sarebbe stato osservato, il terzo giovedì di settembre ogni anno, come un giorno di pace e di non-violenza, e volse un invito a tutte le nazioni e persone a cessare le ostilità durante il giorno. La risoluzione invitava tutti gli stati membri, organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, organizzazioni regionali e non governative ed individui a commemorare il giorno in maniera appropriata, sia attraverso l'educazione e la consapevolezza pubblica, sia nella cooperazione con le Nazioni Unite per la pace globale.

 

 
 
 

A proposito di guerra e di armi...

Post n°164 pubblicato il 07 Luglio 2010 da REBECCHINI
 
Tag: Pace

"Verranno molti popoli
e diranno:
Venite,
saliamo al monte del Signore!
Perché ci indichi
le sue vie
e possiamo camminare
sui suoi sentieri ...
Forgeranno le loro spade in vomeri,
le loro lance in falci.
Un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo.
Non si eserciteranno più
nell'arte della guerra"
(Isaia)

"Le armi,
quelle terribili specialmente,
che la scienza moderna vi ha date,
ancora prima
che produrre vittime e rovine,
generano cattivi sogni,
alimentano sentimenti cattivi,
creano incubi,
diffidenze
e propositi tristi,
esigono enormi spese,
arrestano progetti di solidarietà
e di utile lavoro,
falsano la psicologia dei popoli"
(Paolo VI all'ONU il 4 ottobre 1965).

"MA IO VOGLIO DAVVERO LA PACE?"

 

 
 
 

Ti auguro (poesia indiana)

Post n°163 pubblicato il 28 Giugno 2010 da REBECCHINI

Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo,  per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene,  potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo,  per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso,  ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo,  non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo,  non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere,  per maturare.
Ti auguro tempo,  per sperare nuovamente e per Amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
  
Poesia indiana
.

 
 
 

Barchi 15 maggio 2010: Festa di Sant'Ubaldo

Post n°162 pubblicato il 25 Maggio 2010 da REBECCHINI
 

 

Lo schema preparato per la processione si può scaricare su:
http://www.qumran2.net/indice.pax?autore=1279

 

 

 
 
 

Perche' le persone gridano quando sono arrabbiate?

Post n°161 pubblicato il 12 Maggio 2010 da REBECCHINI
 
Tag: Gandhi

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."
Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Mahatma Gandhi

(Da " ●fσℓℓєттσ● ")

 
 
 

Auguri mamma!

Post n°160 pubblicato il 08 Maggio 2010 da REBECCHINI
 

Grazie mamma,
perche' mi hai dato,
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buonanotte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi da sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con sagggezza ed amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma

Judith Bond

 
 
 

47ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Post n°159 pubblicato il 26 Aprile 2010 da REBECCHINI
 

TRASMETTERE LA SUA LUCE

«Una grande gioia non si può tenere per sé, bisogna trasmetterla», ha detto Benedetto XVI ai giovani della GMG a Colonia. Trasmetterla con la parola ma, soprattutto, con la vita! E chi ha una notizia più bella, più importante e urgente da comunicare di chi ha “incontrato” Cristo?! È l’incontro decisivo che rischiara e orienta la vita. E, se vissuto con coerenza, dà il coraggio necessario per le grandi scelte. Rende testimoni luminosi, che riflettono la Sua luce.
Nel poster, la foto - un prete tra la gente - esprime la comunicazione preziosa dell’annuncio e della testimonianza, che è per tutti: bambini, giovani, adulti… e a ciascuno comunica gioia.
Dalla foto si staccano dei pezzi e vanno un po’ in tutte le direzioni… Nessuno sa quanto bene fa quando fa il bene, quando annuncia il Vangelo… È il miracolo dell’Amore! Che ognuno, a sua volta, è chiamato a continuare.
Le varie parti “in movimento” sono accompagnate da una certa luminosità a forma di Croce: per esprimere che – importante! – ciò che il vero testimone trasmette è, innanzitutto, la luce di Cristo.

 

sr. Maria De Luca ap

Fonte: www.diocesi.parma.it/

 
 
 

Su quel lino lo «specchio» del Vangelo

Post n°158 pubblicato il 16 Aprile 2010 da REBECCHINI
 
Tag: Sindone

Tra i segni più evidenti che richiamano il Vangelo si evidenziano sulla fronte, sulla nuca e lungo i capelli «colature di sangue ad andamento sinuoso che sgorgano da ferite da punta di piccolo diametro, ferite disposte a raggiera intorno al capo che sembrano provocate dall’imposizione di un casco di aculei acuminati».

           A dieci anni dall’Ostensione del Giubileo, la Sindone torna visibile. Per la prima volta senza le toppe che furono applicate dalle Clarisse di Chambéry dopo l’incendio che la colpì nel 1532 e adagiata su un nuovo telo di supporto che ha sostituito il precedente «telo d’Olanda» su cui le Clarisse l’avevano fissata.

           I pellegrini si troveranno così di fronte alla Sindone in cui «ciò che è cambiato – spiega il professor Bruno Barberis, direttore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino – non è la nitidezza dell’impronta, che non è stata in alcun modo toccata dall’intervento conservativo, ma la visibilità dell’immagine. La rimozione delle toppe ha infatti permesso di liberare alcuni pezzi di tessuto, aumentando così la superficie visibile e ora il Telo appare come doveva mostrarsi subito dopo l’incendio del 1532».

          «La Sindone, come era da attendersi – scrisse al termine dell’intervento Mechthild Flury-Lemberg – si mostra ora in una luce nuova. I buchi dell’incendio sono vuoti e suscitano l’impressione di un telo ferito. L’assenza delle toppe libera maggiore quantità di telo di quanto potessimo attenderci. La figura di un uomo sofferente è divenuta riconoscibile in modo più pieno, perché la continuità delle linee non è più interrotta dalle toppe. Le drammatiche lesioni dell’incendio rispecchiano letteralmente la piegatura d’allora del Telo».

          Il Telo sindonico – tessuto di lino a spina di pesce delle dimensioni di circa 4,41 per 1,13 metri le cui prime irrefutabili testimonianze storiche risalgono alla metà del 1300 – presenta la doppia immagine – la cui formazione resta ancora un mistero inspiegabile per la scienza – accostata per il capo del cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocifissione. Un rimando così diretto e immediato al lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro e soprattutto alla drammatica realtà della Passione di Gesù, che Giovanni Paolo II, nel corso della sua visita nel 1998, definì «specchio del Vangelo».

          Tra i segni più evidenti che richiamano il Vangelo si evidenziano sulla fronte, sulla nuca e lungo i capelli «colature di sangue ad andamento sinuoso che sgorgano da ferite da punta di piccolo diametro, ferite disposte a raggiera intorno al capo che sembrano provocate dall’imposizione di un casco di aculei acuminati».

          E ancora: la cute del dorso e del tronco presenta «oltre un centinaio di ecchimosi escoriate» riconducibili a lesioni provocate dal flagello, mentre sul polso sinistro è evidente una chiazza di sangue determinata da una ferita di forma ovale «riconducibile alla lesione da uno strumento da punta, quale un chiodo, sul quale sia stata esercitata una trazione.

          La Sindone viene presentata ai pellegrini in un’apposita teca che fu realizzata per l’Ostensione del 1998 e del 2000 dalla ditta Bodino. Proprio dal 1998 – a seguito di appositi studi scientifici – la Sindone non è più custodita arrotolata ma distesa e dal 2000 è stata realizzata un’apposita teca, a cura di Alenia Spazio e Microtecnica che ne garantisce la conservazione in un ambiente ottimale e sicuro.

http://www.avvenire.it
http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=126177

autore: Federica Bello

 
 
 

Dio è amore

Post n°157 pubblicato il 13 Aprile 2010 da REBECCHINI
 
Tag: amore, Dio

[Dio+è+amore.jpg] 

 

 
 
 
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