Adolfo Rebecchini

«È meglio seguire la strada, anche zoppicando, che correre fuori di essa. Perché chi continua a zoppicare sulla strada, benché avanzi poco, si va avvicinando alla meta; ma chi cammina fuori strada, quanto più corre tanto più si va allontanando dalla strada» (San Tommaso d'Aquino, Coment. Evang. S. Juan, 14,2).

 

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Bambini soldato: aiutiamoli!

Post n°72 pubblicato il 24 Ottobre 2009 da REBECCHINI
 

«La tua vita dipende dall’arma che porti,
è tua madre, veglia su di te giorno e notte»
Bambina colombiana

«Sono usati come scudi umani, inviati al fronte senza alcuna paura di mandarli a morire:
il bambino costa poco, ha il coraggio di chi non riflette sul valore della vita e si lascia
facilmente esaltare dai capi adulti che lo aizzano ad andar avanti, lo costringono a uccidere!»
Desmon Tutu (Arcivescovo, premio Nobel per la pace nel 1984)

Situazione: il terrificante binomio "bambino-guerra"

Non è possibile fornire il numero esatto Non è possibile fornire il numero esatto dei bambini soldato, ma le cifre diffuse dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite parlano di almeno 250.000, il 40 per cento dei quali costituito da bambine. Gli stessi 250.000 sono denunciati dalla Conferenza di Parigi del 2007.

Ma oltre i numeri e le statistiche troviamo le sagome di bambini arruolati in eserciti e gruppi armati irregolari. Esche, corrieri, sentinelle, cavie per affrontare i campi minati, o più semplicemente trasportatori di munizioni e vettovaglie: questi i loro compiti.

La guerra è l’impiego illimitato della forza bruta, diceva il Generale Von Clausewitz.
Ma nelle guerre che combattono i baby mercenari la forza bruta ricade inesorabilmente sulle loro vite: sono trattati con violenza e puniti in modo estremamente severo per gli errori che possono commettere. Una tentata diserzione può portare agli arresti e, in qualche caso, all’amputazione di parti del corpo (dita, orecchie, labbra), o, addirittura alla morte.

Ci sono bambini appartenenti a gruppi particolarmente vulnerabili i quali sono ancora più soggetti al rischio dell’arruolamento forzato: si tratta di coloro che vengono separati dalle loro famiglie (orfani, rifugiati e sfollati non accompagnati) o che provengono da situazioni economiche e sociali svantaggiate (ragazzi di strada). Infatti nei casi di migrazioni forzate e improvvise, le famiglie e le comunità vengono divise ed i bambini si ritrovano spesso abbandonati a se stessi e alla mercé dei signori della guerra.
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Data di creazione: 02/10/2009
 

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